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Chitarra Slide con Jimi!
Chitarra Slide con Jimi!
di [user #116] - pubblicato il

Jimi Barbiani è una delle più agguerrite e aggressive chitarre slide d'Europa. Ha diviso il palco con Eric Sardinas, Buddy Wittingtone e aperto gli show di B.B. King, Joe Bonamassa e Robert Plant. Da oggi sarà il nostro insegnante di chitarra slide qui tra le pagine di Accordo. Conosciamolo meglio.

Jimi Barbiani è una delle più agguerrite e aggressive chitarre slide d'Europa. Ha diviso il palco con Eric Sardinas e Buddy Wittingtone e aperto gli show di B.B. King, Joe Bonamassa e Robert Plant. Da oggi sarà il nostro insegnante di chitarra slide qui tra le pagine di Accordo. Conosciamolo meglio.

Per registrare queste lezioni ti abbiamo acchiappato al volo tra una data in giro per l’Europa e lo studio di registrazione. Sei davvero molto impegnato…
Sì, in effetti, in quest’ultimo anno gli impegni sono aumentati in maniera esponenziale. E questo è positivo per me
Ormai da tre anni, La Jimi B. Band sta suonando molto in Germania Olanda e Austria.
In questi mesi stiamo lavorando al nuovo disco che dovrebbe essere pronto a fine Gennaio 2014. Ti confesso che, sono entusiasta per questo nuovo lavoro: finalmente sto lavorando in studio di registrazione come piace a me, con la massima attenzione a ogni dettaglio. Sono pignolo nei particolari e un vero fanatico dei suoni; per me il sound di un disco e di una band è fondamentale!

Registrate tutto live?
Assolutamente si! Batteria, basso, chitarre ritmiche sempre e rigorosamente assieme e dal vivo. E a volte, se possibile, anche alcuni assolo. 
E’ importante cogliere quel feeling, quella magia, che solo suonando insieme si possono avere.Questo disco è concepito come Jimi B. Band con degli special guest, cantanti in particolare, come Johnny Neel (Allman Brothers, Gov't Mule) e Cameron Wiliams (Tishamingo). Loro, per ovvi motivi di distanza, hanno fatto le voci in USA. Quando ho sentito le loro tracce…yeah che suond!

Chitarra Slide con Jimi!

Con che strumentazione stai registrando?
Per quanto riguarda le chitarre, molto Gibson. La mia preferita, sia in studio che live, rimane sempre la Reissue '59; può essere dolce come il miele o aggressivo come una tigre. Poi utilizzo molto la 335, la stessa che utilizzo per queste lezioni, negli assolo. Per le parti solistiche mi servo parecchio anche di una Gibson Custom Historic dove al manico ho montato un Jeff Beck. Da ultimo, unica eccezione, per molte ritmiche ricorro a una Fender Telecaster Reissue '52.
Per gli amplificatori abbiamo creato un vero e proprio muro: per ogni parte che registro ne sono collegati almeno due contemporaneamente così da avere più possibilità di scelta in fase di mix! In ogni caso, l'ampli di riferimento per me resta il mio vecchio Plexy 50 watt del '69. Poi c’è un Marshall Jcm 800 2205, un Marshall Plexy 100 watt Handwired, un Fender Super Reverb e Blues Junior, un Matchless Hc 30 e un Vox AC 50 dei primi anni sessanta!
Anche in studio, come dal vivo, collego sempre tra la chitarra e le "bestiole con le valvole" la mia pedaliera: entro nel classico Tube Screamer 808 e proseguo attraverso un Wha Bonamassa, il Blues Driver della Boss, un Holy Grail Reverb e infine un Delay DD5 della Boss. Chiude la catena un pedale A/B che mi permette di splittare il suono ed entrare in due ampli contemporaneamente.

Perché così tante Gibson?
Penso sia la chitarra più adatta al mio modo di suonare; con lo Slide in particolare riesco ad avere quel sustain naturale che mi fa impazzire! Poi Gibson e vecchi Marshall sul palco stendono chiunque!

Oltre a quelle che hai nominato per la registrazione, quante e che chitarre hai?
In realtà non ne possiedo moltissime. Anche se nel corso degli anni ne ho cambiate diverse alla fine ho capito che mi piace suonarle le signorine, non farne collezione! Comunque ho anche una vecchia Vox dei primi anni sessanta che è stata suonata da band di quell’epoca qui in Friuli. Poi una Strato Relic dal suono veramente vintage e un'acustica Martin D35. Da tre anni sono “fuori dal tunnel” e cerco di trattenermi dagli acquisti e focalizzare la ricerca del suond sugli strumenti che possiedo! Ed è una politica che paga: ai miei concerti, infatti, ricevo sempre più complimenti per il mio suond e sempre meno per i miei capelli! (…risate!)


In studio preferisci stare in regia, con il cabinet in sala di ripresa, ascoltando da monitor e cuffie e nella stessa stanza dell’amplificatore?
Resto in regia, a discapito del piacere di sentire gli ampli che ti soffiano nei pantaloni! Voglio ascoltare subito il suono che si sentirà poi sul disco.

