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Lezioni di canto
Lezioni di canto
di [user #116] - pubblicato il

Una grande novità per la Didattica di Accordo: partono le lezioni di canto. Conosciamo Roberta Frighi, la nostra eccezionale insegnante. Roberta è una didatta preparatissima; una professionista che vanta una lista infinita di collaborazioni mozzafiato: Ennio Morricone, Andrea Bocelli, Disney, Sanremo...
Una grande novità per la Didattica di Accordo: partono le lezioni di canto. Conosciamo Roberta Frighi la nostra eccezionale insegnante. Roberta è una didatta preparatissima; una professionista che vanta una lista infinita di collaborazioni mozzafiato: Ennio Morricone, Andrea Bocelli, Disney, Sanremo...

A leggere il tuo curriculum gira la testa. Sei giovanissima e hai un bagaglio di esperienze e collaborazioni impressionanti. Ci aiuti a sintetizzare la tua carriera raccontandoci le tappe più importanti e delle quali sei più orgogliosa?
Ho iniziato a cantare giovanissima, avevo solo 13 anni e già facevo le tre del mattino nei locali dove mi esibivo. A 16 anni ho iniziato a girare per l'Italia e a 18 anni feci la mia prima trasmissione televisiva! Sintetizzare tutte le tappe importanti della mio percorso artistico per me è difficile perche ́ ogni esperienza ha contribuito a plasmarmi e, in qualche modo, è stata importante. Indubbiamente quelle di cui vado maggiormente fiera sono esperienze come il Festival di Sanremo, i doppiaggi per la Disney, aver duettato con Andrea Bocelli, aver cantato in colonne sonore importanti, l'essere stata diretta da Ennio Morricone, aver cantato nel film di Hayao Mijazaky, aver avuto la possibilità di calcare la scena di palchi importantissimi con artisti di fama nazionale e internazionale, lavorare in radio...il vero orgoglio però, quello che accomuna tutto, è sempre stato affrontare il mio lavoro con la massima dignità e serietà, senza scendere mai a compromessi; anche quando questa scelta "etica" diveniva un ostacolo...ho sempre e solo contato sulle mie forze e questo alla fine mi ha ripagato con la stima ed il rispetto. 

Quali sono state le voci che ti hanno ispirato di più? Che ti hanno spinto a sognare e lavorare sodo per diventare quello che sei?
Sin da bambina sono sempre stata attratta da vocalità particolari...ho iniziato a cantare sulle note di Kate Bush e Cyndi Lauper ma colui che accese in me la scintilla e la passione per il canto fu Freddie Mercury . Nel corso degli anni molteplici sono state le voci che mi hanno ispirato e che spesso ho usato come modelli di studio e riferimento; tra le tante spiccano quelle di Demetrio Stratos, Mike Patton, Jeff Buckley, Noa, Tarja Turunen, Amy Lee, Loreena McKennit, Mariah Carey, Whitney Houston, Maria Callas, Montserrat Caballè (altro mio idolo)… Da qualche anno, pero,̀ mi sto concentrando sullo studio di tecniche vocali diverse: canto armonico, growl, scream, twang, beat box ...mi piace sperimentare e non vincolarmi in limiti dettati da generi stilistici. Cantanti come Butterscotch, Lisa Gerrard e tanti di quelli che ho citato prima sono per me fonte d'ispirazione perché sono riusciti a creare un loro stile fondendo tecniche e vocalità differenti 
mantenendo comunque una connessione tra di esse, cosa che richiede grande sensibilità e grande padronanza . 

Lezioni di canto

Mi sembra si possa dividere la tua attività in tre macro settori: il lavoro in televisione , quello sul palco tra tour e concerti e, infine, in studio di incisione sia come cantante che, addirittura come doppiatrice. Ci aiuti a capire le differenze, le peculiarità del cantare in tre situazioni così differenti? 
Il primo approccio al mondo della musica è stato quello dei live dei tour e dei concerti. Questo mi ha dato la possibilità di "farmi le ossa" in tutti i sensi…per anni ho fatto i cambi di stagione nella valigia. Ero molto giovane e ho dei ricordi bellissimi legati a queste esperienze; hai la possibilità di avere un contatto diretto con il pubblico, di viaggiare, di CANTARE… i musicisti con cui lavori in qualche modo diventato la tua “famiglia temporanea" tante sono le ore passate tra macchina e mezzi di locomozione varia! E’̀ sicuramente divertente ma fisicamente stressante. Personalmente oggi non credo riuscirei a mantenere gli stessi ritmi! Il lavoro in televisione invece sicuramente ti offre una grande visibilità anche se oggi i tempi sono cambiati. Non si può generalizzare, ogni trasmissione è a sè: a volte ho cantato come solista, altre volte ero nella sezione dei cori, a volte serviva la lettura dello spartito a volte no; a volte si era accompagnati da una grande orchestra e altre volte con una band di pochi elementi. A volte si era in diretta e a volte in differita. Diciamo che in comune c'è ( oltre alle ore tra trucco e capelli) che in televisione la musica passa un po' in secondo piano, è più una cornice e lo spazio dedicato ad essa è sicuramente ridotto rispetto a quello dedicato allo spettacolo. Il lavoro in studio invece è un bel banco di prova: qui vengono fuori tutte le "magagne" ed è un ottima scuola di tecnica! Richiede molta concentrazione mentale e nel 90% dei casi la lettura dello spartito. Quando si fa doppiaggio, per esempio, devi seguire il labiale dei personaggi sul monitor e, in contemporanea, leggere il testo e le note: non è semplicissimo e molto si acquisisce con l'esperienza!

