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Starcaster Modern Player: se negli anni '70 avessero suonato lo-fi
Starcaster Modern Player: se negli anni '70 avessero suonato lo-fi
di [user #17844] - pubblicato il

L'universo Fender non è tutto solid body e 6L6. Una curiosa semihollow con cassa offset riporta i musicisti indietro di mezzo secolo a cavallo di una coppia di Wide Range. La Fender Starcaster è una chitarra ignorante, ma in modo schietto e sanguigno che ha meritato un hands-on approfondito.
L'universo Fender non è tutto solid body e 6L6. Una curiosa semihollow con cassa offset riporta i musicisti indietro di mezzo secolo a cavallo di una coppia di Wide Range. La Fender Starcaster è una chitarra ignorante, ma in modo schietto e sanguigno che ha meritato un hands-on approfondito.

Quando si pensa a Fender è impossibile non figurarsi immediatamente le ammiraglie solid body. In realtà, nei decenni, sotto il sole della California sono passati anche diversi modelli a cassa cava e buche a effe. La Starcaster, così poco diffusa che persino Google ti chiede "forse cercavi Stratocaster?", ha segnato la storia Fender in quanto unica semiacustica di casa con body offset. La chitarra avrebbe voluto diventare la risposta della grande F al mondo delle archtop thinline della concorrenza, con la particolarità della cassa asimmetrica in stile Mustang e company. La realtà purtroppo fu diversa e la Starcaster non ha mai goduto di un gran successo, venendo riscoperta solo in tempi recenti dai giovani appassionati di strumenti d'annata a prezzi umani. La Starcaster originale, infatti, può essere reperita a cifre relativamente accessibili, e non poteva essere altrimenti per la riedizione che Fender ha proposto per il nuovo millennio.

La nuova Fender Starcaster entra a far parte della serie Modern Player, strumenti dal prezzo contenuto che si rifanno ai classici di casa con qualche aggiornamento tecnico necessario ad adattarli alle richieste dei chitarristi di oggi.
Data la costruzione decisamente particolare della Starcaster, il costo si distacca sensibilmente dalla media della serie. Sebbene sia made in China come il resto delle Modern Player, la semiacustica si allinea alle cifre di una buona messicana.
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Sotto la finitura Aged Cherry Burst, la chitarra lascia bene in mostra le tavole di acero laminato che ne compongono la cassa. Un binding bianco a strato singolo percorre bordi di top e fondo e mette in evidenza le linee interne delle buche a effe scavate sulla spessa tavola armonica. All'interno è possibile notare il blocco centrale in ontano, fondamentale per frenare le vibrazioni ad alti volumi.
Il manico avvitato e ricavato da un unico pezzo di acero di un bel biondo acceso. Sicuramente il colore piacevolmente vintage è merito del trattamento che, di contro, conferisce una sensazione un po' appiccicosa al tatto. Lo shape è il classico a C, non eccessivo e facile da abbracciare, con un radius da 9,5 pollici e 22 tasti medium jumbo per un approccio decisamente familiare agli amanti del marchio. Il diapason da 25,5 pollici aiuta i Fenderiani più affezionati nella transizione verso il semiacustico.
Sicuramente meno convenzionale per Fender è la configurazione ospitata dal body: due humbucker Wide Range si abbinano a un ponte Adjusto-Matic e quattro potenziometri che permettono di regolare volumi e toni di ambo i pickup, mentre un selettore a tre posizioni sulla spalla inferiore ne miscela l'azione. Ormai i riferimenti progettuali sono chiari.


