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Harley Benton CLF-200 nat
Harley Benton CLF-200 nat
di [user #27042] - pubblicato il

Non è detto che una chitarra acustica economica sia sempre da vedere come legna da ardere destinata esclusivamente ai chitarristi alle prime armi. Una buona parlor entry level, con qualche attenzione all'estetica e più d'un punto a favore del suono può fare la felicità anche di un chitarrista navigato.
Non è detto che una chitarra acustica economica sia sempre da vedere come legna da ardere destinata esclusivamente ai chitarristi alle prime armi. Una buona parlor entry level, con qualche attenzione all'estetica e più d'un punto a favore del suono può fare la felicità anche di un chitarrista navigato.

Ancora una volta mi trovo a parlare di un oggetto per noi musicisti, uno strumento ma nel senso più materiale del termine, dai costi veramente contenuti, di provenienza ovviamente orientale acquistato senza nemmeno provarlo presso un cyberstore. Stavolta ho a che fare con una chitarra tipo parlor: la Harley Benton CLF-200 nat.

Circa una decina di anni fa avevo acquistato e posseduto felicemente, se pure per breve tempo, una chitarra di questo tipo: la Cort Earth 900.
Ottima chitarra da molteplici punti di vista della quale conservo un bellissimo, nostalgico ricordo. Una delle rarissime chitarre (oggettivamente dimostrabile), che vale molto di più del suo prezzo e del suo blasone: splendida, comoda e altamente performante.
Ahimè motivi soprattutto di budget - per finanziare la Stratocaster Frankenstein necessaria per il lavoro - me l’hanno fatta troppo frettolosamente sacrificare.
Di lei mi è sempre rimasto come un rimpianto, sinceramente mai del tutto elaborato.
A me poi le "chitarrine" come le OM, le OOO o le parlor appunto mi sono sempre piaciute per il loro fascino discreto e il loro essere fuori dal coro. L’articolo di RozzoAristocratico sulla paradossale Bedell Milagro da un miliardo di milioni, comparso qualche settimana fa proprio su Accordo, aveva poi aumentato la nostalgia e la voglia di parlor, ma più come un dolcetto a fine pasto e a panza piena... uno sfizio.

Mia figlia grande suona (e già ne ho parlato altre volte) e pochi giorni fa salta su con il più innocente dei: "Papà, sabato ci troviamo coi miei amici a casa di Ricky a mangiare la pizza, mi dai una chitarra che dopo cantiamo un po'?"
Per "una chitarra" faceva riferimento o alla Godin Multiac Nylon o alla Simon & Patrick pro rosewood, mie da circa vent'anni, che per carità, lei le suona e ci si diverte per casa, ma per un pizza-party con adolescenti inquieti, no! Proprio no, non ce l’avrei mai fatta! Infatti è stato così e poi... chi sarebbe ‘sto Ricky?
A questo punto però è scattato come un flash: un po’ la nostalgia, un po’ la "necessità" per la nuova situazione, un po’ (soprattutto) la GAS, ho cominciato a elaborare la possibilità di acquistare una chitarrina, da pochi euro stavolta con la scusa che poi l’avrebbe utilizzata lei, senza troppi rimpianti: la classica chitarra da spiaggia, con cui cantare in compagnia. Un alibi da usare contro mia moglie, praticamente inattaccabile.
Ribadisco: non stavo cercando uno strumento con la maiuscola, uno che avrei potuto portare in giro per lavoro, già ne ho e non me ne servono altri, teniamolo a mente.

Fra le diverse low budget parlor del noto sito di scambi di strumenti italiano, avevo già deciso cosa prendere, poi ho fatto un giro anche su altri internazionali, per avere un’idea un pochino più ampia e mettermi il cuore in pace.
Ma galeotto fu il sito tedesco, perché amore a prima vista fu.
Lei, la Harley Benton CLF-200 NAT, strumento a brand della galassia Thomann.

Harley Benton CLF-200 nat

Voglio essere ancora più chiaro: dal momento che volevo una chitarra per un uso assolutamente non professionale, sbarazzino e con pochi patemi se fra mani di una diciassettenne, la chitarra che alla fine ho comprato è addirittura una B-stock, strumento cioè già suonato, un ex-demo in pratica, presentata nella pagina del sito, con potenziali lievi segni di usura (i b-stock altre volte sono dichiarati strumenti danneggiati o blemished, ma in questo caso no). Problema per me irrilevante, anzi ho usufruito di un sensibile abbassamento di prezzo.