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Quale di queste dimensioni è quella che ti mette più a tuo agio? 
Indubbiamente il lavoro in studio; ci sono meno tensioni, meno viaggi ma soprattutto ̀ posso cantare in tuta e scarpe da ginnastica!

Discorso a parte credo che meritino le collaborazioni con i grandi maestri come
Ennio Morricone, Gianfranco Lombardi , Pippo Caruso, Roberto Pregadio, Armando Trovajoli...ce le racconti?

Lavorare con i Maestri della "vecchia scuola" è stato illuminante. Le maniere a volte burbere erano accompagnate però da grande rispetto, educazione, professionalità e meritocrazia… doti non molto comuni al giorno d'oggi! Un giorno ero dal meccanico quando mi chiamarono da Mediaset per un turno urgente in studio: non sapevo di cosa si trattasse, presi la macchina e mi recai di corsa ai Forum. Quando entrai, mi trovai davanti un signore distinto che mi porse la mano dicendomi con tono severo "Buonasera signorina sono Ennio Morricone, abbiamo poco tempo e dobbiamo cantare questo" porgendomi un suo manoscritto…mi si gelò il sangue! Chiesi cinque minuti per guardare lo spartito al pianoforte dopodiché mi ritrovai con le cuffie a cantare un brano inedito del Maestro Morricone con lui a un metro che mi dirigeva…non so come riuscii a mantenere la calma! Finito di cantare, mentre riascoltavamo la traccia, come per incanto il tono severo si ammorbidì, avevo guadagnato il suo rispetto. Mi disse: "brava" mi sorrise e mi chiese se potevo tornare la settimana ventura a registrare un’altra colonna sonora.

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Se tu non avessi conosciuto la musica e saputo leggere uno spartito, quante di queste possibilità ti sarebbero state precluse?
Parecchie indubbiamente. Ci sono lavori dove le parti sono talmente tante da imparare che, oltre al tempo ridotto, sarebbe impossibile ricordarle tutte a memoria. A volte invece ti mettono direttamente lo spartito davanti e "buona la prima" !

Per molti è radicala la sensazione che l’abilità tecnica su uno strumento
sia qualcosa che chiunque può raggiungere con l’esercizio e lo studio. Viceversa, l’essere intonati, la bravura nel cantare, l’avere una “bella voce” spesso vengono percepiti come un dono, un talento che si ha o non si ha...
Indubbiamente c'è chi nasce più o meno predisposto all'approccio musicale e questo vale per qualsiasi strumento. C’è chi ha la fortuna di avere il "dono innato" e parte con evidente vantaggio ma attenzione: avere una bella voce e una buona musicalità non basta se il tutto non è supportato da esercizio costante e basi solide. Nessuno nasce “imparato” e , che sia semplice esperienza o studio didattico, i progressi vanno conquistati piano, piano.
Insegnando da tanti anni ho avuto modo di lavorare sia su soggetti dotati naturalmente sia su altri, al contrario, meno predisposti. Indistintamente, grazie allo studio, entrambi hanno fatto progressi: il canto, come qualsiasi altro strumento, necessita di abilità tecnica e padronanza. Limitarsi alla
"bella voce" non porta da nessuna parte… se non a far contenti i vicini di casa!
Perché hai deciso di dedicarti all’insegnamento?
In realtà sono 13 anni che insegno. Ho iniziato a 23 anni e da li non ho più smesso; mi piace insegnare perchè mi piace condividere il mio sapere, la mia passione e la mia esperienza con gli altri; qualsiasi progresso o risultato attraverso queste cose mi rende orgogliosa. Inoltre, da alunna ho avuto la fortuna di avere una grande Maestra da cui ho preso ispirazione e riferimento. Insegnare mi permette di dare ma, al contempo, di ricevere. Per questo ho sempre portato avanti il ruolo di insegnante parallelamente agli impegni lavorativi come cantante.

