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Massimo Varini: didattica internazionale
Massimo Varini: didattica internazionale
di [user #17404] - pubblicato il

Massimo Varini è il primo chitarrista italiano coinvolto da Truefire.com per realizzare dei metodi a fianco a giganti come Larry Carlton, Andy Timmons e Tommy Emmanuel. L'abbiamo incontrato per farci raccontare questi lavori e parlare di didattica.
Massimo Varini è il primo chitarrista italiano coinvolto da Truefire.com per realizzare dei metodi a fianco a giganti come Larry Carlton, Andy Timmons e Tommy Emmanuel. L'abbiamo incontrato per farci raccontare questi lavori e parlare di didattica.

Per tantissimi la tua didattica è stata ed è un riferimento. E invece, per te quali sono stati i metodi più importanti nella tua formazione…
Dire senz’altro il primo volume del “Modern Method For Guitar” di William Leavitt, quello nero con la scritta verde, un classico. Poi mi viene in mente “Patterns armonici e melodici per il chitarrista moderno” di Filippo Daccò e - ancora di un altro italiano - “Metodo per chitarra Ragtime e Fingerpicking” di Giovanni Untemberger. Sul versante più elettrico e rock, un altro classico che ho studiato è stato “Speed Mechanics for Lead Guitar” di Troy Stetina. Questo per quanto riguarda i metodi cartacei, perchè tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 c’era anche l’esplosione delle videocassette didattiche: ricordo quelle di Scott Henderson, Frank Gambale, John Scofield. Poi ne studiai due con particolare interesse: quella di Michael Lee Firkins e un'altra  che insegnava a suonare nello stile di Jake E. Lee, allora chitarrista di Ozzy Osbourne.

Studiavi di tutto: dal jazz, all’acustica passando per il metal. Ti eri imposto questa versatilità stilistica o ti sentivi naturalmente portato a misurarti con vari generi?
Io nell’indole ero un metallaro. Con le mie prime band suonavamo un sacco di cose hard rock: Ozzy Osbourne, Motley Crue, Bon Jovi... Ero molto preso da quel genere che in quegli anni,nell’ambito della chitarra, proponeva grandi innovazioni tecniche. Ma quella musica, in quel periodo, presentava un linguaggio molto verticale, limitato, con ristretti spazi armonici. Desideravo che il solismo rock avesse uno spazio importante nella mia crescita ma volevo una formazione che avesse una base ben più larga. E per trovare quella ricchezza teorica e armonica inevitabilmente dovevo affacciarmi al jazz. Le sonorità jazz non sono mai state le mie preferite; anche ora, se mentre sono in auto la radio passa della musica rock bella tosta, sono contento: è il mio, sono quelli i miei gusti. Ma studiare jazz è stato importante per permettermi una preparazione davvero ampia. Tant’è che il mio debutto solistico "Progetto Fusione" sintetizzò alla perfezione quella fase della mia formazione e fu, a tutti gli effetti, un disco fusion. La fusion era un genere allora dilagante, oggi praticamente estinto. Concetti armonici presi dal jazz ma esposti con una pronuncia e un linguaggio tecnico rock.

Massimo Varini: didattica internazionale

In quegli anni la didattica, i metodi che hai nominato, erano davvero tosti. La maggior parte erano pensati per musicisti già avanzati che volevano perfezionarsi…
E’ vero. E anche il mio debutto nella didattica in quegli anni risentì di quella tendenza. Nel 1997 realizzai un metodo in VHS “Costruire il proprio fraseggio nella chitarra Pop Rock” che presentava dei contenuti impegnativi. Ma era un metodo strutturato su un percorso inverso, diverso. Non offrivo dei lick complessi lasciando ai fruitori il dubbio poi di come utilizzarli, di come inserirli nel fraseggio. Presentavo dei miei brani e da quelli spiegavo gli esercizi che mi avevo portato a scriverli e comporli. Inevitabilmente, quando ti cali nello studio di una nuova tecnica o approccio musicale, inizi a padroneggiarlo e tendi a metterti nella condizione di usarlo il più possibile:  inizia a comporre in quella direzione. In quel metodo partivo da brani difficili, che man mano smembravo in parti, esercizi, tasselli. Elementi sempre più semplici e basilari, gli stessi dai quali ero partito io.

