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Come vendere la propria musica da musicista indipendente
Come vendere la propria musica da musicista indipendente
di [user #39141] - pubblicato il

La domanda più ricorrente nella testa di un musicista che da indipendente si appresta al completamento del suo primo cd è una sola: come farò a divulgare e vendere la mia musica? Oggi grazie ai canali digitali e in generale al Web, le possibilità di farsi conoscere sono aumentate in maniera esponenziale. Vediamo come.
La domanda più ricorrente nella testa di un musicista che da indipendente si appresta al completamento del suo primo cd è una sola: come farò a divulgare e vendere la mia musica? Oggi grazie ai canali digitali e in generale al Web, le possibilità di farsi conoscere sono aumentate in maniera esponenziale.

E' anche vero che tale accessibilità sviluppa un gran traffico di proposte e ciò rende più arduo mettersi in luce. Certamente meglio di quello che sarebbe accaduto allo stesso musicista prima dell’avvento di software e Internet, quando in mancanza di un contratto discografico e a patto di accollarsi i proibitivi costi della realizzazione di un disco, l’unico modo per ricavarne un po' di visibilità consisteva nell’armarsi di una buona dose di pazienza e peregrinare da una radio all’altra o in qualsiasi altro posto ove si diffondesse musica con i dischi sotto al braccio (e il cappello in mano!), sperando nel buon cuore dell’interlocutore di turno.

Altro modo per farsi conoscere, peraltro molto utilizzato anche oggi, consiste nel vendere o omunque distribuire il cd a margine delle proprie performance live. Dopo questa premessa entriamo nel vivo della discussione.
Partendo dal presupposto che abbiate concluso la fase viva della produzione - registrazioni, mixing, mastering - sono tre le cose di cui occuparsi:
  • grafica e stampa del cd
  • documentazione Siae (bollini)
  • affiliazione a un (fidato) distributore per la vendita del disco sulle piattaforme digital download
Oltre alla vendita tramite i canali digitali, è opportuno realizzare una quota di cd fisici utili, non solo per la già citata vendita nei concerti, ma anche per un'altra validissima ragione: molti fruitori di musica, un po' per abitudine oppure per scarsa dimestichezza con il Web, prediligono il disco con tanto di supporto, copertina e booklet da sfogliare. Una situazione simile si verificò a metà degli anni’80 nel passaggio dal vinile al cd. Per stampare il disco rivolgetevi a un serio e affidabile operatore del settore supporti ottici.
Un consiglio, diffidate da improvvisati avventori a buon mercato e almeno per questa fase rifuggite la tentazione del "fai da te".

Ricordate che dopo la musica, ben suonata e registrata, la realizzazione di una stampa professionale
del progetto discografico è fattore importantissimo e valorizzerà la vostra immagine di musicista.
Inoltre non lasciatevi ingannare dallo sciocco luogo comune che stampare il CD presso un serio professionista sia costosissimo: oggi i prezzi si sono molto uniformati. Per esperienza personale, posso affermare che confrontando vari preventivi, quelli stilati da brand qualificati differivano molto poco rispetto ai prospetti realizzati da operatori meno capaci o comunque di bassa caratura.

Quindi non prendete alla leggera quest’aspetto, il fornitore d’opera, oltre che garantire il prodotto realizzato, dovrà supportarvi in tutte le varie fasi della produzione tramite assistenza specializzata
al cliente (effettuata via mail e telefono) informandovi sulle varie prescrizioni a cui attenersi al fine di realizzare un progetto conforme agli standards.
Se proprio volete un nome, il Brand leader Italiano è Shelve sas.

Ovviamente confrontate con altri operatori qualificati facendo una buona ricerca sul web e ottenendo vari preventivi a parità di prestazioni offerte.
Per realizzare la vostra grafica avete due possibilità. La prima, come per la stampa, rivolgersi a un professionista che eseguirà il lavoro secondo le vostre esigenze. La seconda, realizzare la grafica da soli. In entrambi i casi, dovrete scaricare (o comunque farvi rilasciare) dal fornitore di stampa i templates per realizzare le varie grafiche.
Questi non sono altro che degli schemi che riportano misure e impostazioni da adottare nella fase
compositiva delle grafiche.

