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Robert Johnson e il patto col diavolo
Robert Johnson e il patto col diavolo
di [user #43307] - pubblicato il

A molti piace pensare che a gettare le basi del blues sia stato un chitarrista misterioso che ha venduto l'anima al demonio pur di ricevere capacità musicali soprannaturali. Comunque sia andata, in un certo senso dobbiamo alla leggenda di Robert Johnson tutta la musica moderna.
Premetto che sono un grande amante della musica blues, nonché chitarrista specializzato proprio in questo genere, e so per certo che c'è un nome che più di qualunque altro rimanda alle origini del blues moderno: Robert Johnson.

Robert Johnson è forse considerato il fondatore del blues e il fatto che della sua vita si sappia poco o niente ha di certo contribuito, col passare degli anni, a far sorgere miti e leggende metropolitane su di lui. Primo fra tutti il famoso patto col diavolo.
Per constatare che cosa possa esserci di vero in queso racconto occorre fare un balzo a ritroso nel tempo fino agli albori del secolo scorso e ripercorrere così la sua breve ma intensa vita.

Robert Johnson e il patto col diavolo

Robert Leroy Johnson nasce l'8 maggio 1911 ad Hazlehurst, una piccola città del Mississippi. La sua infanzia non è certo delle migliori. La madre Julia Dodds, dopo essere stata lasciata dal marito, aveva intrapreso una relazione extraconiugale con un certo Noah Webster con il quale aveva dato alla luce il piccolo Robert.
Aveva cominciato a suonare l'armonica a bocca in seguito ad alcune lezioni dategli dal fratello ed era poi passato alla chitarra, seguendo gli insegnamenti di un certo Son House, ottenendo comunque scarsi risultati. Si era sposato all'età di 17 anni e sua moglie, la sedicenne Virginia Travis, era morta di parto l'anno successivo. Questo aveva fatto sì che Johnson iniziasse a frequentare locali, a ubriacarsi e ad avere rapporti con altre donne fino all'incontro con Calletta Craft avvenuto nel 1931, colei che divenne la sua seconda moglie. Inutile dirlo, anche questa storia non durò molto.

Robert Johnson sembrava più interessato alla musica che alla famiglia, così abbandonò il suo vecchio lavoro nei campi del Mississippi e cominciò a girovagare nella speranza di trovare il suo vero padre.
Non lo incontrò mai, ma si imbattè invece in un bluesman non molto conosciuto all'epoca, un tale chiamato Ike Zinnerman, personaggio avvolto da un alone di mistero ora come allora.
Fu proprio da qui che cominciò a circolare la leggenda del patto col diavolo.
Zinnerman era solito recarsi al cimitero per suonare la chitarra fra le tombe e non di rado raccontava che era proprio grazie agli spiriti che aveva imparato a suonare, al punto che alcuni lo credevano un emissario di Satana, o addirittura Satana in persona.

Robert Johnson e il patto col diavolo

L'anno seguente, tornato a Robinsonville, Johnson riuscì a stupire tutti, compreso quello che era stato il suo maestro, Son House, mostrando come aveva imparato a suonare e vantandosi di come era riuscito a crearsi uno stile proprio, unico per l'epoca.
Nessuno seppe spiegare come questo cambiamento fosse stato possibile, dal giovane ragazzo che prendeva lezioni di musica con scarsi risultati, a quel bluesman talentuoso che ancora oggi conosciamo e appreziamo. Tutto questo nel giro di un anno soltanto.
Di lì a poco compose alcuni fra i brani considerati ancora oggi classici del blues, come "Love in Vain", "Sweet Home Chicago" - ripresa anche dai Blues Brothers nel primo film - e "Crossroad Blues".
Proprio quest'ultimo brano racconterebbe il suo incontro con una figura oscura a un incrocio per strada, una figura che secondo alcuni rappresenterebbe il diavolo, e secondo altri non sarebbe altro che Ike Zinnerman... il diavolo, appunto!
La sua vita cambiò e così nel giro di pochissimo tempo cominciò a suonare per professione e nel corso della sua breve carriera registrò circa una trentina di brani, alcuni dei quali ancora oggi molto noti, come i tre citati sopra.

