Una firma, si sa, non è sempre garanzia di qualità. Con una firma il prezzo spesso lievita, non quello della LP Signature 2014. Abbiamo voluto verificare che gli euro da sborsare fossero l'unica cosa a puntare verso il basso in questa Les Paul griffata.
Per quanto riguarda la produzione Gibson, il 2013 è stato interamente dedicato a Lester Polfuss, la mente geniale che ha letteralmente rivoluzionato il mondo della chitarra elettrica creando lo strumento che ha segnato indelebilmente la storia del rock.
Per celebrare al meglio il ricordo di Mr. Les Paul, in Gibson han prodotto due differenti modelli: la
Signature T e la
Tribute.
Il 2014, anno del 120esimo anniversario rimarcato dall’inlay al 12esimo tasto, è segnato oltre che da un ampliamento dei modelli anche da un nuovo strumento celebrativo. La Les Paul Signature 2014 però non si pone come uno strumento d’elite con prezzi proibitivi ma anzi, di listino costa svariate centinaia di euro in meno rispetto al modello Standard. Un buon modo di celebrare il caro vecchio Lester senza gravare a suon di firme sul prezzo finale del prodotto.
Una significativa diminuzione del costo però non è, fortunatamente, bilanciata da un calo nella qualità costruttiva, tanto che nella breve comparativa che abbiamo realizzato proprio in occasione del test la Signature ne è uscita a nostro avviso a testa alta. Vediamo però cosa rende questa ennesima LP così particolare e meno costosa.
Il corpo e il manico sono, manco a dirlo, in mogano. La tastiera a
22 tasti over binding presenta i classici segnatasti a trapezio. Dietro la paletta, inclinata come da tradizione, trova posto il meno tradizionale
Min-ETune, il sistema elettronico di accordatura consistente in un robottino in grado di aiutare il musicista nei cambi di tuning quanto nella normale EBGDAE. Completano la dotazione hardware, oltre al ponte Tune-o-matic cromato, i tre potenziometri dedicati
due al volume dei singoli pickup e uno al tono generale dello strumento. Il quarto posto, solitamente occupato da un controllo di tone, è sostituito da un mini toggle switch che attiva
un boost in grado di dare una botta da +15dB al nostro sound.
Proprio sopra al battipenna con firma dorata di Les Paul troviamo i due humbucker che equipaggiano la Signature. Nello specifico
due ’57 Classic, splittabili tramite i controlli di volume.
Come si può vedere dalle foto, la LP Signature 2014 è una chitarra senza troppi fronzoli, uno strumento dal quale ci aspettiamo un sound bello ciccio e diretto. Il top in acero leggermente fiammato nasconde il famigerato traditional weight relief, ovvero il sistema di alleggerimento che prevede la realizzazione di nove camere nel mogano. Queste permettono di rendere lo strumento leggermente più risonante e soprattutto più leggero. In realtà la chitarra in prova non può essere certo considerata leggera, ma sicuramente il weight relief fa il suo mestiere a dovere.
Colleghiamo il jack e cominciamo a sentire quanto la Signature possa spingere. Prima di accendere l’amplificatore accordiamo con l’accordatore robotico, con il quale ancora non siamo entrati del tutto in confidenza ma che si dimostra efficace e veloce, anche se non sempre preciso al 100%. Già da spenta, la sunburst è risonante e vibra con decisione. Il manico con profilo '50s poi regala confidenza fin da subito. Anche i tasti trattati criogenicamente risultano ben rifiniti e non infastidiscono nel playing anche se posizionati sopra il binding.