Come vendere la propria musica da musicista indipendente

Prendiamo in analisi la situazione in cui voi stessi realizzate la grafica. Vi servirà, prima di tutto, un computer munito di un sistema performante (ampia RAM, ottime capacità di processore e hard disk) nonché connessione ADSL necessaria in tutte le fasi e quindi anche per inviare all’operatore le grafiche (di norma in formato PDF) e file musicali dei vostri brani in formato Wav a 44100Hz/16 bit.
Vi occorrerà un software adeguato per comporre le varie grafiche. Disc Cover 3 prodotto da Belight andrà benissimo, costa poco ed è molto funzionale. Inoltre consente una facile e dinamica gestione di foto e titolazioni.
Ovviamente dovrete utilizzare un programma per la gestione delle immagini: Photoshop, Iphoto e Photostudio sono i più indicati. Ricordate di usare immagini aventi tipologia colore CMYK o quadricromia adoperata nella stampa tipografica (l’alternativa è tricromia o RGB usata da monitor e comuni stampanti. Basterà impostare il salvataggio o l’esportazione delle vostre foto in tale modalità sul programma che utilizzate. 

Con l’ausilio dei vari software, potrete divertirvi a sviluppare e creare le vostre grafiche attenendovi
sempre alle già citate prescrizioni fornite dall’operatore di stampa. Altra procedura da fare, sarà la documentazione SIAE e relativi bollini da apporre sui vostri CD. Potete demandare il disbrigo di tale pratica all’operatore di stampa con un costo aggiuntivo oppure andare presso un qualsiasi ufficio SIAE.

Vendere o regalare il vostro CD, necessiterà di un bollino rilasciato dalla SIAE. Lo stesso è uno sticker anticontraffazione che riporta autore, opera, editore (se disponibile), numero progressivo e destinazione (vendita, omaggio, allegato a rivista e via dicendo). Come vendere la propria musica da musicista indipendenteRivolgetevi all’ufficio SIAE muniti di titoli e durate dei vostri brani nonché dei nominativi degli autori delle composizioni e relativo numero di posizione SIAE. Un impiegato vi guiderà nella compilazione dei documenti. In media ci vogliono 10/15 giorni per ritirare - previa convocazione dell’ufficio stesso - documenti e bollini del vostro CD.

Visualizza un esempio del modulo precompilato (fac-simile).

Per quanto riguarda i costi, la pratica è gratis il singolo bollino invece costa € 0,0310 (31 millesimi di euro) per un CD destinato alla vendita (omaggio € 0,0181). Bisognerà poi aggiungere i diritti di riproduzione fonografica. In media per una tiratura di 100 CD destinati alla vendita, tra bollini e diritti, la somma si aggira attorno ai 70/80 euro. Sempre all’operatore di stampa invierete via mail il documento "scheda lavoro", invece il rotolo con i bollini sarà ovviamente inviato via posta.
Curate di utilizzare una piccola scatola di cartone o comunque un involucro resistente. Durante la spedizione eviterà danneggiamenti e l’eventuale distacco dei bollini dal rotolo.

