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Franco Cerri: a tu per tu con la storia del jazz
Franco Cerri: a tu per tu con la storia del jazz
di [user #17844] - pubblicato il

Trovarsi faccia a faccia con un musicista del calibro di Franco Cerri, che ha vissuto sulla propria pelle il punto più alto della storia del jazz, è un'occasione unica per imparare di più sulla sua musica, sull'approccio anche a livello umano e per scoprire alcuni curiosi aneddoti e retroscena sui più grandi.
Trovarsi faccia a faccia con un musicista del calibro di Franco Cerri, che ha vissuto sulla propria pelle il punto più alto della storia del jazz, è un'occasione unica per imparare di più sulla sua musica, sull'approccio anche a livello umano e per scoprire alcuni curiosi aneddoti e retroscena sui più grandi.

Tra i maggiori esponenti della chitarra jazz in Italia, Franco Cerri è tra i pochi musicisti a poter dire di aver vissuto a pieno il boom jazzistico della metà del secolo scorso. Negli anni, ha condiviso il palco con idoli del calibro di Jim Hall, Django Reinhardt e Dizzy Gillespie tra gli altri, e qualche tempo fa è stato ospite a Napoli per un riconoscimento ufficiale "alla carriera". Durante la sua visita, ha approfittato per incontrare dei vecchi amici e scambiare un po' di note con loro. Nello specifico, è approdato all'Around Midnight prima al fianco di Pietro Condorelli e poi di Nicola Mingo. L'ho incontrato proprio in occasione di quest'ultimo evento.
Franco è un signore pacato ed elegante nei modi e il suo stile chitarristico riflette alla perfezione la sua personalità. Non è un uomo che si perde in tante chiacchiere, parla poco, ma colpisce al cuore. E anche le sue note, forse complice l'età che non gli permette l'agilità di un tempo, sono essenziali, senza fioriture esagerate, ma sempre azzeccatissime. Vederlo suonare non può che far tornare alla mente una famosa frase di Miles Davis: "perché suonare tutte queste note quando possiamo suonare solo le migliori?"
Prima di vedergli collegare la sua nuova chitarra di liuteria, già mostrata in questo articolo, mi sono avvicinato per salutare lui e Nicola Mingo, che avevo raggiunto per l'intervista a questo link. Affascinato dalla classe del personaggio, quella che è nata come una semplice chiacchierata di passione mi ha immediatamente dato il "La" per approfondimento estemporaneo con una breve intervista su jazz suonato e, soprattutto, jazz vissuto.

Franco Cerri: a tu per tu con la storia del jazz

Pietro Paolo Falco: Nei decenni, mentre altri generi musicali hanno visto le improvvisazioni quasi svanire, nel jazz è successo esattamente l'opposto. Cosa c'è di tanto speciale in un assolo?
Franco Cerri: La parte improvvisativa dà a ognuno di noi la possibilità di giocare su una melodia per com'è scritta, ma mettendoci una parte di sé, ed è esattamente quello che fa appassionare al genere.
Quando si completa il tema e si parte con l'assolo, questo diventa come un tuo racconto, una cosa personale che condividi con il pubblico.


PPF: Secondo molti, il modo migliore per assorbire il linguaggio jazzistico è replicare gli assolo dei grandi piuttosto che studiare sui libri. È corretto?
FC: Il rischio è che si finisca per copiare, e bisogna fare molta attenzione a riversare tutto in un proprio stile personale. È bello, è interessante far sentire qualcosa che ti è rimasto nella testa tra le cose fatte da loro, e poi inventare qualcosa che venga da quelle, senza però imitare.

Il jazz è una musica che nasce tra la gente, in un calderone di culture diverse e note rubate dai club, dai bordelli, dalle jam session e dalle tradizioni più lontane. A questo punto sorgeva spontanea la domanda: "ma il jazz si può insegnare?". Per questa risposta di Franco e Nicola, vi lascio al video.