Qualora il body offset non fosse abbastanza per caratterizzare il modello, semmai la presenza di una tastiera in acero con dot neri non incuriosisse ancora gli amanti delle thinline, ci pensa la paletta ad attirare l'attenzione. Questa, voluminosa e con le meccaniche di tipo moderno che sembrano quasi sparire nelle ampie curve scavate nell'acero, offre l'accesso diretto al trussrod e riporta il nome del modello su una linea ricurva che descrive un disegno tridimensionale scavato sul bordo destro. La paletta, in effetti, è sagomata su due livelli, e lo strato smaltato in nero offre riflessi eleganti che rimandano dritto alle chitarre ormai ignote che spesso si vede in vecchie foto risalenti alla beat-generation.


Non si sbaglia se si pensa alla Starcaster come "la meno Fender delle Fender". L'approccio è atipico e, seppur curiosamente comodo grazie alla forma della cassa, si discosta da quello di una solita Fender per mezzo di un body abbondante che si trova agli antipodi rispetto agli standard del marchio. La piccola porzione di cassa sottostante al ponte e la spalla superiore particolarmente avanzata verso il manico fanno sì che la chitarra, suonata in piedi, aderisca piuttosto bene al fianco della mano plettrante, senza risultare troppo ingombrante come potrebbe accadere con certe archtop.

A una prima strimpellata unplugged, la sensazione è quella di imbracciare un giocattolo. Il legno non vibra come ci si aspetterebbe da una semiacustica, è povero di frequenze acute e fa sentire tutta la ferraglia che vibra sotto il plettro. Soffermandosi un attimo ancora, pare di avere a che fare con un "vintage dei poveri", una di quelle chitarre d'epoca mediamente riuscite che non risuonano al meglio ma che sanno offrire certe sonorità che neanche la più ricercata Telecaster degli anni '50 saprebbe restituire. Niente di sopraffino, piuttosto tanto carattere. Jack White apprezzerebbe, insomma.
Acceso l'amplificatore, la sensazione persiste.


Il twang fenderiano è lontano anni luce. I pickup sembrano morbidi, piuttosto chiusi. I medi sono in evidenza sempre e sparano la chitarra facilmente in un crunch ignorante, non particolarmente sfaccettato ma con un sapore che rimanda a un certo blues elettrico d'annata o ai classici della musica soul. L'attacco delle note, il classico scoppiettio californiano, è sostituito dalla "zappata" sulle corde che gli amanti degli humbucker e delle casse vuote conoscono bene.
La chitarra è intubata, quasi sempre. Al ponte, il tono non si apre più di tanto, e al manico non spicca per brillantezza ma neanche ingolfa.
Per la prova, la Starcaster è stata collegata a un DV Mark Multiamp con preset SRV (simulazione Fender e Tubescreamer per i distorti), ma dopo un po' verrebbe voglia di collegarla a un vecchio Pignose e farla urlare senza badare allo spettro dei pickup (ristretto in favore delle medie), alla dinamica (scarsa) o alla reattività acustica (scadente), lasciando che il sustain di una distorsione senza troppi fronzoli venga alimentato dalle vibrazioni stesse della cassa, saltellando da un BB King dei tempi che furono a un riff immerso nel fuzz del peggior lo-fi moderno.

Non è per tutti, la Starcaster. Forse è per questo che il suo tempo non l'ha compresa, e forse è per lo stesso motivo che le nuove generazioni di sperimentatori e indie-rocker la stanno riscoprendo.
Il suo suono scarno non compete con gli standard della liuteria moderna e di sicuro esistono manici più scorrevoli, ma il target della offset Fender va in tutt'altra direzione.
Se siete alla ricerca di un'alternativa fedele alle solite thinline, continuate pure a cercare. Se invece avete fame dei suoni propri di quel "vintage rinnegato", tanto bistrattato dai puristi quanto esaltato dagli artisti più folli del momento, fateci un giro.
Per il test è stato utilizzato un DV Mark Multiamp. L'amplificatore ci ha colpito per la qualità dell'audio e la risposta dinamica, e abbiamo scelto di adottarlo come banco di prova per le future recensioni insieme a Ciro Manna. Ciò garantirà una maggiore uniformità tra i test e permetterà agli Accordiani di confrontare strumenti diversi su un suono di base simile, eliminando le variabili introdotte dall'utilizzo di amplificatori, casse o microfoni differenti.
Clicca qui per la recensione del Multiamp.


