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Enrico Galetta e la Hybrid Technique
Enrico Galetta e la Hybrid Technique
di [user #116] - pubblicato il

Enrico Galetta è un bravo bassista con il quale recentemente abbiamo realizzato dei test strumenti. Lavorandoci fianco a fianco, siamo rimasti colpiti dalla varietà dei progetti musicali nei quali è coinvolto e dalla sua passione per l'insegnamento. Enrico sta sviluppando degli interessanti concetti tecnici di Hybrid Bass, che ha ordinato e riunito in un recente metodo. Conosciamolo meglio.
Ci aiuti a capire il concetto di Hybrid Technique applicato al basso?
Il concetto di tecnica ibrida applicato al basso, si riferisce alla capacità di combinare diverse tecniche contemporaneamente; nel caso specifico, lo slap tradizionale con la tecnica del double thumb, con quella del flamenco slap, il muting bass e altri accessori come il tapping e lo sweep picking.
Ognuno di questi stili esecutivi sul basso, produce determinati suoni e dinamiche, senza contare il tipo di groove o fraseggio nel quale lo slap, o il muting o il tapping ti spinge a suonare, però, se oltre a questo, provi a miscelare le varie tecniche tra di loro, ti liberi dal limite di pensarle a compartimenti stagni, fondendo le varie sonorità sia in termini di fraseggio, che di dinamica.
È paragonabile al lavoro del compositore di musiche da film che, oltre a coprendere il tipo di melodia adatta ad una particolare scena, pensa anche a quali strumenti utilizzare in quel particolare momento e che tipo di sonorità e dinamica deve raggiungere la musica, per intensificarne quanto più possible il momento.
Inoltre poiché questo approccio multistile ha una grossa componenete istintiva, la tecnica ibrida evidenzia molto più facilmente la propria personalità nel sound e nel groove.

Come sei arrivato a decidere di focalizzare il tuo lavoro didattico su questo approccio tecnico?
Tutto è nato da alcune delle domande più frequenti che mi venivano rivolte durante clinics e workshops: “ho imparato questa nuova tecnica, ma quando suono con la mia band, non riesco ad applicarla come vorrei” o “riesco a suonare senza problemi il brano di... o il lick di... ma quando il mio batterista mi chiede di suonare qualcosa di mio, sono senza idee e non mi viene fuori nulla”.
Nel momento in cui si conclude un evento didattico di quel tipo, non pensi molto alle coincidenze ma, in seguito, ho notato che anche alcuni dei miei studenti mi hanno rivolto le stesse domande. Quindi, mi si è accesa la lampadina.
Oggi il web fornisce così tanto materiale didattico che, un bassista in crescita o che vuole semplicemente sviluppare nuovi concetti tecnici o teorici, spesso ha difficoltà nello scegliere il materiale adatto ai propri traguardi e sopratutto capire quale sia adeguato alla propria preparazione.
Spesso si finisce per imparare cose che sono già il “punto di arrivo” e senza aver sviluppato in modo utile tutto quello che c’è prima, è facile trovarsi in queste problematiche.
Prima di arrivare al concetto ibrido infatti, è necessario che ogni singola tecnica sia ben sviluppata. Il più delle volte il bassista in evoluzione impara determinati licks perchè incuriosito da qualcosa di nuovo o perchè l’ha semplicimente visto fare al suo bassista preferito, però meno comunemente salta al passo successivo, e cioè di fare propria la tecnica o il lick e trasformarlo in quello che diventarà parte del suo linguaggio.
La conseguenza è che si imparara qualcosa “a memoria” (come quando a scuola imparavamo le poesie della nostra letteratura, quanti di noi le ricordano ora?), che rimane isolata e difficilmente si applica/integra nella propria realtà musicale.

