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Le ragazze con la chitarra
Le ragazze con la chitarra
di [user #116] - pubblicato il

Simpatiche, capaci e determinate, Irma e Anna Greta sono due giovani chitarriste che si stanno danno un gran da fare per emergere nel panorama chitarristico italiano. Saranno presenti entrambe come dimostratrici al Custom Shop e non ci siamo lasciati scappare la possibilità di conoscerle un po' meglio prima di ascoltarle in azione, dal vivo, domenica.
ANNA GRETA GIANNOTTI

Allora Anna, che combinerai a Custom Shop?
Vorrei iniziare l’intervista ringraziando tutto lo staff di accordo e dell’shg custom shop di Milano per la gentilezza e la disponibilità. Sarò presente come endorser presso PKV di Francesco Pellerino e i suoi pick up. La demo sarà impostata con una breve introduzione di Francesco che spiegherà il mondo dei suoi pick up e di come li ha configurati nelle chitarre che userò alla demo sotto mie richieste specifiche. Suonerò su basi, 4 brani.

Ci saranno anche brani tuoi?
Sì, due sono miei e li porto con molto orgoglio e molta felicità alla demo, un brano è stato scritto da Massimo Bozzi e un altro è stato scritto a due mani da me e Francesco Ferrandi che ha tradotto in musica quello che avevo in testa. Porterò anche un’improvvisazione su Sloe Gin di Joe Bonamassa e Supercolossal di Joe Satriani che suono sempre alle fiere o quando devo dimostrare un prodotto. Come dire, ci sono dei brani a cui un chitarrista è molto affezionato, questi sono i miei quattro tesori musicali e presto ne arriveranno altri, soprattutto inediti. 

Le ragazze con la chitarra

Per un musicista emergente esibirsi come dimostratore può essere una buona chance di crescita professionale? 
Assolutamente si, è importantissimo per un musicista emergente partecipare a fiere e manifestazioni di questo tipo anche solo come spettatore, tanto meglio come dimostratore. Oltre al fatto di mettersi in mostra e l’opportunità di poter dire al mondo della musica “esisto anch’io”, c’è anche tutto un discorso di relazioni e di conoscenze che si hanno altrimenti raramente. Alle fiere sono presenti tante persone sia come spettatori che come espositori e ogni volta torno a casa con un notevole bagaglio umano fatto di rapporti stretti in fiera e di conoscenze di cui bisogna farne tesoro per il resto della vita. Il mondo musicale è fatto di contatti, conoscenze e public relations e non so immaginare un luogo migliore delle fiere che possa accogliere tutte queste tre caratteristiche che aiutano un musicista emergente a farsi strada nel mondo musicale. Con la crisi che c’è a livello musicale e la difficoltà di entrare nel famoso “giro” è veramente importante per un emergente poter esibirsi in queste manifestazioni e poter stare anche solo allo stand del marchio che vai a pubblicizzare e a mettere in luce, in questo sono veramente molto felice di ritornare in fiera, sono ambienti in cui posso dire di sentirmi a casa. Chiaramente c’è anche il fatto di conoscere nuovi marchi, nuovi prodotti, nuovi artigiani che portano in fiera il frutto del loro lavoro e la possibilità di provare questi strumenti e di stare al passo con in tempi, il mondo della musica è in continua evoluzione. 

Che strumentazione utilizzerai?
Inizio parlando delle due chitarre che utilizzerò e dei loro relativi pick up, una è la G&L e l’altra è una chitarra da laboratorio costruita appositamente per PKV.
La G&L monta al ponte un minihumbucker con poli a vite, bobine s.b.s. sbilanciate, magnetizzazione al neodimio, il livello output è medio/alto e il campo di risonanza è sulle frequenze medio/basse. I due single coil hanno poli in Alnico5 flat, bobine sovra avvolte in rame Heavy Formvar, molto simili a dei FAT50. 
Mentre la chitarra laboratorio simil Les Paul ha un set doppio Humbucker tipo PAF coperto, bobine sbilanciate, magneti in Alnico5, livello output medio e risonanza in gamma bassa per una sonorità calda in stile Bonamassa.
Utilizzerò inoltre dei suoni che ho iniziato a usare ultimamente e in questo mi sento di dire che sarà un rischio perché alle altre fiere ho sempre utilizzato un ENGL screamer combo da 50 watt e le sue distorsioni, questa fiera mi vedrà in qualche modo maturata. Porterò infatti un amply fender hot rod deluxe III limited edition, utilizzerò il crunch del canale e poi mi gestirò con la pedaliera che è in continua evoluzione con pedali in aumento perché come il 99% dei chitarristi sono malata di GAS: Gear Acquisition Syndrome! 
Come distorsore a pedale utilizzerò il pinnacle limited della wampler, pedale che ho visto qualche anno fa ad una clinic di Luca Colombo e che ho acquistato con molta gioia poco tempo fa, in più ho il turbo tubescreamer dell’ibanez, echolab e choruslab Costalab di Costantino Amici che sarà presente in fiera, un wah wah dunlop che è con me da circa 10 anni e il dd7 boss che utilizzerò insieme al tap tempo in un mio inedito. Sono sonorità nuove per me e in continua evoluzione e scoperta, avendo sempre utilizzato le distorsioni dell’ampli e mai quelle a pedale mi si sta aprendo (purtroppo per il portafogli!!!) un mondo nuovo fatto di pedali, effetti e nuove sonorità. Sarà un rischio suonare con questo sound tutto nuovo ma d’altronde si dice che nella vita bisogna rischiare e quindi sono pronta per questa nuova avventura. 