Una volta ultimate le fasi di grafica e SIAE, con il conseguente invio dei materiali al fornitore di stampa, dovrete scegliere un distributore per porre in vendita il vostro CD nei digital store.
E’ doveroso fare alcune premesse e sfatare i soliti (immancabili) luoghi comuni sulla questione:
  • Il distributore non si approprierà della vostra musica, non imporrà esclusive e limitazioni, quindi potrete tranquillamente stipulare contratti con più di un distributore e inoltre vendere il disco dove riterrete opportuno, in primis concerti e nei vostri spazi web (sito personale e FB page)
  • Altra questione importante, un distributore vi servirà necessariamente perché possiede le autorizzazioni alla vendita sulle piattaforme digitali. Infatti se di nostra iniziativa proponiamo il CD realizzato direttamente a uno dei grossi digital store (iTunes ad esempio) le possibilità che lo stesso venga approvato per la vendita sono bassissime. Invece il distributore non opinerà riguardo il vostro progetto musicale limitandosi, secondo contratto, a collocare in vendita il vostro CD su tutte le piattaforme digitali di cui possiede l’autorizzazione.
A questo punto è lecito domandarsi, quale distributore scegliere? Quale il più serio e conveniente?
Rispondere a questi quesiti in poche parole non è semplice. Nel seguente schema riporto una lista dei principali distributori:
Fonte G. Costantini - Come vendere la mia musica su iTunes.

Costi, percentuali sulle vendite, opzioni offerte, durate delle prestazioni sono talmente variegate che dovrete effettuare una congrua ricerca tra le varie proposte leggendo con molta attenzione le condizioni contrattuali prima di effettuare la vostra scelta.
In linea di massima verserete una quota per mettere in vendita il vostro disco. In alcuni casi vi sarà richiesta una somma aggiuntiva per il rilascio del UPC bar code, una sorta di codice a barre che sarà applicato sul vostro disco.
Riguardo le percentuali trattenute dal distributore sulla vendita, anche queste variano da un
operatore all’altro. Bisognerà calcolare anche la percentuale trattenuta dalla piattaforma digitale se la vendita si realizzerà su una di esse.

In media per ogni euro di venduto dal digital store, ricaverete non meno del 60%, mentre se il CD
viene acquistato direttamente dal sito del distributore, la percentuale di ricavo a vostro vantaggio supererà l’80%. Sarà opportuno inserire nei vostri spazi web un apposito link di collegamento con la pagina di vendita del vostro distributore.
Inoltre dovrete munirvi di una carta di credito ricaricabile collegata a un circuito di pagamento (paypal per esempio) per lo svolgimento di tutte le operazioni inerenti la riscossione dei proventi delle vendite.

In conclusione scegliere il distributore giusto sarà qualcosa che varierà a seconda delle vostre esigenze e dell’entità del budget destinato al progetto discografico. Chiosa finale dedicata all’ennesima favola metropolitana da smentire (almeno in parte) secondo cui vendere musica con questi sistemi null’altro sarebbe che uno specchietto per le allodole avente il solo intento di far girare un business illusorio a discapito di finanze e speranze di musicisti e band indipendenti o comunque sconosciuti in genere.

Questa teoria ha in se una parte di verità ma in senso assoluto è sbagliata.
Si può esser d’accordo che sulle aspettative di molti tra compositori, cantautori e band in cerca di
affermazione si sia creato un business non di poco conto, ma è altrettanto vero che tramite quest’opportunità i suddetti, investendo soltanto poche decine di dollari, trovano posto sul mercato discografico assieme a megaproduzioni milionarie di artisti famosi, pur tenendo conto delle enormi differenze di visibilità e proposizione.

Inoltre credo che senza l’apporto di questi moderni canali di diffusione musicale il numero dei musicisti, complice anche la grave crisi economica planetaria, si sarebbe drasticamente ridotto, nel
corso degli anni, con effetti negativi sui fatturati delle aziende produttrici di strumenti e inoltre
con importanti ricadute anche nei volumi lavorativi di scuole e insegnanti nonché studi di registrazione e produzione musicale che da sempre realizzano la maggior parte dei loro guadagni sulle attività e le aspettative di musicisti e band autoprodotti.

Quindi sarà pure il business delle illusioni, ma fa girare molte altre attività oltre che fornire una
vetrina a tanti musicisti in cui farsi notare e conoscere.