PPF: Sembra che, nel tempo, il jazz abbia perso quella spontaneità che lo contraddistingueva per diventare sempre più musica "d'elite"...
FC: Improvvisare è fondamentale, ma non bisogna mai perdere di vista una parte della melodia del brano, e musicisti come Charlie Parker e Dizzy Gillespie erano maestri in questo. Gillespie fu ospite a un mio programma, "Fine serata a casa di Franco Cerri", in un mio ipotetico appartamento in cui si chiacchierava, si suonava... e mi raccontò che si vedeva a casa propria con Charlie Parker, ma la moglie non desiderava che Parker entrasse in casa per via del fatto che, quando stavano insieme, i due erano sempre sbronzi. Loro dovevano studiare un brano che avrebbero dovuto registrare il giorno dopo ma Parker dovette rimanere fuori casa, così Dizzy gli passò le partiture da sotto la porta e i due si misero a studiare questo pezzo di volata attraverso la porta di casa mentre la moglie gli urlava contro! Forse è questo, oggi si è perso quel legame con la storia del jazz.

PPF: L'ultimo passo dell'istituzionalizzazione del jazz è stato il suo ingresso nei conservatori. Credi che questa attenzione gli possa far male o lo metterà sotto nuova luce?
FC: Purché se ne parli, evviva! Non so se dipende da quello, ma adesso ho notato che la gente si sta avvicinando nuovamente al jazz, anche il pubblico mostra maggior interesse, è più reattivo, attende davvero l'improvvisazione e non va a un concerto solo per ascoltare una melodia famosa.

franco cerri interviste
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Azz ha suonato con jango?!!! ...
di qualunquemente1967 [user #39296]
commento del 03/05/2015 ore 10:18:31
Azz ha suonato con jango?!!! Minchia ma quanti anni ha il Cerri ?!!! Comunque bello sentire parlare dal diretto interessato di musicisti leggendari ( quelli che ha menzionato ) . Io proporrei in futuro di intensificare questi bei momenti in cui l' artista ci racconta e si racconta .... Oltre alla didattica tradizionale un artista ha tanto da insegnare anche senza lo strumento... Ciao grazie
Rispondi
Re: Azz ha suonato con jango?!!! ...
di Capra_Poliuretanica utente non più registrato
commento del 03/05/2015 ore 10:41:04
A fine del prossimo gennaio gli suonano i 90.
E direi che non li dimostra per nulla! :-)
Rispondi
Re: Azz ha suonato con jango?!!! ...
di eugenio01 [user #39191]
commento del 03/05/2015 ore 10:48:49
vai al link
Rispondi
Re: Azz ha suonato con jango?!!! ...
di Claes [user #29011]
commento del 03/05/2015 ore 11:45:09
"un artista ha tanto da insegnare anche senza lo strumento..." Vero, verissimo!
Rispondi
Scusate ho scritto jango ma ...
di qualunquemente1967 [user #39296]
commento del 03/05/2015 ore 10:20:42
Scusate ho scritto jango ma è Django ! Ciao
Rispondi
Chissà...
di mf_click [user #20554]
commento del 03/05/2015 ore 14:07:11
Chissà quando le nostre tv si renderanno conto che abbiamo queste risorse stupende.
Rispondi
minutaglia feticista
di nawa utente non più registrato
commento del 03/05/2015 ore 20:48:49
vai al link