In cosa consiste il Flamenco Slap?
È una tecnica leggermente diversa dallo slap tradizionale. Prende il nome di flamenco probabilmente per la diversa posizione della mano sullo strumento e per come il thumb e i multi-plucks vengono utilizzati, facendola assomigliare vagamente a quelle dei chitarristi flamenco.
Per alcuni aspetti è simile al double thumbing, perchè permette di poter suonare più note in successione con poco sforzo fisico, ma poichè l’utilizzo del thumb e di più dita per il pluck è sequenziale, permette di raggiungere velocità elevate e allo stesso tempo colorare con la sonorità slap, anche linee di basso più comuni nel fingerstyle.
Inoltre, se ascolti un identico groove suonato prima solo con il thumb tradizionale e dopo con il double thumb, la prima cosa che noti è la differenza di dinamica tra le due tecniche, perchè nella prima ogni nota è solida e al 90% con lo stesso impatto, nella seconda si sviluppa una dinamica leggermente più altanelante dovuto all’up/down del pollice e, nel flamenco slap questa caratteristica tende a essere leggermente più accentuata.

Enrico Galetta e la Hybrid Technique

Come è strutturato il tuo metodo?
È principalmente diviso in due parti per ognuna delle tecniche trattate: slap classico (o tradizionale), double thumb, flamenco slap, muting bass e lo stile ibrido.
La prima sezione include tutti gli esercizi prettamente specifici, utili per sviluppare le basi e affinare le caratteristiche proprie della singola tecnica, la seconda parte invece riguarda quella serie di esercizi per applicare tutto quello appreso nella sezione precedente, niente di meglio che decine e decine di grooves diversi tra di loro, perchè trattano non solo aspetti ritmici, ma anche armonici e melodici, efficaci per far raggiungere allo studente un proprio linguaggio stilistico e tecnico.

C'è una tipologia precisa di bassista per cui ritieni sia più indicato?
Penso sia adatto sia al bassista che vuole imparare e/o affinare le proprie tecniche ma anche a chi vuol ampliare il proprio dizionario di groove e, allo stesso tempo perfezionare l’utilizzo delle dinamiche.
Proprio perchè tratta di groove, non è un metodo esclusivamente funk; tutto il materiale è incentrato su come linee ritmiche e melodiche, prodotte da ognuna di queste tecniche, possano adattarsi a più generi musicali.

Di sicuro, mi pare di capire, non sia un metodo entry level? Quali sono i requisiti base (tecnici e teorici) che un bassista deve possere per poter studiare e affrontare con cognizione il tuo metodo?
Probabilmente non darà vita facile a chi imbraccia il basso per la prima volta, ma può essere affrontato sia da un principiante, sia da un livello molto più avanzato.
Sebbene il metodo tratti cinque argomenti principali, questi sono tutti connessi tra di loro, e quindi lo studente deve seguire i vari capitoli in ordine cronologico per, ottenere risultati migliori e raggiungere gli obbiettivi del libro.
Sicuramente una discreta conoscenza della tecnica slap agevola, perchè è il core di buona parte degli argomenti.
Inoltre un minimo di padronanza nella lettura musicale aiuta ma non è indispensabile perchè, nelle prime sezioni di ogni argomento, sebbene gli esercizi prettamente tecnici per sviluppare e/o affinare lo stile, richiedano diverso impegno, parlando in termini di meccanica delle mani; la loro scrittura musicale è semplice e può essere affrontata da chiunque, mentre, tutti gli esercizi che riguardano lo sviluppo dei vari grooves, contenuti nelle seconde sezioni, dove le ritmiche sono più complesse, sono tutti accompagnati dal file audio sia nella forma fisica che digitale del libro.

In che progetti sei coinvolto al momento?
Con la pubblicazione del libro, ho iniziato finalmente a scrivere le nuove musiche per il prossimo album che, spero di pubblicare il prossimo anno.
Inoltre, ho registrato recentemente per Bill Hart e Vitali Tkachenka per i rispettivi nuovi lavori discografici e curo un interessante progetto live di basso e voce con Martha J. 