Auguro a tutti voi buona musica e fervente ispirazione!
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Commenti
Articolo molto interessante. ...
di Ale77 [user #25900] - commento del 12/03/2014 ore 09:28:55
Articolo molto interessante.
Rispondi
Re: Articolo molto interessante. ...
di Claes [user #29011] - commento del 12/03/2014 ore 11:12:42
...direi di più: fantastico!!! Potrei aggiungere che l'aver un CD auto-prodotto sarà di grande aiuto per salire la scaletta di importanza nella mente dei gestori i locali - sarete richiesti per serate più di prima. Alleati saranno pagina in rete e FaceBook. Un video seppur primitivo sarà necessario in Rete. Inventatevi un nome da casa discografica per aumentare la credibilità del prodotto. Per pezzi vostri, quello che si paga alla SIAE ritorna al compositore/i meno la percentuale alla SIAE per il disbrigo della faccenda. Aneddoto mio:

1970. Blues Right Off registrano dei demo per presentarli a case discografiche a Milano. Coro unanime: "il Blues MAI venderà!". Abbiamo deciso di pubblicarlo noi stessi così com'era e creare la copertina dell' LP in maniera strana (lunga storia), pure inventando un nome folle per la nostra casa discografica. Che sia il primo LP autoprodotto in Italia? Boh... C'è stato solo un negozio che ha preso 5 o 10 pezzi... Il resto è stato colportato per strada! Chi comprava non aveva nessunissima idea di che musica si trattava, a parte che era "Blues di brutto" e senza riprese. L'abbiamo pubblicato per sballo e in segno di protesta. Un giornalista musicale danese ne ha comprato uno per strada - tornando in Danimarca ha fatto una recensione positiva, ma questo lo ho saputo anni dopo. Il nostro vantaggio è stata la copertina, mica la musica! Una buona e originale veste grafica può essere di aiuto - qualcosa che renda l'idea di voi e della vostra musica. BUONA FORTUNA a chi si cimenta!!!
Rispondi
Re: Articolo molto interessante. ...
di rosarioabramopfp [user #39141] - commento del 12/03/2014 ore 17:35:27
Grazie per il prezioso contributo con cui hai arricchito il mio articolo . Cordiali saluti .

Rosario
Rispondi
interessantissimo...... vado un po ...
di richie1982 [user #13247] - commento del 12/03/2014 ore 11:11:3
interessantissimo......
vado un po out, diamo per scontato che magari una band o un artista registri in patria e mixi in studio il lavoro, se si volesse per il mastering affidarsi per esempio a qualche studio americano qualcuno ha qualche buono studio da segnalare.
Se una band vuole realizzare un cd di musica american oriented tipo blues, rock blues, soul io credo che almeno il mastering possa essere fatto all'estero in modo da sfruttare il processamento finale da persone che hanno nel loro tessuto culturale-musicale quel genere di musica e di dischi.
Secondo voi è producente? qualcuno ha esperienze del genere?
Grazie
Rispondi
Re: interessantissimo...... vado un po ...
di Claes [user #29011] - commento del 12/03/2014 ore 11:52:49
Mastering: il mastering non è altro che preparare i pezzi per la stampa partendo dai mix, "bilanciando" il tutto in maniera adeguata. Vi è un compressore a perlomeno 3 bande per attenuare picchi e dare un boost dove la dinamica è eccessiva in passaggi "troppo dinamici" e a volume troppo basso. Esempio: partenza con chitarra Grunge da assalto, una zona con chitarra acustica senza batteria / basso per poi riprendere a tutta birra. Di solito questo si chiama Normalizing. Le frequenze basse e acute vanno tenute sotto controllo - specialmente quelle basse per rendere il tutto omogeneo. Un pochettino di EQ a seconda del pezzo sarà necessario.

