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Verniciatura per dilettanti: il turapori
Verniciatura per dilettanti: il turapori
di [user #5004] - pubblicato il

Prima di verniciare una chitarra, sigillare i pori del legno è fondamentale per ottenere una superficie finale liscia e uniforme. A questo scopo si applica il turapori, che in un lavoro casalingo può avere molte facce. Ecco le soluzioni più pratiche da seguire per un buon fai-da-te.
Prima di verniciare una chitarra, sigillare i pori del legno è fondamentale per ottenere una superficie finale liscia e uniforme. A questo scopo si applica il turapori, che in un lavoro casalingo può avere molte facce. Ecco le soluzioni più pratiche da seguire per un buon fai-da-te.

L'utilizzo del turapori è il passaggio immediatamente successivo alla tinteggiatura. Nel caso di tinte impregnanti, come genericamente sono anche le aniline all’acqua, i pori vengono infatti chiusi dopo la stesura del colore per permettere allo stesso di penetrare meglio nel legno.

Innanzi tutto ho notato che, io in primis ma anche molti utenti dei forum specializzati, hanno una sorta di timore/rigetto per l’utilizzo del turapori. Una domanda ricorrente è spesso relativa all’effettiva necessità/obbligatorietà di applicazione. D’altra parte i dubbi che sorgono sull’utilizzo del turapori sono leciti: nell'articolo sulle aniline abbiamo già detto che la tinta e la successiva verniciatura più o meno trasparente devono essere compatibili in modo da non diluirsi a vicenda (quindi per esempio alcool su acqua va bene proprio perché i due solventi non interagiscono). Aggiungere un terzo componente, il turapori appunto, può essere rischioso.
Tuttavia direi che qualcosa per chiudere i pori è indispensabile, ma che non necessariamente deve essere qualcosa di diverso dalla verniciatura finale con eventualmente l’aggiunta di un altro componente (polvere di pomice) che a breve vedremo. Mi spiego meglio: il tipo di finitura che potremmo applicare a mano (tampone o pennello) e a livello domestico in modo dilettantistico non sarà mai una finitura coprente ultra-gloss. Ciò non vuol dire che il risultato finale sarà brutto, ma solo che dobbiamo fare i conti con opzioni limitate a nostra disposizione. Scordiamoci subito le finiture fluo delle Ibanez, tanto per intenderci.
In pratica qualcosa per turare i pori ci vuole, ma può anche essere la stessa vernice che useremo per finire la chitarra, stesa con una diluizione maggiore ed eventualmente con l’aggiunta di polvere di pomice. Al contrario, nel caso di una verniciatura coprente lucida, l’utilizzo di un turapori vero sarebbe assolutamente necessario per conferire l’aspetto atteso.

Verniciatura per dilettanti: il turapori

L’utilizzo della polvere di pomice, nel caso di una verniciatura finale a gommalacca, ci permetterà comunque di ottenere una superficie più livellata, più facile da lucidare e da carteggiare e più "pronta" per accogliere la gommalacca, che verrà assorbita in misura inferiore dal legno e richiederà quindi meno passaggi. Tuttavia ritengo che anche la polvere di pomice non sia assolutamente necessaria e che il procedimento di chiusura dei pori possa avvenire anche solo con una decina di mani di gommalacca diluita: il risultato finale non sarà comunque spaventosamente diverso.
Tenete conto che già la sola gommalacca, applicata in abbondanza, sigillerà i pori e che comunque la superficie finale dello strumento risulterà in ogni caso liscia al tatto. Un conto infatti è la porosità o le micro venature che il turapori può chiudere, cose che afferiscono più a un discorso di livello della superficie trattata, una cosa diversa è il fatto che la superficie, dopo essere stata carteggiata e lucidata, risulti comunque non ruvida, e in questo senso liscia.
Infine, teniamo conto che alcuni legni presentano una porosità più evidente, come il mogano. Altri, tipo l'acero, hanno una porosità molto minore o addirittura sostanzialmente assente.

Ricapitolando abbiamo davanti due strade: o utilizzare della polvere di pomice che funge da turapori vero e proprio, ricoprendola con tre o quattro mani di gommalacca diluita, o usare solo la gommalacca diluita dandone una decina di mani.

