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Paolo Anessi tra fado e chitarra jazz
Paolo Anessi tra fado e chitarra jazz
di [user #116] - pubblicato il

Paolo Anessi sta completando un inaspettato lavoro a base di fado portoghese e ha molto in pentola anche per gli amanti del jazz. Abbiamo fatto due chiacchiere con lui per approfondire il lavoro in studio e per conoscere tutto sui suoi nuovi programmi didattici.
Paolo Anessi sta completando un inaspettato lavoro a base di fado portoghese e ha molto in pentola anche per gli amanti del jazz. Abbiamo fatto due chiacchiere con lui per approfondire il lavoro in studio e per conoscere tutto sui suoi nuovi programmi didattici.

Paolo è ben noto ai lettori di Accordo appassionati di buche a effe, ma ora ha a che fare con un mondo musicale tutto nuovo. Reduce dell'ultimo disco di "jazz che non è jazz" Sacro e Profano inciso in duo con Simona Grasso, Paolo Anessi si è immerso nel fado portoghese per un progetto musicale per lui del tutto inedito.
Ne abbiamo parlato con lui, che proprio in questi giorni è al lavoro sul prossimo manuale incentrato sulla chitarra jazz solista e sta preparando una stagione estiva zeppa di note.

PA: Il lavoro sul fado è iniziato nella primavera del 2014, quando l’associazione italiana per la cultura portoghese, rappresentata da Fernando Dos Santos che ringrazio per la pazienza e la grandissima disponibilità, mi chiese di lavorare a un progetto di scambio culturale in qualità di musicista e arrangiatore. La proposta riguardava una decina di brani famosi del Portogallo che potremmo definire come gli evergreen della cultura popolare portoghese, un po’ come le nostre "Nel Blu Dipinto di Blu", "O Sole Mio" o "Caruso". L’idea era quella di arrangiare in chiave moderna e personale questi brani portoghesi, riadattando il testo in italiano, dato che l’intento del progetto è di miscelare la cultura del fado portoghese con quella italiana.

Paolo Anessi tra fado e chitarra jazz

Redazione: Come ti sei adattato a questo stile, considerando quindi l'approccio strumentale diametralmente opposto al precedente Sacro e Profano?
PA: Suonando, ma soprattutto ascoltando jazz e forme musicali simili da tantissimi anni, mi sono sempre interessato e appassionato sia ai puristi, che replicano con totale rispetto un certo stile o periodo musicale, sia alle contaminazioni, che mi danno senso di libertà in quanto ogni musicista suona dando il suo apporto, senza che gli sia richiesto di suonare in un certo modo o solo con certe sonorità.
Per quanto riguarda il cambio di strumento nessun problema, anzi, ho modo di far uscire un'altra parte della mia personalità musicale che esiste da sempre. Per esempio, le corde in nylon
sono state più di una divagazione musicale per giganti come Joe Pass, piuttosto che Al Di Meola o John McLaughlin. Differenti tipi di chitarra danno l’opportunità di sperimentare diverse soluzioni e, grazie a ogni singolo sound dato dai diversi strumenti, diventano nuove fonti d’ispirazione per nuovi arrangiamenti.


Redazione: Parlaci degli strumenti, delle tecniche di registrazione e della produzione del disco.
PA: Sono state tantissime le chitarre acustiche in questo progetto: Yamaha, Ibanez, Landola e la baritona della Liuteria Ragghianti. Una tra le principali rimane una Yamaha classica del 1974 a cui anni fa feci togliere la vernice all’insegna di maggiori vibrazioni e suono acustico. Inoltre Simona ha suonato diversi arrangiamenti di mandolino e tutti i brani sono caratterizzati dal cuatro, curioso strumento venezuelano a cinque corde doppie accordato come la chitarra dalla prima alla quinta corda.
Dopo svariate consultazioni e prove di pre-produzione con Fabio Marazzi (sound engineer del Taiko Studio), abbiamo deciso di registrare a tracce separate: troppo delicato il sound di contrabbasso e in generale le atmosfere e gli arrangiamenti voluti hanno richiesto un minuzioso lavoro con decine di sessioni in studio. Praticamente non ho usato amplificatori o apparecchi elettronici, solo scelta di corde molte accurate (Galli Strings mi ha fornito tre mute su misura per la baritona di Ragghianti), vasta scelta di plettri (dove utilizzati) e il resto è pura tecnica di posizionamento dei microfoni fino a raggiungere l’effetto desiderato.


