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Pregi e difetti del True-Bypass e del Buffer
Pregi e difetti del True-Bypass e del Buffer
di [user #16055] - pubblicato il

Molti chitarristi tessono le lodi dei pedali true bypass, altri preferiscono stompbox bufferizzati d'ultima generazione. Ma qual è il sistema migliore? Ecco i pro e i contro delle principali configurazioni di switch usate negli effetti per chitarra.
Molti chitarristi tessono le lodi dei pedali true bypass, altri preferiscono stompbox bufferizzati d'ultima generazione. Ma qual è il sistema migliore? Ecco i pro e i contro delle principali configurazioni di switch usate negli effetti per chitarra.

È già stato scritto molto sull’argomento, ma ho cercato senza trovare uno scritto che riassumesse tutto questo. Debbo precisare che i pregi e difetti che elenco sono miei pareri personali, frutto di un pensiero più tecnico che artistico e proprio per questo potrebbero essere più interessanti per voi chitarristi. Naturalmente le mie conclusioni potrebbero non coincidere con le vostre e per questo m'interessano molto altri pareri.

Molti chitarristi che usano effetti a pedale preferiscono che siano dotati di true-bypass invece di un altro sistema, ritenendolo superiore. Le case costruttrici continuano a elogiarlo, dichiarandolo apertamente sui loro prodotti. Ma sarà davvero così?

Cos’è un True-Bypass?
È un collegamento elettromeccanico che utilizza un selettore a pedale (footswitch) o manuale per escludere un effetto dalla catena d’amplificazione, senza lasciare nulla collegato alla linea di connessione. Questo significa che il segnale del nostro strumento deve andare dall’ingresso all’uscita senza incontrare ostacoli, come pure non devono essere presenti filtri tra ingresso e la massa elettrica. Qualsiasi cosa si frapponga tra ingresso e uscita, o tra ingresso e massa, assorbe energia e quindi armoniche preziose dello strumento. Il risultato sarebbe un segnale meno energico, più debole e ovattato.
Per ottenere la massima trasparenza si usa un deviatore a due vie, per il solo segnale elettrico, più una terza via per l’accensione dell’indicatore a LED. È stato anche studiato un circuito composto da un transistor e pochi altri pezzi, per ottenere lo stesso risultato con un deviatore a due sole vie, chiamato "Millenium Bypass".

Pregi e difetti del True-Bypass e del Buffer

Come riconoscere un pedale True-Bypass?

Se non abbiamo un’indicazione del costruttore, oppure vogliamo verificare di persona, possiamo utilizzare vari sistemi, tutti comunque piuttosto validi.
Il primo prevede lo smontaggio del nostro pedale, seguendo i collegamenti dall’ingresso all’uscita. Spesso la presenza di un selettore a nove pin (tre vie) è già una garanzia.
Il secondo prevede la lettura dell’eventuale schema elettrico, da parte di una persona competente, che darà conferma del collegamento adottato.
Un sistema empirico, comunemente adottato, prevede di togliere qualsiasi forma d’alimentazione al pedale, la batteria interna e l’alimentatore, provando se il suono a pedale spento raggiunga comunque l’uscita. Questo sistema non ci dà la sicurezza di trovarci con un true-bypass, in quanto tra l’ingresso e la massa potrebbe trovarsi una resistenza e/o un condensatore, responsabili di un taglio delle alte frequenze non verificabili con un confronto diretto in quanto il secondo cavo necessario all’uso del pedale taglierebbe ulteriormente le alte frequenze. L’unica certezza che si ha, quando il segnale non raggiunge l’uscita, è di trovarsi con un pedale dotato di buffer.

Cos’è un Buffer?
È un circuito elettronico dotato di assoluta trasparenza, ovvero, ha la caratteristica di non amplificare o attenuare il segnale e di avere una banda passante - cioè la gamma di frequenze - estremamente ampia. Il segnale, anche a pedale disattivato, attraversa uno stadio d’amplificazione, che quindi necessita d’alimentazione. Spesso è più complesso realizzare uno stadio d’amplificazione non lineare, per cui contrariamente a ciò che si crede la maggiorparte dei buffer sono trasparenti.