USA? Per cosa??? Mix registrati su PC con multitraccia si possono fare DIY sul PC che usate per registrare e missare! O far fare il mastering in uno studio in zona. L'importante è il scegliere chi si occupa da parte vostra in questo - uno solo. Se negli USA, bisognerà aggiungere $$$ al vostro budget per viaggio, vitto e alloggio. Per sfruttare la trasferta sarebbe ottimale delegare pure il mix, ma le traccie dovranno essere perfette in partenza e col formato Protools. Una cosa che già sapete è che un mix non può trasformare una Fender in una Gibson e lo stesso vale per ampli.
Rispondi
Il mastering cambia molto in ...
di richie1982 [user #13247] - commento del 12/03/2014 ore 12:21:24
Il mastering cambia molto in un disco, io ho registrato per una artista svizzero qui in italia il mastering è stato fatto in francia, il processo fa in modo che il disco suoni bene su qualsiasi apparato viene ascoltato, esaltando le frequenze e l'immagine stereo poi c'è l'EQ che viene applicata e vari compressori multibanda per far suonare tutti i pezzi alla stessa pressione sonora e scavando le frequenze secondo le richieste dell'artista.
Per quel lavoro ci fornirono 3 mastering differenti tra cui scegliere e ognuno suonava diverso dall'altro. Non è obbligatorio essere presenti dato che non siamo andati a Parigi per assistere al mastering, stessa cosa per gli USA, Ligabue ha mixato il suo disco arrivederci mostro a NY e non ci è andato nemmeno lui (potendoselo permettere tranquillamente).
Basta fornire qualche disco di riferimento come qualità per dare un imput, poi il tecnico se ha le palle ti darà lo stesso stile di mastering.
Per questo se suoni blues, rock americano soul, RnB è consigliabile fare almeno il mastering (perchè il mixing dovresti effettivamente essere presente per forza) oltreoceano. Un tecnico americano avrà operato su migliaia di dischi diei suddetti generi a differenza di un tecnico italiano.
Rispondi
per come la vedo io ...
di valeriop [user #33589] - commento del 12/03/2014 ore 23:51:50
per come la vedo io il mastering va fatto fare da una persona affidabile, che sappia quello che deve fare. Benissimo il discorso di farlo fare in USA o in qualunque altra parte del mondo, ma sappiate che anche qui da noi ci sono serissimi studi di mastering...

E comunque se il mix te lo fai da solo in casa, sarà difficile che poi il mastering fatto chissà dove rivolti la situazione...
Rispondi
Come vendere la propria musica da musicista indipendente
di maxsorge [user #42186] - commento del 03/11/2014 ore 17:10:16
Interessante l'articolo. Vorrei sapere questo: se si utilizzano solo i canali digitali per la vendita (tipo Zimbalam) è necessario lo stesso il bollino Siae? Grazie
Rispondi
io bollino siae si appone ...
di rosarioabramopfp [user #39141] - commento del 03/11/2014 ore 19:00:50
io bollino siae si appone solamente sul cd fisico.
saluti
Rispondi
Ulteriori chiarimenti
di StefanoRossi [user #4389] - commento del 20/02/2015 ore 19:48:29
La registrazione del CD alla SIAE tramite bollino è obbligatoria per l'incasso delle royalties?

Mi spiego: se io volessi, potrei decidere di pubblicare semplicemente il mio album in formato digitale, avvalendomi delle società di distribuzione indicate nell'articolo, senza passare per la SIAE?
Rispondi
Re: Ulteriori chiarimenti
di Claes [user #29011] - commento del 21/02/2015 ore 12:20:0
SIAE: l'ideale è che abbiate uffiicialmente dichiarato il CD. Se brani VOSTRI sono passati in radio o TV vi saranno royalties basate sul CD e concerti dal vivo... ma solo per autori - covers daranno zero. Da esaminare:

- fare una specie di label / casa discografica vostra? - vendite CD
- lo stesso vale per edizioni musicali di composizioni vostre - sia per il CD che covers altrui