Paolo Anessi tra fado e chitarra jazz

Redazione: I lettori di Accordo ti hanno conosciuto principalmente con la chitarra semiacustica. Vero che non è appesa al chiodo? Altri progetti per il 2015?
PA: No, assolutamente! Anzi, questo lavoro con il fado è un semplice rifornimento di carburante creativo. Attingere e alimentarsi da culture diverse è fondamentale per vivacizzare il proprio lessico musicale. Io sono dannatamente metodico e costante e questi aspetti del mio carattere mi permettono di lavorare e seguire diversi progetti musicali. Da qualche mese sono alle prese con la scrittura di "La Chitarra Jazz Solista per Tutti". Sono stato fortunatamente premiato con un buon successo del primo volume, per il quale a breve termino l'organizzazione di alcune masterclass che terrò in giro per l'Italia. Questo mio primo lavoro didattico ha semplicemente gettato le basi per un percorso di crescita molto preciso, che la passione per la didattica e l'insegnamento in oltre vent'anni mi hanno chiaramente delineato.
Un’altra news di cui vado molto fiero è l’apertura della pagina “La Chitarra Jazz per Tutti”.
Qui, oltre alla raccolta di tutti gli articoli con le buche a effe pubblicati su Accordo, ci saranno nuovi video, delle pillole di 5-10 minuti dove sarò collegato ai trenta capitoli del manuale, prenderò ogni singolo esempio e dettaglio argomentato e ne confezionerò una lezione alla lavagna, ma con la chitarra in mano. Diciamo che l’intento è di spiegare, non solo con esempi teorici, ma di proporre un arrangiamento concretamente funzionale alla musica, piuttosto che capire come inserire un'improvvisazione in un brano cantato.
In questi ultimi anni troviamo tanta offerta sulla didattica e senza spirito polemico vorrei aggiungere che di quella direzionata alla musicalità ce n’è poca. Credo che sia d’obbligo creare un percorso che sia in grado di trasformare tutti questi esercizi in musica.
Inoltre da quest'anno mi sono organizzato un servizio di lezioni via Skype, con tanto di programma personalizzato di cui sono molto orgoglioso.



Redazione: Invece per chi volesse studiare di persona con te che cosa proponi?
PA: Da settembre 2015 l'Associazione Culturale Music Secrets aprirà i corsi a lunga distanza di Chitarra Jazz per Tutti per chi ha bisogno di un programma personalizzato per vari motivi e non si vede compatibile con il programma uniformato offerto dai conservatori. A giugno e luglio inizierò anche le audizioni per poter raggruppare ragazzi di pari livello in un corso dal programma comune, completo ed esaustivo.
Sto ancora affinando collaborazioni, materiale di studio e programmi, ma prossimamente ci saranno aggiornamenti.


Redazione: Appuntamenti live e didattici per l’estate?
PA: Ci sono in programma diversi appuntamenti. Mi troverete all’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana nell’ultimo weekend di maggio, con doppio appuntamento per clinic-concerto in tutti e tre i giorni della manifestazione. Poi sarò in Liguria per un camp di tre giorni immersi nella natura con chitarra alla mano e in generale sarò in giro per l’Italia con tanti appuntamenti di presentazione del mio manuale. Per saperne di più potete visitare il mio sito oppure con la classica amicizia sui social.
Un saluto grande a tutti. Grazie per il vostro supporto e, come sempre, tanta buona musica a tutti!


interviste paolo anessi
Link utili
Sito ufficiale Paolo Anessi
Pagina Facebook La Chitarra Jazz Per Tutti
Ragghianti baritona
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tutto ottimo ! però ...
di superloco [user #24204]
commento del 23/05/2015 ore 21:03:42
tutto ottimo ! però lo strumentino a 10 corde giallo non è un cuatro venezuelano ma un cuatro portoricano. Tra l'altro ne ho avuto uno uguale prodotto da Atlas. Lo strumento è accordato per quarte, partendo dall'acuto Sol, Re, La, Mi,Si. Le corde doppie sono in ottava per il Mi e il Si mentre le altre sono all'unisono.Eccolo qui, ne avevo scritto...
vai al link
mentre il venezuelano è
vai al link

Rispondi
Grazie dell'informazione :D
di paoloanessi [user #32554]
commento del 24/05/2015 ore 11:52:46
Ciao superloco :D
grazie dell'info, riferirò al legittimo proprietario che mi ha prestato lo strumento per le registrazione del disco ;-)

e sempre buona musica!

PaoloAnx
JazzRock
Rispondi
figurati di niente il cuatro ...
di superloco [user #24204]
commento del 24/05/2015 ore 20:13:43
figurati di niente
il cuatro portoricano dal mio punto di vista è uno strumento molto interessante, peccato che gli economici siano piuttosto duri da suonare e quelli più seri costano un patrimonio.
Pensavo che sarebbe interessante avere una chitarra diciamo 3/4 con 5 corde accordate nello stesso modo da usare nel jazz, penso sarebbe molto comoda da usare.
Rispondi
Che Harem!
di Lespo [user #18097]
commento del 24/05/2015 ore 16:27:49
Sono rimasto colpito dalla nona, sembra una 335 con pick up solo al manico, la paletta riamane buia, cos'è?
Grazie e complimenti
Rispondi
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