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Erlewine Lazer
Erlewine Lazer
di [user #32554] - pubblicato il

A lungo la preferita del bluesman Johnny Winter, la Lazer ha vissuto il suo momento di gloria negli anni '80 colpendo l'immaginario comune con un progetto ardito per l'epoca. La headless del liutaio texano Mark Erlewine è terreno di sperimentazione per tecnologie all'avanguardia come quella alla base del ponte wine-o-matic ed è una delle tre protagoniste del nostro speciale dedicato a Erlewine Guitars.
A lungo la preferita del bluesman Johnny Winter, la Lazer ha vissuto il suo momento di gloria negli anni '80 colpendo l'immaginario comune con un progetto ardito per l'epoca. La headless del liutaio texano Mark Erlewine è terreno di sperimentazione per tecnologie all'avanguardia come quella alla base del ponte wine-o-matic ed è una delle tre protagoniste del nostro speciale dedicato a Erlewine Guitars.

La Lazer, chitarra progettata da Mark Erlewine e prodotta in Giappone da Hondo, è una delle protagoniste del trittico oggetto del nostro speciale su Erlewine Guitars.
Già dal nome e dalla forma, la Lazer fa pensare a qualcosa di proiettato dal futuro ai giorni nostri. Sembra quasi uno strumento sperimentale, ma oltre le apparenze c'è tanta sostanza.

In soli 78 centimetri offre una scala normale da 25" 1/2 ed è pesante, anzi leggera, poco più di due chili. Ha un manico passante realizzato in tre pezzi di acero a cui sono applicate due ali laterali asimmetriche. Quella inferiore ha uno scasso che consente l'uso da seduti. Straordinario nella sua efficienza il ponte wine-o-matic, costituito da un bloccacorde dove dovrebbe esserci la paletta e sei tiranti orizzontali sul lato del corpo.
Colpiscono le dimensioni mastodontiche del ponte con, annesso, il sistema di accordatura. Le sellette, in cui si attaccano le corde con il classico pallino, possono scorrere per regolare l'accordatura grazie a delle manopole zigrinate che sporgono nella parte posteriore del ponte.
L'accordatura è molto precisa e il dispositivo assicura un'ottima tenuta. Forse accordare è un’operazione non semplicissima, vista la vicinanza delle manopoline che oltretutto oppongono un po' di resistenza, ma il tutto richiede non più di una manciata di minuti.

Erlewine Lazer

La tastiera è quasi piatta con 24 tasti piccoli nelle dimensioni che, uniti a un manico confortevole quanto abbondante, ne fanno uno strumento non velocissimo ma comunque suonabile e godibile alla grande.
Due sono i pickup: doppio al ponte e singolo al manico di costruzione Erlewine.
I controlli di tono con un push/pull che splitta l'humbucker e il controllo volume (davvero efficace e regolare nell'escursione) sono a portata di dita. In mezzo troviamo un piccolo switch a tre posizioni per passare da un pickup all'altro.

Nell’imbracciarla, un elemento che colpisce istantaneamente è quanto sia bilanciata. Sembra quasi che sia la chitarra a trovare la giusta inclinazione, inoltre il peso e le dimensioni ridotte all'osso rappresentano un vantaggio non da poco.

Erlewine Lazer

Iniziando la prova con i suoni clean, mi hanno letteralmente stupito la versatilità e la credibilità nel possedere una così ampia gamma sonora della classica tradizione blues e rock.
Possiamo ottenere cinque suoni: quello al manico, manico e ponte, doppio o singolo, solo ponte, ovviamente con doppia configurazione.
Per gran parte delle posizioni, i rimandi a Fender sono immediati e la direzione è verso il tipico suono ruffiano e ammaliante della Stratocaster.
Invece, come una sorta di Dr. Jekyll & Mr. Hyde, quello al ponte porta istantaneamente alla dimensione Gibson, risultando grosso, grasso, caldo e graffiante nello stesso tempo: una vera goduria per le orecchie.
Personalmente trovo che il pickup più difficile da utilizzare sia sempre quello al ponte: richiede infatti attenzione nella regolazione del suono e soprattutto un’appropriata contestualizzazione sonora. Ma in questa Lazer, sarà per la natura costruttiva dello strumento o forse per la distanza dal ponte inusuale rispetto alla totalità delle chitarre, uniti alla buona fattura del pickup, ne risulta un impiego di vasta applicazione.
Proseguendo con i distorti, si scopre il territorio in cui la Lazer dà il meglio di sé. Con un suono ricco e pieno, ha quasi dell'incredibile l'assoluta regolarità del controllo volume nello scremare il gain, regalando un’ampia gamma di sfumature.


