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Cesareo boccia gli scordati
Cesareo boccia gli scordati
di [user #17404] - pubblicato il

Da sempre, Cesareo e la sua chitarra sono una delle migliori dimostrazioni di felice convivenza tra esuberanza tecnica, versatilità e intelligenza musicale. Il chitarrista di Elio e Le Storie Tese negli ultimi periodi si sta dedicando con un certo entusiasmo alla didattica e così l'abbiamo incontrato per parlare del suo rapporto con l'insegnamento.

 
 
Ciao Davide, mi piacerebbe prenderla un po’ alla larga. Qual è il tuo rapporto con l’insegnamento? Prima di affermarti come professionista con gli Elio & Le Storie Tese, negli anni della gavetta, ci sono stati periodi in cui dare lezioni era una parte importante o predominante del tuo lavoro di musicista?
E’ solo negli ultimi anni che ho deciso fare lezioni di chitarra. Do molta importanza all’approccio con lo studio in modo che sia efficace e soprattutto divertente. Non voglio stupire nessuno, ho il desiderio di rendere interessanti le mie esperienze sullo strumento da quando ho inviato a suonicchiare fino a diventare un musicista di professione. Non ho da proporre la nuova pentatonica da sei note. Ma posso proporre il mio metodo per sfruttarla al meglio. Questo per fare un esempio veloce di metodo. 
 
Oggi, al di là di appuntamenti a carattere seminariale come le clinic, trovi ancora il tempo per dare qualche lezione individuale? Ti piace?
Ho un ristretto numero di allievi di tutte le età che vengono a casa mia e fanno un’ora abbondante di puro divertimento, imparando sempre cose nuove. Il programma è personalizzato perché ognuno ha il proprio livello di preparazione e un preciso obiettivo da raggiungere.
 
Come imposti una tua clinic? Ci sono dei suggerimenti che ti senti di dare perché un ragazzo che viene a seguirla possa godersela e sfruttarla al massimo?
La imposto con gli elementi base per cominciare a suonare pensando con la testa e non con le dita. Tu sei il primo che puoi capire cosa intendo: la tecnica fine a se stessa non porta più a nulla. Sono tantissimi i circensi, troppi. Il panorama si é appiattito a tal punto che quando spunta un Bonamassa o un John Mayer la nostra attenzione torna a vivere. I tuoi “Dolcetti" sono sempre alla ricerca di idee e iniziative proprio perché non basta essere solo bravi e virtuosi.
 
Cesareo boccia gli scordati
 
Che strumentazione ti porterai sabato?
Una Testata ENGL da 20 watt con cassa 1x12 e qualche pedalino. Non stupirò con effetti speciali. Sono gli elementi base che vanno sviluppati e che eventualmente ti porteranno ad aver voglia di avere un muro di amplificatori e una torre di effetti. Io quella voglia non l’ho mai avuta e non credo arriverà mai.
 
Qual é la domanda che speri non ti facciano mai più a un seminario? Che sei davvero stufo di sentire. Sempre che ci sia, ovviamente...
Sarebbero troppe e quindi sopporto e rispondo a tutto.
 
A tua volta, ricordi di aver assistito negli anni della tua formazione a una clinic, un incontro con un musicista, uno show case che davvero ti ha illuminato? 
Da ragazzino ho assistito a qualche clinic all’interno della varie Fiere degli strumenti; ognuno dei musicisti che ho visto mi ha illuminato ma c’era troppa “distanza” tra il pubblico e l’artista. Si aveva paura a far domande. Io voglio avere un contatto diretto. Voglio poter chiamare per nome chi mi trovo davanti. Voglio star seduto allo stesso livello di chi mi ascolta, nessun palco e tante domande e chiarimenti.
 
Quando senti suonare un chitarrista, magari un tuo studente, quali sono i primi elementi su cui lo giudichi e che ti fanno decidere se - abilità a parte - è anche un musicista completo?
Se suona rilassato senza cercare di strafare per attirare la mia attenzione, già penso di avere davanti un musicista maturo. Preferisco sempre sentire due cose in croce eseguite bene che quattro fatte male.
 
Più in generale, qual'é la cosa che non si può perdonare di non saper fare - o di non saper fare bene - a un aspirante professionista?
In generale, ti rispondo che un chitarrista che inizia a suonare scordato, andrebbe bocciato come chi sale in macchina e parte prima di aver sistemato gli specchietti e il sedile all’esame di guida.
 
 
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