All'apice della fama e del successo, tormentato dal blues, dalle donne e ovviamente dall'alcool, Robert Johnson morì il 16 agosto 1938 in circostanze ancora misteriose. La sua età: 27 anni.
Di lì a poco avrà inizio una catena di morti inspiegabili nel mondo della musica, tutti morti alla stessa età, dando origine a quello che oggi chiamiamo "Club 27", un club di cui oggi fanno parte trenta artisti, alcuni con solo l'età in comune, altri con una "J" nel nome. Robert Johnson, il primo di tutti.

Robert Johnson e il patto col diavolo

Come si sa, le leggende sono sempre esistite, sin dagli albori della civiltà. Nascono semplicemente per spiegare l'inspiegabile, per cercare di capire come qualcosa sia possibile, per il semplice fatto che non riusciamo ad accettare la realtà così com'è, ed ecco che quello che a mio avviso è stato "solo" un genio, un rivoluzionario, un altro che ha dimostrato che dopotutto quando c'è passione per quello che si fa non occorre studiare musica per essere dei bravi musicisti è oggi ricordato come l'uomo che ha venduto la sua anima al diavolo in cambio di una sonorità e di uno stile unici, una sorta di Gesù Cristo che si sacrifica per l'umanità. L'uomo che ha dato via la propria vita per dar luce al blues, da cui come ben sappiamo nasce tutta la musica moderna: dal jazz al rockabilly, dal pop all'heavy metal, niente di tutto ciò esisterebbe se non grazie al blues.

Dobbiamo tutto a Robert Johnson, credo infatti che invece di stare a pensare se abbia davvero venduto l'anima al diavolo o se, come vuole la spiegazione più logica e razionale, abbia semplicemente appreso le nozioni del blues da Ike Zinnerman, dovremmo soffermarci di più sul fatto che senza di lui la musica per come la conosciamo oggi non ci sarebbe, perché se è vero che tutto nasce dal blues e se è altrettanto vero che Robert Johnson il blues lo ha creato, possiamo tranquillamente affermare che Robert Johnson ha creato la muisca moderna, dando via a una reazione a catena che parte con la nascita del blues e termina chissà dove.