Ho conosciuto la musica di Johnny Winter al tempo del vinile e mi sono sempre chiesto quale fosse la ragione nell'impiegare una chitarra così particolare: ora lo so!
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Erlewine Guitars
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Commenti
Dove posso provarla / comprarla?
di 650s [user #2280] - commento del 07/04/2013 ore 08:35:39
Mi son sempre ritenuto da mandare una mail ad Erlewine... comprarla a scatola chiusa...

Però, se la produce la Hondo... c'è una qualche distribuzione? un negozio dove posso trovarla?
Rispondi
l'ho già vista su queste pagine..
di dfatwork utente non più registrato - commento del 07/04/2013 ore 09:33:4
..ma non era lei..
Rispondi
Sembra più un remo che ...
di Farloppo [user #27319] - commento del 07/04/2013 ore 10:19:13
Sembra più un remo che una chitarra...
Rispondi
Io ce l'ho NERA!
di nervo2000 [user #36390] - commento del 07/04/2013 ore 14:44:27
Ecco la mia! vai al link
Rispondi
Re: Io ce l'ho NERA!
di alberto [user #3] - commento del 08/04/2013 ore 14:05:10
Ma che meraviglia!
Rispondi
caro paolo.. "Ho conosciuto ...
di yasodanandana [user #699] - commento del 08/04/2013 ore 02:44:17
caro paolo..

"Ho conosciuto la musica di Johnny Winter al tempo del vinile e mi sono sempre chiesto quale fosse la ragione nell'impiegare una chitarra così particolare: ora lo so!"

puoi provare a parlarne?

grazie...
Rispondi
... solo suonandola!
di paoloanessi [user #32554] - commento del 08/04/2013 ore 09:52:37
Ciao Yaso,
circa l'87/88 era pre-web, informazioni raccolte tra bar e sala prove, quindi capire o sapere che strumentazione avesse un artista da noi meno conosciuto, poteva essere un problema!!

Serius Business (sono andato a guardare:)è il primo LP recuperato allora, cominciai a scoprire Winter per caso, da un amico, mi sorprese ascoltare come in 5/6 dischi il divario di sonorità, dalla song tipicamente rock sudista alle ballate in 12/8 stile anni 50, non da meno i dischi con il dobro e slide, ovviamente devastanti quelli rock e blues permanentemente collegati dall'energia della voce e dalla chitarra, nonostante i "Picassiani" periodi da Firebird alla Fender Jaguard un vero arcobaleno... almeno cosi lo percepivo in quegl'anni, e senza sapere e capire ciò che solo ora comprendo ;-)

Indubbiamente con l'età e i problemi di salute ha trovato nella Lazer il naturale compromesso tra manegevolezza minor peso e sonorità dannatamente credibili e subito belle, questa è la mia personale sintesi dopo il test prodotto per l'articolo...
...in assoluto l'elemento che in questa chitarra mi ha sorpreso, anzi direi quasi scioccato è la credibilità nel gestire sound cosi distanti e diversi, l'ho provata in almeno 6/7 ampli e mantiene sempre vivo l'aspetto dei due classici timbri distinti tra loro, nell'articolo credo si capisca dove dico: "Per gran parte delle posizioni, i rimandi a Fender sono immediati e la direzione è verso il tipico suono ruffiano e ammaliante della Stratocaster.
Invece, come una sorta di Dr. Jekyll & Mr. Hyde, quello al ponte porta istantaneamente alla dimensione Gibson, risultando grosso, grasso, caldo e graffiante nello stesso tempo: una vera goduria per le orecchie."

