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Si può migliorare un classico?
Si può migliorare un classico?
di [user #17844] - pubblicato il

Un articolo sul catalogo di Custom Shop ha scatenato una serie di considerazioni in fiera. Ci si chiedeva se è corretto continuare a produrre pedali ispirati ai classici e se è possibile spingerli oltre, ed ecco cosa ne pensano i due geniacci di TEFI Vintage Lab.
Prima dell'apertura dei cancelli, domenica scorsa ho fatto un bel giro tra le sale in allestimento del Custom Shop e, tra scatoloni e carrelli, la mia attenzione è stata catturata da uno stand già pronto e ricolmo di pedali colorati. Tra una sbirciatina ai modelli e una foto al tavolo, ho approfittato per chiedere qualche info ai due titolari della postazione. I ragazzi di TEFI Vintage Lab mi hanno prontamente spiegato che si affidano unicamente a circuiti originali, frutto di duro lavoro a quattro mani e con neanche "un infame chip 4558" al loro interno. Ho capito quella precisazione quando hanno tirato fuori la loro copia del catalogo di Custom Shop e mi hanno mostrato l'articolo che io stesso avevo preparato. Nel pezzo "Oh no, l'ennesimo overdrive" invitavo i lettori a non giudicare i pedali dalla "copertina" e a non bocciare a priori un pedale simile a una vecchia gloria etichettandolo come una banale replica. In cima campeggiava la foto di un JRC4558, cuore del Tubescreamer, e il caso ha voluto che l'articolo fosse giusto nella pagina successiva a quella che ospitava la loro inserzione.
Beh, i due la pensavano in maniera piuttosto diversa da me.

Da quell'articolo è scaturita una bella discussione su quanto sia corretto ritoccare i classici dell'elettronica per chitarra e se è possibile dichiarare di aver migliorato progetti che, coi loro pregi e limiti, sono entrati a far parte della storia del rock.
Poco prima dell'apertura della fiera ho dovuto lasciarli ma, verso l'orario di chiusura, sono tornato da loro per mettere un punto alla questione.


Durante la giornata non sono riuscito a provare di persona i loro pedali e mi riservo di farlo alla prima occasione utile, ma sono stato guidato in una bella panoramica del catalogo TEFI.
Tutti gli stompbox sono caratterizzati da nomi e grafiche costruiti intorno a dei vecchietti (dai quali i due progettisti sono realmente circondati nella loro cittadina e a cui si sono in un certo senso affezionati), ognuno con caratteristiche peculiari che in qualche modo richiamano ciò che il pedale fa.

Il Cornucopia è l'overdrive valvolare di casa, con una 12AX7 visibile al centro, appunto, di una cornucopia sullo chassis. Oltre alle manopole di Volume, Gain e Contour, ha uno switch per passare dal bias morbido a uno più duro e aggressivo.

Un vecchietto con un corno poggiato all'orecchio è il simbolo del Joe Buffer, pedale che promette di conservare fino a fine catena tutte le caratteristiche del proprio suono con un'impedenza d'uscita particolarmente bassa.

Il doppio overdrive Maccheroni Bros offre due livelli di gain e volume selezionabili a piacimento.

Si può migliorare un classico?

Il BuBop mette insieme due booster e un buffer, con in più un LED che tiene sotto controllo il clipping interno così da distinguere la saturazione volontaria dell'amplificatore per mezzo di un segnale ingrossato da quella indesiderata del circuito interno di boost quando spinto oltre i limiti del clean.

Secondo doppio overdrive-distorsore di casa, il Gain Over è la risposta alle richieste di tutti quei chitarristi che vorrebbero poter contare su un suono proprio e unico da boostare in maniera trasparente per gli assolo. Al suo interno c'è in realtà un solo overdrive, mentre due switch permettono di accedere a due preset veri e propri regolati grazie alle manopole separate, come se ci fossero due overdrive identici e commutabili.

Interessante è la storia dietro il fuzz al germanio affettuosamente battezzato in onore dell'incazzoso vecchietto Gegè. Tre manopole e due switch regolano i dettagli sonori e, di uno in particolare, mi viene spiegato: "mentre taravamo il bias siamo incappati in un suono orribile, che sembrava quello di un cono rotto... e abbiamo deciso di conservarlo!".

Ultimo dei distorsori è il The Leader, studiato per offrire in un'unica scatola il classico canale lead di un amplificatore d'epoca tirato per il collo.

The Smiling Ghost è invece la modulazione del gruppo, un tremolo con una vasta gamma di controlli e una caratteristica più unica che rara: l'LFO può reagire anche in maniera dinamica alla pennata, ma al contrario di come ci si aspetterebbe. La velocità d'oscillazione è impostata per essere lenta, quasi nulla, quando la nota è forte, mentre cresce in velocità man mano che l'ampiezza del segnale decresce. L'idea è imitare la prassi dei cantanti e degli strumenti a fiato, che fanno partire un vibrato proprio verso la fine delle note lunghe, e non dall'inizio.

Si può migliorare un classico?

Particolare curioso: tutti i chip sono saldati direttamente sulle PCB perché, spiegano i due, li hanno selezionati con precisione e intendono preservarne l'originalità, evitando che i clienti smanettoni di turno ne alterino il suono con altri chip meno adatti e magari re-immettano nel mercato dell'usato degli stompbox che non sono più come i loro creatori li hanno pensati. Questo può rendere un'idea della filosofia purista e attenta ai dettagli che c'è dietro il loro operato e dentro quelle schede elaborate come poche. Inoltre, in tutta la linea non c'è neanche un 4558!
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Link utili
Il catalogo di Custom Shop Milano 2016
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