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A mio avviso ha un ...
di SuperAdrian76 utente non più registrato
commento del 08/08/2014 ore 16:17:47
A mio avviso ha un suono veramente spento ed opaco...
Rispondi
Re: A mio avviso ha un ...
di JackDynamite [user #14761]
commento del 09/08/2014 ore 02:06:52
é l'ampli, molto piatto, che con questo tipo di chitarra non va molto daccordo. ti consiglio di provare una originale con un bel bass man ;)

Rispondi
Re: A mio avviso ha un ...
di SuperAdrian76 utente non più registrato
commento del 09/08/2014 ore 07:02:56
Probabile che anche i pick up non siano il massimo...come fattura non mi sembra malvagissima, quindi mettendo due magneti con le palle teoricamente la chitarra dovrebbe rinascere.
Rispondi
Unica semiacustica di casa fender?
di tel3 [user #25135]
commento del 08/08/2014 ore 18:42:53
Unica semiacustica OFFSET di casa Fender si, ma non l'unica semi-hollow a cassa grande: ben 10 anni prima della Starcaster, la Fender mise sul mercato la Coronado (in più varianti, con un solo pickup, con due e addirittura con leva del vibrato) che recentemente è stata riproposta con la Starcaster per la serie Modern Player; Starcaster e Coronado sono state rilanciate entrambe in versione chitarra e basso, e hanno vagamente lo stesso prezzo (che, nonostante siano modelli particolari lontani dagli standard della casa produttrice, personalmente trovo eccessivo). Recensirete anche la Coronado?
Rispondi
Re: Unica semiacustica di casa fender?
di FBASS [user #22255]
commento del 08/08/2014 ore 19:21:14
Ne ho parlato in un mio vecchio articolo del 5 giugno del 2011 sulle chitarre e bassi semiacustici di Fender CBS ( in catalogo del primo periodo Fender CBS c'erano sia le semi-hollow body che Hollow body come le Montego, chitarra jazz di Fender a cui ho dedicato pure un mio articolo del 21 aprile 2012 ), mentre la Starcaster, che è datata però 1976/1977,è del priodo definito "Buio di CBS"( vedi un mio diario del 15 giugno del 2012 in cui parlo anche del pickup Wide Range di Seth Lover, fuoriuscito da Gibson ad inizio anni 70s, montato per la 1° volta sulle Telecaster De Luxe ) mentre le Coronado erano precedenti, cioè della seconda metà degli anni 60s, e cioè da quando nel 1966 entrò a far parte di Fender, come collaboratore, un tecnico fuoriuscito da Rickenbacker, Rogel Rossmeisl, colui che aveva sviluppato il basso Rickenbacker 4001 e il suo fratello semiacustico 4005, che adottò poi i pickups DeArmond, primo caso in cui la Fender non montò i suoi pickups :
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Rispondi
Ciao FBASS, ho letto tutti ...
di tel3 [user #25135]
commento del 09/08/2014 ore 09:52:57
Ciao FBASS, ho letto tutti i tuoi articoli precedentemente, tutti molto interessanti! Della Montengo non ricordavo ma ho specificato infatti che la Coronado era stata messa in commercio "10 anni prima" della Starcaster; e si, sapevo anche dei pickup DeArmond :) Sarei però proprio curioso di vedere come si comporta questa reissue rilasciata per la serie Modern Player che, invece, monta degli humbucker Fidelitron mentre se non erro i vecchi DeArmond erano dei single coil.
Rispondi
Re: Ciao FBASS, ho letto tutti ...
di FBASS [user #22255]
commento del 09/08/2014 ore 17:59:11
E' vero, quelli usati sulle Coronado ( di cui ho avuto il basso per due mesi appena in attesa dell'attuale Jazz Bass, ora me lo sarei tenuto ) erano dei Single Coil DeArmond, ma quelli usati sulle Starcaster del periodo CBS erano gli humbucker Wide Range che Seth Lover realizzò per la Telecaster DeLuxe ad inizio anni 70, fu l'unica semiacustica di casa Fender ad esserne dotata; anche le Montego avevano dei Single Coil a forma appena trapezoidale ( comunque non se le ricorda quasi nessuno ), ciao da Ciccio il Nostalgico.
Rispondi
Suona davvero male! Ma bisognerebbe ...
di sdl [user #5004]
commento del 08/08/2014 ore 22:59:26
Suona davvero male! Ma bisognerebbe anche sentirla con dei pick up diversi...
Rispondi
Nel mazzo delel ciofeche Fender,questa ...
di Peterpanico utente non più registrato
commento del 09/08/2014 ore 00:09:49
Nel mazzo delel ciofeche Fender,questa ha un posto d'onore....
Rispondi
-- una di quelle chitarre ...
di LuckyPierluigi [user #40183]
commento del 09/08/2014 ore 00:26:32
-- una di quelle chitarre d'epoca mediamente riuscite che non risuonano al meglio ma che sanno offrire certe sonorità che neanche la più ricercata Telecaster degli anni '50 saprebbe restituire.--