Verniciatura per dilettanti: il turapori

Vediamo come procedere nel caso in cui vogliamo utilizzare la pomice.
In pratica dovremo spolverare la pomice sul body, strofinare bene, rimuovere tutti gli eccessi (quindi i granelli che non si sono attaccati al body) e procedere con la stesura della gommalacca diluita sul legno mediante un tampone.
Attenzione comunque a non esagerare con la pomice, altrimenti rischiate di lasciare tracce difficili da togliere e visibili anche dopo le mani successive di gommalacca. Per questa fase, tre o quattro mani basteranno. In seguito aspettate almeno 24 ore per l’asciugatura, che al tatto sarà comunque molto più veloce, anche considerata la diluizione della gommalacca, e carteggiate fino a ottenere una superficie assolutamente liscia, ma non usate carta abrasiva più ruvida della 400.
Questa fase di carteggio è piuttosto pericolosa: bisogna necessariamente usare un pochino di forza, ma bisogna stare molto attenti a non andare oltre il sottilissimo strato di gommalacca, altrimenti cominciate a intaccare la tinta sottostante e a rimuovere la pomice.
Se decidente di seguire la strada della pomice, tenente conto che questa non deve essere mischiata con la gommalacca, né messa sul tampone, ma spolverata sul body asciutto. Le successive mani di gommalacca servono per sigillare la polvere che ha già debolmente attecchito sul body e spingerla ulteriormente nei pori del legno: il risultato che vogliamo ottenere non è certo quello di un pastone di gommalacca e polvere di pomice.

Come detto, l’alternativa può essere usare semplicemente gommalacca molto diluita, anche senza pomice. In questo caso si può dare anche qualche passata in più, anche una decina di mani successive a distanza di uno/due di minuti una dall’altra, e poi carteggiare con più serenità fino a ottenere una superficie perfettamente liscia.
Ovviamente, in ogni caso, la gommalacca data in questa prima fase verrà comunque quasi totalmente rimossa.
Senza la pomice, l’effetto di appiattimento potrebbe risultare un po' inferiore, ma chi se ne frega! La superficie verrà comunque liscia al tatto e sarà comunque lucidabile.

Da quel che ho scritto, si capisce che io preferisco questa seconda soluzione, anche per evitare spiacevoli sbavature di pomice o il rischio che la polvere ingrigisca la finitura finale.

Verniciatura per dilettanti: il turapori

A questo punto vorrei dare un consiglio personale e assolutamente non professionale.
È possibile che sia nella carteggiatura della tintura, sia nella carteggiatura di questa prima passata di gommalacca diluita, abbiate un po' intaccato il colore che è stato steso. Molto probabilmente non avrete fatto riaffiorare il legno perché comunque ce ne vuole, ma magari in alcuni punti il colore potrebbe essersi un po' sbiadito. I punti più delicati sono sicuramente gli spigoli, quindi il bordo verso le fasce del body, ma anche i bordi in prossimità degli scassi. Se qualcosa dovesse essere andato storto, e sono più che convinto che non si tratterà di cose super evidenti, evitate di cercare di rimediare con nuovi strati di aniline all’acqua o correzioni improvvisate: rischiate che la pezza sia più brutta del buco.
Piuttosto, visto anche che in ogni caso il risultato finito sarà una finitura piuttosto leggera e naturale, pensate di sfruttare l’eventuale errore per fare una relicatura dei punti dove riscontrate imperfezioni, punti che spesso coincidono con le normali zone di usura e che vengono relicate, tipo per l’appunto i bordi e gli spigoli.
Fatta bene, con la testa, in posizioni sensate ed eventualmente espandendo l'errore alle zone limitrofe mediante carteggio, una relicatura è sicuramente più coerente con il risultato complessivo piuttosto che cercare di rimediare a posteriori, ottenendo solo un effetto pezzato incoerente e sicuramente poco gradevole.

Ora non resta che il carteggio fino alla carta abrasiva 1000 e la rimozione di tutta la polvere residua. Il processo è sempre da fare senza l’utilizzo di acqua, in quanto la tinta sottostante non è ancora coperta da uno strato sufficiente di gommalacca e potrà quindi sbavare.
Adesso la chitarra è pronta alla verniciatura finale con la gommalacca.

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