Le ragazze con la chitarra

Un pro e un contro di essere una ragazza in un mondo, quello della chitarra, prevalentemente maschile.
Non è la prima volta che mi fanno questa domanda a cui rispondo sempre molto volentieri, sicuramente di pro c’è che dai nell’occhio e rimani impressa perché si vede poco una musicista chitarrista nei palchi e mi sento di dire che vengo accolta sempre in modo positivo dai miei colleghi a sei corde ma anche da altri musicisti. Prima di essere musicisti siamo persone e se il valore della persona c’è, che sia uomo o donna, c’è anche il valore del musicista e questo non dev’essere distinto da “donna” o “uomo”. Il musicista vale punto. Tutto il resto è un contorno. C’è di contro che molto spesso ci si ferma solo all’apparenza e alla presenza quando invece è meglio fermarsi al contenuto del musicista e come dicevo prima della persona, invece a volte si viene chiamati per un progetto o per un lavoro solo perché serve la “presenza” quando invece tu sei lì per suonare e per dimostrare il tuo valore a livello musicale e per poterti esprimere. Per presenza intendo a livello di presenza femminile, e non credo ci sia una cosa al mondo che sminuisce di più il valore di una musicista che l’essere chiamata solo perchè si è donna. Non suono la chitarra perché sono una donna e siamo in poche in Italia o almeno siamo meno dei maschietti, ma perché la chitarra mi da la possibilità di esprimere me stessa meglio di qualsiasi altro strumento, la musica come tutte le arti è espressione di se stessi, perché si riconosce lo stile di un musicista anche solo ascoltando un suo fraseggio o un suo suono? Perché esprime se stesso e in questo è unico e irripetibile. Detto ciò, è un mondo prevalentemente maschile è vero ma è anche vero che c’è un fiorire di gruppi femminili che aumenta di anno in anno, rimango in ogni caso dell’idea che a livello chitarristico ancora deve nascere una donna al pari di Hendrix, Jeff Beck o Van Halen. Non voglio sminuire le donne chitarriste anche perché andrei anche contro me stessa, però è quello che penso, quando nascerà una seconda Hendrix allora cambierò idea, con questo non voglio dire che non ci sia un livello di chitarriste che cresce sermpre più di qualità e numero. Detto ciò, l’importante è dare il giusto spazio a chi se lo merita veramente, a chi è professionale, a chi non manca di serietà e affidabilità perché il valore di un musicista non si misura solo in bravura ma ci sono anche altre caratteristiche che a volte sono fondamentali per poter lavorare. Inutile essere bravi se poi non si è affidabili, uomo o donna che sia. 

Le ragazze con la chitarra

In che progetti musicali sei coinvolta?
Tutt’oggi sono coinvolta in progetti molto differenti tra loro e questo è positivo perché la crescita del musicista avviene quando ci si allontana dal grembo materno del genere musicale preferito (io ovviamente vengo dal ROCK!). Il progetto più importante sono sicuramente le Diamond Beast, siamo un tributo agli Iron Maiden tutto al femminile unico in europa e seconde in tutto il mondo, seconde non a livello di qualità ma perché in tutto il mondo esistono solo due tributi femminili agli Iron Maiden. E’ un gruppo con cui ho la possibilità di suonare in nord Italia e all’estero, che è sempre bello tornarci perché la realtà musicale è totalmente diversa da quella italiana, in tutti i punti di vista. Poi non manca il tributo a Vasco Rossi “Le Bollicine” e posso dire (prendendo anche qualche insulto dai colleghi a sei corde) che suonare Vasco è veramente divertente, oltre al fatto che chi è davanti a te si diverte e c’è un bello scambio di energie ad ogni live. Ho un gruppo dove suono disco dance anni 70, gli Charme&Shake e con questo gruppo è stato veramente bello mettersi in discussione e suonare un genere a me sconosciuto. Un gruppo chiamato Hitaly dove facciamo il meglio della musica italiana, poi ci sono i Trip4Cats dove facciamo rock anni 80 e quello è una bella palestra per le mani. Ho fatto parte da poco al progetto “Lady Guitar” creato da Massimo Liverotti il direttore delle scuole Lizard di Macerata e porto Sant’Elpidio di cui sono studente nella sede di Ancona sotto l’insegnamento di Lorenzo Carancini, un chitarrista eccezionale che è stato presente alle fiere come dimostratore Peavey, sono veramente felice di averlo come insegnante, c’è tantissimo da imparare da Lorenzo! Poi non mancano i gruppi acustici e i lavori che mi capitano in studio o come chitarrista sostituta. C’è in cantiere un power rock trio che mi vedrà come chitarrista e cantante in cui vorrei fare blues rock e inediti, non svelerò niente perché spero che il progetto parta prima possibile. Inoltre c’è ovviamente in cantiere l’idea di fare un disco tutto mio, con il tempo e le persone giuste sono sicura che realizzerò tutto. Non si smette mai di studiare e di imparare cose nuove, la musica ti da la possibilità di metterti sempre in discussione. E tutto ciò è meraviglioso.



