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Avere i soldi
Avere i soldi
di [user #116] - pubblicato il

Si suona per divertirsi. Ma per suonare servono i soldi. E allora si suona per guadagnarne. E ci si diverte sempre meno. Parliamone con il Guru.
Si suona per divertirsi. Ma per suonare servono i soldi. E allora si suona per guadagnarne. E ci si diverte sempre meno. Parliamone con il Guru.

Soldi e musica. Un connubio che nell’immaginario collettivo evoca ancora foto di rockstar pallide, emaciate e stralunate a bordo di limousine; accompagnate da manager e produttori che fumano il sigaro e portano il cappello da cow boy. Assieme a loro, groupie sovra eccitate e chiassose, annaffiate di campagne. Stratocaster fracassate sulle assi del palcoscenico di fronte a folle in delirio; televisori lanciati dalle finestre di alberghi a cinque stelle e spostamenti in elicottero per raggiungere la venue del concerto. Invece, per chi nella musica oggi ci bazzica sul serio - se addirittura non ci lavora - musica e soldi sono un connubio che stride. Pare che dove ci sia la prima (almeno se suonata alla vecchia con chitarre, batteria e amplificatori) non sia facile reperire i secondi. Non si vendono più i dischi e si suona sempre meno. E quando si suona lo si fa in contesti e situazioni sempre più ridotte, con cachet sempre più risicati. Tanto che, paradossalmente, band di professionisti si trovano a contendersi l’osso con band di ragazzotti.
Di questa situazione grigia, grigissima oggi ce ne parla il nostro Guru.


Di Marco Vinzoni, il Guru della Batteria, sappiamo pochissimo. Originario di Monza, oggi vive nella Repubblica Domenicana. Ha trascorsi come musicista, ha odiato il jazz per una vita ma ora ci si sta appassionando e ha suonato cover dei Duran Duran. Al momento, è il riferimento assoluto per tutti i batteristi del pianeta che lo seguono nel suo corso di Alto Livello
guru della batteria
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Ragione ha! Senza soldi c'è ...
di helloween [user #27122]
commento del 06/05/2014 ore 15:58:26
Ragione ha! Senza soldi c'è poco da fare...purtroppo!
Rispondi
Stavolta ti debbo dare ragione... ...
di DarkFender01 utente non più registrato
commento del 06/05/2014 ore 16:11:45
Stavolta ti debbo dare ragione...
1- SE diventi artista ed una major ti fa fare i dischi alla fine se li scaricano da internet e te ce guadagni na ceppa...
2- Serate? Per camparci ne devi fare come minimo 100 all'anno.
3- I gruppi si fanno e si disfano perche non esiste coerenza e costanza della gente...
4- Se sei bravo il mondo della musica se ne fotte perche ci sono i Reality contattati dalle major che mandano le cassiere a fare Sanremo al posto vostro che siete magari veri talenti...
Allora de che ca...o stamo a parla? Suonate per divertirvi e passione che secondo me oggi come oggi co la musica ce campate poco...
Rispondi
Io spero solo una cosa ...
di qualunquemente1967 [user #39296]
commento del 06/05/2014 ore 17:34:52
Io spero solo una cosa in futuro che quei ladri maledetti della SIAE falliscano e si possa suonare liberamente senza l ' assillo continuo di sti maledetti !! Sempre per rimanere in tema di soldi ok ? E poi ci chiediamo perché si suona sempre meno nei locali !! Ma cazzo il locale deve pagare per un evento la SIAE chi suona deve essere iscritto ecc ... Ma dove cazzo viviamo ? Scusate le parole e lo sfogo ma è' inaccettabile che a livello amatoriale esistano sti problemi ! Ciao
Rispondi
La penso come voi, Anche ...
di Claudio80 [user #27043]
commento del 06/05/2014 ore 18:49:47
La penso come voi,
Anche solo cercar di metter su una band seria è un'impresa ardua visto che, in giro è pieno di IDIOTI stupidi imbeccilli e inaffidabili...poi superato questo ostacolo, impresa assai snervante, ci si deve poi confrontare con gli altri idioti (non tutti) ossia, i gestori dei "locali" che sembra che ti stiano regalando i soldi, grandi cifre poi.....,per farti suonare nei loro baretti da quattro soldi, e in più con la richiesta di rimpergli pure il locale!!!!FOLLIA PURA!!!
Ok che la musica deve essere divertimento, e ci sta, ok che non siamo tutti professionisti, e che tutti non siamo Beatles e Rolling Stones, e ci sta pure questa, però esser presi continuamente per i fondelli non va bene; anche perchè a quel punto la fede nella musica va a farsi fottere!!
Rispondi
Re: La penso come voi, Anche ...
di qualunquemente1967 [user #39296]
commento del 06/05/2014 ore 21:02:12
La storiella del proprietario del locale che chiede a chi suona di portargli gente e' un classico oramai ! Questi non sono gestori sono semplicemente degli ignoranti e incapaci !! Ognuno faccia il proprio lavoro !!! Se ti devo anche portare i clienti significa che sto facendo il tuo lavoro e quindi siamo in societa' e dividiamo gli utili caro il mio cretino di gestore ! Scusate sempre il tono ma queste brutte abitudini devono scomparire insieme a quella percentuale di pseudo gestori teste di cazzo ! Ciao
Rispondi
Non tutti sono uguali
di carlo7string [user #22807]
commento del 07/05/2014 ore 09:42:05
Riporto la mia piccola esperienza in Sardegna, dove i locali più a sud verso cagliari seguono l'atteggiamento "ma quanta gente porti?" mentre più a nord c'è ancora quel calore di rispetto e divertimento del gestore che ti dice "qualsiasi cosa ti serva tranquillo". Addirittura in una serata al nord è capitato che il gestore si scusasse per la poca gente in quanto c'erano dei preparativi in quel paese per una manifestazione.
Vorrei però dire che non mi piacciono neanche i musicisti che chiedono molti soldi perchè hanno studiato musica e sono particolarmente preparati tecnicamente, è ovvio che uno può chiedere di più in base al seguito, e non in base alla tecnica.
Rispondi
Io sono in buona parte ...
di sdl [user #5004]
commento del 07/05/2014 ore 10:15:0
Io sono in buona parte daccordo con Claudio e Qualunquemente. Però generalizzerei il problema.