Ora ascolto musica da uno di quei sistemi di abbonamento streaming, ho a disposizione tutta la discografia... 40 anni e passa di Winter vero artista dalla A maiuscola!

Quindi, semplicemente per un grande Musicista... ci vuole un grande strumento, per tirare fuori ed esprimere tutto ciò che ha da dire... tutto qui!

Buona musicosa giornata :)

PaoloAnx
JazzRock

Rispondi
Re: ... solo suonandola!
di alberto [user #3] - commento del 08/04/2013 ore 14:09:15
Sono totalmente d'accordo con Paolo sulle ragioni di ingombro e peso che hanno portato il grandissimo chitarrista albino a lasciare la gigantesca Firebird per questo piccolo gioiello. Aggiungo che la magia della Lazer (messa ottimamente in luce nell'ottimo servizio di Paolo) è l'incredibile ricchezza, che le consente di spaziare dai suoni Gibson ai suoni Fender senza soluzione di continuità, attraversando quella "terra di nessuno" sonora in cui da sempre vivono i mini-humbucker della Firebird. Sta tutta qui - secondo me - la magia di Mark Erlewine, che ha saputo appendere al collo di Johnny Winter uno strumento compatto, ma capace di non far mai rimpiangere il mastodonte Firebird.
Rispondi
Re: ... solo suonandola!
di tormaks [user #26740] - commento del 11/04/2013 ore 06:54:3
Ciao,
come mai parli di "gigantesca" firebird?
Io ho un debole per quella chitarra (sembra sia stata nominata da frank Zappa "la migliore chitarra mai progettata"), volevo acquistarne una del '65, ma la mia gas fortunatamente non arriva a anto.
Ci volevano almeno 2000 euro, ma era troppo rovinata e con il manico rifatto male....
Gigantesca perchè è grossa o perchè inarrivabile? Mi sembra che una les paul sia il doppio e costi pure il doppio.
caio
maks
Rispondi
Re: ... solo suonandola!
di alberto [user #3] - commento del 11/04/2013 ore 11:29:44
Perché è grande, lunga, ingombrante.
Rispondi
Precisazione di Mark Erlewine
di alberto [user #3] - commento del 08/04/2013 ore 13:59:19
Ci scrive Dianne Erlewine a nome di Mark per una precisazione che pubblichiamo volentieri.

"La licenza di Hondo è scaduta nel 1986, quindi le Lazer di oggi sono prodotte da Mark stesso a Austin, TX su ordinazione. Per la Lazer II il corpo è realizzato da un piccolo produttore coreano sotto la diretta sorveglianza di Mark, i ponti sono costruiti in Germania da Schaller e il bloccacorde in cima alla paletta da un artigiano di Nashville, TN. Mark si occupa dell'assemblaggio ed esegue personalmente il setup nel suo laboratorio di Austin, TX."

In altre parole: chi acquista una Lazer oggi ha la certezza di avere uno strumento messo assieme dalle mani magiche di uno dei più grandi liutai della storia, le stesse mani che producono le sublimi Automatic.
Rispondi
Johnny Winter, usa la Erlewine ...
di nicolapax [user #27042] - commento del 08/04/2013 ore 15:52:41
Johnny Winter, usa la Erlewine perché ha ammesso che non poteva permettere una Steinberger!
A parte che fa un po' ridere (prendiamola come boutade), in ogni caso ciò insegna che si potrebbe avere ottima qualità, innovazione e design senza spendere un capitale. Solo che non ho trovato riferimenti per monetizzare (che brutto vizio abbiamo noi musicisti...): su che cifra si aggira questo bell'oggettino?
Che impressione vedere Paolo senza una semiacustica e ala fine del demo buttarsi su Little Wing!
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