Fu un metodo fortunato e diverso. Aiutava a semplificare le cose.
Anche nel metodo successivo “La Chitarra Solista” andai in quella direzione. L’intuizione fu leggermente diversa: rivolgersi a un’utenza precisa e particolarmente diffusa tra i chitarristi. Quegli strumentisti già capaci, di buon livello ma che non hanno l’esatta consapevolezza di quello che stanno facendo, suonando. Era un metodo che aiutava a mettere chiarezza sulle basi: formazione scale, triadi, accordi. 

Tu hai sempre affiancato la tua produzione didattica con l’insegnamento dal vivo. Se non altro con le tante clinic che non hai mai smesso di fare.
Chi fa didattica non può esimersi da un contatto diretto con la sua utenza. Ho sempre testato i miei metodi presentandoli dal vivo: lezioni, clinic, seminari. Devi vedere che il messaggio che proponi arrivi chiaro alla gente a cui lo spieghi. Li devi guardare negli occhi e percepire che hanno capito. E’ l’unica maniera per essere certo che il lavoro che stai facendo funziona, è ok.

Massimo Varini: didattica internazionale

Come sei entrato in contatto con Truefire?
Si va indietro di parecchi anni. Nel 2006 suonai al Soave Guitar Festival e tra gli ospiti c’erano anche i fondatori di Truefire. Assistettero a un mio seminario e, pur non capendo una parola d’italiano, rimasero colpiti dall’interazione che avevo con la mia classe. In quell’occasione poi mi videro autografare quasi un centinaio di miei metodi, capendo così che rappresentavo una realtà didattica conosciuta da molti ragazzi. Da allora ci siamo sempre tenuti in contatto.

Ci descrivi i due metodi che hai realizzato per loro? Partendo da “Rhythm Factory - Acoustic Rock”?
“Acoustic Rock” è il mio contributo a un format di metodo di Truefire che è “Rhythm factory”. Nella stessa linea c’è anche “Texas Blues”. E’ un metodo rivolto a un’utenza intermedia di chitarristi, musicisti che già suonano ma non troppo avanzati. L’idea è quella di presentare dieci intere canzoni che poi vengono a loro volta smembrate in dieci sezioni ciascuna; sezioni che mettono sotto il microscopio vari elementi: tecnica esecutiva, contenuto armonico...
La parte più interessante è che si sprona l’allievo a combinare tra loro sezioni di diverse canzoni, facendolo lavorare concretamente alla creazione di un arrangiamento. Questo aiuta a capire il DNA di una parte di canzone (bridge, verse, chorus…) per vedere come farla funzionare con quello di un’altra canzone. Trasportandola, adattandola: in una parola, arrangiandola.

Anche “Survival Guide” è un format di Truefire dedicato a tantissimi temi: Blues Guitar, Bass Groove, Country Guitar, Bebop Improvvisation…
Nel mio caso credo di aver portato un contributo significativo che è quello della chitarra nel pop. Lo dico perché a livello internazionale il pop è, rispetto a noi, percepito come un genere molto più elettronico, senza grandi spazi per la chitarra. Penso a Katy Perry per esempio…

Massimo Varini: didattica internazionale

Un tuo fedelissimo fan e studente possiede e conosce a menadito tutti i tuoi metodi. Cosa può trovare di nuovo da studiare in Truefire?
Un format radicalmente diverso. Nei miei precedenti metodi didattici ho sfruttato al massimo il supporto cartaceo e la lunghezza del dvd per essere il più puntiglioso, dettagliato e chiaro possibile. Truefire invece privilegia un approccio più snello, veloce e immediato. Ogni sezione dura al massimo 2, 3 minuti. E hai un concetto, un tema nuovo, pronto e finito da studiare. Hai subito la risposta che cerchi. E, su tutto, c’è l’enorme vantaggio della interattività: puoi rallentare, creare dei loop di una porzione di video, l’accordatore sempre disposizione sulla schermata, le trascrizioni, le bas. Ho realizzato un piccolo video per farvi avere un’idea….(vedi a fondo pagina)