Ci sono gestori disonesti, ma anche tante band che vogliono suonare dal vivo senza avere la più minima cognizione di quanto stanno facendo, "abbassando" globalmente il livello di professionalità (e per professionalità, intendo in senso lato l'atteggiamento con cui ci si deve porre, pur da non "professionisti" in senso stretto, quando si vuole vendere un prodotto ad un pubblico). E poi, diciamoci la verità, al 95% del pubblico non gliene frega niente! Tutto questo credo dipenda da una questione di mentalità, tipicamente italiana, che è condivisa da tanti gestori, da buona parte del pubblico, ma anche da tanti ragazzi che suonano: i musicisti sono dei cazzoni, suonano per divertirsi (anche chi lo fa di mestiere), al massimo suonano per i loro amici ("tanto a nessuno frega veramente di chi o come suona"). Tutto questo porta ad una concezione generalizzata "da oratorio" della musica live.

All'estero è diverso, c'è più rispetto per la musica e per i musicisti. A parte che, per chi lo fa (e lo sa fare) veramente, essere musicisti è un lavoro di riconosciuta professionalità, anche agli amatori, se lo meritano, è riconosciuta la giusta dignità. Ognuno per il suo livello, ma la musica dal vivo è comunque considerata un "evento" (dove l'attrattiva principale è la musica stessa), e viene trattata con il giusto approccio.

E ovviamente non si tratta solo di rispetto, si tratta anche di affari: spesso all'estero (io mi riferisco soprattutto a Londra, che è la realtà che conosco meglio, ma anche al nord Europa) si paga l'ingresso nei locali in cui si suona live (e non sto parlando di locali dove suonano grandi nomi!). Qui in Italia sarebbe pressochè impossibile: il pubblico non paga!
Per contro ho notato come i gruppi abbiano in genere più professionalità: puntualità, velocità nel check, gestione delle pause, ecc...D'altra parte sanno di avere un rapporto commerciale con il locale! E sanno che quel rapporto va gestito con la giusta serietà.
Ma la vera discriminante è come il pubblico sia mediamente molto più attento e interessanto alla musica (tanto, appunto, da pagare volentieri l'ingresso).

In Italia obiettivamente, il pubblico l'ingresso non lo paga e della musica gli interessa relativamente. I gestori si trovano a pagare i musicisti in nero (il che significa che gli costano il doppio in pratica...) e spesso non rientrano nemmeno del costo della band. E i musicisti, dal canto loro a volte affrontano il live come se fosse una gita.

