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Padroni del proprio suono
Padroni del proprio suono
di [user #116] - pubblicato il

E' ridicolo. Dannarsi per un suono perfetto, una strumentazione allestita con sangue e sudore e poi non avere il controllo di ciò che esce dai coni del nostro amplicatore e finisce al mixer o in regia.Un microfono sbagliato o messo male davanti al cono, un fonico distratto possono azzerare un suono splendido alla sorgente. E' ora di dire basta.
Per questo abbiamo deciso di confezionare un ciclo di lezioni che aiutino i chitarristi a mantenere il controllo del loro suono anche fuori dal cono dell’amplificatore.
Molti musicisti si fanno in quattro per avere un gran suono, ignorando però poi completamente quale sarà la sua sorte  una volta che questo esce dall'amplificatore. Un microfono messo male o – peggio ancora – non idoneo alla strumentazione e al genere musicale suonato, in un colpo solo, vanificano tutto.
E’ invece necessario, attraverso una corretta microfonazione, fornire al fonico e agli ascoltatori, un segnale con un carattere più simile possibile a quello di partenza, costruito a fatica. E’ necessario iniziare a considerare il nostro microfono come un elemento essenziale, integrato nel nostro setup. Quindi, con la stessa cura e attenzione con cui scegliamo la nostra chitarra, i nostri effetti e il nostro ampli, dovremo scegliere il microfono più adatto a integrarsi con il resto della strumentazione. Soprattutto servirà scegliere quello con le giuste caratteristiche per il nostro suono e le condizioni in cui andremo ad utilizzarlo. 
 
Padroni del proprio suono
 
Chitarra alla mano e strumentazione apparecchiata, l'ottimo Enrico Santacatterina ci guiderà in questa serie di appuntamenti. Ci occuperemo prima di tutto di conoscere vari tipi di microfoni; descrivendoli ne capiremo le caratteristiche di funzionamento e le peculiarità timbriche che saranno in grado di offrire ed enfatizzare. Queste ultime saranno fondamentali per capire un altro elemento decisivo: quali microfoni funzionano meglio in relazione al genere musicale che suoniamo e al contesto musicale nel quale dobbiamo calarli. Sostanzialmente, chiarita una panoramica delle varie tipologie di microfoni, inizieremo a renderci conto che non esisterà un microfono migliore in senso assoluto. Ci sarà di volta in volta quello più idoneo a catturare la determinata situazione musicale che stiamo affrontando.
Solo a questo punto ci metteremo alla ricerca di quello che  Enrico  ha battezzato come il Punto G del nostro amplificatore. Il Punto G  la porzione di cono di fronte alla quale posizionare il microfono per avere la miglior resa sonora nella ripresa. Anche in questo caso, posizionamenti differenti del microfono forniranno scenari sonori anche profondamente differenti che impareremo a conoscere e riconoscere per decidere quale utilizzare a seconda delle esigenze. 
Lavoreremo nel tentativo di far sì che il suono ripreso dai microfoni e riprodotto dalle casse dell’impianto o della regia dello studio di registrazione, sia il più fedele possibile a quello che esce diretto dal nostro amplificatore. Per questo, tutti i temi e le indicazioni che affronteremo in questa serie di appuntamenti saranno pensate tanto per situazioni di riprese live che in studio. Non da ultimo considereremo anche la possibilità – preziosa soprattutto in studio – di combinare tra di loro più microfoni, creando un suono che sia la somma bilanciata e armoniosa delle migliori caratteristiche di ogni microfono.
 
 
Rubiamo direttamente al docente Enrico Santacatterina qualche anticipazione in più su questo ciclo di lezioni: gear, contenuti, spunti approfittando anche per conoscerlo meglio! Session man, artista solista e produttore, Enrico è uno dei dimostratori italiani con più esperienza e capacità.
 