Queste sono ditte SAS vere e proprie! Se avete un successone già dall'inizio, vi saranno diritti da cedere - licenza fonografica per i masters e di sub-edizione per pezzi vostri. Non saprei però quale sia la menata burocratica in Italia per queste cose da SAS... Ma rende un vostro prodotto più autorevole, più professionale piuttosto che un umile fai da te.
Rispondi
Re: Ulteriori chiarimenti
di StefanoRossi [user #4389] - commento del 21/02/2015 ore 12:41:46
Scusami ma non ho capito nulla di quello che hai scritto :\
Rispondi
Re: Ulteriori chiarimenti
di Claes [user #29011] - commento del 21/02/2015 ore 14:30:27
Davvero??? OK - vedremo cosa scriveranno altri accordiani ma sono pronto a dettagliare quello che intendo con quel mio commento all'articolo.

Già che ci sono ecco una storia Blues Right Off:

Ho composto quello che c'è ma la SIAE non mi voleva accettare! Nel 1970 mi hanno richiesto una specie di certificato di aver conseguito l'esame in un conservatorio. Mi sono iscritto alla KODA danese (facile, no problem). Siamo andati a Milano coi masters ma... tutti ci hanno detto che "il Blues non ha futuro". Abbiamo fatto stampare 500 copie nostre, inventato il nome di una fantomatica casa discografica, e poi vendute letteralmente per strada.

Disco pirata!!! Nessun pagamento alla SEDRIM (ora parte della SIAE) per vendite e niente alla SIAE... nè alla KODA. Questo album è stato solo di recente ri-pubblicato su vinile e poi su CD - tramite la SIAE (!) con pagamenti da parte loro alla KODA ho ricevuto qualcosetta per pezzi composti con Blues Right Off venduti in Italia.

Rispondi
occhi alla siae
di maurizio lauroja [user #7491] - commento del 12/06/2015 ore 10:51:16
occhio ragazzi alla siae documentatevi, questi signori cercheranno di estorcervi la maggior quantità possibile di denaro senza fornirvi alcun servizio e nella maggior parte dei casi incamerandosi i vostri introiiti. se riuscite cercate di farvi tutelare i diritti da una società estera. dalla siae non ho ricevuto un centesimo di royalties nonostante mi sia costata un botto per il mio CD. Paradossalmente un giorno mi ha scritto una società americana che mi diceva che avevo dei diritti da incassare. Piu per curiosità che per altro ho approfondito e mi hanno mandato dei soldi. pochi ma li hanno mandati.
Questo è per chi non ci crede:

vai al link

Ma non sarebbe dovuto essere compito della siae profumatamente pagata tutelare i miei diritti?

Per quanto riguarda il bollino date un'occhiata anche a questo articolo :

vai al link

Per la vendita digitale segnalo a tutti CD BABY costa poco, sono seri e si vende veramente. Questa è la mia pagina : vai al link

e questa è la pagina per l'iscrizione : vai al link

Buona fortuna a tutti.
Rispondi
Re: occhi alla siae
di Claes [user #29011] - commento del 12/06/2015 ore 17:23:58
> compito della siae profumatamente pagata tutelare i miei diritti <

SIAE: devono tutelare i diritti ma non mandano in giro Sherlock Holmes! Questo detective lo dovete assumere voi stessi (o la vostra societè di edizioni musicale a vostro nome) se avete un sospetto ben sostanziato - poi entrano in scena avvocati e presunti esperti. Fare causa è una faccenda rischiosa e specialmente nel caso di plagio.

È dunque una società burocratica unicamente da scartoffie... Hanno un monopolio assoluto per quanto riguarda l'Italia - mi ricordo che vi è stata introdotta un tassa su CD "vergini", non ancora registrati. Folle! La loro probabile mossa sarà una tassa su strumenti... in fondo, ci fate MUSICA!

