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Precision '51 reissue... rivisto e corretto
di [user #393] - pubblicato il

Molta curiosità ha suscitato il mio articolo nel quale ho raccontato come mi sono autoprodotto una copia "fedele" della Fender Broadcaster. E poiché ho citato una precedente esperienza del genere che aveva per oggetto il Precision Bass nella primordiale versione del 1951, molti mi hanno chiesto di relazionare su quest'altra opera. Devo dire che si è trattato proprio della primissima esperienza nella realizzazione di questo genere di strumenti: ero affascinato dal modello, e sinceramente non sapevo neppure che la Fender Japan lo produceva di serie: mi sarei risparmiato tanta fatica e tante "madonne"! Per questa ragione, non si può certo dire che valga la pena raccontare com'è andata: pur essendo molto curato nei dettagli, il basso è stato realizzato con materiale modesto, soprattutto i legni. Basti dire che il manico è un "Sakura" maple board "cosmeticizzato" per sembrare un solid maple, mentre il corpo è un pezzo unico di frassino europeo che da solo pesa 4 Kg.

56pb.jpg Qualche anno dopo, invece, presa coscienza che lo strumento esisteva, ho provveduto ad ordinarlo al mio dettagliante di fiducia. E stranamente non ho dovuto attendere tempi siderali per ottenerlo. Nel frattempo però, le mie mire erano cambiate: avevo visto la foto, ormai famosa, del P-Bass '55 Two tone "mint w/tags" di John Sprung, e me ne ero innamorato. A quei tempi Sting non aveva provveduto a rilanciare questo strumento, dedicandogli anche troppa (disinteressata?) attenzione. Il reissue '51 Japan era slab body, giustamente. E anche se era 2 toni con battipenna bianco, io lo volevo nella versione contoured post-54.

Comincia l'opera: smonto tutta la baracca e svernicio il corpo. Opera immane: non c'è agente chimico che abbia proprietà scompositive della vernice poliuretanica bicomponente. Ti credo che le chitarre di oggi non suonano! Dopo una quantità inimmaginabile di nottate e di ulteriori "sproloqui", finalmente riesco a liberare completamente il legno dal suo bel cappottino di plastica. Il legno risulta essere Tiglio: non un granchè. Però ripensando al "mio" '51 che in frassino pesava quanto in container, e che avrei comunque dovuto farmene sagomare uno su una tavola grezza, opto per il mantenimento del corpo originale. E a questo punto decido che delegherò qualcuno per la smussatura. Ci ho già perso troppo tempo. La scelta cade sul buon Pistolesi: devo aspettare un po' ma alla fine vale la pena perché il contour è perfetto. Nel frattempo provvedo a sverniciare anche il manico: qui la vernice è un po' più morbida ma alla fine comunque c'è molto da lavorare di carta abrasiva. Tiro via anche quella sulla tastiera, senza però togliere i tasti. Non mi preoccupo neppure del Logo: in ogni caso lo avrei dovuto sostituire, perché i signori della Fender a mandorla lo hanno posizionato dritto, perpendicolare all'asse del manico. Mentre in origine era inclinato parallelamente alle meccaniche.

La verniciatura dei legni è effettuata nel pieno rispetto delle tradizioni di Fullerton, con una particolare attenzione a far sì che la finitura non si "relichi" troppo alla svelta: mi piaceva averlo come quello di John Sprung. Il colore del corpo è il classico sunburst 2 toni, su un fondo che cangia dal giallo al (quasi) verde. Il manico ha il classico look ambrato della nitrocellulosa invecchiata. Contestualmente, devo vedermela con altri due dettagli: il thumbrest ed il battipenna. Il thumbrest in origine era di legno laccato nero, fissato con una sola vite al centro. E se così era, così deve essere! Per le dimensioni mi regolo con la documentazione in mio possesso. La posizionatura è semplice in quanto sul battipenna originale è già presente il foro. Il battipenna, già! Sarebbe anche stato corretto, in quanto bianco, ma avendo smussato il corpo si rendeva necessario provvedere a fare altrettanto con il parapenna, almeno sul perimetro che seguiva i contorni esterni del body. Poi però non sarebbero state più corrispondenti le viti di ancoraggio, in quanto troppo vicine al bordo. Per cui ho preso una lamina di vinile bianco e molta pazienza, e mi sono rifatto tutto il battipenna!

56pb-bk.jpgQuando il grado di essiccazione della finitura lo ha permesso, ho rimontato il tutto. Naturalmente tutta la circuitazione è stata sostituita: potenziometri CTS, condensatore ceramico, cloth wire. Anche il pickup in un secondo tempo è stato sostituito con l'unico rimpiazzo disponibile sul mercato per questo modello, e cioè un Seymour Duncan. Devo dire che non ho notato una grande differenza, segno che anche il pickup nipponico è di buona qualità.

Per finire, ho reperito sul mercato USA le coperture cromate del ponte e del p.u.: si tratta di repliche di buona qualità, ma non del tutto fedeli. Infatti, quella del p.u. ha entrambi i bordi della "bocca" dritti, mentre sull'originale, così come sul Telecaster Bass, quello dal lato del manico è arcuato. Ma va bè; bisogna accontentarsi, qualche volta�.

Per le corde, ho scelto quelle lisce. Inutile tentare di slappare con un pickup del genere: si rischia seriamente di dire addio ai coni. Inoltre, all'epoca ancora le corde zigrinate stavano appena facendo la loro comparsa per le chitarre, e per il basso sarebbero arrivate solo più tardi. Bello, vero? Non chiedetemi se è in vendita: nemmeno con l'ufficiale giudiziario alla porta�.

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