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La scala minore napoletana
La scala minore napoletana
di [user #116] - pubblicato il

Come buona parte della musica sviluppatasi sulle rive del mediterraneo, quella napoletana è il frutto di influenze apparentemente lontane ma che riescono a convivere dando vita a sonorità nuove e caratteristiche. La scala minore napoletana è forse il miglior punto di partenza per avvicinarsi ai suoni partenopei, a metà strada tra le tensioni latine e le dissonanze mediorientali.
Come buona parte della musica sviluppatasi sulle rive del mediterraneo, quella napoletana è il frutto di influenze apparentemente lontane ma che riescono a convivere dando vita a sonorità nuove e caratteristiche. La scala minore napoletana è forse il miglior punto di partenza per avvicinarsi ai suoni partenopei, a metà strada tra le tensioni latine e le dissonanze mediorientali.

L'arrivo di Second Hand Guitars al Sud è l'occasione ideale per approfondire la conoscenza delle sonorità tipiche della tradizione napoletana. A dispetto dei ritmi spesso concitati della musica napoletana, o anche in contrasto con le melodie dolci delle vecchie serenate da "posteggia", gran parte del repertorio partenopeo è caratterizzato da sonorità gravi e ricche di tensione. Una chiave per le melodie mediterranee, antiche e talvolta anche più moderne, è senza dubbio la scala minore napoletana.

Prendendo come riferimento la tonalità di Am, la scala minore napoletana sarà formata dalle note di
A, Bb, C, D, E, F, G#.
Ragionando in termini di intervalli avremo: R, b2, b3, 4, 5, b6, 7.
Ci sono due maniere per guardare alla costruzione e formazione della scala minore napoletana.
Si può partire dalla scala di Am Armonico, A, B, C, D, E, F, G# e ripensarla con la seconda, il B, minore:
A, Bb, C, D, E, F, G#.
Oppure partendo da una scala di A Frigio, A, Bb, C, D, E, F, G ripensandola con la settima maggiore.
A, Bb, C, D, E, F, G#.
Visualizziamola in questa semplice diteggiatura.

La scala minore napoletana

L’applicazione più immediata è quindi considerare questa scala come un colore, ulteriormente triste e malinconico, da utilizzare in un’improvvisazione minore. Possiamo sentirci liberi, quando stiamo utilizzando la scala frigia o quella minore armonica, di variare passando alla minore napoletana semplicemente per portare una sfumatura e un colore leggermente differente.
Il mio suggerimento è pensare a una piccola progressione minore:
Am (A, C, E); Dm (D, F, A); E7 (E, G#,B, D).

La scala minore napoletana

Su questa progressione funzionerà perfettamente la scala minore armonica. Invece si dovrà usare con più cautela quella frigia sul E7, visto che presenta due note estranee il Bb e il G. (Anche se, trattandosi di accordo di dominante, questo saprà accogliere e reggere queste tensioni che potrebbero dunque suonare credibili come note blues o di passaggio). Proviamo allora ad applicare su questa progressione la scala minore napoletana, pensandola proprio come una variazione melodica delle scale minore armonica e frigia.
Serviamoci di queste tre piccole frasi che ho creato.

La scala minore napoletana
La scala minore napoletana

La scala minore napoletana

La scala minore napoletana

Quindi consideriamo un’applicazione della scala minore napoletana più coraggiosa e spendibile in un contesto jazz e fusion.
Sul quinto grado di questa scala troviamo un accordo di dominante alterata:
abbiamo la Tonica E, la terza maggiore G# e la settima minore D. Intervalli che forniscono le condizioni necessarie e sufficienti per parlare di un accordo di dominante. Quindi troviamo tanto la 5 diminuita, il Bb che la quinta eccedente B# (enarmonicamente il C). Per tanto questa scala potrebbe essere un’alternativa, dal sapore decisamente esotico, alla scala alterata o superlocria per improvvisare sugli accordi di 7/b5 e 7/#5.
Analizziamola dal punto di vista intervallare:
E,  F,    G#, A,  Bb,  B#, (C),  D
T,  b2,  3,   4,   b5,   #5,          b7
Ed eccola applicata in un misterioso e spigoloso fraseggio da utilizzare sopra un E7 alterato.

La scala minore napoletana

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