Pregi e difetti del True-Bypass e del Buffer

Vantaggi del True-Bypass

Uno dei vantaggi già visti è quello di poter utilizzare il pedale anche senza alimentazione, o meglio, rinunciando all’effetto senza però scollegarlo dalla catena.
Un altro vantaggio di questa soluzione è l’assoluta mancanza di rumori e distorsioni aggiunti dal sistema. Essendo un collegamento elettromeccanico, si potrebbe avere anche decine di volts di segnale senza saturazione dei componenti elettronici.

Svantaggi del True-Bypass
Lo svantaggio principale è dovuto all’allungamento del cavo di connessione, quando andremo ad aggiungere altri pedali. Infatti, oltre al cavo che collega la chitarra al primo pedale, dobbiamo considerare anche tutti i cavetti di connessione esterni e interni ai pedali e il cavo che dalla pedaliera giunge all’amplificatore. Tutto questo finisce per tagliare frequenze acute e segnale allo strumento, rendendo il suono più ovattato e rumoroso, specie nella condizione peggiore, con tutti i pedali bypassati. L’uso anche di uno solo pedale bypassato, di questo tipo, modifica quindi la risposta complessiva rispetto allo stesso strumento collegato all’amplificatore. Occorre anche considerare l’importanza della qualità dei cavi, dei connettori jack dei pedali e degli stessi selettori, che pregiudicherebbero tutto lo sforzo compiuto. Un falso contatto di uno di questi elementi porterebbe a fastidiosi rumori o al silenzio assoluto.

Vantaggi del Buffer
Un buffer isola ciò che sta prima del pedale da ciò che si trova dopo. Questo fatto garantisce che lo strumento, chitarra o basso, siano interfacciati sempre con il carico più corretto per il massimo trasferimento d’energia e quindi armoniche. Inoltre la presenza di un’impedenza d’uscita molto bassa permette l’uso di cavi lunghi decine di metri senza attenuazione del segnale. Un pedale di questo tipo, bypassato e ben realizzato, deve suonare come se la chitarra fosse collegata direttamente all’amplificatore.

Svantaggi del Buffer

La presenza di una qualche forma d’energia elettrica e l’uso di componenti attivi, transistor, FET, MOS, integrati o valvole, aggiunge una piccola quantità di rumore bianco, chiamato spesso "soffio", e di distorsione che può essere di fase, di frequenza o d'ampiezza. In caso di un progetto ben realizzato, questi difetti sono quasi trascurabili, ma una lunga presenza di pedali dotati di buffer potrebbe indurre troppi rumori e distorsioni.

Pedali che non rientrano in nessuna delle due categorie
Sono quei pedali, spesso progettati negli anni '60 e '70, non dotati né di true-bypass, né di buffer. Questi potrebbero adottare un selettore a due vie per bypassare il segnale, ma lasciando alcuni componenti collegati che alterano la risposta a riposo. Oppure potrebbero lasciare un componente attivo con una risposta non lineare, anche a pedale disattivato. In un'epoca di pochi prodotti tra cui scegliere, con pochi effetti in catena, il problema della trasparenza non era contemplato, quanto piuttosto quello di raggiungere il suono desiderato all’accensione del pedale.

Pregi e difetti del True-Bypass e del Buffer

La soluzione

La soluzione migliore, secondo me, è quella di dotarsi di un pedale bufferizzato, o proprio un pedale buffer, come primo elemento della catena, magari alimentato a 12-18 Volt per non avere problemi di saturazione. A questo punto, si potrebbero utilizzare i pedali dotati di true-bypass per sfruttarne i vantaggi e chiudere la catena con un altro pedale bufferizzato.
Se la catena fosse troppo lunga, o magari esistesse incompatibilità tra due pedali in serie, potrebbe essere necessario l’uso di altri buffer in punti più centrali, per separare elettricamente i due antagonisti e ritrovare l’armonia desiderata. Alcuni pedali sono progettati con la possibilità di settarli in modo true-bypass o bufferizzati, tramite un selettore, proprio per migliorarne l’uso nella catena.
Se si possiede uno strumento dotato di pickup attivi oppure di un premplificatore interno, il primo buffer sarebbe superfluo o addirittura dannoso.

Nota della Redazione: Accordo è un luogo che dà spazio alle idee di tutti, ma questo non implica la condivisione di ciò che viene scritto. Mettere a disposizione dei musicisti lo spazio per esprimersi può generare un confronto virtuoso di idee ed esperienza diverse, dando a tutti l'occasione per valutare meglio i temi trattati e costruirsi un'opinione autonoma.

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