Ci descrivi la strumentazione assemblata per queste lezioni? 
Premetto che da molti anni ho scelto di occuparmi e di utilizzare principalmente strumenti con prezzi accessibili ma che, se scelti con attenzione, possano essere impiegati anche in contesti professionali. In questi video oltre alla serie di microfoni SHURE PGA27, PGA 81 e SM57 ho utilizzato la nuova Sterling LUKE LK100 collegata in diretta tramite il trasmettitore digitale SHURE GLXD6, a uno dei due Laney CUB12R che uso normalmente sia nelle live gig che in studio. Io prediligo amplificatori piccoli, non troppo potenti e con valvole finali EL84 quindi, più o meno, nel range tra 15 e 30 watt. Questi Laney sono molto dinamici e mi permettono di gestire la saturazione con il solo volume della chitarra e la scelta dei pickups. Come effetti, uso il riverbero dell’ampli e un delay (ZOOM MS50G Multistomp) collegato in S/R.
 
Oltre che chitarrista sei anche fonico e produttore. Sempre di più - sia in studio che live - tanti chitarristi si servono della ripresa in diretta. Dacci un buon motivo per per usare ancora i microfoni e investire tempo e risorse per imparare a usarli, gestirli e posizionarli al meglio.
Nel mio caso l’uso della diretta invece che del microfono è determinato da esigenze tecniche legate al tipo di spettacolo o produzione in cui mi trovo a lavorare. Nel Live, la diretta serve a ottimizzare il sound della chitarra (o del basso) rispetto a un mixaggio specifico. Quindi più è sofisticata la produzione, più il fonico preferisce chitarre “tastierizzate” e possibilmente con i livelli dei vari suoni, già pre-impostati rispetto alle parti nei vari brani. I microfoni invece, servono a catturare l’anima di una performance e quindi ti permettono di cambiare il carattere del tuo suono in funzione del contesto, di una specifica situazione o anche semplicemente del tuo umore.
In studio, se non hai limiti dettati dal budget o dal poco tempo, un buon microfono, ben posizionato, batte la diretta 2 – 0. E questo, sia in termini di suono che, soprattutto, di dinamica.
Oggi ci sono microfoni con prestazioni professionali ma con prezzi assolutamente abbordabili ed è quindi più facile trovare il modello giusto da integrare nel proprio setup
 
Padroni del proprio suono
 
A chi sono rivolte maggiormente queste lezioni: al chitarrista che è stufo di litigare con i fonici? O ai fonici che sono stufi di litigare con il chitarrista?
In realtà sono dedicate e tutti quelli, siano fonici o chitarristi, a cui sta a cuore il proprio suono e hanno cura del proprio lavoro/passione. Il bravo fonico ha la responsabilità del suono di tutta la band e ha quindi delle esigenze alle volte divergenti da quelle del singolo musicista; sta quindi anche a noi chitarristi il compito di cercare di integrarci tecnicamente nel contesto della band e del palco in cui suoniamo. Inoltre, conoscendo la materia possiamo avere con il fonico un confronto costruttivo sempre con l’obbiettivo di far uscire al meglio il nostro suono dentro a quello della band.
 
In che progetti sei coinvolto al momento?
Da diversi anni suono con Riccardo Fogli e con I Giganti; ho un trio “Santacatterina Brothers” con mio fratello Carlo all’organo e una serie di amici batteristi. Ho due progetti internazionali “Venice Band” e “Hit Italy” e poi, per non farmi mancare niente ed essere trendy, ho un progetto tipo tribute band chiamato “ClaptonMania” che in realtà è uno spettacolo multimediale basato sulla carriera di Clapton. 
 
Ci descrivi il set standard di microfonazione che utilizzi in studio? 
Quando lavoro in altri studi ovviamente cerco di usare il meglio che c’è a disposizione; naturalmente ho dei microfoni preferiti come i BETA 27 per gli ampli o il BETA 181 o il KSM 137 oltre all’ SM57. Nel mio home studio ho cercato di ottenere un giusto equilibrio nella qualità di tutti gli elementi dal computer, schede audio, mixer ecc. ecc. scelte dettate dal fattore costi e spazio a disposizione. E’ uno studio dove convivono nuove tecnologie con sistemi di ripresa e mixaggio “old school” Tra le novità che ho potuto testare ultimamente mi ha piacevolmente sorpreso il Kit per batteria PGA 6 con un rapporto qualità prezzo strepitoso.
enrico santacatterina lezioni
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