E' chiaro che la base del rapporto fra gestore e gruppo non deve essere del tipo: "tu mi porti gente e io ti pago", in quanto la prestazione del musicista è suonare (ma bene!) e non riempire il locale. Però è altrettanto chiaro che se sotto non c'è movimento di soldi (perchè il pubblico non c'è e comunque non paga) tutta l'attività dei live viene sminuita a livelli amatoriali (in senso negativo). Piuttosto...io mi chiedo perchè certi gestori si ostinino a far suonare dal vivo: se la cosa non funziona è inutile perchè scontenta tutti. Però così ci sarebbe ancora meno musica in giro...

Per concludere, credo che il problema non siano i gestori (credo che nessuno di loro si sia arricchito con la musica dal vivo malpagata), ma la mentalità un po di tutti: se ci fosse più interesse (in primis da parte del pubblico) e girassero più soldi (che alla fine sono l'unico spartiacque fra serietà e "oratorio"), sicuramente anche il trattamento riservato alle band (non necessariamente di professionisti in senso stretto, ma anche di quelli che sanno fare il loro "mestiere" con "professionalità") sarebbe molto, molto migliore.
Rispondi
Prima di dare degli IDIOTI ...
di AsDesign [user #19923]
commento del 07/05/2014 ore 16:40:27
Prima di dare degli IDIOTI ai gestori dei locali riflettete un attimo cari miei fenomeni ... Nel mio locale continuiamo a fare suonare dal vivo, con gente dal calibro di Rigo, Mel Previte e tanti jazzisti locali ... Noi siamo una piccola realtà, in quanto ristorante, ma cerchiamo una volta a settimana di offrire una buona alternativa ai vari karaoke, io sono un musicista prima di tutto.. Quello che bisogna però capire è che ai ragazzi (e non solo) di oggi della musica live non gliene frega una mazza... Meglio due fighette al karaoke stonate !!!! Però alla fine della giostra i conti devono tornare .... (e vi garantisco che negli ultimi anni con la musica live si fa molta, ma molta fatica, nonostante la passione ed i soldi che ci metto in prima persona)......
Rispondi
Re: Prima di dare degli IDIOTI ...
di thyeah [user #40067]
commento del 08/05/2014 ore 18:10:08
solidarietà, il problema è proprio che non frega un cazzo di niente a nessuno. siamo un popolo di lobotomizzati.
Rispondi
Re: Prima di dare degli IDIOTI ...
di Aquarius utente non più registrato
commento del 09/05/2014 ore 07:31:31
Quoto al 100%, questa è la realtà: alla maggior parte delle persone della musica live proprio non importa nulla. Poi ci possono stare tutte le eccezioni che volete, dal gestore improvvisato alla band poco professionale e chi più ne ha più ne metta, ma principalmente è una questione di domanda che è inesistente.. D'altronde che nel nostro paese ci sia un problema di carenza culturale (non solo musicale), non è un mistero: è la regola.
Rispondi
oppure muori povero
di Sollazzon [user #10046]
commento del 09/05/2014 ore 02:17:47
e poi fanno soldi su di te! geniale!..come molti purtroppo! consoliamoci con un po di blues!
Rispondi
Musica da RIP
di angeloelle [user #29407]
commento del 09/05/2014 ore 08:25:30
Ma secondo me l'attenzione va posta su che cosa vuole dire veramente essere un professionista veramente e le differenze fra il suonare e produrre musica che sono due cose differenti, esistono musicisti professionisti che suonano ma non producono musica ci sono altri che suonano e producono musica, i primi con l'andare avanti dell'età vengono sostituiti da persone più giovani e tecnicamente più fresche i secondi magari no... o muoiono in modo da far riempire di RIP il facebook.
Almeno in Italia la maggior parte del percorso formativo passa spesso, fortunatamente sempre meno, per persone che suonano molto bene anche professionisti, ma spesso non hanno mai prodotto niente in maniera globale come producers più che altro, quindi di base c'è un stato nel corso del tempo con il calo della della discografia e di tutto il settore un impoverimento della qualità dell'offerta musicale e tutti i discorsi che conosciamo etc etc
Con tutto che non faccio parte del mondo HipHop credo che attualmente se dovessi andare a lezione di qualsiasi strumento mi cercherei un musicista che lavora e produce in questo settore, credo che siano gli unici che riescano a lavorare in maniera globale e dare qualche input interessante nel percorso formativo di un musicista

