Tra le diverse Maton presenti da Lucky Music, abbiamo scelto di passare un po’ di tempo in compagnia della SRS808C, un esemplare che ci sembra concentrare gran parte della filosofia dell’azienda australiana.
La cassa, di dimensioni molto contenute, è realizzata con un top in cedro, contornato da fasce e fondo in blackwood, una tra le essenze più pregiate utilizzate per la realizzazione di chitarre acustiche. Saldamente incollati al body, un pezzo di acero e uno di palissandro indiano formano il manico a 21 tasti dal profilo slim, sottile e a C. Sulla paletta rifinita con un top in sapele, infine, trovano posto le meccaniche cromate Grover, solide e precise.
La vernice satinata, unita al battipenna tartarugato, danno alla 808 un look moderno, accentuato dalle finiture curate ma semplici, come il binding nero. Completa la dotazione di bordo il sistema AP5-PRO, made in Maton. Sulla fascia superiore trovano posto tutti i controlli più utili per uno strumento come questo. Oltre ai tre classici fader per la regolazione di alti medi e bassi, si può intervenire ulteriormente sull’equalizzazione con le manopole MID e FQ. All’interno del body sono alloggiati un microfono a condensatore, visibile dalla buca e il piezo, sotto all’osso del ponte. Questi hanno volumi separati, per avere il massimo del controllo sull’output dello strumento e, all’occorrenza, chiudere uno dei due trasduttori.

Le caratteristiche tecniche della 808C sono di alto livello, ma l’ottima qualità dello strumento la si avverte appena la si imbraccia. Le dimensioni contenute aiutano a prendere subito confidenza, il manico sottile accoglie la mano sinistra facendola sentire a proprio agio, mentre il body poco ingombrante lascia liberi i movimenti del braccio destro, sia che si suoni da seduti che in piedi. Anche in questo frangente la Maton si fa apprezzare per la leggerezza e l’ottimo bilanciamento. Dopo aver preso le misure con il tatto passiamo a valutare la 808C con le orecchie. Da uno strumento come questo ci si aspetta molto, non solo per il prezzo, ma soprattutto per le caratteristiche che abbiamo trovato nella scheda tecnica. La cassa piccina trae un po’ in inganno, perché subito si viene avvolti da un sound per nulla privo di basse, anzi. La corposità della Maton lascia piacevolmente colpiti. I medi sono presenti, come ci aspettavamo, ma sono sorretti da un bottom bello cicciotto e infarciti da cantini frizzanti ma non metallici. Sia con il plettro che con le dita ci si può veramente divertire, si può giocare con la dinamica e con il colore, avendo sempre la certezza di essere assecondati dalla 808.
Colleghiamo un jack per farci un’idea del possibile comportamento su un palco. L’abbinata piezo/microfono è vincente. L’uno pesca il sound più secco, dando un’ottima base su cui appoggiare la voce catturata e riprodotta dal condensatore puntato verso le corde. Una volta trovato il giusto equilibrio tra i due si resta davvero soddisfatti da quanto simili siano il timbro acustico e quello amplificato.
La Maton SRS808C è una chitarra top quality sotto tutti i punti di vista. Si parte dai materiali ben selezionati, si passa alla liuteria precisa per finire al timbro corposo. Uno strumento professionale, con l'aggiunta di un sistema di amplificazione performante. Per acquistare la Maton bastano 1650 euro, una cifra adeguata per una chitarra come la 808.
Esprimo il tutto con il massimo rispetto per il lavoro svolto dalla redazione, ma, d'altronde, qualche critica di tanto in tanto forse fa anche bene.
Inoltre, al di là dell'indubbia bravura di chi le suona (magari sapessi suonare così) i test dovrebbero essere fatti per sentire come suona la chitarra, non come è bravo il chitarrista: preferirei accordi pieni e/o con barrè, arpeggi con plettro e solo con dita, scale lente nelle varie posizioni del manico, e soprattutto dei microfoni (Neumann ?) a zero equalizzazione piazzati al 12° tasto per i suoni unplugged (un po' come fa il 'mitico' Tony Plolicastro su Acoustic Letter.
Per le sonorità plugged, come suggerisci anche tu, mi piacerebbe sentire le diverse variabili dei filtri e dell'equalizzazione presente, utilizzati con le varie tecniche; è vero che occorrerebbero test di diversi minuti, ma aiuterebbe a farci capire e apprezzare meglio gli strumenti proposti.