Il fatto è che spesso preferiamo credere alle storie non perché vogliamo crederci, ma perché ne sentiamo il bisogno, e spesso chi vuole credere continua a credere anche di fronte alle prove. E allora? Se a qualcuno di voi fa piacere credere che Robert Johson abbia venduto l'anima al diavolo che ci sarà mai di male? Dimentichiamo forse che è proprio il mistero che alimenta la leggenda? In fondo non importa come abbia imparato a suonare la chitarra, o come riuscisse a esprimersi sempre in maniera brillante anche improvvisando canzoni al momento e non importa nemmeno se sia morto avvelenato o per altro, inutile anche starsene lì a fare ipotesi su ipotesi di continuo, tanto non lo sappiamo. Possiamo solo basarci sulle testimonianze che ci sono giunte e, credetemi, sono praticamente nulle.
Ciò che importa davvero, e non smetterò mai di ribadirlo, è che a Robert Johnson non dobbiamo soltanto il blues. A Robert Johnson dobbiamo la musica.
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di pierinotarantino [user #29514]
commento del 25/01/2016 ore 11:13:08
Condivido. Non ci sono parole per descrivere quanto è vero l'articolo.
Rispondi
di SamLouis [user #43307]
commento del 25/01/2016 ore 14:17:01
Grazie!!
Rispondi
di esseneto [user #12492]
commento del 25/01/2016 ore 11:30:41
Io aggiungerei che tutti quelli che amano il Blues e il Rock oltre che al grandissimo Johnson devono tantissimo ai musicisti afroamericani in generale , il Blues è la musica "nera " per eccellenza e proprio per questo era relegata nei ghetti ad uso esclusivo della gente di colore che tanti soprusi e umiliazioni aveva dovuto subire e nonostante ciò ci regalato la musica più bella del xx secolo.
Rispondi
di SamLouis [user #43307]
commento del 25/01/2016 ore 14:22:12
Eh già... forse è proprio grazie ai soprusi e le umiliazioni che hanno subito che hanno avuto la forza di raccontarle e di gridarle nei loro canti... hanno fatto nascere così la musica più bella del XX secolo, come hai detto tu! Io direi la musica delle musiche... perchè senza il blues non ci sarebbe forse altro.
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 25/01/2016 ore 13:12:22
È solo dopo la versione Cream (assolutamente fantastica!) che ho scoperto Robert Johnson - grazie per questo articolo!!!
Rispondi
di SamLouis [user #43307]
commento del 25/01/2016 ore 14:36:18
Grazie! Come ho scritto è proprio grazie ad altri gruppi più famosi che Robert Johnson e soprattutto i suoi brani sono diventati celebri. Vedi i Cream, i Blues Brothers, sicuramente anche grazie al film, o Buddy Guy, ecc... hanno contribuito tutti!
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 26/01/2016 ore 09:14:16
I musicisti neri devono dire grazie agli inglesi, se i vari Rolling Stones, Animals, John Mayall, Clapton ecc. ecc. non si fossero innamorati del blues, sarebbero ancora relegati alle radio nere e al ghetto.
Infatti Hendrix ha dovuto andare a Londra per diventare famoso, e poi è tornato negli USA da star.
All'epoca il razzismo negli USA era ancora molto forte, più di oggi.
Rispondi
di SamLouis [user #43307]
commento del 26/01/2016 ore 10:45:43
Giusta osservazione. I neri inventano il blues, alcuni gruppi bianchi ci si appassionano, iniziano a diffonderlo, e il merito va tutto a loro... è un ciclo che si ripete. Bisognerà aspettare anni prima che i neri finalmente ricevano i giusti meriti per aver fatto nascere uno dei generi più belli di sempre. Ora fortunatamente non è più così, o meglio non del tutto. Ce n'è voluto di tempo!!
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 26/01/2016 ore 11:08:34
Ho guardato un documentario in due puntate della BBC su Sky Arte sulla musica nera.
E dicevano quello che ti ho detto, gli inglesi se ne sbattevano di mischiarsi con i neri, mentre negli USA c'erano ancora gli alberghi per neri, sugli autobus i neri dovevano alzarsi e cedere il posto ai bianchi, non c'erano band miste.
Infatti a Hendrix romperono le palle sia i bianchi e sia i neri dei black panther perchè suonava con due musicisti bianchi.
Non è che la scemenza sta tutta da un lato, e così anche il razzismo, ci può essere razzismo inverso.
Tanto hanno fatto che poi ha fatto la Band of gypsys.
Ma la vera band è solo la Jimi Hendrix Experience.
Rispondi
di eugenio01 [user #39191]
commento del 26/01/2016 ore 13:12:52
------>musica nera
----->non c'erano band miste.
Le due cose vanno bene assieme solo se si parla di rock.
La "musica nera" è il Jazz e li han sempre suonato assieme bianchi e neri..mangiavano e dormivano segregati ma sul palco si suonava assieme.
Il primo rock (venduto e consumato dai bianchi...) non prevedeva neri nelle band ma a questo punto bisogna vedere se il rock è musica per neri o per bianchi..vecchia polemica..
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 25/01/2016 ore 14:10:34
Articolo bellissimo! Non c'è altro da aggiungere! Mi permetto di segnalare a tutti gli amici di accordo che su Radio Rai 1 va in onda un programma, Latitudine Soul, in cui Luca Ward legge dei racconti tratti da libri su blues, rock e affini. Da seguire assolutamente...
Vi lascio il link di una puntata dedicata a Buddy Guy:

vai al link
Rispondi
di SamLouis [user #43307]
commento del 25/01/2016 ore 14:38:5
Grazie della dritta! Non lo conoscevo... sicuramente ora lo seguirò!!
Ogni tanto un programma serio!!
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 25/01/2016 ore 15:07:57
OT: ma sai che, avendo fatto il pendolare in macchina negli ultimi 4 mesi, in realtà Radio Rai ha una programmazione giornaliera tonnellate di volte superiore a quella televisiva? E parlo sia facendo riferimento alle trasmissioni prettamente musicali, che a quelle politiche, economiche, sportive e finanche mediche!?
Rispondi
di SamLouis [user #43307]
commento del 25/01/2016 ore 15:35:12
Eh c'era proprio bisogno di una radio così. Le televisioni purtroppo promuovono solo musica commerciale, che chiamarla musica è già uno sforzo enorme per me... delle radio non ne parliamo! Programmi e talent show che avrebbero lo scopo di diffondere la musica nel nostro paese, stanno in realtà contribuendo a distruggerla... per quanto possa essere completa di programmi seri Radio Rai, credo che una su centinaia sia pochino, no? Ma tanto che vuoi pretendere, dobbiamo accontentarci :)
Rispondi
di silente [user #11800]
commento del 26/01/2016 ore 09:50:09
La seguo sempre, gran bella trasmissione. Questa è la lista di tutti i podcast ;)
vai al link
Rispondi
di blues65 utente non più registrato
commento del 25/01/2016 ore 17:17:38
Mi genufletto davanti a Robert Johnson e alle sue dita da ragno... :)
Rispondi
di BBSlow [user #41324]
commento del 25/01/2016 ore 17:19:4
Che poi, come tutti ben sappiamo, di dita per mano ne aveva sei. ;)
Rispondi
di SamLouis [user #43307]
commento del 25/01/2016 ore 18:19:41
Ma anche nei piedi! ...
Rispondi
di Claudio80 [user #27043]
commento del 25/01/2016 ore 17:52:51
Bues=Robert Johnson. Grazie!
Rispondi
di slash.bonny [user #34391]
commento del 25/01/2016 ore 19:48:42
un giorno lessi qualcosa che parlava della prassi diffusa nella casa discografica con cui incise RJ, di accellerare leggermente le registrazioni per farle sembrare più moderne. Si insinuava che anche le sue lo fossero e non so se è vero ma mi sembrava giusto citarlo.
Rispondi
di eugenio01 [user #39191]
commento del 25/01/2016 ore 20:32:0
E' la tesi sostenuta da uno storico e critico musicale di una importante testata americana che ha citato questa cosa ma altri storici altrettanto autorevoli non sono d'accordo.
Trovi la citazione sulla wiki inglese (su quella italiana ovviamente no..).
Altra querelle interessante sono le foto. Ultimamente ne sono saltate fuori due dove alcuni dicono sia rappresentato lui ed altri no.
Altri dicono che il diavolo che avevano in testa lui non fosse proprio il diavolo nostro ed altri invece che fosse proprio il diavolo con le corna e zoccoli.
Sono echi di leggende che arrivano dall'altro capo dell'oceano..fate un po voi..
Rispondi
di umanile [user #42324]
commento del 25/01/2016 ore 21:57:18
"Robert Johnson è forse considerato il fondatore del blues".
È stato un gigante e un innovatore, ma Charley Patton nasceva vent'anni prima di lui...
Rispondi
di SamLouis [user #43307]
commento del 26/01/2016 ore 10:41:06
Ovviamente non è stato Robert Johnson ad "inventare" il blues. Il blues, così come qualsiasi altro genere musicale, non si inventa. Si evolve, si modifica. Ed ecco che Johnson è stato un innovatore a tutti gli effetti, prima di lui esisteva già il blues, lui ha solo contribuito a renderlo migliore. Anche se ora viene considerato da tutti come l'inventore del blues, come ho scritto. Sarebbe meglio dire che ha inventato il blues moderno, per come lo conosciamo oggi.
Rispondi
di eugenio01 [user #39191]
commento del 26/01/2016 ore 12:48:38
Mah..non so mica :-)
RJ era una cosa molto complicata. Era uno nato e cresciuto nel delta che suonava quasi come un bluesman di piedmont . La sua musica era molto più complessa e poteva suonare indifferentemente blues ragtime ed i motivi di moda così al primo ascolto.
Sfortunatamente è nato in mezzo ai lupi (è solo di cinque anni più vecchio di Charlie Christian e quando lui incideva i suoi pezzi Art Tatum e Count Basie facevano già impazzire la gente) ) e non è mai entrato in contatto con i circuiti dei musicisti "di città".
E' bello fantasticare su cosa avrebbe potuto fare se avesse messo radici in qualche città dove si faceva jazz...chissà cosa ne sarebbe uscito. Il talento sulla chitarra era mostruoso ( a sentire le poche incisioni e le scarse testimonianze) ed era in grado di suonare in più accordature con uguale fluidità; il suo pezzo forte però era la voce (come ogni vero bluesman del resto) ed è li che è diventato insuperabile ancor più che sulle sei corde che già ce ne vuole..e quanto.