se qualcuno avesse correzioni sulle date, modelli etc etc etc è il benvenuto. Cerri, contattato, dice di non ricordare nulla :-)
Rispondi
personaggio stupendo... non potrei aggiungere ...
di superloco [user #24204]
commento del 03/05/2015 ore 21:58:27
personaggio stupendo... non potrei aggiungere altro
Rispondi
mito
di telecrok [user #37231]
commento del 04/05/2015 ore 09:30:32
l'ho visto la prima volta al mio paese, in provincia di Genova, il 74-75 mi sembra, un concertino per intimi nella sala di un vecchio cinema, si fece perché aveva amici del tempo della guerra che suonavano con lui clandestinamente questa tipo di musica proibita, allora faceva ancora l'ammollo nel Dash, poi un paio di volte al Capolinea, grande cuore, grande mano e cultura musicale con amicizie importanti.
Forse si possono insegnare le basi, ma occorre ascoltare, ascoltare tantissimo e possibilmente "frequentare" i musicisti, è un po' come insegnare ad avere fascino, non penso si possa, o ce l'hai o non ce l'hai.
In moltissimi si atteggiano a fascinosi ma per lo più scadono nel patetico.
Con il Jazz ed il blues (quello vero) è un po' la stessa cosa. Ma forse con l'arte in genere, è questione di comunicativa, sincera dedizione e tanto, tanto amore e rispetto per lo strumento.
90 anni? Cerri è un uomo senza tempo.
ciao a a tutti
Rispondi
qualche anno fa a monza
di mattconfusion [user #13306]
commento del 04/05/2015 ore 10:21:01
l'ho visto qualche anno fa a Monza, sotto a un palazzo antico nel cuore del centro storico. Suonava in trio, batteria, organo e chitarra. Suona con una naturalezza e semplicità una musica che è percepita da molti come ostica, difficile, noiosa. E' vero che non fa l'avanguardia (e direi anche meno male da un certo punto di vista) ma il jazz alle orecchie di tanti è tutto uguale.
Ha concluso con un "blu dipinto di blu" accennato solo da lui, e ha detto con un bel sorriso "siete proprio della brava gente". Che sarà anche un clichè da dire ai concerti, ma in bocca a lui suona sincero.
Sono assolutamente d'accordo sul fatto che forse oggi si è persa la spontaneità nel jazz, e forse anche un po' di personalità, di questi musicisti un po' pazzi, un po' al limite...
Rispondi
Re: qualche anno fa a monza
di wrugg25 [user #31282]
commento del 05/05/2015 ore 08:02:18
Vedi, il problema è che i musicisti "odierni" non si trovano al limite improvvisamente e inaspettatamente: fanno di tutto per arrivarci!!
Rispondi
cerri
di telecrok [user #37231]
commento del 05/05/2015 ore 10:31:51
Mi sembra di ricordare che una sua grande passione sono la bossanova e il samba-jazz in generale, ricordo pezzi come Desafinado o Samba de una nota sol, eseguiti magistralmente da Cerri con una sua interpretazione fuori dagli schemi classici della bossa jazzata e più conosciuta, si possono apprezzare la leggerezza e lo stile di questo grande artista, sensibile, elegante e gran signore.
Tengo come una reliquia un disco dei primi anni 70 di Stan Getz, "Jazz Samba", con il grande Charlie Byrd alla chitarra, ecco, senza voler classificare nessuno, a me il nostro Cerri richiama a questa categoria di veri gentleman's del jazz.
ciao
Rispondi
un gigante della chitarra e una persona splendida..
di stevepauljoe [user #20194]
commento del 05/05/2015 ore 15:53:13
mi sono intrattenuto con lui dopo un suo concerto nella provincia di Bari cinque o sei anni fa...
una persona davvero splendida, estremamente educata e rispettosa......
sembrava che io fossi il musicista e lui un amatore del genere.....cioè una cosa che proprio non si può sentire.. lui è un gigante e io praticamente nessuno musicalmente, lui da 70 anni suona, fa, e conosce i più grandi personaggi mondiali della musica...e lui mi incoraggiava a continuare a crescere musicalmente, a studiare, ringraziandomi e per aver acquistato un suo metodo che portavo con me e gli ho fatto autografare.... ma vi rendete conto....pazzesco... non avevo parole.... come un "padre" musicale che incoraggia, sprona, stimola.... ad andare avanti ....
ed è rimasto umile e amante della condivisione con tutti della sua arte.
immenso rispetto e stima per una persona di tale gigantesca levatura.
Rispondi
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