Rispondi
suonare per passione
di bluesfingers [user #7900]
commento del 09/05/2014 ore 09:35:23
concordo con tutto ma non bisogna necessariamente essere un professionista per suonare bene
e far divertire o far godere la gente con buona musica
io suono da 15 anni in giro nei locali della mia zona e combatto ogni volta coi gestori per i soldi,la gente ecc. io suono per passione e non per i soldi perchè se dovessi campare con i soldi dei live sarei già morto di fame
Rispondi
Impianto
di Tin Tin [user #38]
commento del 09/05/2014 ore 09:59:30
Ciao amici musicisti,

per me è semplicemente vergognoso che,
si debba chiedere 1 ora di permesso al lavoro,
andare nella nella sala prove,
spendere una intera ora per smontare l'impianto,
caricare il tutto in 3/4 auto,
andare al locale e rimontare l'impianto,
….. suonare già stanchi
finire alle 24/01 di notte
riscontare l'impianto
ritornare nella sala prove
arrivare stanchi morti a casa…

e solo perché generalmente i locali che propongono musica live
NON HANNO
un impianto audio.

Vergognoso

Tristi Saluti,
Tin Tin
Rispondi
un altro parere
di ike66 [user #14466]
commento del 09/05/2014 ore 10:28:42
Scusatemi, ma stavolta devo andare controcorrente e esprimere un paio di concetti contrari a quanto ho letto sopra...

Mi spiego:
1. La SIAE. Essa esiste (o dovrebbe esistere) per tutelare i diritti d'autore e, già che c'è, dell'editore.
Non è negativo in sé il fatto che esiga un esborso da chi trasmette o suona in pubblico musica scritta da autori iscritti... a patto che buona parte di questi proventi venga versata poi nella tasche degli autori/editori stessi. Con la riduzione degli introiti provenienti dalla vendita di dischi, è una fetta importante per il sostentamento degli artisti e del mondo che gli gravita intorno.
2. I locali. Secondo me, questi farebbero non bene, ma benissimo ad esigere dagli spettatori un esborso, seppur minimo, per assistere allo spettacolo. Il fatto stesso che paghino qualcosa li indurrà a prestare più attenzione a quanto avviene sul palco e contribuirà a tenere fuori coloro che alla musica non sono interessati. Si dirà "ma il locale deve attirare gente, non mandarla via"... verissimo, ma la gente si attira con la qualità dello spettacolo, secondo me: che i gestori comincino in prima persona a dare più importanza alla musica, creando audizioni, provini e quant'altro aiuti a selezionare gli artisti migliori... Con l'alzarsi del livello di qualità della musica, aumenterà anche il numero di spettatori. Garantito.
3. Gli artisti. Molti si ritengono tali senza averne le qualità o il talento... Se è vero che il mestiere di musicista è diventato così difficile anche per chi talento ne ha, in parte è dovuto anche al fatto di dover "sgomitare" con un mucchio di "ragazzotti". Una qualche selezione, seconde me, è indispensabile. Con questo non dico che chi non ha talento (o il cui talento è ancora rimasto nascosto) debba smettere di suonare, ma che prima di darsi da fare a trovare un locale che li accolga, facciano un po' più attenzione alla musica che fanno.

Scusate se ho scritto qualcosa che vi offende, non era mia intenzione.

Alla prossima.
S.
Rispondi
Re: un altro parere
di thyeah [user #40067]
commento del 09/05/2014 ore 10:41:51
quello che scrive è in linea di massima corretto ma vorrei puntualizzare un paio di cose:
- la siae esiste e fornisce un servizio agli iscritti, puoi non essere iscritto e suonare musica tua senza alcun problema
- i locali.. è vero spesso sono improvvisati ma se togli anche quelli che contribuiscono "amatorialmente" a diffondere un po' di musica live secondo me la situazione peggiora
- gli artisti.. il mondo è bello perchè è vario, se qualcuno suona un po' troppo grossolanamente sarà vittima della selezione naturale, io non sono nessuno per dire chi è degno di suonare live e chi no
ciao
Rispondi
Re: un altro parere
di ike66 [user #14466]
commento del 09/05/2014 ore 11:54:48
Ciao.

Grazie per aver risposto e per avermi offerto un altro modo di vedere le cose.

