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Lezioni di basso con Dado Neri
Lezioni di basso con Dado Neri
di [user #116] - pubblicato il

Partono le lezioni di basso su Accordo. La parola a Dado Neri che sarà uno dei nostri insegnanti. Dado è un bassista camaleontico, capace di spaziare dal pop raffinato di Adriano Celentano, Gianna Nannini, Alexia e Ornella Vanoni fino al metal progressive dei Racer Cafè.
Partono le lezioni di basso su Accordo. La parola a Dado Neri che sarà uno dei nostri insegnanti. Dado è un bassista camaleontico, capace di spaziare dal pop raffinato di Adriano Celentano, Gianna Nannini, Alexia e Ornella Vanoni fino al metal progressive dei Racer Cafè. 
Avevamo incontrato recentemente Dado proprio per parlare delle registrazioni del disco dei Racer Cafè. Nella chiacchierata di oggi, ci siamo invece concentrati sulla sua didattica.

Ciao Dado, stai per partire qui su Accordo con un ciclo di lezioni di basso. Però, prima di conoscerti come insegnante, vorrei ci raccontassi il Dado Neri studente di basso. 
Sono partito come autodidatta e ho studiato così per qualche anno. Poi, dopo un breve periodo in una scuola italiana, mi sono trasferito a Londra al Musician Institute. Lì ho avuto diversi insegnanti e, tra tutti, Nico Gomez è stato sicuramente il più significativo; il suo modo di suonare qualsiasi genere musicale con naturalezza era la calamita che mi trascinava a chiudermi in stanzetta per esercitarmi! Oltretutto il suo curriculum era pieno di artisti che ammiravo: Byork, Lisa Stanfield, Snowboy… 

Quali erano le caratteristiche che apprezzavi di più in un insegnante e che ora cerchi di riproporre ai tuoi studenti? 
Apprezzavo la loro professionalità e la loro preparazione tecnica. Inoltre, avendo loro fatto una carriera che mi attirava moltissimo, mi piaceva non lesinassero consigli per aiutarmi nel mio percorso come musicista. Ai miei studenti cerco di offrire esattamente queste cose; senza distinzione tra amatoriali o musicisti che vogliono diventare professionisti. Nella musica è̀ come per lo sport: ti diverti di più se sai giocare bene. 

Spazi in progetti musicalmente davvero variegati. Che cos’è per te la versatilità? Un talento, una predisposizione maturata naturalmente e dettata da una passione a 360° per la musica?
Oppure qualcosa che hai sviluppato con lo studio per essere più competitivo professionalmente? 
Decisamente, per quanto mi riguarda, la versatilità è frutto di una passione per la musica senza distinzioni di genere!
Se una canzone mi piace, prendo il basso in mano e la imparo: che sia l’ultimo dei Foo Fighters, un pezzo di Beyoncè o un classico degli Weather Reaport...all’inizio pensavo fosse un problema quello di non prendere una posizione negli stili musicali. Poi, invece, ho capito che se avessi studiato più generi avrei anche aperto più porte in campo lavorativo: e così è stato! 

Lezioni di basso con Dado Neri
Foto di Giacomo Castellano

Viceversa, come ti poni di fronte a un allievo che ha già le idee chiarissime ed è motivato a diventare bravo e suonare un solo genere specifico? Immaginiamo, per esempio, uno con la fissa del funk e dello slap e che non ne vuole sapere di studiare a plettro e suonare rock? 
Il funk e lo slap sono davvero divertenti! Non pongo mai dei limiti agli allievi, in nessun caso: se vogliono diventare i nuovi Victor Wooten ben vengano, ci divertiremo un sacco! Se invece vogliono suonare nei Metallica ci concentreremo su altre cose!
Ma, ovviamente, il discorso cambia per chi vuole diventare un turnista e cercare di inserirsi in un campo più pop. In tal caso, una buona apertura verso svariati generi la consiglio caldamente e cerco di farli lavorare sulla capacità di sapersi giostrare allo stesso tempo, con più tecniche e approcci. Perché, quando si lavora per terzi, serve saper soddisfare richieste a volte diversissime tra di loro! 

Sei davvero molto concentrato sulla didattica. Insegni nel tuo studio? Come imposti le tue lezioni e i tuoi corsi? 
Sì, utilizzo il mio studio anche per insegnare. Questo mi permette di far vedere ai mie allievi come registro o come mi preparo a diversi lavori.
I corsi sono totalmente personalizzati, ogni studente ha già una sua musicalità e mi pongo sempre l’obiettivo di dargli i mezzi per riuscire ad esprimerla al 100%! 
Ovviamente, imposto un gran lavoro sul versante tecnico. Per esprimersi al meglio bisogna conoscere molto bene il proprio strumento ed avere le mani sempre allenate! 

