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Redd Volkaert: il gentile signore della chitarra
Redd Volkaert: il gentile signore della chitarra
di [user #4093] - pubblicato il

Ritenuto uno tra i moderni master of Telecaster, Redd Volkaert è in grado di spaziare dalle sonorità del country più tradizionale fino al jazz, facendo il verso alle sonorità ora di violini, ora di pedalsteel. Un incontro fortuito in un club texano è l'occasione per conoscerlo da più vicino.
Prima di partire per Austin almeno in dieci amici, tutti chitarristi, mi avevano detto: "mi raccomando, vai a vedere Redd Volkaert, rimarrai sconvolto". Ok, sarei andato, ma tutto questo entusiasmo mi sembrava esagerato. Cosa poteva avere di così trascendentale un signore di quasi 60 anni, che, in fondo, "suona solo la chitarra"?
Così mi ritrovo una domenica sera, la sera di San Valentino (festa a cui gli americani tengono tantissimo, specie i texani, anche se non li avrei mai fatti così romanticoni), all’interno del Continental Club sulla Maine Street di Austin per vedere e sentire la all-star band che risponde al nome di Haybale. È una formazione di signori di mezza età che si sono stancati di andare in giro per il mondo al servizio di noti nomi del country (il loro pianista è stato il pianista di Johnny Cash per decadi) e hanno deciso di tornare a esibirsi la dove la musica si è sviluppata veramente in America: nei piccoli club. Alla chitarra, ovviamente, c'è Redd Volkaert, che arriva sorridente a bordo della sua Mini con l'ampli in una manco, una valigetta coi pedali nell’altra e una Telecaster artigianale nella elegante gig bag in cuoio a tracolla.
Posiziona l’ampli su una sedia, attacca il resto, scambia due battute con alcuni del suo pubblico affezionato, sale sul palco, attacca a suonare e BOOM! I miei amici avevano ragione. Credetemi, mai vista una cosa del genere, e ne ho visti di chitarristi bravissimi e famosi, ma nessuno ha mai avuto un impatto più forte su di me.

Redd Volkaert: il gentile signore della chitarra

Questo canadese dai capelli rossi vola sullo strumento, ma lo fa con eleganza e maestria. Ogni pezzo, ogni assolo, ogni ritmica, vive di vita propria e ha sempre un elemento che ti fa dire: "no! ma guarda che si è inventato!". Ogni frase fa strabuzzare gli occhi e le orecchie. E non solo a me, che amo la chitarra. Sì perché tutti, ma proprio tutti, nel pubblico sono ammaliati dal suo playing. Tre ore di spettacolo dove non si ripete mai una volta. Sia quando fraseggia come un navigato (e lo è) chitarrista country tradizionale, sia quando jazza con disinvoltura costruendo assolo interamente ad accordi (sembra quasi che Eddie Lang abbia preso in mano una Telecaster) o quando imita gli altri strumenti (esegue il boogie woogie pianistico, le inflessioni della pedal steel, i rapidi riff dei violini). E, a tutto questo, aggiungeteci che ha una voce profonda e perfettamente intonata, canta canzoni cariche di ironia e, ad un certo punto, scende dal palco per andare a ballare con un'avvenente signora del pubblico.

Redd Volkaert: il gentile signore della chitarra

Ma chi è Redd? Semplicemente colui che ha preso il posto di Roy Nichols nella band di Merle Haggard, colui che ha vinto un Grammy Award nel 2009 per la categoria "Best Country Instrumental Performance" (e ricevuto due nomination per la stessa categoria gli anni precedenti), registrato un centinaio di dischi, alcuni con personaggi strafamosi (come Merle Haggard appunto, ma anche Brad Paisley, che l’ha voluto nel suo album dedicato alla chitarra intitolato Mud On Tires nel brano dal titolo che è tutto un programma, "Spaghetti Western Swing", o Dale Watson e James Hand), suonato in ogni angolo del mondo e universalmente riconosciuto come uno dei master of the Telecaster mondiali. Insomma ha un curriculum che potrebbe permettergli di tirarsela come pochi, eppure lui, durante la pausa, è lì a scherzare con tutti, a fare battute sulle procacità delle spettatrici, a rispondere in maniera ultra arrabbiata con un sonoro "no" quando qualcuno gli chiede una foto, salvo poi scoppiare in una fragorosa risata e cominciare a fare facce buffe davanti l'obiettivo. Insomma il suo carattere estroverso ed estremamente creativo è tale e quale sul palco e sotto al palco. Potevo, secondo voi, non estorcergli un’intervista?

