
Spostandoci verso destra di uno abbiamo il Clean Volume, che regola il volume del primo canale, ovvero il pulito.
Spostandoci ancora a destra troviamo uno switch chiamato Bright, che ha la funzione di evidenziare le frequenze acute.
Arrivando dunque al drive, troviamo un potenziometro che regola la saturazione del distorto e lo switch per passare da clean a drive.
Abbiamo poi tre bande di equalizzazione per bassi, medi e alti, che, devo dire, si comportano bene.
Quasi arrivati alla fine, troviamo due controlli master che sono: il Tone, che rende più aperto o più cupo il suono proprio come il tone di una chitarra, e il Reverb, che ricorda molto quello dei Fender, veramente fatto bene.
Infine, troviamo i due interruttori: il power per far riscaldare le valvole e il run che serve per far suonare l’ampli.
Abbiamo poi l’ingresso del footswich per il cambio canale e infine abbiamo uno switch per regolare gli Ohm, da 4 a 8, e la possibilità di un cabinet esterno (la mia versione è il 112).

Inserendo la chitarra nell’ingresso Low, partendo dal pulito col bright attivo e il tone settato a tre, si ha il tipico timbro Fender, merito anche della mia Stratocaster.
Ottimo per fare funk e arpeggi molto soft.
Switchando poi sul drive, si ottiene un crunch molto leggero, che riporta alla memoria i Beatles.
Spostandoci nell’ingresso Hi, sentiamo che il pulito, sempre con bright attivo e tone a tre, è più spinto.
Infine, passando al drive, se si tiene il potenziometro a tra il livello quattro e mezzo e sei si riporta alla memoria il suono di molti artisti quali: Hendrix, Timmons, Oasis, Ligabue.
Io molto spesso lo uso con il Line 6 POD X3 Live, in modo da ottenere un crunch ancora più spinto tramite l’utilizzo di booster e di vari tipi di distorti presenti nella pedaliera.
