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DV Mark Multiamp
DV Mark Multiamp
di [user #17844] - pubblicato il

Il Multiamp è un simulatore di amplificatori ed effetti di livello professionale. Progettato per racchiudere uno studio di registrazione intero in un box da due unità, il rack DV Mark fa la guerra alle tradizionali testate grazie ai suoi 500watt di potenza. Lo abbiamo provato a fondo.
 
Il Multiamp è un simulatore di amplificatori ed effetti di livello professionale. Progettato per racchiudere uno studio di registrazione intero in un box da due unità, il rack DV Mark fa la guerra alle tradizionali testate grazie ai suoi 500watt di potenza. Lo abbiamo provato a fondo.

In principio era la valvola, la vecchia e cara valvola che ancora oggi infiamma i chitarristi elettrici di tutto il mondo. Al suo fianco, però, una serie di alternative hi-tech si sono fatte strada negli anni, sempre più convincenti e versatili.
Le simulazioni digitali di effetti sono forse state le prime a entrare nelle case dei chitarristi, seguite a ruota dai primi modelli virtuali di amplificatori. Inizialmente poco più che equalizzatori ben modellati, via via hanno acquistato eccezionale fedeltà nei confronti delle controparti originali. Con il livello di tecnologia che oggi i musicisti possono avere a disposizione, diventa davvero difficile distinguere una buona simulazione da un amplificatore reale, a orecchio come sotto le dita, soprattutto quando si tratta di strumenti di fascia alta, del calibro del DV Mark Multiamp.

Il Multiamp è un amplificatore stereo a stato solido in formato rack, capace di simulare decine di amplificatori per chitarra, effetti, casse e microfoni. Oltre la sua sezione di potenza (la bellezza di 250 watt per canale in stereo o 500 in mono/Bridge), a differenziarlo da un comune multieffetto è la sua impostazione incentrata sulla simulazione di amplificatori. Come il nome stesso suggerisce, infatti il Multiamp concentra gran parte della sua generosa potenza di calcolo nel restituire minuziosamente le sfumature di svariate testate per chitarra, particolare che riesce subito a spiegare perché il pannello frontale sia così diverso da quello di un comune simulatore di effetti.


Oltre all'immancabile display e i pulsanti per navigare nei menù, disposti sulla parte destra, gran parte del frontale è dedicata ai controlli relativi all'amplificatore, con manopole per gain, bassi, medi, alti, presence e volume, uno per la patch, uno Master.
Tre pulsanti in alto permettono di scegliere altrettanti canali tra clean, crunch e lead. Un quarto switch attiva la simulazione di cabinet. Apparentemente sembrerebbe una normale testata, non fosse che ogni canale può rappresentare uno qualunque tra le decine di amplificatori presenti in memoria. Ciò permette di avere pieno controllo sul suono anche dal vivo, regolando on the fly i parametri e passando tra i vari canali esattamente come si farebbe con un amplificatore fisico.
La sezione relativa agli effetti, sebbene altrettanto curata e nutrita, è meno immediata nei controlli e nelle personalizzazioni. Non si sbaglierebbe nell'affermare che viene messa in secondo piano per favorire ciò che riguarda l'amplificazione.
Tuttavia gli effetti non mancano, e un utile sistema grafico a blocchi permette di avere pieno controllo sulla catena del suono. Il display mostra otto slot in cui inserire le varie simulazioni, dai pedali, all'amplificatore fino al cabinet. Per aggiungere un "anello" bisogna attivare uno dei blocchi e selezionare la simulazione del caso. La personalizzazione di ogni effetto, del tipo di cassa, di microfono eccetera, avverrà entrando nei dettagli del dispositivo scelto e regolando i parametri con la sola manopola Value.
Di certo il Multiamp non è studiato per giocherellare con i toni dell'overdrive o con il tempo del delay mentre si suona, ma la compatibilità MIDI sopperisce tranquillamente alle carenze in merito.
Inoltre, l'amplificatore pare digerire decisamente bene i pedali, sia in ingresso, sia nel send return, dando il meglio di sé in un rig ibrido con effettistica tradizionale per contare su una tavolozza sonora ancora più ampia e modificabile al volo in ogni aspetto.

Una volta assunto che il simulatore DV Mark è prima di tutto un amplificatore programmabile e solo dopo un multieffetto, muoversi tra i menu risulta agevole. Si scoprono in fretta i numerosi preset in memoria e si impara a crearne di nuovi con un approccio decisamente vicino a quello che si avrebbe con una strumentazione reale. Non mancano gli accessori del caso come un preciso accordatore cromatico e risulta estremamente gradita la presenza di uno slot per una memoria SD su cui salvare le patch. L'idea di poter creare i propri suoni a casa per poi riutilizzarli in studio o sul palco con un altro Multiamp portandosi dietro solo una scheda di memoria basta a far partire la GAS, per quanto l'amplificatore pesi meno di cinque chili, risultando comunque perfettamente trasportabile.
Non da meno è la cassa con cui abbiamo testato il Multiamp: una 4x12 DV Mark con coni al neodimio eccezionalmente leggera, considerata la mole.


Su palchi più impegnativi, dove la microfonazione è necessaria o si preferisce entrare in diretta nel mixer, una soluzione come il Multiamp è l'ideale, così come in studio, quando si vorrebbero provare più amplificatori fino a trovare il suono "giusto" per una take oppure sfruttarne vari insieme. La presenza di casse e microfoni simulati elimina qualunque problema legato alla ripresa dell'amplificatore, all'ambiente, all'insonorizzazione e a tutti quegli aspetti che fanno la differenza tra un home studio e una sala professionale. Messo alla prova in diversi contesti, il Multiamp con le relative simulazioni di cassa stupisce per la reattività al tocco, la percussività dei suoni puliti sempre ammiccanti al valvolare e la presenza sui bassi in generale, che non risultano mai confusi o cupi, bensì a fuoco, grossi ma sempre ben definiti.
Nel video di presentazione che segue è inserito un breve esempio di come la simulazione di cassa possa trasformare il suono in fase di registrazione, così come la presenza di una buona cassa fisica possa inficiare il risultato finale per l'ascolto diretto.