L'eredità di RJ nel blues e nella musica moderna invece è quasi pari a zero :-) anche se sembra un idiozia. Il suo unico lascito sono 4\5 pezzi che sono stati incisi dalle rockstar (sfido chiunque a connettere crossroad fatta dai cream e la sua..in comune hanno il testo e qualche nota nel cantato...) in maniera più o meno rockatta\bluesata.
Sicuramente è stata fonte di ispirazione\miraggio\archetipo\wannabe ma il suo stile la sua maniera di suonare non hanno avuto eredi e non hanno avuto continuità..è una linea morta.
Vive nel cuore di chi lo ama e di chi ha consumato le sue incisioni ma oltre a quello niente.
Perdonate il pippone ma l'amore è amore..
Rispondi
di nawa utente non più registrato
commento del 26/01/2016 ore 14:00:0
sono in disaccordo totale a meno che tu non stia scherzando :-)
Rispondi
di eugenio01 [user #39191]
commento del 26/01/2016 ore 14:04:41
ma finalmente..qualcosa su cui siamo in disaccordo e su cui si possa discutere civilmente :-))
vai a ruota libera :-)
Rispondi
di nawa utente non più registrato
commento del 26/01/2016 ore 14:17:57
a essere sincero ho ascoltato centinaia di dischi di blues senza mai studiarne la cronologia esatta. mi sono fatto l'idea che c'era un blues rurale e uno urbano e di quello urbano il centro era chicago (semplificando). tutti i dischi ascoltati di blues rurale non mi sembra che contengano quella forza e quella urbanità che ritrovo in RJ. tra l'altro ha registrato una ventina di pezzi e sono tutti diventati standard universali. forse è solo una questione di gusti :-) Rambling on my Mind, Dust My Broom, etc etc etc
Rispondi
di eugenio01 [user #39191]
commento del 26/01/2016 ore 14:49:07
Si rurale e urbano...la cosa ha funzionato così ed in più hanno aggiunto anche il prison blues perché gli storici amano categorizzare....la forza di RJ è proprio quella che hai detto tu..che all'interno del blues rurale (anche se a voler sottilizzare era un po più che rurale RJ...per meglio adattarlo ai nostri concetti forse provinciale più che rurale..cmq son sfumature..) ma va benissimo rurale...proprio per marcarne la differenza..rispetto al blues rurale era un marziano. Era un diamante piantato laggiù in mezzo al nulla.....
Quasi tutto quello che ha registrato è diventato standard si..ma non c'è nulla di RJ..solo il testo.
Nessuno suona più così..e a dire il vero nessuno ha mai più suonato in quella maniera..ancora adesso discutono su accordature e accordi..eric Clapton è una vita che ci impazzisce dietro :-). Qualche anno fa ha fatto uscire cd e dvd proprio sulla sua musica..ma non c'e' verso.
E' musica del diavolo anche per quello..non c'è maniera di suonarla..gira ovunque e trovi chi fa qualunque cosa ma non RJ..il solito giapponese ci si avvicina un pochino ma non mi ricordo che canale youtube ha.
Quando parlo di eredità musicale intendo quello che i musicisti han preso da lui..voglio dire..il chitarrista di Muddy waters ha influito mille volte di più che RJ perché i musicisti lo han visto e sentito e han visto che faceva con le mani.
La musica di RJ è rimasta lì cristallizzata..i suoi standard girano ancora ma del suo stile del suo plaing nulla è rimasto. Puoi sentire mille chitarristi che quando vogliono suonano per darti l'idea di come suonava Hendrix o Page o Charlie Christian o Wes Montgomery e quelli bravi possono andare avanti per due ore ma non sentirai nesuno farlo con RJ.
Nessun musicista ha ascoltato e visto RJ se non i contemporanei (e del posto..) e quindi l'unica sua influenza (postuma) sul blues è solo una questione di cuore.
RJ è il blues e siamo tutti d'accordo :-) e va bene anche dire che ha inventato il blues (perché nessuno lo canta come lui..) ma l'eredità musicale proprio non riesco a sentirla.
Rinnovo le scuse per il pippone ma l'amore etc.etc.
Rispondi
di BBSlow [user #41324]
commento del 26/01/2016 ore 16:00:34
Sono -per carità- opinioni legittime, e c'è del vero nel fatto che nessuno -nè ieri nè oggi- suoni come RJ. D'altra parte, è il blues, nessuno suona mai come nessun altro. Quando Howlin Wolf venne a Londra per incidere il suo famoso album "all stars" alla chitarra aveva Eric Clapton, ma lui si fece venire Hubert Sumlin (che con Muddy Waters ci stette poco, il chitarrista "storico" di Waters era Jimmie Rogers) perchè a cantare sui riff di Clapton (che, a un orecchio poco meno che attento, suonano assolutamente identici...) proprio non ci riusciva. Ah, proprio Sumlin dichiarava apertamente che il suo modo di suonare era ispirato (anche) a quello di RJ.