  

Le cose articolate che suoni e insegni possono trovare applicazioni anche in ambiti pop e rock più tradizionali o sono necessariamente spendibili solo in generi più virtuosistici e strumentali? (Fusion, progressive, metal...)
Un target del libro, è quello proprio di uscire dalla convinzione di utilizzare una certa tecnica solo in un determinato genere musicale e sforzarsi di applicarla anche in altri contesti, la padronanza della dinamica e del suono uniti a quella del fraseggio rendono questo obbiettivo più facile di quello che si pensi, d’altronde lo slap lo abbiamo sentito ai suoi esordi nell’R&B di fine anni 70 per poi migrare nella disco music e infine approddare con tutte le sue forme ai giorni nostri, nel funk, nel jazz, nel rock e nel pop.
Il palm mute o muting bass è usato con grande efficacia dal jazz al funk, dal latin al pop. La chiave non è pensare al singolo groove o lick, perchè altrimenti rimarrai sempre intrappolato, ma comprendere come modellare la tecnica per adattarla allo scenario musicale nel quale ti trovi.
Quando ad esempio scrivo una nuova parte per basso e sento che le idee che ho trovato non funzionano, allora lascio tutto e approccio in modo differente, pensando certamente all’armonia, ma utilizzando un’altro stile esecutivo; l’idea di vedere tutto con occhi diversi per sonorità e dinamiche, mi “resetta” e fornisce al contempo nuove idee.

Tu lavori parecchio in studio. Per un giovane musicista quando si parla di studio di registrazione affiorano due mostri che lo terrorizzano: la lettura e il fatto di suonare a click. Come sconfiggere queste paure?
Sono argomenti, non approfonditi per due motivi: risultano noiosi da studiare ed è facile pensare al batterista come supporto ritmico per aggirare l’ostacolo; alcune volte funziona, molte altre no, e non solo in studio.
Nella mia esperienza il solfeggio, per me tremendamente noioso, ha prodotto sempre scarsi risultati, iniziando a usare il metodo metrico, 1& 2& 3&.. etc, i miglioramenti sono stati rapidi ma, c’è da dire che il merito va riconsociuto al metodo di studio impartitomi.
Affrontare esercizi prettamente tecnici, e mi riferisco a tutti quelli che indipendentemente dall’argomento, hanno poca musicalità, diminuiscono l’entusiasmo, ovvio, bisogna farli, ma non più del necessario.
Ad esempio chi inizia a studiare il fingerstyle deve sviluppare bene il crossing della mano destra e l’agilità della sinistra, bene ci sono dieci, quindici esercizi a voler esagerare, tutto il resto lo sviluppi e lo migliori, con lo studio dell’armonia, dei groove e dell’improvvisazione, se trattati approfonditamente.
Allo stesso modo, dopo aver affrontato le basi della lettura a prima vista e di quella ritmica, (non ci vogliono secoli, solo un pò di costanza), il passo successivo è leggere vere partiture musicali di difficoltà progressiva, con i brani come acompagnamento, usando il meno possibile orecchio e memoria. Quando ti diverti, anche l’argomento più ostico diventa interessante.
Il metronomo è fondamentale per sviluppare e perfezionare la padronanza del tempo e c’è una bella differenza tra studiare con un loop di batteria rispetto al metronomo.
La batteria offre il supporto sul quale appoggiarsi per il timing ma può essere anche un’arma a doppio taglio perchè può sacrificare la nostra indipendenza ritmica, oltre a influenzare il nostro feeling riguardo il groove e, a non raggiungere familiarità con il click.
Sviluppare il proprio grooving sul metronomo rafforza il nostro timing e allo stesso tempo ci permette di sperimentare o creare meglio le nostre linee, indipendentemente dal ritmo di batteria che potrebbe influenzarci a suonare in una sola direzione.
Un ottimo esercizio base per migliorare il proprio time keeping è suonare una frase, un groove passando da una velocità metronomica ad una altra con un intervallo di almeno 20 bpm, senza tralasciare che esercitarsi a velocità lente come 60 è essenziale, aiuta a prendere confidenza e a non essere terrorizzati dal “vuoto” tra un click e l’altro.
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