Ci racconti le registrazioni di questi video?
Ho registrato in Florida. I ragazzi di Truefire hanno uno studio bellissimo. Sono andato là con le basi, le trascrizioni e la scaletta di quello che avrei suonato, pianificato al dettaglio con loro dopo parecchie riunioni e confronti su skype. Ci sono metodi come quelli di Robben Ford o Tommy Emmanuel, in cui si insegna il loro stile; l’artista suona abbastanza liberamente e poi è la produzione a editare, strutturare e codificare in maniera didattica quello che hanno fatto. Nel mio caso proponevo delle lezioni finite e strutturate: ho suonato esattamente quello che vedi montato e che avevo preparato meticolosamente.

interviste massimo varini truefire
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Bellissima intervista. Varini non ha ...
di Carrera [user #31493]
commento del 16/10/2014 ore 13:47:24
Bellissima intervista. Varini non ha mai sbagliato un colpo nella sua carriera. senz'altro questi metodi saranno una bomba. Mi faccio il regalo di natale anticipato... ;-)
Rispondi
Massimo è sempre riuscito a ...
di roccog [user #30468]
commento del 16/10/2014 ore 13:50:3
Massimo è sempre riuscito a fare lezioni che non ti smontassero nonostante la sua bravura.
Molti fenomeni anziché stimolarti ti abbattono per come ti impongono la loro bravura.
Per questo è tra i miei preferiti. Andrò a ri-ascoltarmi Progetto Fusione...l'avevo consumato!
Gran bella intervista!
Rispondi
Tutto molto bello e complimenti ...
di qualunquemente1967 [user #39296]
commento del 16/10/2014 ore 13:59:20
Tutto molto bello e complimenti a Massimo ma francamente a me personalmente saro' giudicato provinciale quello che volete leggermi i sottotitoli in Italiano quando so che Massimo e' dei nostri fa girare un po le .... Ciao
Rispondi
Re: Tutto molto bello e complimenti ...
di massimovarini [user #8718]
commento del 16/10/2014 ore 14:48:50
ehhh... anche a me questo scrupolo è venuto. Infatti mi fa sorridere. Sapessi quanto fa strano a me! ma in molti lo hanno richiesto.
Ma dal momento in cui Truefire ha messo "piede in Italia", sono stati scelti alcuni corsi tra cui i miei. Cmq di mie chiacchierate belle lunghe in italiano... non mancano! :-)
Rispondi
Ciao Massimo e complimenti per ...
di Tubes [user #15838]
commento del 16/10/2014 ore 15:56:43
Ciao Massimo e complimenti per questa nuova esperienza ; ti vedo sul Tubo armeggiare e fare cose mirabolanti col Kemper : ma come è davvero questa macchina, quando la suona un professionista come te ?
Grazie e saluti
Rispondi
Mah...
di Luciano m utente non più registrato
commento del 17/10/2014 ore 07:53:28
Come di consueto io sono contrario a questo genere di cose...
Com' era bello quel tempo in cui dopo tanto cercare trovavi "QUEL" metodo di chitarra
e quando lo trovavi era un colpo al cuore! Avidamente lo leggevi e studiavi e conservavi poi
gelosamente. Erano gli anni settanta ed ottanta ed ogni informazione, ogni libro, ogni rivista, erano preziosissimi.
Sono passati 30 anni e piu'...quei libri, quei metodi sono ancora nel mio scaffale, pronti per essere
riaperti. Sempre. Li ricordo tutti , pagina per pagina.
Oggi le parole d' ordine sono : inflazione, confusione, marasma incontrollato, globalizzazione e egemonia musicale. Dei metodi moderni che possiedo non ricordo un capitolo completo e
mi e' difficile riaprirli una seconda volta.
Il troppo storpia e chi tutto vuole nulla stringe.

Ogni chitarrista che studiava in quegli anni era diverso da un altro e tutti avevano la loro personalita'.
Oggi sono tutti uguali.