IRMA MIRTILLA

Pronta per Custom Shop? Cosa ci farai ascoltare?
Ciao a tutti, sono molto emozionata, questa è la mia prima intervista per Accordo ed anche la prima volta che partecipo al Custom Shop come artista. 
Sono stata invitata come dimostratrice per Dolphin Sound, un marchio di pedali e pedalboards giovanissimo, nato circa anno fa e già moltissimi ne parlano con entusiasmo. 
La mia demo è di circa 20 minuti dove all’inizio farò un paio di brani insieme alla bassista fiorentina Francesca “Fruz” Chiti, per poi continuare da sola con dei pezzi inediti strumentali. 
E che dire ..farò del meglio per valorizzare i pedali che mi hanno dato e anche per far passare una bella mezz’oretta a chi verrà a sentire!

Le ragazze con la chitarra

Che strumentazione ti porterai?
Avrò tutta la mia strumentazione! La mia adorata testata Masotti X100M Custom, Cassa Dragoon, e l’Ibanez RG750 customizzata da quei geniacci di Fago e Migi! In pedaliera protagonisti della demo saranno un boost lineare, il Perseo, un overdrive Vintage molto dinamico, il “Purgatorio” e un distorsore che solo il nome parla da solo ,“Inferno”!
Non so se per praticità e spazi potrò usare la mia cassa, ma in ogni caso presente ci sarà già un’ Occhipinti 4x12, un altro brend giovanissimo che insieme a Dolphin’s sound sono state le fantastiche scoperte del mio 2015!

A una fiera suoni di fronte a un pubblico diverso: tutti addetti ai lavori, musicisti. Questa cosa come cambia e condiziona lo show, l'esibizione? E' più o meno facile?
Bè se penso di suonare davanti a tanti musicisti, professionisti, maestri, un po’ di ansia mi sale eheh :), ma il fatto è che proprio non ci penso! 
Quando suono, automaticamente, la mia testa comincia a viaggiare tra le sensazioni che la musica mi fa nascere ed è come se fossi da sola..io e il suono..
Poi a fine brano mi accorgo che ho anche gente davanti! Non vorrei creare fraintendimenti, il pubblico è importante e in tutti questi anni io sono davvero grata e riconoscente a quelli che credono in me, ma il momento in cui suono è un momento molto personale e intimo tra me e la chitarra che avere davanti 4 o 4000 persone oppure guru della musica non mi fa differenza.

Le ragazze con la chitarra

Un pro e un contro di essere una chitarrista in un mondo, quello della chitarra, prevalentemente maschile.
Ecco, su questo potrei scrivere un libro! Ho avuto tante esperienze sia positive che ahimè molte di più negative per cui posso dire, almeno per quanto mi riguarda che è difficilissimo essere una chitarrista. Si deve imparare a convivere con il “brava per essere una donna”, perché tanto è la frase che più ci si sente dire. 
Ho sempre lottato tantissimo per buttare giù questo muro di pregiudizio, puntando sulla qualità, ma è davvero difficile..la gente è molto prevenuta e per questo far cambiare opinione ad un ascoltatore la fatica è maggiore. 
Un pro potrebbe essere proprio l’esclusività di essere donna, dato che sono molte di meno rispetto agli uomini, una chitarrista donna potrebbe essere particolare, ma alla base ci deve essere sempre la qualità, tanto studio e dedizione sennò non c’è assolutamente nessun pro! 

 In che progetti musicali sei coinvolta?
Sono coinvolta in vari progetti e collaborazioni ma quello più importante da 5 anni è il progetto “BLACK MAMBA”, una band rock di sole donne, una famiglia in cui suono crescita umanamente e una scuola dove ho avuto la fortuna di migliorare sempre più musicalmente! Con loro abbiamo in programma cose interessanti per la stagione estiva, ma non voglio anticipare nulla :)
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