Certo, piuttosto che niente ... è meglio piuttosto !!
avanti così!
C'è sempre spazio di miglioramento, va da sé che in un negozio, con i tempi compressi non si possono realizzare prove da studio. Le demo di prodotti (quelle superprodotte, con suoni stellari e sempre perfetti) non fanno parte del nostro DNA, noi preferiamo fare dei brevi video che diano un'idea di come sia lo strumento descrivendone pro e contro nella recensione, cercando di trasmettere le sensazioni che ci ha dato.
buona notte
In attesa di numerosi commenti vi ringrazio e saluto!!!!
in generale è vero che va posizionato una volta per tutte ma solo per non impazzire e farsi troppe pippe. se ti piace come è ora lascia tutto così. se è sbilanciato fai un poco di prove e poi amen.
comprendiamo perfettamente il punto: sarebbe bello poter trasmettere in un video il sound e il feeling di uno strumento, ma sappiamo tutti che non è possibile.
Nel far ascoltare una chitarra attraverso un video si possono scegliere alcune strade:
- si può mettere ogni strumento nel suo ambito migliore con riprese di massima qualità e che facciano risaltare le sue doti. Il pro è che sarà sempre una gioia per le orecchie, il contro è che sarà una prova non veritiera anche perché, con ogni probabilità, una Cort da 300 euro riuscirebbe a suonare (attraverso il video) come una Martin da 1000. Poi la comprate, vedete che non è così a casa e sul palco e ve la prendete con noi :p . A conti fatti, è quello che cambia tra una demo (mostrare le potenzialità dello strumento) e una recensione (analizzarlo e spiegarlo "as-it-is").
- si può standardizzare una ripresa con diversi microfoni puntati e miscelando i vari segnali in modo uguale per tutte le chitarre. Il pro è che si darebbe una panoramica completa di ogni strumento, facendo risaltare le sfumature di ognuno. È un approccio che a me piacerebbe tantissimo, ma il contro è che, quando poi ci si troverà a suonare in casa, su un palco o in un piccolo studio, difficilmente ci si troverà in quella condizione, ottenendo quindi un suono totalmente diverso e vedendo sparire delle particolarità che in video sembravano invece evidenti.
Abbiamo preferito quindi un tipo di ripresa standard ma anche semplice, alla portata di tutti: un buon registratore con due microfoni XY che prenda la chitarra così come la sentiresti se fossi lì di fronte al nostro Paolo in video. Chiaramente, le micro-differenze le sente lui sotto le dita e in pancia, e noi cerchiamo di spiegarle negli articoli: le nostre prove video non hanno alcuna ambizione di essere descrittive. Riteniamo infatti che le variabili siano troppe e che solo una prova dal vivo, con i propri strumenti e le proprie orecchie, possa dare al musicista un'idea chiara. Il nostro unico intento è raccontare i prodotti, per informare, eventualmente creando interesse e voglia di provarli.
Mi piacciono tantissimo, ma trovo che carichino le chitarre di una quantità di bassi che poi in accordatura standard non sono presenti.
Sarebbe corretto dichiarare nel video quando vengono utilizzate, se proprio non è possibile evitarle.
Grazie
E' vero che ci sono un mare di aspetti personali e che le variabili sono tante, ma ritengo anche che altrettanto lo siano i vari aspetti oggettivi. Non credo che, opportunamente microfonata, una Cort suoni come una Martin, e neppure penso che qualcuno di noi fruitori possa prendersela con voi se una chitarra suonata da noi non suona come se suonata da Paolo: anche il tocco e le mani di chi suona hanno un peso!
Dici bene quando affermi che "il nostro unico intento è raccontare i prodotti, per informare, creando interesse e voglia di provarli": ma chi non abita a Roma o Milano non è che ogni volta si fa 1000km in treno per andare a provare le chitarre: come se poi i negozianti fossero lì per farle provare anche se uno non ha la possibilità o l'intenzione di comprarle. Le prove dovrebbero fornire, sempre a mio parere, tutte le potenzialità, i suoni, i timbri, le caratteristiche e anche i difetti degli strumenti testati: allora sì che mi sciroppo 1000 km di treno ed eventualmente parto con l'idea di comprare.
A mero titolo di esempio invito all'ascolto della prova qui sotto:
link />sono due signore chitarre, molto simili, ma le differenze si sentono, eccome! Se hai un suono in mente così sai cosa scegliere.