Ciao MaX!
-. sempre io.-
Rispondi
Re: Mah...
di qualunquemente1967 [user #39296]
commento del 17/10/2014 ore 08:13:33
Ciao sono d'accordo con te in parte nel senso che si abbiamo inevitabilmente perduto il piacere di uscire di casa e andare alla ricerca per negozi del metodo che ci interessava dopo che ovviamente avevamo letto le varie riviste musicali .... Ma aime' amico mio il mondo e' cambiato radicalmente ! Internet ha cambiato totalmente le abitudini di tutta l' umanita' ! Prima era come andare a spulciare in un mercatino in modo reale fisico cioe' esco di casa e vado io personalmente alla ricerca adesso nella nostra cameretta possiamo raggiungere tutto e tutti in modo virtuale con un pc ! Zero magia ma le informazioni sono fruibili da tutti in modo veloce ! E bada che io mi sono cancellato da facebook perche mi sono stufato della virtualita' ! Se si e' amici ci si incontra in birreria o dove vi pare ! Se andiamo avanti cosi ci ritroviamo a fare le prove in teleconferenza ognuno a casa propria ! Orrendo ! Ciao
Rispondi
Re: Mah...
di massimovarini [user #8718]
commento del 17/10/2014 ore 09:58:17
non sai quanto ti capisco!
ricordo ancora a metà degli anni 80 o poco prima, un mio viaggio in autobus da Carpi a Sam Giovanni in Persiceto per andare ad incontrare un ragazzo che sapeva suonare il solo di The Wall... un'ora di corriera, poi camminata, poi 3 ore a sentirlo suonare quell'assolo... poi tornare a casa e provare.
Ricordo MISSISSIPPI ADVENTURES quanto i cinema non avevano la prenotazione. Entrai alle 14 e uscii a mezzanotte, poi fino alle 6 del mattino a riprovare quel virtuosismo, poi alle 6 a lavorare per il mio turno, ritornare alle 13 e riprendere da dove avevo lasciato!
che tempi, che avventure.
Ma i tempi sono cambiati e cercare di far finta che non lo siano ci mette fuori gioco.
Pensiamo a quanto era bello inviare una cartolina durante le vacanze, o sentire qualcuno al telefono dopo tempo. Un amico all'estero che chiamava e ci si riuniva a casa dei genitori per salutarlo tutti nei pochi minuti della telefonata perchè costava tanto...
Rispondi
Re: Mah...
di cester [user #5187]
commento del 17/10/2014 ore 15:53:18
Massimo, sono un tuo virtuale discepolo e ho appena acqistato la tua lezione su TrueFire.
Abito pure a San Giovanni in persiceto e mi sarebbe piaciuto essere io il ragazzo che sapeva suonare il solo di The Wall. Mi vanterei adesso di aver insegnato qualcosa a Varini.... Spero nella prossima vita!
Sei un grande!
Rispondi
Re: Mah...
di massimovarini [user #8718]
commento del 17/10/2014 ore 10:05:12
anche qui a casa ho manuali di trent'anni fa!... che gusto la carta!
ma come scrivevo... il tempo va avanti! sigh!
vai al link
Rispondi
Re: Mah...
di thrantir [user #9338]
commento del 17/10/2014 ore 10:20:44
il cambiamento più radicale e, ahimè, più sofferto, è sicuramente la mancanza di tempo: oggi si lavora su turni lunghi, spesso perdendo molto tempo negli spostamenti, ci mettiamo un sacco a fare la spesa ecc ecc... io sarei il primo a voler studiare come un tempo, ma non ne ho proprio la possibilità :(((( percui dico grazie a Massimo e a tutti quelli che producono manuali di qualità in formati ad alta capacità di fruizione :)
Rispondi
Re: Mah...
di WilsonS [user #42009]
commento del 25/10/2014 ore 12:58:12
qualunquemente 1967, massimovarini, credo che il punto di Luciano m fosse un altro: come dite voi i tempi sono cambiati, e non si puo' fare finta che non lo siano, ma e' anche vero che oggi c'e' troppo di tutto. Per un didatta, un musicista professionista, questa e' una buona cosa, perche' puo' senz'altro tenersi aggiornato in maniera molto piu' semplice e immediata rispetto al passato, ma un dilettante che ha un paio di orette al giorno a disposizione per suonare, rischia di essere letteralmente sopraffatto dall'eccedenza di metodi, video lezioni su youtube ecc tutti a sua immediata disposizione. Il rischio e' assorbire tante, troppe informazioni un po' a casaccio e in maniera superficiale, e alla fine apprendere ben poco in maniera duratura. In un mondo in cui virtualmente non abbiamo piu' limiti, a volte dei limiti dobbiamo essere noi a imporceli, per non disperdere inutilmente tempo ed energie.
Rispondi
La comunicazione
di thrantir [user #9338]
commento del 17/10/2014 ore 10:25:14
la capacità comunicativa di Massimo è una dote rara e molto preziosa e siamo fortunati, secondo me, che la impieghi nella didattica, che sia live, cartacea, digitale, multimediale o che altro :)
Rispondi
giusto l'avevo visto l'altro giorno!
di f.n [user #3760]
commento del 17/10/2014 ore 13:05:24
Stavo cercando il manuale/video/quel che è di Scofield, e chi ti trovo che non ti trovo? Il buon Varini!
In effetti i suoi manuali sono davvero ben fatti, pratici e completi.
Bravo!
Federico
Rispondi
TrueFire tricolore
di Alessandro_64 [user #23680]
commento del 17/10/2014 ore 16:45:07
Uso TrueFire da parecchio tempo, ce n'è per tutti i gusti, generi musicali, tendenze, la qualità dei docenti è sempre alta e la piattaforma didattica permette un apprendimento efficace. Recentemente hanno lanciato la trascrizione dei corsi in italiano, e mi fa piacere che Varini sia diventato docente, a rinforzare la presenza italiana accanto a Roberto della Vecchia e Peppino d'Agostino. C'è un posto per la chitarra tricolore nel panorama mondiale? Come piattaforma di apprendimento on-line, segnalo anche quella di Stephan Grossman www.guitarvideo.com, molto ricca, ovviamente spostata sul finger picking, con modalità di accesso ai contenuti però meno comode e efficaci.
Rispondi
E' vero i tempi sono ...
di Claudio80 [user #27043]
commento del 18/10/2014 ore 18:42:5
E' vero i tempi sono cambiati, ma non per forza di cose in peggio, o per lo meno non tutto...
Come tanti anche io ho iniziato a suonare cercando di tirar giù i brani come meglio potevo, tipo con le video-cassette o avvolgendo le audiocassette e facendo per 3000 volte play-rew-play-rew-play-rew, e per non distruggere lo stereo spesso usavo la penna bic per fare più in fretta...Però bisogna anche dire che con internet, e you tube i tempi di apprendimento sono di sicuro migliorati, penalizzando magari il fattore ricerca, nel senso di tirarsi giù brani ad orecchio, però si può applicare la nuova tecnologia ai vecchi metodi di studio.
Io personalmente, grazie anche alla nuova tecnologia, ho potuto colmare alcune lacune, e rispetto a prima per esempio ora abbiamo la possibilità di rallentare un brano per poter capire determinati passaggi e quindi tirarare giù un brano con più perfezione.
Oggi possiamo acquistare più manuali ed appurare anche virtualmente i progressi fatti, chiedendo anche a musicisti proprio del calibro di Massimo Varini magari consigli e dritte varie.
un saluto.