La BIEM si occupa di tutte le regole internazionali ma certe regole possono variare - il principio è lo stesso: rispettare diritti d'autore / copyright e le società di ogni paese (civile) possono avere regole loro. Non sono esattamente sicuro di questo ma mi sembra che tra le regole in Italia vi sia che dovete PAGARE per essere membri...
Rispondi
Re: occhi alla siae
di ultraviolet [user #18627] - commento del 12/06/2015 ore 19:06:37
Tanto per la cronaca,ricordo che ,nelle gabole varie della SIAE,se i tuoi pezzi passano su radio private e non su NEtwork o RAI o MEdiaset,col cavolo che percepisci diritti di autore o di riproduzione meccanica.
Rispondi
Shelve
di ultraviolet [user #18627] - commento del 12/06/2015 ore 19:08:14
Visto che l'avete nominata,io ho fatto stampare due cd da loro,grandi professionisti,professionali e corretti.prezzi giusti ed adeguati al servizio corrisposto.
Rispondi
di rosarioabramopfp [user #39141] - commento del 02/08/2015 ore 13:08:35
Cari Amici la Siae serve solo ai grandi Baglioni, Paoli che tra l'altro ne era il presidente
poi dimessosi per vicissitudini giudiziarie sue.
Per il resto è soltanto un orpello da pagare compreso quota associativa annuale
peraltro quasi raddoppiata due anni fa, da 90 euro a 150...
è come il canone rai lo devi pagare e non serve a un cazzo.

un saluto a Tutti Voi e scusate per la tardiva risposta

PFP
Rispondi
di maxsorge [user #42186] - commento del 24/11/2015 ore 14:14:02
Ciao e scusa per il ritardo. Intanto grazie per l'articolo. Volevo solo capire meglio il discorso dei diritti di riproduzione fonografica. In quali casi ricorrono e se devono essere pagati anche in caso di autoproduzione totale del progetto discografico e di realizzazione musicale dello stesso progetto. Grazie
Rispondi
di rosarioabramopfp [user #39141] - commento del 11/01/2016 ore 22:26:34
Ciao e scusa Tu per il ritardo nella risposta.
Come riportato nell'articolo dipende dal numero di cd che fai ..
io ho riportato 70/80 euro per circa 100 copie.
Saranno stesso loro ad eseguire un calcolo dei diritti fonografici
in base proprio al numero di copie che Tu andrai a realizzare.
In bocca al lupo!
cordiali saluti
Rispondi
di lookdown [user #24814] - commento del 22/01/2016 ore 10:08:25
Scusate se mi accodo con una domanda leggermente borderline:
Mettiamo che io abbia registrato e sia in regola con la Siae in quanto a bollini e quant'altro.
Cosa mi serve per poter vendere i miei cd "fisici" ai concerti? Devo rilasciare ricevuta? Fattura? Posso farlo da privato o serve essere ditta?
Grazie.
Rispondi
di rosarioabramopfp [user #39141] - commento del 29/03/2016 ore 17:23:41
Grazie innanzitutto per il Tuo contributo.
Dipende se hai evaso la pratica siae indicando il cd come in vendita oppure in omaggio.
E' buona norma porre in regalo il cd ai propri concerti
per favorire la diffusione del Tuo nome e della Tua musica.
Comunque una telefonata alla siae più vicina e Ti illumineranno
nel caso Tu voglia vendere il Tuo prodotto anziché regalarlo.

Ottima musica e in bocca al lupo.