Redd Volkaert: il gentile signore della chitarra

Diego: Ciao Redd! Grazie per aver risposto alle mie domande. Ok iniziamo, puoi per favore dirmi chi sono state le tue maggiori influenze? Ascoltandoti suonare si possono sentire tonnellate e tonnellate di musica ascoltata e imparata nel corso degli anni...
Redd: Ciao! I miei chitarristi preferiti sono Jimmy Bryant, Roy Nichols, Johnny Winter, Mike Bloomfield, Eldon Shamblin. Sta tutto lì.

D: Puoi dirmi qualcosa a proposito degli anni passati con Merle? Hai suonato le parti di Roy Nichols o hai rivisto le parti a modo tuo?
R: È stato un periodo fantastico. Ho suonato le parti di Nichols per la maggior parte del tempo, ma ho sempre messo del mio su tante cose, soprattutto nelle parti da solista.

D: Ascoltarti dal vivo è come essere investiti da un camion! Si va di matto su ogni canzone, soprattutto quando suoni quelle frasi out alla fine del giro, che cosa fai esattamente?
R: Non credo di avere abbastanza tempo per descrivere ogni dettaglio, che comprende il processo di pensiero, la tecnica, il fraseggio, il timing, ecc... so solo che mi viene spontaneo.

D: Si sente che sei un grande fan delle chitarre lapsteel-pedalsteel, cosa preferisci di questi strumenti e come fai a raggiungere e imitarne il suono finale?
R: Amo i suoni che possono ottenere questi tipi di strumenti, cerco di emularli piegando le corde e gli interi accordi, ma la cosa più importante è la ricerca della sonorità generale di una lapsteel.

D: Ho apprezzato in particolare le tue parti ritmiche, specialmente quando accentui il secondo e il quarto movimento nei brani più honky tonk. Come ci si approccia al ruolo di chitarrista ritmico?
R: Mi immagino come parte della sezione ritmica, pensando, di volta in volta, a quello che fa il rullante, o il charlie, o la cassa, e suonando focalizzandomi su alcuni di questi elementi.

D: Hai un "piano" quando inizi l'assolo? Mi spiego: a volte sembra che tu sia diviso in due parti, come quando inizi l'assolo suonando come un twanger classico e, 8 battute dopo, cominci a giocare con gli accordi, come un suonatore di pedal steel, per poi tornare a fare il chitarrista tradizionale.
R: Penso che è come se stessi ascoltando qualcun altro: mi piacerebbe sentire più di uno stile in una canzone, quindi cerco di strutturare l’assolo come fosse un botta e risposta tra due strumentisti diversi tra loro, che giocano e si scambiano le parti (ma sono solo io...).

Redd Volkaert: il gentile signore della chitarra

D: Ok cominciamo a parlare di gear. Cosa usi dal vivo? Chitarra, amplificatori, effetti, ecc...
R: Ho diverse chitarre tipo Telecaster, un amplificatore Grammatico modello Twin coi JBL D120, pedali ed elettronica Durham e Boss, nient'altro.

D: Qual è la ricetta per una "Telecaster perfetta"?
R: Deve essere leggera, con un grosso manico e una verniciatura sottile.

D: Come mai ti sei spostato da Nashville ad Austin?
R: Mi piace la scena musicale di Austin, è meno commerciale, e le persone sono più attente alla musica che ai vestiti, al taglio di capelli, alle scarpe...

D: Come è il tuo lavoro quotidiano in questo momento della vita?
R: Ho la fortuna di lavorare con la musica a tempo pieno, il che vuol dire suonare dal vivo, fare svariate clinic, l'insegnamento e le session in studio di registrazione, tutto questo per 5-7 giorni a settimana.

D: C'è un segreto per suonare nel tuo modo?
R: Pratica tutti gli stili, le scale e le forme degli accordi. Esercitati su tutti i tipo di tempo, se lo fai ti assicuro che si sente.

D: Che consiglio daresti a un musicista oggi?
R: Fai del tuo meglio, non mollare, non essere in ritardo, sii sempre sorridente e felice,
utilizza una strumentazione buona e affidabile, stai zitto e ascolta invece di parlare. Oh sì, non dimenticare di fare tanta e tanta pratica!


D: Grazie mille per il tuo tempo!
R: Grazie a voi!
interviste redd volkaert
Link utili
Intervista a John Grammatico
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