Rispondi
L'insegnamento è un'arte
di fmele [user #25317]
commento del 20/10/2014 ore 11:28:32
Personalmente ho conosciuto Massimo Varini solo di recente e tramite YouTube, quindi già così i nuovi media prendono punti.
Lo trovo molto chiaro e, più di tutto, trasmette il suo amore per la chitarra e, in generale, per la musica.

Da un po' sono tornato ad insegnare chitarra. Niente di che, ma almeno sono "costretto" a rivedere alcuni passaggi, a semplificare invece di concentrarmi su quel passaggio di quell'assolo, riprendere la lettura invece di fare tutto ad orecchio, ecc... Praticamente imparo anche io.

Come allievo (autodidatta) ormai rallento un brano e gli cambio intonazione come mi pare (uso principalmente "play it slowly" su Ubuntu); addio ad accordature quasi mezzo tono sotto per replicare quel solo live di Hendrix o cose del genere, e niente più avanti e indietro con le cassette o, peggio, coi cd.
Perdonatemi, sarà meno affascinante, ma imparo più velocemente e meglio così.
Rispondi
Massimo è un serio professionista ...
di superloco [user #24204]
commento del 22/10/2014 ore 08:43:38
Massimo è un serio professionista ed un grande appassionato del suo lavoro, direi proprio che se lo merita.
Rispondi
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