Rosario Abramo PFP
Rispondi
di phrantsvotsa [user #45500] - commento del 12/09/2016 ore 15:54:12
Vorrei dire qualcosa sui distributori, se posso, e sul fatto che i musicisti in genere non vedono neanche un euro!
Il problema è che la label vende tramite un distributore, il distributore tramite un aggregatore (se non è lui stesso aggregatore) e l'aggregatore direttamente tramite gli store.
Chi guadagna è lo store e il distributore, alla label vanno le briciole e all'artista nulla o quasi.
Dopo avere pubblicato per anni tramite label, mi sono rivolto direttamente ai distributori (quasi tutti quelli elencati da voi, li ho già usati)
La maggior parte dei distributori si rivolge alle label, quindi un singolo musicista non viene accettato. Chi accetta i musicisti vuole essere pagato, o offre servizi essenziali a pagamento; di conseguenza non guadagni nulla visto che quel poco che ti arriva viene reinvestito nella distribuzione.
Poi, credetemi per puro caso, ho trovato un piccolo ma efficiente distributore italiano che si chiama MixNauten - Global Music Distribution.
Tutti i servizi che offre sono gratuiti, e riconosce l'85% dei diritti. Per la prima volta da quando vendo la mia musica ho guadagnato, poco...ma l'ho fatto!! Ed ho distribuito in tutti gli stores esistenti (oltre 400) ed in 240 paesi. Il servizio di assistenza è veloce e sopratutto gentile e attento alle tue esigenze!
La nostra italica esterofilia ci spinge sempre a cercare lontano ed a regalare la nostra musica a multinazionali per le quali siamo meno che nulla.
La invece ti senti rispettato come musicista; bravi!
Vi lascio il link...se volete vi parlo anche delle mie esperienze con i grandi distributori....

Il distributore è questo:
vai al link
Ha anche un pagina facebook
vai al link

Grazie e scusate lo sfogo
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 12/09/2016 ore 19:09:03
Parla pure delle tue esperienze :) E grazie per di nuovo portare alla ribalta un soggetto eterno e in continua evoluzione - buona o cattiva che sia.
Ti passo del mio dal punto di vista dalla casa discografica e royalties all'artista... e alla fine dei conti:
Si parte dal deal che la label ha col distributore - più si vende, più si può rinegoziare per pagare una royalty minore al distributore. Va la pena ricordarsi che un distributore è centrato su labels conosciutissime hanno pure un loro A&R che decide chi accettare.
Sul prezzo di vendita al negozio si calcolano 20-25% prima di mandare alla casa discografica quello che sarà conteggiato come un "100%" da poi suddividere - la band si prende da 10 a 20% e la casa discografica si sobbarca le spese. La casa discografica paga anche quello che sono le "meccaniche" per ogni pezzo registrato, cover o originale, ai compositori del caso. In Italia c'era la SEDRIM, ora è tutto SIAE. Spesso, si va in deficit!
Storiella Blues Right Off: nessuno ci voleva a Milano - "il Blues non vende e mai venderà". Abbiamo inventato una label e venduto dischi "per strada" a Venezia quasi da mendicanti. Non ho dichiarato i pezzi, tutti miei, alla KODA (SIAE danese) - sono ufficialmente di dominio pubblico. Nessun problema burocratico!!!
Questo era ai tempi pre-digitali ma la logica rimane la stessa: i soldoni si guadagnano live e dischi / video visti da carta di visita e promozione autoprodotta tramite rete con potenziale da più di 240 "territories". Un contratto USA include "territories" USA / Canada / Mexico / South America / Hawai e isolette sparse... e... la prigione a Guantanamo!!!
Virgin Rec's è un label partito sulla base del loro primo LP pubblicato! Mike Oldfield, strumentale. Da quel disco è partito l'impero di Richard Branson. L'impossibile è possibile.
Rispondi
di RTmusic [user #47832] - commento del 06/12/2017 ore 16:49:13
Grazie dell'articolo, utile per molti sicuramente!!
Fra tutti i link indicati in questo post, io ho provati due piattaforme differenti... Fra questi due, sconsiglio vivamente www.wondermark.it.
Scarsi proventi, fee d'ingresso molto alto, proventi pagati molto tardivamente rispetto ad altri servizi. Io, per CD venduti fra maggio e settembre 2017, ancora non ho visto 1 centesimo. Solo, forse entro il 10 gennaio. Inoltre si deve produrre una fattura commissioni o notula con ritenuta d'acconto a Vs carico ogni volta che richiedete i proventi al termine di ogni trimestre. Tirate voi le somme... Io ci ho rimesso!!!!
Rispondi
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