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Nuovo tour italiano per gli Aristocrats
Nuovo tour italiano per gli Aristocrats
di [user #116] - pubblicato il

Tornano in Italia gli Aristocrats, i super eroi della fusion. I tre virtuosi Marco Minnemann, Guthrie Govan e Bryan Beller confermano a suon di tour mondiali e dischi di essere molto più del circo strumentale che alcuni criticavano. Hanno il suono, le canzoni e il carattere di una vera band, quella che - di sicuro - da tanti anni mancava in questo genere. Da non perdere.
Tornano in Italia gli Aristocrats per un esteso tour di concerti. Il trio formato dai tre virtuosi Guthrie Govan, Marco Minnemann e Brian Beller è stato capace di ridare visibilità e freschezza a un genere come la fusion, intorpidito da anni. Gli Aristocrats hanno imposto la loro maniera grintosa e muscolare di suonare jazz rock, rinvigorendola con inserti stilistici e contaminazioni fin’ora poco battute nel genere: metal, rockabilly, reggae e addirittura country.
Nella musica dei tre, la fusion torna a essere in effetti fusione disinibita e coraggiosa tra i generi; gli scenari sonori e le pulsazioni ritmiche si susseguono in un viaggio frenetico tra virtuosismi, incastri ritmici e armonici folli, aperture oniriche e ironia strumentale.
L’abilità tecnica quasi surreale dei tre è stato lo specchietto per allodole con il quale gli Aristocrats hanno catturato l’attenzione di un’audience ampissima di appassionati del genere. Ma una volta avuti gli occhi puntati addosso, la band ha mostrato di essere ben di più di un semplice circo virtuosistico: l’interplay, la coesione ritmica, il songwriting accattivate, il muro di suono, l’empatia durante le improvvisazioni sono i veri elementi che letteralmente ipnotizzano durante un concerto di Govan, Beller e Minnemann. Elementi che li fanno apprezzare e percepire come una vera e propria band e non come l'ennesimo ensemble di strumentisti eccezionali. Ascoltare - e vedere - per credere.


Oggi gli Aristocrats tornano in Italia per presentare il loro terzo album, “Tres Caballeros”, disco che sintetizza in maniera brillanti gli elementi appena descritti, e ripresentare i loro cavalli di battaglia tratti dai precedenti “The Aristocrats” e “Culture Crash”.
Questo l’elenco completo delle date:

27/01: Genova - La Claque
02/02: Milano – Blue Note
06/02: Verona – Officina degli Angeli
07/02: Bologna – Zona Roveri
08/02: Pordenone  – Il Deposito
10/02: Firenze – Teatro Puccini
11/02: Terni  – Auditorium Gazzoli
14/02: Palermo – Zsa Zsa
15/02: Cosenza  – B-Side
16/02: Roccaforzata(TA) -Saloon Public House
17/02: Caserta - Softly Live
18/02 Roma - Planet Live
concerti the aristocrats
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di betelobo [user #25981]
commento del 16/01/2016 ore 14:54:18
BRAVISSIMI, ma non mi dicono niente...mi annoiano
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di blues65 [user #25832]
commento del 16/01/2016 ore 15:08:50
Quoto alla grande... sentiti più volte ma il loro sound è troppo spastico per le mie orecchie... Govan come al solito grandissimo ma lo preferisco nel suo album solista...
Rispondi
di Carrera [user #31493]
commento del 16/01/2016 ore 15:36:08
Tornerò a vederli. Li ho già visti dal vivo due volte e li ho sempre apprezzati molto. Ogni volta di più. La differenza e loro punto di forza è il fatto che pur improvvisando molto c'è sempre sotto la solidità delle canzoni. Confesso di essere andato per Govan ...( mostruoso) e di essere però ogni volta uscito incantato da Minnemann. Davvero raccomandatissimi!
Rispondi
di rickyfigoli [user #36535]
commento del 16/01/2016 ore 18:13:01
Già visti e biglietto per Firenze preso da tempo. Funamboli.
Rispondi
di cosmorama [user #7165]
commento del 16/01/2016 ore 18:43:36
A Roma no?

:-/
Rispondi
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 16/01/2016 ore 20:08:08
No, c'è anche Roma. Il 18/02 al Planet Live. Aggiunto ora nell'articolo.
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di McPex [user #26692]
commento del 17/01/2016 ore 07:17:30
Bravissimi e noiosissimi.
Rispondi
di ildottore [user #23810]
commento del 17/01/2016 ore 16:42:32
Li ho sentiti l'ultima volta che sono venuti in Italia, sono dei mostri e andrò sicuramente a sentirli di nuovo, sono dei mostri!
Rispondi
di Baconevio [user #41610]
commento del 17/01/2016 ore 17:43:59
non ho mai sopportato quei gruppi di cui non saprei citare nemmeno una canzone.
avverto già i loro difensori volare a scrivere qui sopra "e allora perchè leggi l'articolo!?"
l'ho letto perchè si tratta di musica sempre e comunque, e perchè non voglio privare il mondo del mio pensiero sugli aristocrats: mi procurano crisi di nervi ogni volta ce sento dodicimila note al secondo.
Rispondi
di Spacecaster [user #42955]
commento del 18/01/2016 ore 14:08:58
Concordo col commento di Baconevio. Poi ovviamente l'ascolto è una cosa troppo personale per poterne disquisire.Credo comunque che ci sia una sostanziale differenza tra chi sia capace di suonare musica difficilissima e tra chi è capace di emozionare.Tra chi è un vero virtuoso dello strumento e tra chi è capace di scrivere musica immortale.
Credo che gli aristocrats rientrino nel primo termine di paragone
Rispondi
di Baconevio [user #41610]
commento del 19/01/2016 ore 08:23:32
esatto. il punto non è (MAI) andare a polemizzare sui gusti personali...ci mancherebbe.
ripeterò all'infinito: li ho ascoltati (non dal vivo), per me sono bravi a fare acrobazie sullo strumento...ma suonare (quindi emozionare) per me è altro. ho appena finito di leggere "luce & ombra"..testo fondamentale sull'opera di jimmy page...andate a comprarla di corsa!
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