E non è esatto che "nessuno ha visto suonare Johnson": Elmore James ci ha suonato insieme, e dopo la morte di RJ fu lui a mantenere vivo l'interesse per i suoi pezzi (di Dust my broom è più famosa la sua versione che l'originale), e attraverso James (che pure chitarristicamente è cosa ben diversa da RJ) la sua "scuola" è passata al blues moderno.
D'altra parte, come accennavo prima, secondo me è da capovolgere l'approccio. Parliamo di blues, quindi di un genere musicale in cui l'esecutore offre una "sua" versione, una "sua" interpretazione di un "feeling" che non è poi diversissimo tra città e campagna, tra Johnson e Buddy Guy. Diversa è la maniera di trasporre in musica quel feeling, ed è più che naturale che nessuno dei grandi artisti del genere "somigli" a un altro, somigliandosi però tutti. Anche quando traggono reciproca ispirazione, o si omaggiano citandosi, la grande personalità di ciascuno rende il tributo (o l'appropriazione) del tutto singolare. L'eredità musicale di Johnson è condivisa e fluisce in diecimila rivoli diversi; è vero che la musica rock non ha "un solo" padre, ma è anche vero che se dovessimo necessariamente ricercare un antenato capostipite, beh, RJ andrebbe benissimo. Fu proprio Alan Lomax a dire che il blues, musica di un popolo schiavizzato e reietto, nella globalizzazione (ancora non si chiamava così, ma era quella) portata dalla civiltà industriale e dal mercato sarebbe diventata la musica di tutte le masse proletarie, di ogni razza e colore. Ma ogni musicista che vorrà cantare questo blues lo farà a modo suo, senza somigliare a RJ nè a nessun altro. O non sarà un cantante di blues.
Rispondi
di eugenio01 [user #39191]
commento del 26/01/2016 ore 16:34:16
Io capisco quello che vuoi intendere e mi trovi d'accordissimo.
Come al solito è una discussione sulle parole che si usano. Per eredità musicale intendiamo due cose diverse.
Io parlo "esclusivamente" di quella che viene a realizzarsi concretamente sulla tastiera e sulla voce. Nel nostro caso più sulla tastiera che sulla voce ma è un dettaglio ...
E quella al mio orecchio non c'è.
Quando Keith Richards dice di essere stato influenzato da RJ ci credo assolutamente..ma nel senso che ci dormiva con il santino di RJ e avrà ascoltato millanta volte (e altre millanta ancora) le sue incisioni..ma niente di RJ e come lui (ho estremizzato prendendo il suo caso ma ho preso lui perché lo ama davvero) tutti gli altri che dicono di essere stai influenzati da RJ è passato nel suo plaing ..niente..e come lui gli altri..RJ sta li e basta non ti ci avvicni e non ti influenza..ti inchioda al blues.
Insomma..in parole povere..è talmente "tanto" che non può influenzarti..ti annichilisce. La sua eredità è quello che ha lasciato in quelle incisioni. Puoi metterla che da quella fonte han bevuto tutti e siamo d'accordo ma nessuna influenza...niente è passato da quelle dita ad altre dita e da quella voce ad altre voci...solo il poter pensare : " o cz sto suonando qualcosa che assomiglia a quello che suonava RJ..o cz cz.."..quella secondo me è la sua eredità.
Rispondi
di Marvel71 [user #38210]
commento del 26/01/2016 ore 17:34:40
Il classico shuffle blues presente in sweet home chicago, straimitato in migliaia di canzoni (non solo blues), lo ha inventato lui...o è comunque stato il primo ad inciderlo...
Rispondi
di eugenio01 [user #39191]
commento del 27/01/2016 ore 01:31:26
--------->E non è esatto che "nessuno ha visto suonare Johnson": Elmore James ci ha suonato insieme
Non basta dire Elmore James ci ha suonato assieme...servirebbe la fonte..i biografi sono impazziti da 100 anni e le uniche testimonianze accreditate sono quelle di Johnny Shines, del figlio della donna con cui aveva una relazione ( e che poi chiamerano RJ junior o qualcosa del genere)e di un altro che non mi ricordo.
E tutte queste testimonianze sono largamente contrastanti.
Non si sa nemmeno per certo se Dust my brown l'abbia scritta RJ od Elmore James.
Quindi :-) va benissimo dire non è esatto ma serve la fonte..se no...eh...
Rispondi
di eugenio01 [user #39191]
commento del 27/01/2016 ore 08:35:39
E continuando con la certezza delle fonti...Dici che fu Howlin wolf a volere il suo chitarrista per la session all stars ma non è vero..il padrone\manager della chess record non voleveva cacciare i soldi per le spese di trasferimento di Humlin e non perché Howlin non riuscisse a cantare sui riff di Clapton che tra l'altro non si capirebbe ili perché...una volta che Clapton si mise seriamente di mezzo e disse o lui o nemmeno io allora la chess tirò fuori i soldi...
