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Triadi Late
Triadi Late
di [user #24327] - pubblicato il

Triadi. Affrontiamone una possibile applicazione melodica che, pur se estremamente semplice, sembra rimanere spesso inosservata, per lo meno in ambito rock. Stiamo parlando delle triadi in forma lata di frequente snobbate come “roba da pianisti”. Torna a salire in cattedra l'accordiano Alessandro Cossu.
Oggi vorrei parlare delle triadi. Non un argomento particolarmente originale in sé, però questa volta vorrei considerare in particolare una possibile applicazione melodica che, pur se estremamente semplice, sembra rimanere spesso inosservata, per lo meno in ambito rock e nei suoi derivati. Per farla breve, sto parlando delle triadi in forma lata.

Le triadi rappresentano il fondamento del sistema tonale, ovvero il modo in cui la scala diatonica maggiore/minore è stata organizzata armonicamente a partire dalla sua comparsa nel XIV secolo. Per estensione dello stesso principio, l’armonizzazione per terze è rimasta quella preminente anche per gli altri tipi di scale. Una triade, nella sua forma più semplice (stato fondamentale in forma stretta), è ottenuta dalla sovrapposizione di due intervalli di terza. La forma lata si ha invece quando la disposizione delle note è “dilatata”, arrivando in questo modo ad avere tutti gli intervalli più ampi di una terza. 

Triadi Late

Nella pratica, questo si ottiene a partire dalla forma stretta muovendo la nota centrale (ad esempio la terza se la triade è in stato fondamentale) all’ottava superiore o a quella inferiore. Se prendiamo ad esempio la triade di C in stato fondamentale e in forma stretta a partire dal C centrale (C3-E3-G3) e spostiamo la terza all’ottava superiore quello che otteniamo sono le note C3-G3-E4, con la sovrapposizione di una quinta e una sesta. Pur avendo a che fare con le stesse note, a cambiare è la struttura intervallare.
Per quanto riguarda noi chitarristi, soprattutto in contesto melodico la forma lata sembra spesso snobbata come “roba da pianisti”, preferendole la forma stretta, così da evitare faticose diteggiature causa di tendiniti che il più delle volte richiedono di limitarsi notevolmente anche per quanto riguarda la velocità. 
Di seguito le quattro tipologie di triadi (maggiore, minore, diminuita, aumentata) vengono sviluppate melodicamente nella loro forma lata.

Triadi Late


Ho qui utilizzato lo stesso profilo melodico per ognuna delle quattro triadi, sempre a partire da C, sul terzo tasto della quinta corda.
La linea melodica così ottenuta deriva dal collegamento tra i rivolti della triade (la nota al basso - fondamentale, terza e quinta - è sempre sulla quinta corda) e l’unico intervallo di terza è quello che si forma incidentalmente tra la terza (fondamentale del primo rivolto) e la quinta (fondamentale del secondo rivolto) sul finire della prima battuta.
Caso a parte è quello della triade aumentata, la cui struttura simmetrica fa si che lo stato fondamentale e i due rivolti abbiano la stessa successione di intervalli. Il primo rivolto potrebbe quindi essere chiamato più semplicemente e correttamente E+ mentre il secondo G#+. Ho preferito però in questo caso fare sempre riferimento alla fondamentale C per mantenere il parallelismo con le altre triadi.
Ora, questo esempio è la più semplice applicazione dell’idea di partenza, ma già qualcosa è cambiato rispetto alla forma stretta dell’arpeggio, pur mantenendo perfettamente distinguibile la sonorità triadica.
Con questo passo e chiudo, rimandando alla prossima per nuovi sviluppi.

Triadi Late

Nota della Redazione: Accordo è un luogo che dà spazio alle idee di tutti, ma questo non implica la condivisione di ciò che viene scritto. Mettere a disposizione dei musicisti lo spazio per esprimersi può generare un confronto virtuoso di idee ed esperienza diverse, dando a tutti l'occasione per valutare meglio i temi trattati e costruirsi un'opinione autonoma.
lettori in cattedra
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