Si inizia con dieci minuti di stretching... che diventano venti dopo tre giorni di Vespa, quaranta dopo dieci e un ortopedico dopo venti. Si passa alla colazione. Se sei fortunato hai scelta, altrimenti ti arrivano direttamente due uova con la pancetta e non ti resta che mangiarle perché non c'è altro. Si passa quindi alla fase più tragica: lo smontaggio della tenda con conseguente carico della vespa. Questo è un vero problema. Per qualche motivo tutto occupa sempre più spazio col passare dei giorni e bisogna, in qualche modo, alleggerire il carico.
Le tre ore (quando va bene) successive le si passano in strada, fino a raggiungere il luogo X che, a dispetto dei programmi, cambia quasi sempre. Bisogna improvvisare.

L'orario che preferisco per suonare è il tardo pomeriggio, appena dopo aver trovato una sistemazione. Operazione non sempre facile. Anzi!
La sera, poi, la si dedica alle relazioni sociali. Si finisce sempre per conoscere qualcuno e si cominciano a fare discorsi sulla vita e sulla musica. E magari, perché no? Ci sta anche una suonata serale.
Questa in realtà non è la giornata tipo, è la giornata reale. La giornata tipo non prevede proprio la tenda... e nemmeno lo stretching. Se mi capiterà una giornata tipo, come dico io, sarete i primi ad esserne informati.