Poi ognuno resterà sulle proprie idee e amici come prima.
Cordialmente
Luca
Non puoi nemmeno pretendere di acquistare 1650€ di chitarra solo avendola ascoltata su un video, per quanto bene sia fatto.
Saludos
Altro discorso é come viene suonato lo strumento: evidentemente per fare capire come suona uno strumento lanciarsi in tapping ultra tecnici, usare lo slide (a meno che non sia uno strumento deputato soprattutto a quell'uso), usare accordature aperte o drop d non ha molto senso. Insomma a mio avviso le possibilità accordo le avrebbe per fare articoli che non sembrino mere recensioni pubblicitarie degli strumenti, anche per fare prove comparative serie degli strumenti non so perché non percorra questa strada...
Ciò premesso, secondo me ha ragione il Direttore quando dice che le microdifferenze - che sono le differenze vere - si sentono sotto le dita e con la pancia. Da sempre Accordo dice con grande sincerità che le "prove" degli strumenti registrate non possono essere realistiche, quindi si insiste sull'aspetto divulgativo delle stesse. Anche disponessimo delle risorse necessarie a realizzare tutti i test nello stesso studio professionale, con microfoni Neumann e ogni altro bendiddio, ci sarebbe sempre il filtro telematico e quello psicoacustico in mezzo. Ovvero daremmo suoni magari eccelsi, ma non potremmo dare **il suono** di uno strumento, perché quel suono non esiste! Ogni strumento ha infiniti suoni, in relazione ad ambiente, dita e orecchie del musicista.
Ci rendiamo conto che ci sono tanti lettori che vivono lontano dai grandi centri e non hanno la possibilità di andare da Lucky, Tomassone, Merola, eccetera. Purtroppo è un problema che non possiamo risolvere, se non organizzando SHg e CustomShopMilano :-) Non scherzo, chi sta lontano ci pensi, il prossimo novembre ci sarà il paradiso della chitarra e condizioni perfette per provare tutto - elettriche ed acustiche - in libertà. Vale la pena di allocare le risorse per una gita a Milano.
E' una chitarra piccola e leggera, con un bellissimo manico che produce un gran feeling. Le dimensioni della tavola armonica sono circa quelle di una 00 ma lo spessore della cassa è decisamente maggiore.
Il suono che ne viene fuori è molto diretto e definito. I bassi non sono ovviamente così pronunciati come in una Dreadnought ma ci sono eccome e sono molto profondi. Rispetto alla 808TE che ho provato direi che ha una risposta a mio parere più equilibrata con un po' più bassi e una maggiore presenza sugli alti. La TE aveva una risposta con un po' più medie.
l'AP5 Pro devo dire che è un gran sistema. Non saprei dire se ci sono differenze sostanziali con la versione precedente ma la versione attuale va benissimo. Trovo poi fondamentale la presenza del microfono sia per dare naturalezza al suono ma anche per poter catturare i suoni percussivi dalla cassa.
Quando ho i iniziato qualche anno fa a leggere chitarre (cartaceo) accoppiato col sito era una bomba!!! Grandi musicisti che oltre a suonare si fermavano a spiegare il loro feeleng dello strumento in prova. Oltre che a spaziare su vari stili e generi musicali ben differenti tra loro.
Senza nulla togliere a chi suona ora che certamente suona molto meglio di me, da questo punto di vista le vetrine di accordo perdono di qualità. Ogni recensione uguale alla precedente!!!
Provate a guardarvi sul tubo le recensoni su N Stuff o Acoustic letter solo per citarne un paio. Gente che la sa davvero lunga su cosa si sta recensendo (o cercando di vendere). Provo lo strumento e spiego legni, materiali, sensazioni...e perchè no, magari un 1 vs 1 tra 2 chitarre anche della stessa fascia.
Lancio la provocazione: redazione, fate un passo indietro nel passato e cercate di recuperare un pò di smalto. Ben vengano le giovani leve a patto che tutto il teatrino non diventi qualcosa di monotono fatto di 3/4 accordi con o senza plettro. Di una freddezza quasi agghiacciante!
Poi che sia Lucky Music o tomassone o pinco pallino a me poco importa. Sono di Brescia per cui non mi spingerò mai a Centro chitarre di Napoli per acquistare uno strumento. Al massimo vado a Gallarate ;-)
Ciao