la fonte c'è e sono le linee di nota della edizione di lusso del 2002 del cd commemorativo di quella sessione.
Finchè il discorso rimane generico va bene tutto...ma quando si citano nomi date e avvenimenti per supportare le proprie tesi bisogna curare le fonti se no diventa difficile chiaccherare uscendone con qualcosa di utile.
Qualunque cosa dica Alan Lomax ( spero tu abbia letto il suo bellissimo libro "La terra del blues" edizioni il Saggiatore mentre invece le registrazioni da lui effettuate si trovano allo Smithsonian...così..per completare il riferimento dotto...ah tra l'altro è stato anche in italia a registrare i nostri contadini ma ha avuto meno successo perché Clapton gradiva poco le zampogne e e i pifferi..))ha iniziato a girare l'america con il suo registratore quasi 10 anni dopo la morte di RJ e la gente di colore (quando aveva il permesso di parlare con lui..perché tante volte manco avevano il permesso di parlarci assieme...) sai come faceva a gara ad inventarsi storie e storielle per spillare due dollari al czne bianco? Il problema per lui era proprio distinguere affabulazione e realtà che non è che fosse proprio distinta.
I neri adesso non fanno blues...fanno rap...il blues non è diventato con la globalizzazione musica per le masse ma musica di elitè esattamente come il jazz..
Il blues non è musica popolare ma musica d'elite attualmente, proprio come il jazz..è ascoltato solo dalla parte "fine" di noi bianchi ( un nero direbbe da quei finocchi bianchi..).
L'affermazione precedente non centra nulla con il discorso ma era per chiudere con un inno al proletariato (secondo me la parola ormai è stata bandita e verremo sanzionati legalmente..quasi sicuro) che suonava bene nel post
Rispondi
di BBSlow [user #41324]
commento del 27/01/2016 ore 09:46:28
Beh, io non faccio lo storico di professione, ma se di un avvenimento che certo -allora- non ebbe risonanza mondiale ci sono tre testimonianze, e soprattutto nessuna smentita credibile, per quanto confuse possano essere le testimonianze (cosa tutt'altro che rara, non a caso nei tribunali questo genere di prova viene valutato esercitando grosso senso critico), ci sono ottimi motivi per ritenere che l'avvenimento si sia effettivamente verificato, anche se i particolari relativi alle circostanze possono non combaciare.
Per quanto riguarda Dust my broom, l'incisione di RJ è del '36, a quella data EJ (a proposito, ricontrollando ho scoperto che oggi sarebbe stato il suo compleanno: Auguri, ovunque tu sia) aveva 18 anni, per quanto bravo fosse non credo che potesse aver già scritto un pezzo come quello; e bisogna anche tenere conto del fatto che, per inciderlo, RJ doveva già averlo in repertorio, e quindi con ogni probabilità lo suonava già da un po'.
Intendiamoci: tutto questo non cambia la sostanza del discorso, si tratta di particolari che -come nel post originale- poco aggiungono o tolgono a una figura che è soprattutto leggenda.
Riguardo Lomax: si, ho letto il libro, e ho anche scaricato parecchie delle sue registrazioni per la LoC, non solo quelle dei blues del Mississippi ma anche quelle dei prison songs. La citazione -con il suo substrato social/socialista, che lascia un po' il tempo che trova; ma sappiamo che Lomax non era politicamente "neutro"- aveva il fine di sottolineare che il blues, prima ancora che musica, è condivisione di un feeling che va oltre la connotazione geografica, storica e razziale.
Rispondi
di eugenio01 [user #39191]
commento del 27/01/2016 ore 10:05:41
sono stato impreciso nello scrivere perché vado sempre di fretta scusami...
ti citavo le tre persone le cui dichiarazioni sono documentate e generalmente accertate come affidabili su RJ non le tre persone che citassero quell'episodio come avvenuto..e tieni conto che jhonny shines era un ragazzotto quando girava assieme a RJ..non passava i 17 anni..
il senso era che le uniche tre persone le cui dichiarazioni su RJ sembrano in qualche modo accettabili non citano mai quel fatto e quindi tocca darlo come inesistente.
Poi si mi sono anche innervosito con il termine inesattezza che per me è un nervo scoperto :-) e quindi ho revisionato tutto il post :-PP e amen
c'e' amore per il blues e per la musica e quanto basta c'e' quindi...tutto il resto sono puntigli da tastiera...soprattutto i miei :-)