Cosa studieremo nel tuo corso di basso qui su Accordo?
E' rivolto a un’utenza specifica? 
Il corso è rivolto a tutti. Gli esercizi spazieranno tra i più svariati generi musicali!
Studieremo molto tecniche, soluzioni armoniche e tutto ciò che riguarda il nostro strumento preferito con esempi pratici e divertenti da suonare! Passeremo delle lezioni a slappare come Larry Graham, altre con distorsore, t-shirt dei Metallica e plettro alla mano e altre a mantenere un groove alla James Jamerson! 

Che peso e importanza ha la lettura nella vita di un musicista? Si può studiare musica e poi diventare un professionista anche senza sapere leggere?  
Conosco diversi professionisti che non sanno leggere e lavorano benissimo;
per quanto mi riguarda, invece la lettura è stata ed è tutt’ora. Importantissima. Faccio diversi concerti a prima vista (o quasi) e anche dove ci sono delle prove mi arrivano sempre delle parti scritte dagli arrangiatori.
In più, se sai leggere bene sai anche scrivere e questo ti aiuta moltissimo! Scrivere una parte spesso te la chiarisce e ti permette di migliorarla e di risuonarla alla perfezione! 

Lezioni di basso con Dado Neri
Foto di Giacomo Castellano

Parliamo di strumentazione. Un ragazzo decide di iniziare a studiare con te: cosa è assolutamente necessario possegga? (Oltre al basso ovviamente...
Per iniziare a studiare bastano un basso e un amplificatore per potersi esercitare...beh un quaderno per gli appunti non sarebbe male. Troppo all’antica? Meglio un Ipad? ;)
Importantissime anche le corde! Studiare per esempio un brano slap, con le corde vecchie, rischia di portare alla depressione, per l’incapacità di trovare un suono che non può uscire da uno strumento in quelle condizioni…

Sei da poco diventato endorser dei bassi Music Man. Cosa ti piace di questi strumenti? Li usi per tutti i generi e contesti nei quali sei calato o solo per qualche determinata situazione? 
I ragazzi della Mogar hanno esaudito un mio sogno proibito con l’endorsement della Music Man! Pensate che ho iniziato a suonare proprio su uno StingRay 4 corde che tutt’ora uso tantissimo! Il sound inconfondibile di questi bassi mi ha conquistato al primo ascolto, per non parlare della suonabilità. Sono gli strumenti perfetti per me!
Basta pensare che i miei dischi preferiti sono suonati da Dave la Rue, Flea, Tony Levin, tutti bassisti armati di Music Man.
Uso questi bassi in tutti i contesti nei quali sto suonando e si comportano sempre benissimo.
Al momento sto usando molto anche lo Stingray 5 con doppio humbucker che mi sta offrendo veramente tante possibilità sonore.

Il suono di basso che abbiamo sentito nelle anteprime delle tue lezioni è pazzesco: cosa usi per registrare? 
Beh, grazie per il pazzesco!
Oltre ai bassi appena nominati, faccio una miscela di suoni tra una testata Ampeg con casse Dragoon microfonate e un preamp sempre dell’Ampeg (svpcl). Il tutto entra nella scheda Motu del mio sistema. 

Cinque dischi che un bassista che vuole studiare con te deve assolutamente sentire per capire come “girano le cose”! 
Sting - "The Dream of Blue Turtles"
Peter Gabriel – "Secret World Live" 
Metallica - "Kill ‘Em All"
Larry Graham - "Graham Central Station" 
King Crimson - "Discipline" 
In realtà è la domanda più difficile a cui rispondere! 5 album sono troppo pochi per avere un’idea completa su tutto quello che un bassista può fare!
Siccome ne sono molto soddisfatto, ne aggiungo un altro dove ci sono io: Racer Cafè! In questo disco ho potuto sperimentare parecchio sui bassi; anche se è un Ep con solo 4 pezzi le parti sono molto varie e possono offrire buoni spunti per studiare! Io stesso per registrarlo ho dovuto fare molto esercizio soprattutto per le diteggiature a volte un ̀po’ complesse!


"Just Kidding" è un brano di Dado Neri che riflette a pieno la ricchezza e incisività del suo stile. La versione in questo video è stata registrata apposta per i lettori di Accordo. Le chitarre sono di Giacomo Castellano.
dado neri interviste
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