La vocazione di oggetto da studio del Multiamp è soddisfatta dalla presenza di due uscite jack non bilanciate per i canali left e right, due XLR bilanciate, switch per il ground lift e adattatore di livello tra +4dB e -10dB. Gradita è anche l'uscita cuffie da 3,5mm, sul davanti.
Spulciando le caratteristiche di connettività è impossibile non soffermarsi sulla porta USB. La presenza di una connessione del genere stimola la curiosità di chiunque. Nata inizialmente come una connessione di servizio per aggiornamenti e backup tecnici, la porta USB ha di recente introdotto la possibilità di controllare i preset tramite PC, velocizzando notevolmente le personalizzazioni dei suoni grazie al software gratuito Multiamp Remote Controller.

Per il momento (per il futuro chissà) non funge da interfaccia audio per la trasmissione di segnali sonori a un computer. D'altra parte, con un attrezzo del genere, si suppone che si possegga anche una scheda audio esterna di pari qualità.
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Nel mettere alla prova il Multiamp abbiamo preferito registrare tutto in diretta per un suono più puro e oggettivo, identico a quello che otterreste provando voi stessi l'amplificatore.
Fin dalle prime patch ci ha colpito il modo in cui volumi e saturazioni reagiscono al tocco. In qualunque condizione risulta facile pulire il suono sfruttando il volume della chitarra o plettrando con dolcezza. I clean si increspano in maniera naturale e la compressione subentra graduale, enfatizzando l'attacco più che schiacciando l'esecuzione. Ogni corda strappata diventa un vero piacere e ogni colpo di ritmica in palm mute dà un pugno in pieno stomaco.
Anche spingendo i canali con un overdrive o un booster esterno, il Multiamp dimostra di saper rispettare il carattere del pedale e introduce una saturazione dal sapore tutt'altro che digitale.

Anche gli effetti integrati hanno un loro perché, sebbene non tutti potranno apprezzarli a pieno.
Overdrive, fuzz e distorsori si comportano decisamente bene, offrendo gli standard dei rispettivi campi senza difetti di sorta, ma anche senza spiccare per originalità o carattere. Rappresentano, insomma, una buona dose di gain extra con cui modellare le simulazioni di amplificatori.
Un discorso a parte va fatto per modulazioni ed effetti ambientali. Dall'autowah al riverbero fino al delay, tutti sono avvolti in un alone di hi-fi che non sempre gradito al chitarrista. Il classico riverbero a molla cede il posto a una buona simulazione di ambiente, le ripetizioni del delay sono precise, pulite, lontane anni luce da quelli che sono considerati i sacri graal dei rispettivi campi. Un appassionato di effetti digitali può trovarci del buono, ma un chitarrista amante delle sonorità vintage potrebbe sentire il bisogno di aggiungere i suoi effetti preferiti all'equazione.

Dare una panoramica completa di tutte le simulazioni sarebbe impensabile, abbiamo quindi affrontato alcuni preset di fabbrica con cui toccare i riferimenti principali del sound chitarristico. Si passa dai clean di stampo americano vintage fino alle saturazioni estreme del metal moderno. Alcuni dettagli sui suoni utilizzati sono mostrati in video sullo schermo del Multiamp.
L'ascolto ad alti volumi è caldamente consigliato, per godere di tutta la presenza e definizione di bassi che fanno la vera differenza tra un prodotto professionale e un qualunque simulatore di fascia medio-bassa.


Inutile nasconderlo: il Multiamp ci ha conquistati. I suoni dettagliati e reattivi non fanno sentire la mancanza di un buon amplificatore tradizionale, l'approccio intuitivo e amp-alike aiuta a entrare subito in confidenza e la predisposizione naturale all'utilizzo in studio è in grado di trasformare una scrivania in una sala di ripresa di buon livello.
A conti fatti, una sezione di effetti buona ma comunque migliorabile diventa un comodo extra piuttosto che un punto debole. Se poi si considera che DV Mark rilascia continui aggiornamenti per il Firmware e di volta in volta aggiunge nuovi preset, amplificatori ed effetti all'appello, il dettaglio diventa davvero trascurabile in favore di una sincera curiosità verso ciò che arriverà nelle future release.
L'aggiornamento del software avviene in pochi minuti usando una memoria SD e può apportare anche modifiche all'interfaccia d'utilizzo, frutto di opinioni e richieste degli utenti.

Volendo trovare un difetto al Multiamp, si potrebbe additare il prezzo, perfettamente accettabile per un prodotto da studio ma non esattamente alla portata di tutti con i suoi 1499 euro di listino. In realtà, DV Mark ci ha già pensato e, raccogliendo le opinioni degli utenti, ha già sviluppato una versione Mono da 250 watt tirando così il prezzo giù di un buon terzo. Mossa azzeccata, considerando la percentuale di chitarristi affezionati ai setup monofonici.
Per chi proprio non riesce a fare a meno delle valvole, durante lo scorso Muisikmesse è stata anche annunciata una versione con finale valvolare da 120watt, denominata Tube Multiamp. Viste le premesse, non possiamo far altro che riservare ottime aspettative a riguardo.

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