Rispondi
di BBSlow [user #41324]
commento del 27/01/2016 ore 11:51:12
Pax vobiscum... :)

e sentiamoci questa: vai al link

che non fa mai male :D
Rispondi
di SteveZappa93 [user #38837]
commento del 26/01/2016 ore 08:22:19
Chi non venderebbe l'anima al diavolo per suonare come lui!
Rispondi
di Cym [user #44316]
commento del 26/01/2016 ore 12:18:03
Adesso ho finalmente capito a chi era riferito il personaggio del chitarrista blues del film Fratello, dove sei? dei fratelli Coen
Rispondi
di jollyjolly [user #31731]
commento del 01/02/2016 ore 14:42:12
da fan di RJ aggiungo che se bluesman del calibro di BB King per citarne solo uno, hanno detto che tanto hanno imparato da RJ, allora di eredità ne è rimasta tantissima.
Che poi non sia facile e "moderno" suonare il blues alla maniera di RJ, non significa certo che il suo blues sia morto o finito. sono tanti i musicisti che suonano Root Blues.
Per quanto riguarda la paternità dei brani, non è mai facile assegnarla.
ad es: kokomo blues di Scrapper Blackwell, inciso nel '28, quindi 8 anni prima di RJ ha molto di quello che poi diventerà sweet home chicago: vai al link

... e poi magari non ho imparato a suonare il blues come RJ, ma visto la fine ha fatto, almeno la regola di non bere la birra da bottiglie già stappate l'ho appresa!
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 23/02/2016 ore 19:30:56
Di RJ mi piacciono le parole dei pezzi. Poi il fatto che ci sono state incisioni. Ancor di più il fatto che non siano tutti pezzi da 12 battute normali - vi è una alternanza ritmica insolita nel suo modo di suonare che è difficile a riprodurre con batteria / basso e set-up moderno.
Patto col diavolo? In cambio di successo e fama (più che raggiunta)? Certo è che dalle sue parti era un "Voodoo Chile" con quello che ne consegue incluso il poter "vendere la propria anima al Diavolo". Io credo che RJ ha creduto alle credenze Voodoo - per cui bisogna crederci pure noi. E come ben dice SamLouis, che c'è di male?
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