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Come suonano cento euro? Tumnus e Soul Food a confronto
Come suonano cento euro? Tumnus e Soul Food a confronto
di [user #17844] - pubblicato il

Fra i due cloni Centaur nell'occhio del ciclone c'è circa un centone di differenza e ci si chiede se valga la pena spenderlo. Abbiamo confrontato il Wampler Tumnus e l'Electro-Harmonix Soul Food, e l'esito è illuminante.
Parlare di pedali boutique scatena spesso diatribe sul reale valore di certi pezzi ormai considerati da collezione. Di recente abbiamo testato il Wampler Tumnus, pedale ispirato apertamente e da vicino all'introvabile Klon Centaur, solo in versione tascabile. Il fatto che il mercato trabocchi di cloni dell'overdrive tra i più riconoscibili di sempre, anche a prezzi stracciati, ha sollevato un vespaio circa il costo della piccola copia americana. Seppur di gran lunga inferiore a quello di un originale, il prezzo del Wampler si aggira sui 200 euro ed è superiore a quello richiesto per alcuni ben noti concorrenti, di poco più del doppio rispetto a un collega made in USA: l'EHX Soul Food. Da lì sono nate diverse considerazioni e discussioni su quanto sia giusto spendere una certa cifra per un clone, finite qui in un articolo sul tema. Noi siamo andati oltre, e abbiamo voluto confrontare sul campo i due pedali al centro dello scontro: in un angolo del ring c'è il minuscolo Tumnus, semi-artigianale di casa Wampler, nell'altro c'è il Soul Food, interpretazione firmata Electro Harmonix accolta con benevolenza da critica e musicisti.

Nel valutare un clone Centaur, l'attenzione va su due versanti paralleli: accuratezza nella replica e bellezza oggettiva del suono a prescindere dalla somiglianza all'originale.
Nel provare il Tumnus e il Soul Food, entrambi messi a disposizione dal Centro Chitarre di Napoli, bisogna innanzitutto ammettere che sono due gran bei pedali. Testati singolarmente fanno la loro porca figura, suonano, si lasciano suonare e hanno la chiara impronta del Klon nella loro voce. Sembrerebbero quasi intercambiabili, ma è confrontandoli in una maniera più scientifica, ai limiti del maniacale, che sorgono alcune, piccole, fondamentali differenze.

Non mi dilungo sui dati tecnici e sul timbro generale del Klon, di cui si è parlato in ogni salsa, e vi invito subito nel vivo.


Come detto, i due pedali fanno la loro porca figura. Visti da vicino, però, dimostrano due paste un po' diverse. Rispetto alla trasparenza del Wampler, il Soul Food ha una punta sui medio-alti che lo rende un po' nasale, ma contribuisce anche a produrre note più fluide e legate tra loro. Dalla sua, il Tumnus dimostra acuti più ariosi e bassi più definiti, in generale sembra avere uno spettro di frequenze più completo e trasparente. Proprio per questo nasconde molto meno le imperfezioni del suonato e, al contempo, ne fa risaltare le nuance. Si tratta di una leggera "firma" dei due produttori, avvertibile con ogni settaggio, dove più, dove meno.
Più evidente è la differenza in termini di output, dove il Wampler dimostra una riserva di volume decisamente superiore. Lo scarto si nota poco finché si lavora a basso gain ma, quando lo si porta verso fine corsa, il pedale Electro-Harmonix resta palesemente indietro.
Se lo scopo è sfruttare solo la saturazione del pedale per aggiungere un colore al proprio sound, basta recuperare alzando un po' il volume del Soul Food, rinunciando giusto a un pizzico di corpo e basse, più grosse nel Tumnus. Se invece si vuole sfruttare l'overdrive anche come booster, per lanciarsi in un assolo dove anche l'amplificatore contribuisce alla saturazione con le valvole spinte appena oltre quella soglia di rottura che ci piace tanto e che è la morte di ogni Centaur che si rispetti, si avrà senz'altro più soddisfazione con il piccolo Wampler.

Come suonano cento euro? Tumnus e Soul Food a confronto

Il circuito del Klon è fatto è rifatto, clonato in continuazione, forse quasi uguale all'interno dell'Electro-Harmonix e del Wampler, ma le differenze ci sono e si sentono. Come per ogni sfumatura da maniaci audiofili, si tratta di piccolezze, ma di quelle piccolezze che ci fanno preferire una Strat tra dieci altre provate in negozio, che ci fanno investire in una valvola migliore o ci fanno preferire un top in massello a un'impiallacciatura. Se quella sfumatura vale il centone di scarto che c'è sui cartellini dei due modelli provati non sarò io a dirlo, e solo ritrovandoseli sotto le dita si può esprimere un giudizio reale, sicuramente dopo aver dato una controllata al portafogli e una sbirciatina all'ennesimo Klon originale venduto su eBay per dieci volte tanto.
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Recensione Wampler Tumnus
L'etica e il valore in un pedale
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