E meno male aggiungerei, se una Blackguard suonasse così sarebbe una bella fregatura! :-D

PS: ma perchè al povero Ciro Manna state facendo provare queste cassette della frutta? Prima la Wildkat, ora la Starcaster, la prossima sarà uno starter pack Squier, lo sento!

PPS: ce la mette tutta per far suonare questa roba come si deve, ma per quanto abbia mano e gusti sopraffini è una lotta impari, davvero...
Rispondi
Re: -- una di quelle chitarre ...
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 09/08/2014 ore 01:41:01
Eheheh, abbiamo volutamente approfittato della manina santa di Ciro per mettere alla prova un paio di strumenti più abbordabili: non ci piace vincere facile :D
In tutta onestà, la Wildkat mi è piaciuta, per quello che costa poi... invece ammetto che questa Fender ci ha preso decisamente meno... Va capita, interpretata, e anche così ha un target molto preciso, di nicchia.
Presto però arriveranno anche strumenti di fasce superiori e per tutti i gusti. Abbiamo già un po' di assi nella manica...
Rispondi
Re: -- una di quelle chitarre ...
di LuckyPierluigi [user #40183]
commento del 09/08/2014 ore 22:22:42
...Sei l'imperatore universale della diplomazia chitarristica :-D
Rispondi
Son d'accordo di utilizzare...
di Repsol [user #30201]
commento del 09/08/2014 ore 02:29:15
...un unico amplificatore per le recensioni degli strumenti. Questo rende uniforme il test e molto più valutabile. Sono un po' meno d'accordo di usare un simulatore digitale di ampli, con preset etc...
Ho paura che l'intervento dell'amplificatore sul suono puro della chitarra sia troppo invasivo.
Ok, lo sarebbe per tutte le prove, quindi il risultato uniforme è comunque garantito, ma avrei preferito che le prove fossero fatte con un semplicissimo ampli valvolare, neutro, di facile uso (volume, bass, treble per intenderci).
In ogni caso, non conoscendo bene il Multiamp, (ho suonato con il Kemper per pochi minuti, esperienza tragica) aspetto di vedere le prove future prima di giudicare.
Rispondi
Re: Son d'accordo di utilizzare...
di uallarone [user #36443]
commento del 09/08/2014 ore 09:22:34
il multiamp, come tutti i prodotti dv mark, ha la capacità di restituire alla virgola lo strumento che stiamo utilizzando. ne ho sotto le mani a decine, tutti i giorni, e uso la testata 40 watt da ormai due anni...con svariate chitarre. ho finalmente la possibilità di divertirmi con i miei strumenti senza che suonino tutti allo stesso modo (con le ovvie differenze!). la starcaster mi affascina da sempre...e da bravo eretico quale sono, molto più della 335 cui in qualche modo ci si avvicina. la 330, se parliamo di gibson, è invece una straordinaria semiacustica. tornando alla starcaster, se ne trovano alcune d'epoca oggettivamente a prezzi "abbordabili": questa cinesona qua non mi dice granché, invece. siamo, ahimè, in pieno standard fender attuale...zero idee, confuse, e realizzate peggio
Rispondi
per favore