Come nascono i tuoi brani?
Solitamente i miei brani nascono da un riff o da una melodia che scrivo con una delle mie ragazze, quelle a sei corde! (… risate)
Arrivo a prove e la propongo e suono al resto della mia band. Da li iniziamo a provarla assieme e parte tutto il processo di arrangiamento.Ci è successo molte volte che durante i soundcheck che nascessero delle belle idee durante delle improvvisazioni. Non so, forse c’è una tensione particolare…
Penso che la cosa più importante sia avere una buona idea di base e svilupparla poi.

Vorrei parlare delle tue influenze e della tua formazione. Perché i chitarristi della tua generazione sono particolari: nascono sotto l’ala di Van Halen e Malmsteen per poi, raggiunta la maturità, redimersi con Kurt Cobain. Tu come hai fatto a salvarti dal tapping prima e dall’alternative poi?
In casa mia, quando ero piccolo, giravano dischi in vinile di tutto il periodo Rock-Blues fine sessanta e inizio settanta; mio papà ne possiede molti!
E' questo che mi ha influenzato tantissimo nel linguaggio chitarristico. Quindi, se dovessi elencarti gli ascolti della mia formazione su tutti nominerei Jimi, quello vero! Poi Led Zeppelin, Allman Brothers, tutto il British Blues ma anche molto Blues tradizionale come i tre King (… a me piace molto Freddy). E ancora gli Stones, Cream, Steve Ray…

Che cosa quando imbracci una chitarra moderna non ti sembra al suo posto e non funziona?
Ritorniamo sempre alla questione del linguaggio e alla ricerca di determinate sonorità cui tengo molto.

Che cosa rende unico il modo di suonare di giganti come B.B. King o Clapton?
Quando uno è a un concerto di B.B. King, Buddy Guy e anche Eric Clapton si rende conto che questi prima di tutto sono dei cantanti. La chitarra sembra venire quasi dopo. La chitarra se li osservi bene prima di tutto li accompagna e tutta la maniera con la quale pensano i loro interventi solistici e spesso funzionale a dei controcanti alla voce. Essendo cantanti anche la maniera con la quale concepiscono un assolo è diversa da quella di un chitarrista e basta. 

Chitarra Slide con Jimi!

Mi dicevi che limite principale che senti nei chitarristi più moderni ed eruditi che si avvicinano al blues è il timing…
Il discorso del timing è un po' complesso. Per farmi capire, prendo come riferimento il battere di ogni battuta. Ci sono dei chitarristi che suonano avanti e altri indietro al brano: chi suona in anticipo e chi suona in ritardo rispetto alla battuta.
Io prediligo quelli che sono indietro, in particolare nel Blues: gente come Mick Taylor, Peter Green, Eric Clapton, loro sono maestri in questo. Penso sia una questione propria, mentale di ogni persona.
I chitarristi moderni che si avvicinano al Blues, molte volte suonano esattamente invece sul battere della battuta: questo personalmente dopo un po' di ascolti mi fa risultare il loro fraseggio meccanico.

Hai aperto concerti per B.B. King e diviso il palco con Eric Sardinas, solo per citare i primi due nomi che mi vengono in mente…
Sì, in effetti, mi ritengo fortunato. Suonare prima di B.B.King, Robert Plant, Blues Brothers e nomi di questo calibro sono esperienze che ti segnano, anche dal punto di vista umano. Questi artisti solitamente sono persone talmente gentili e professionali che è un vero piacere conoscerli. Viceversa ci sono invece musicisti di medio successo che sembrano il Dio in terra e questo veramente non lo sopporto più!
Con Eric Sardinas ho suonato, o meglio, fatto delle jam in più occasioni. Lui è un istrione e ha un grande ritmo con la chitarra. Abbiamo fatto una bella lotta alle Slide e ci siamo divertiti.
Il chitarrista che mi ha impressionato di più è stato Bonamassa: eravamo in Polonia, nel 2005 per due concerti insieme con lui. Io non lo conoscevo bene, ma ragazzi, quando ho sentito il suo soundchek è stato uno shock: mi sono sentito veramente piccolo, devastante!

Del tuo modo di suonare mi ha colpito il contrasto tra il legame alla tradizione che si sente nei tuoi fraseggi e la modernità del suono e della pronuncia...
Beh, positivo direi. Ho l'anima Blues ma siamo nel 2013…

Di cosa parleranno le lezioni che hai preparato per Accordo?
Rock, Blues e saranno focalizzate sull'uso della tecnica Slide o Bottelneck con chitarra elettrica. Impostazione, accordature, fraseggi, stili di grandi chitarristi…

Ci insegnerai anche qualche brano del tuo disco?
Certo, più che volentieri. Intanto vi ho preparato un’anticipazione con "Ten 'O Clock Train" che sarà proprio sul nuovo album.


Dove si compra e come si sceglie uno slide?
Come penso ogni altro chitarrista Slide ho provato a costruirne alcuni da solo ma con scarsi risultati. Alla fine gli Slide che si acquistano nei negozi di strumenti vanno più che bene: ormai se ne trovano veramente di ogni tipo.

Nei film però si vedono quelli fatti con il collo di bottiglia...
Effettivamente i primi Bluesman tagliavano il collo della bottiglia e lo usavano sulle corde della chitarra. Da lì è nato il nome e questo modo di suonare. "I went down to the Crossroads and the Rock and Blues is On!"

Tenete d'occhio il programma eventi di S.H.G 2013. Potrebbe essere l'occasione giusta per gustarsi la chitarra di Jimi Barbiani live!
interviste jimi barbiani
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