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Contratti e case discografiche
Contratti e case discografiche
di [user #29011] - pubblicato il

Lo Showbiz, come lo si chiama, ha ramificazioni da ragnatela e un dedalo con traffico intenso, eccessi di velocità, multe ecc. Chi regola il traffico sul vostro tragitto sono avvocati, manager o voi stessi a seconda del caso. Andare a suonare in un pub è semplice, trattare con una casa discografica però...
In questo articolo, io fingo di rappresentare la casa discografica e voi, beh, siete voi!  Dopo una riunione in ufficio vi dico "leggetevi le stipulazioni del contratto, ma fate velocemente, la coda è lunga". A quel punto erano già stati discussi a voce i principi per il contratto da autografare e c'è un manager a rappresentarvi. Di rado sarete chiamati in ufficio.

Proseguendo, i punti salienti sono inevitabilmente i seguenti.

Dapprima un anticipo sulle royalties. Il concetto di "più alto è, meglio è" vale sino a un certo punto. Se il prodotto non vende a sufficienza, la casa discografica va in deficit a vostro riguardo e siete senza lavoro. Con questo in mente vi mettete a leggere. Siete voi a doverci mettere la firma, il manager può al massimo controfirmare. La terminilogia è da avvocati e difficile da capire al volo. Tra le trappole c'è la durata del contratto. Io vi dico "vi vogliamo per la vita e oltre, ma possiamo licenziarvi in ogni momento". La vostra posizione non è certo semplice. La mia è di trovare un compromesso ragionevole, dato che questa band ha "the look". Voi avete un buon seguito di fans oltre a un cantante fenomenale, pezzi propri e bravi musicisti. Ma quanto durerà? Io credo nella band e vi propongo un contratto basato su opzioni consecutive: 

1) primo album sicuro
2) album in opzione

Contratti e case discografiche

Con nuovo anticipo poi due album ulteriori in opzione. C'è il fattore "retention rights", cioè per quanto tempo una casa discografica ha il diritto di vendere. Io vi dico "è meglio avere i vostri prodotti sulla label originale, per sempre" ben sapendo che la label potrà essere venduta o andare in bancarotta. Lasciare una casa discografica per un'altra non implica che prodotti sulla label originale non rimangano loro e potranno fare Best Of a non finire. Ma come sono pagati? In pratica due volte l'anno, con tanto di scartoffie annesse, tre mesi dopo che la casa discografica già ha percepito un gruzzolone. I pagamenti dall'estero sono ritardati di 6-9 mesi. Insomma, potete essere number one in classifica Billboard e non avere qualche spicciolo per l'autobus.

Esaminando il rendiconto scoprite più in dettaglio l'ammontare delle deduzioni applicate, spese video e di varie promozioni extra in primis. Tour support! Queste deduzioni le pagate voi. Da parte loro, la casa discografica paga una percentuale alla casa di distribuzione e una percentuale per i diritti di riproduzione per le vendite. Il rendiconto è basato su... Royalty Base 100%. Questa è la cifra ufficiale di introiti percepiti dalla casa discografica avendo dedotto distribuzione e diritti meccanici. Prima di pagarvi, sono dedotte le promozioni extra e una "Unrecouped Royalty" che in essenza è quello che è il vostro "debito" incluso l'anticipo. I pagamenti per voi sono un'altalena senza fine.

Tra i dettagli c'è la clausola che in buona sostanza dice che se uno di voi si mette a fare il solista resterà per contratto alla label della band in opzione. I diritti si possono però vendere e prenderci anticipo e percentuale senza spese per la casa discografica.

Contratti e case discografiche

Prima di firmare bisogna assicurarsi che il manager se ne intenda. Per fortuna ci sono band che riescono a cavarsela da soli. C'è un band boss (sapete benissimo cosa intendo) che si occupa del vostro lato business.

Per chi compone c'è da fare un accordo con una casa di edizioni musicali. Un contratto segue le linee della BIEM e dunque valido per la SIAE. I rendiconti possono essere incredibili e cumulando live e cover gli autori possono percepire il doppio delle royalties discografiche pagate alla band. Ci possono essere diatribe tra di voi riguardo la ripartizione del copyright - "chi ha contribuito quanto?". Adoro la soluzione Lennon/McCartney e George Harrison per pezzi suoi!

Tutto questo è per rendere l'idea di come funziona il business della musica in un rapporto cortissimo. Certi drammi di superstar in bancarotta dovrebbero essere un po' più comprensibili.

Riassumendo - alla fine dei conti - i guadagni per label e band non sono così fantastici come si possa immaginare. Per stare a galla servono tour senza fine e una produzione continua di pezzi da classifica. Avendo passato una certa età, si diventa "tribute a se stessi" alla stregua di  Stones, AC/DC e parecchi altri di qualsiasi genere.  

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