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Pinstripe: nasci su una moto, vivi tra le chitarre, muori su un'etichetta
Pinstripe: nasci su una moto, vivi tra le chitarre, muori su un'etichetta
di [user #17844] - pubblicato il

Chitarre e motori, brillantina e pinstripe, la Kustom Kulture nata a metà del secolo scorso è ancora viva nel cuore di molti appassionati e si trasforma nel tempo. Von Dutch, artista del pinstripe tra i maggiori esponenti del movimento, oggi è su tutt'altro terreno.
"mi chiedevano di rimediare ai graffi sui serbatoi delle moto e sulle auto, io non facevo altro che coprirli con una linea e costruire tutto da lì, specularmente". Così Von Dutch, al secolo Kenny Howard, spiega la nascita del suo inconfondibile stile decorativo basato sulla tecnica del pinstripe.
Ben noto a qualunque appassionato di rock n' roll, auto hot rod e moto americane, il pinstriping è una tecnica a pennello che consiste nella tracciatura di linee sottili e regolari, spesso a comporre motivi intricati e dai colori sgargianti, doppiati a specchio.
Vera arte nata dalla strada, il pinstripe richiede l'uso di un pennello con punta sottile (a volte anche di taglio, il cosiddetto knife) e con setole lunghe che facciano da serbatoio per poter tracciare linee ininterrotte senza esaurire la riserva di vernice. Per chi volesse approfondire, alcuni tra i marchi più diffusi sono Kolibri, Kafka Design e Mack.

Pinstripe: nasci su una moto, vivi tra le chitarre, muori su un'etichetta

Guardare un maestro del pinstripe all'opera è un'esperienza: le mani fungono da stabilizzatore e metro, con un mignolo sempre ben puntato a tracciare i movimenti e l'altra mano a tener fermo il tutto.

In questo documento imperdibile, Von Dutch racconta tutta la sua storia e, negli spezzoni successivi del video disponibili anch'essi su YouTube, dà anche degli esempi pratici della tecnica del pinstriping.


Quando la Kustom Kulture si sparse negli Stati Uniti, a partire dagli anni '50 del secolo scorso, il pinstripe entrò presto a far parte della sua iconografia stessa. Oltre alle auto e alle moto, anche i musicisti cominciarono ad adottare quei caratteristici disegni per decorare gli strumenti. Tutt'oggi, nel rockabilly e nello psychobilly non è raro vedere chitarre, contrabbassi e batterie arricchiti da motivi del genere.
Non c'è bisogno di dirlo, Gretsch è maestra in questo e, se molti si affidato a disegnatori di terze parti (come fece Brian Setzer con la sua Hot Rod nera), qualche tempo fa ha creato anche una serie limitata di archtop dipinte dall'artista Jimmy C.

Pinstripe: nasci su una moto, vivi tra le chitarre, muori su un'etichetta

Da sempre vicini alla scena Kustom, anche gli ZZ Top hanno un debole per l'arte del pinstripe, e qualche mese fa Gibson ha replicato proprio una delle Les Paul del Reverendo con un disegno del genere sul top. La Billy Gibbons Pinstripe una normale goldtop, se si esclude il fatto che non ha alcuno swtich ma un potenziometro per il blend dei due pickup.

Pinstripe: nasci su una moto, vivi tra le chitarre, muori su un'etichetta

Un disegno personalizzato non è per tutte le tasche, chiaro, ma Gibson ha pensato anche a chi non ha una fortuna da spendere in Custom Shop. La N225, per quanto lontana dalle chitarre che solitamente si associano a rock n' roll e rockabilly, sceglie proprio una finitura pinstripe stampata per ravvivare il body nero.

Pinstripe: nasci su una moto, vivi tra le chitarre, muori su un'etichetta

Ma se di custom si parla, non si può non citare il liutaio James Trussart, che del pinstripe ha fatto una delle sue finiture preferite, a spiccare sul metallo grezzo delle sue Steelcaster e SteelResoGator.

Pinstripe: nasci su una moto, vivi tra le chitarre, muori su un'etichetta

Quanto al vecchio Von Dutch, Kenny è morto nel 1992 ucciso dalla sua stessa vita di artista di strada, con problemi di alcolismo e poca cura per la propria salute. La sua scuola è stata però d'insegnamento per una lunga serie di artisti oggi di riferimento per l'ambiente. Il suo nome, invece, ha preso una strada completamente diversa.
Dal 1999, il marchio Von Dutch compare sulle etichette di capi d'abbigliamento divenuti in breve molto in voga tra le star. Non si tratta di un caso di omonimia: fu la figlia stessa di Kenny a vendere i diritti per l'utilizzo a Michael Cassel e Robert Vaughn, che cedettero a loro volta il brand al Grupe Royer nel 2009. Oggi Von Dutch è una multinazionale affermata, distribuita in mezzo mondo e con un lussuoso quartier generale a Los Angeles. Il pinstripe è ancora lì, sulle stampe e i loghi, la Kustom Kulture un po' meno.
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