di flaviodeno [user #6369]
commento del 09/08/2014 ore 09:35:46
ragazzi non si può giudicare una chitarra da un video, lo sapete benissimo. La chitarra si ascolta dal vivo o si suona. Comunque per farla breve, ne ha una mio suocero che ho sistemato un annetto fa insieme ad un Fender twin che ho restaurato e posso dire che non è così malvagia anzi...Certo non ci si puo aspettare una vera Fender tra le mani dal suono twangoso, non centra nulla. Per il resto è molto comoda, onesta, intonata e i suoi pick up sono discreti.
Rispondi
Re: per favore
di LuckyPierluigi [user #40183]
commento del 09/08/2014 ore 10:21:29
Se stai parlando di un originale con i Wide Range in CuNiFe non ho nessuna difficoltà a pensare che suoni bene, è questa riedizione made in China che non convince :-)
Rispondi
Re: per favore
di flaviodeno [user #6369]
commento del 09/08/2014 ore 10:38:19
si si parlo dell'originale.
Rispondi
E' bellissima esteticamente e il ...
di Braize [user #609]
commento del 09/08/2014 ore 11:57:31
E' bellissima esteticamente e il pickup al manico non mi è dispiaciuto come suono, sarei curioso di sentirla con un amplificatore più cicciotto.
Rispondi
mah
di Baconevio [user #41610]
commento del 09/08/2014 ore 13:55:11
riedizioni che sanno di molto poco.
e la starcaster originale aveva un altro ponte e un potenziometro in più...non ha senso rifarla diversa!
Rispondi
Davvero bruttina
di distorto [user #28299]
commento del 09/08/2014 ore 13:55:13
Per i miei gusti la chitarra suona plasticosa, fredda, in una parola da dimenticare, ma credo anche che l'accoppiata con l'ampli in questione è stata discutibile, nonostante la bravura di Ciro è incredibile come questa chitarra comunque, almeno per me, suoni male, sembra il suono di una radiolina cinese da un euro. brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
Rispondi
Sarà che ultimamente mi sono ...
di alessio326 [user #28175]
commento del 09/08/2014 ore 21:55:10
Sarà che ultimamente mi sono un po' fissato sui suoni "schioccanti" tipo Rickenbacker, ma mi piace come suona!
Il modello dell'ampli era un po' freddino in effetti, ma settaggi a parte non mi hanno convinto troppo i pickup... ci vedrei meglio qualcosa un po' meno "a campana" e più squillante, visto anche che non si possono splittare
Rispondi
Peccato per la paletta a ...
di angusnoodles [user #13408]
commento del 09/08/2014 ore 22:14:38
Peccato per la paletta a forma di "pantofola" decisamente brutta... Ne avrebbe meritata una in stile telecaster... Ma magari a quel punto uno prende una bella tele thinline... Davvero non saprei dove posizionare questo sgorbio... Poi: se suona male tra le mani di Ciro Manna... C'è poco da sperare...
Rispondi
e vabeh ... comunque ha ...
di ivaneffect [user #12070]
commento del 12/08/2014 ore 16:10:0
e vabeh ... comunque ha un suono strano ma tutto sommato forse può interessare a chi cerca diversità ...
Rispondi
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