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Sul palco di Battiato e Alice tra vintage, alluminio, valvole e digitale
Sul palco di Battiato e Alice tra vintage, alluminio, valvole e digitale
di [user #116] - pubblicato il

Nel tour di Battiato e Alice succedono molte cose interessanti a livello musicale, e la strumentazione non può essere da meno. Multieffetto e valvole convivono tra giapponesi vintage e chitarre con body in metallo. Abbiamo curiosato tra i rig di Osvaldo Di Dio, Antonello D'Urso e Andrea Torresani.
Il tour di Battiato e Alice è uno dei più grandi successi musicali della stagione 2016. Questa serie di concerti celebra il trentacinquesimo anniversario di tappe fondamentali nella carriera dei due artisti: nel 1981 per Battiato ci fu l’uscita de La Voce del Padrone, album che resta fondamentale nella discografia del cantautore e - soprattutto - primo LP italiano a vendere più di un milione di copie.  Nello stesso anno, Alice vinse Sanremo con il pezzo "Per Elisa", scritto da lei e musicato da Battiato. Ma a detta dei due artisti stessi, questo tour celebra soprattutto un'amicizia e una collaborazione tra le più felici e creative della musica italiana, collaborazione che però di fatto non si era mai concretizzata in un vero e proprio duo.
Battiato aiutò Alice a far decollare la sua carriera, scrivendo brani come "Il vento caldo dell’estate", "Chanson egocentrique" e "I treni di Tozeur" e, nel tempo, il sodalizio fra i due produsse dischi e concerti memorabili, fino all'omaggio che Alice rese al cantautore nel 1985 con "Gioielli rubati", fenomenale album di cover di Battiato.

Durante i concerti di questo tour, i brani de La Voce del padrone sono interamente riproposti. Battiato e Alice si esibiscono sia da soli sia in coppia per una serie di duetti tra cui "I treni di Tozeur", presentato dai due all’Eurofestival del 1984. In scaletta 28 brani, per due ore abbondanti di spettacolo. Sul palco ci sono 14 archi dell’Ensemble Symphony Orchestra diretti da Carlo Guaitoli dietro al suo pianoforte, Osvaldo Di Dio e Antonello D’Urso alle chitarre, Andrea Torresani al basso, Giordano Colombo alla batteria, Angelo Privitera alle tastiere e programmazione. Sound engineer del tour è Pino Pinaxa Pischetola.

Sul palco di Battiato e Alice tra vintage, alluminio, valvole e digitale

Dal canto nostro, abbiamo voluto curiosare tra le postazioni dei musicisti e, con la collaborazione di Osvaldo Di Dio che ha rubato in video alcuni momenti di backstage per noi, abbiamo potuto vedere da vicino il suo rig e quelli dei colleghi Antonello D'Urso e Andrea Torresani.

La strumentazione usata da Osvaldo parte dall'interessante scelta di accoppiare una potente testata valvolare Mesa Royal Atlantic a un simulatore Cab Clone. La postazione è silenziosa e tutto va negli in-ear monitor, senza alcun cabinet.
Le chitarre elettriche che ha portato con lui coprono un orizzonte musicale davvero ampio. La Alusonic StratOSonic è una chitarra di stampo estremamente moderno, tutta in metallo, pensata per il live a tutto tondo e per offrire un'affidabilità e una versatilità massimi. La Yamaha Revstar 820CR che adopera sui brani de La Voce del padrone va in una direzione completamente diversa, con uno spirito rock, duro e puro, in linea con il sound essenziale ma curato all'inverosimile dell'album.


Antonello D'Urso stupisce invece con la scelta singolare di affidare i suoi suoni a una pedaliera Boss GT100. L'amplificatore - un combo Lindon - resta analogico e valvolare, la chitarra Duesenberg che lo accompagna è una delizia di fascino vintage, ma tutta l'effettistica proviene da un unico processore digitale. I tempi cambiano, la tecnologia avanza e forse bisogna pensare di abbandonare i vecchi dogmi che vogliono l'analogico come unica via per un buon sound.


Al basso, Andrea Torresani sfoggia una collezione di tre legni diversi per approccio e sonorità ma accomunati dalla scuola stilistica. Il Lakland fretless si accompagna a un Sadowsky, entrambi a cinque corde, e per i timbri particolari de La Voce del padrone entra in gioco uno Squier JV del 1981, pezzo di vintage giapponese ben noto agli appassionati.
Andrea costruisce il suo suono attraverso una ricca pedaliera e un rack con due preamplificatori. Dedicato alle basse frequenze in ogni loro forma, si alterna anche a un Moog con cui riesce a ricreare dal vivo le linee di basso synth più distintive del repertorio di Battiato.

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