Lezioni di canto

Mettiamo sotto la lente semplicemente un’utenza di allievi che vorrebbero cantare pop, rock e suonare nelle band. Forse una tipologia di studenti abbastanza riottosa all’idea di mettersi a fare esercizi e studiare musica...
Fai capire loro quali benefici potrebbero invece trarre dallo studiare canto.

I benefici dello studio si riscontrano in qualsiasi disciplina. In questo caso, studiare canto permette di evitare in primis l'insorgere di problematiche legate all'uso scorretto della voce come affaticamento vocale, disfonia, noduli… Quindi, studiare permette di migliorare la propria tecnica e le prestazioni: estensione vocale, agilità, gestione dei suoni. Di conseguenza aumenta la sicurezza nell'esecuzione e la possibilità di scelta interpretativa e di repertorio. Lo studio del canto e la corretta igiene vocale sonò necessarie, a prescindere dal genere musicale che si voglia intraprendere.

Quali sono gli argomenti di cui ti occuperai nel tuo ciclo di lezioni qui su Accordo?
Quando insegno solitamente uso un approccio molto pratico, fatto di esempi sul come fare e come non fare. Sono del parere che l'ascolto sia necessario per riprodurre e capire in pieno ciò che, soltanto a parole, rimarrebbe più difficile da cogliere. Mi riferisco, per esempio, alla differenza tra un’emissione corretta e una sbagliata, mostrare cosa avviene fisicamente e far vedere come ricreare il tutto.
Con questo approccio lavoreremo sui punti focali quali la respirazione, l'articolazione, la postura, l'appoggio ed il sostegno, i risuonatori, i vibrati, le agilità …Il tutto attraverso esercizi divertenti pratici e veloci. Le lezioni non tratteranno solo la tecnica vocale, a volte parleremo di come affrontare determinate situazioni "sul campo", dalle attrezzature alla disposizione sul palco, da come prepararsi per un provino a come si registra in studio. Parleremo di stili e generi differenti; e non solo: ci divertiremo a rompere bicchieri, riprodurre più suoni contemporaneamente e impareremo come armonizzare e perché...insomma sarà divertente !

In che progetti artistici sei coinvolta al momento?
Al momento sono coinvolta nel progetto più bello, grande e impegnativo che abbia mai avuto... pesa 11 chili e si chiama Gabriele ! Scherzi a parte sto sfruttando questo periodo della mia vita per lavorare sui miei progetti. Oltre ai live sto concentrandomi sul lavoro nel mio studio dove stiamo ri arrangiando brani e creandone di nuovi. 

Lezioni di canto

Tu sei un’eccellenza nell’ambito del professionismo, una virtuosa e una didatta preparatissima. Aiutaci a capire - o dicci come ti spieghi tu - il fatto che una voce sgrammaticata e feroce come quella di Kurt Cobain o Bob Dylan faccia venire i brividi e tremare le ginocchia quanto quella di un grande virtuoso.
Sono sempre stata una fautrice della teoria che per cantare bene oltre la tecnica è necessario il cuore e di conseguenza l'espressività.
C'è sempre stata una sorta di disputa tra tecnica e interpretazione: a volte cantanti con grandi qualità vocali sono stati accusati di freddezza e algidità...al contrario altri con grandi qualità espressive sono stati additati come stonati e privi di qualità canore. Personalmente voto per un giusto equilibrio tra le due:l'ideale sarebbe una buona tecnica abbinata a una buona interpretazione emotiva. Ai miei alunni ho sempre insegnato che la tecnica è il mezzo attraverso il quale possono esprimere la propria anima senza essere limitati nel farlo. Per emozionare qualcuno bisogna vivere e sentire quello che si sta cantando. Se durante l'esecuzione l'unico pensiero è rivolto all'acuto finale, qualcosa non va! Una buona tecnica aiuta a liberarsi dalle preoccupazioni legate all'esecuzione a lascia spazio all'emozione e alla poesia delle parole.

Che brano hai scelto di proporci per presentare il tuo ciclo di lezioni?
Ho scelto il "Duetto dei fiori" dall'opera Lakmè di Lèo Delibes. E’̀ un brano che mi è sempre piaciuto ed era un po' che volevo inciderlo, così ho preso la palla al balzo e l'ho fatto! Credo che a prescindere dalla sua natura "classica" sia molto accattivante e moderno. In questo caso ho preferito farlo a cappella per mettere in risalto la voce visto che è l'argomento che andremmo a trattare! Per registrarlo ho cantato prima la parte del contralto da capo a fondo e poi vi ho sovrainciso la parte del soprano. Ho preferito non usare click ma basarmi sui respiri per capire dove attaccare il canto . 

interviste lezioni di canto roberta frighi
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