Il tema dell'articolo era sul modo in cui il denaro influisce sullo sviluppo della musica (o sulla sua involuzione)...
Il mio intervento va visto in quest'ottica:
non voleva dire "se non sai suonare stattene a casa"... anzi!
voleva solo sottolineare il fatto che se si pagasse per sentire musica dal vivo, ne sentiremmo sicuramente meno, ma probabilmente di migliore.
Una volta eravamo costretti a pagare i dischi che desideravamo ascoltare, le rockstar erano pochissime e straricche e pochi avevano il coraggio di tentare di fare della musica il proprio mestiere... ora paghi solo se vuoi (alzi la mano chi lo fa) e gli artisti devono confrontarsi quotidianamente con una marea di pseudo-musicisti...
Non so e non voglio dire cosa sia meglio e cosa sia peggio... volevo solo sottolineare come il denaro abbia contribuito al cambiamento delle cose.

Ciao e a presto.
S.
Rispondi
Re: un altro parere
di thyeah [user #40067]
commento del 09/05/2014 ore 12:12:33
boh più che il denaro sono una serie di altre cose ad aver influito, prima tra tutte la decadenza culturale che qualcuno citava poco sopra.
i locali, a pagamento, che fanno suonare solo gente che vale realmente ci sono già (almeno nel veneto), il resto è in più. secondo me dove suonano i primi non suonano i secondi e viceversa, le due cose secondo me hanno, luoghi e audience ben diverse..
:)
Rispondi
e quando si suona per fare beneficienza?
di Eagles67 [user #21287]
commento del 12/05/2014 ore 11:54:53
Buongiorno,
concordo più o meno con tutto quello che avete scritto che è poi lo specchio di un Paese che va a rotoli. Vorrei aggiungere un'ulteriore considerazione: stanchi di far guadagnare denaro a pseudo imprenditori che si improvvisano direttori artistici, decidiamo, insieme al mio gruppo, di suonare per fare del bene nell'ambito di eventi organizzati in piazze pubbliche, da associazioni no profit. Cosa succede? Succede che alla fine della fiera chi, nell'ambito dello stesso evento, tira la carretta siamo sempre e solo noi musicisti, poichè gli altri attori coinvolti (service audio, ambulanza, SIAE) pretendono il loro sacro santo compenso. Ma almeno quando non si trae un profitto, non potrebbe la SIAE evitare di pretendere i diritti da versare (in piccola quota rispetto al dovuto) agli autori dei brani eseguiti? E' possibile che debbano essere sempre e comunque i musicisti a pagarne le spese???
Inizio a pensare che a sbagliare siamo noi, con il nostro approccio di cercare sempre di andare incontro alle difficoltà altrui e di metterci sempre a disposizione. Forse è il momento di fare muro tutti insieme, dal musicista professionista al dilettante, e iniziare a pretendere un serio e onesto riconoscimento economico, come è giusto che sia in un sistema economico in cui il prestatore di un'opera va remunerato. Accettare di andare a suonare gratis, o scendere a condizioni inique (ad es. se non si arriva ad un minimo di spettatori non viene previsto alcun compenso) è un atteggiamento che va assolutamente stroncato in modo netto. Forse così la situazione può cambiare.
Rispondi
Re: e quando si suona per fare beneficienza?
di Claes [user #29011]
commento del 12/05/2014 ore 12:46:18
Si suona appunto per beneficienza credendo al 110% che ne valga la pena - che dapprima vi sia una missione e ragione per una beneficienza. A pagamento zero, ovviamente. Anche per registrazioni a priori da passare a radio/TV come promozione di un evento. Da parte mia roba per incentivare donazioni - un terremoto in Pakistan ma anche per i senzatetto - questi pezzi sono tuttora gratis. Dal vivo per i paraplegici e per il Copenhagen International Day con una caterva di pezzi. La nostra SIAE non ha niente da obbiettare in questi casi.
Rispondi
Re: e quando si suona per fare beneficienza?
di Eagles67 [user #21287]
commento del 12/05/2014 ore 13:01:48
..."La nostra SIAE non ha niente da obbiettare in questi casi"...Perdonami, quindi in queste situazioni la SIAE non va pagata? No, perchè se così qualcuno su questa storia della SIAE se ne approfitta!
Grazie,
Floriano Andolfo
Rispondi
Re: e quando si suona per fare beneficienza?
di Claes [user #29011]
commento del 12/05/2014 ore 17:11:46
La nostra SIAE fa una donazione al tutto non richiedendo pagamenti da chi organizza. Bisogna però che siano cose serie. Per roba tipo musica in piazza etc. non sono di certo in giro a controllare.
Rispondi
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