La scheda tecnica parla di abete sitka solido per la tavola armonica (l’inizio è promettente), fondo e fasce in palissandro, neck in mogano, scala 634 millimetri, tastiera e ponte in palissandro, venti tasti, attacco al XIV tasto (io avrei preferito al XII come da tradizione), capotasto in osso (larghezza al capotasto 43 mm), paletta slotted e fin qui tutto ok.
Mi sono fatto "fregare" però da altri dettagli: il binding e la rosetta intarsiati, il manico con un albero della vita tutti in abalone e la tastiera bordata elegantemente in legno, altro abalone su ponte e testa dei piroli, insomma a giudicare dalle fotografie, 'na vera billizza!

Harley Benton CLF-200 nat

Ho abboccato come un'allodola è vero, anche perché i decori mi hanno ricordato immediatamente la cara vecchia Cort (che era in cedro e palissandro solidi però).
Vista, piaciuta, comprata.

Non scado parlando del prezzo, che è lì alla luce del sole sul sito, notevole però il fatto che sia arrivata a casa in appena quattro giorni. Spacchettata, ho passato il pomeriggio a suonarla in lungo e in largo.
Bene, fra le mani devo dire che bella è proprio bella, un punto a suo favore senza dubbio.
Ma per onestà intellettuale e per credibilità di musicista, tanto per cominciare non griderò affatto al "milagro" (giusto per ricordare la Bedell). Il paragone con le chitarre di casa è impietoso.
È ovvio e sacrosanto che non possa reggere il confronto con le due chitarre di cui sopra, tenuto conto anche che una è una dreadnought semi artigianale, l’altra è semplicemente la multiac, cioè un punto di riferimento oggettivo. Sui legni poi non c’è partita.

Harley Benton CLF-200 nat

Però per suonare suona, ha la sua dignità.
La tavola trasmette le vibrazioni in modo netto e deciso, le piccole dimensioni dello strumento fanno in modo che il suono parta velocemente, cristallino e senza esitazioni, le note sono tutte sufficientemente definite, non ha evidenti "buchi", ovviamente non ci si deve aspettare grande presenza sulle basse ma il primo impatto è positivo e poi si sa come funziona l’abete, negli anni si arrotonda. Le corde sono basse, il set-up generale già così potrebbe funzionare, non friggono mai e la tastiera è veloce.
È una parlor ma non mi sogno neanche di passarci sopra con un bottleneck, però qualche bel blues ci sta. Nello strumming (leggero) ci si può avventurare senza troppi patemi, ma anche qui la mano va addomesticata: abituato ai volumi maggiori e al suono ultrabilanciato della Simon & Patrick, inizialmente c’è da trovarsi spaesati e tendere a menare, per la familiarità a quel rapporto tocco/volume ottenuto a cui sono abituato da decenni, ma non è il caso di spingere perché il suono si snatura in modo evidente.
Il meglio di sé lo dà in ogni caso se affrontata a mani nude. Fingerpicking ma non solo: vuoi mettere suonarci sopra Giuliani, o Bach, o Villa-Lobos? Non è poi così una bestemmia, tenuto conto delle premesse per cui è arrivata a casa.

Difetti? Beh certo ne ha, ma non così marcati: il manico ha un profilo proprio comodo ma la sua lucidatura proprio non mi piace, è gommosa, il mogano usato non ha certo origini nobili (ma che mi potevo aspettare?), le fibre che si intravedono hanno un andamento abbastanza irregolare, il suo colore è quasi tendente all’ocra. Forse la buca ha un diametro un po’ troppo grande (marcato ulteriormente dai cerchi di decorazione), in altre chitarre del genere ho visto buche con dimensioni più discrete e più fini.

Harley Benton CLF-200 nat

Le meccaniche sono proprio economiche, danno veramente l’idea di uno strumento entry level ma non si scorda in modo clamoroso anche maltrattando le corde D'Addario .010 di serie. Magari appena le cambierò con una muta più spessa e con qualche aggiustamento al capotasto, l’intonazione già comunque decente, può migliorare.
Il destinatario della chitarrina in ogni caso non sono io: dirò semplicemente che mia figlia ha suonazzato le sue banalità fino a sera e ci si è divertita un sacco, ne ha apprezzato la leggerezza e l’eleganza generale che innegabilmente la chitarra ha, oltre che la comodità delle dimensioni. L’obiettivo è stato raggiunto, ora può sfoggiarla serenamente alle serate fra amici o in gita scolastica, se prima non l’agguanto io per portarla con me per una passeggiata al parco!

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