HOME | CHITARRA | DIDATTICA | ONSTAGE | RECnMIX | RITMI | PEOPLE | NEWS         EVENTI | STORE | ANNUNCI | AGENDA
Paul Gilbert: suono un pezzo dei Beatles al giorno
Paul Gilbert: suono un pezzo dei Beatles al giorno
di [user #116] - pubblicato il

Paul Gilbert ha sempre insistito sull’importanza di cimentarsi nello studio di un repertorio stilistico che non sia quello che abitualmente pratichiamo. Servirà a misurarsi con difficoltà inattese che sproneranno la nostra tecnica a evolvere in direzioni inedite. Per esempio, ci mostra come un pezzo dei Beatles - quel gioiello pop che è "All My Loving" - celi anche per lui, insidie esecutive di pennata.
Abbiamo chiesto a Paul Gilbert di parlarci della sua routine chitarristica, di raccontarci qualcosa del rapporto quotidiano con lo strumento al di fuori dell’attività concertistica, didattica e delle registrazioni in studio. Paul ci ha detto che, per esempio, non passa giorno senza che lui ripassi e suoni una canzone dei Beatles. Al di là della passione sfrenata per questa band (la sua preferita da sempre) Gilbert ha insistito sull’importanza di cimentarsi nello studio di un repertorio che non sia quello che abitualmente suoniamo. Nel suo caso, ha raccontato come nel corso della sua carriera, ha spesso affrontato e arrangiato brani pop o di musica classica, trovando soluzioni tecniche che gli permettessero di eseguire sulla chitarra parti scritte originariamente per altri strumenti come synth, archi, voce; stimolando così la creatività e spingendo la  tecnica a evolversi in direzioni inesplorate.
Paul ha scelto di suonarci “All My Loving” dei Beatles, esempio di brano pop che, seppur chitarristico, può spronare il chitarrista di estrazione rock, metal, blues verso spunti di lavoro inediti.

Paul Gilbert: suono un pezzo dei Beatles al giorno

Nel caso specifico di questa canzone, Paul spiega come la ritmica serrata sui veloci cambi di accordo, rappresenti un valido esercizio di pennata alternata.
Il portamento ritmico del brano è tutto in terzine e l’accento forte cade sul battere del secondo e quarto movimento di ogni misura. Per prenderlo con una decisa pennata verso il basso è necessario partire con una plettrata verso l’alto.
Isoliamo il pattern ritmico con accenti e indicazioni di pennata.

Paul Gilbert: suono un pezzo dei Beatles al giorno

Interessante anche il lavoro di arrangiamento dei voicing: siamo in E maggiore e quasi tutti gli accordi della tonalità sono diteggiati sul set più alto di corde.
Ecco la progressione completa.

Paul Gilbert: suono un pezzo dei Beatles al giorno

Fondamentale il lavoro della mano che plettra: il groove delle terzine deve restare costante e non ci devono essere buchi, pause o variazioni ritmiche nei cambi di accordo. Un impegnativo esercizio di coordinazione e resistenza.

lezioni paul gilbert the beatles
Link utili
Il sito di Paul Gilbert
Le chitarre di Paul
Altro da leggere
Pubblicità
Triadi alla Paul Gilbert...
Beyond The Blues - Tra slide e blue note con Carl Verheyen...
Paul Gilbert e la scala Blues definitiva!...
Scala blues & corde a vuoto con Carl Verheyen...
Pubblicità
Luca Colombo: Pentatoniche da Misolidio...
Luca Colombo: un lick in hybrid picking...
Luca Colombo: incroci modali...
Triadi & fraseggio melodico...
Triadi: non fraseggi se non le sai...
Lezioni di chitarra da Capitan Fede...
Le chitarre di "Certe Notti"...
Federico Poggipollini: ottavi in Nero...
Michael Lee Firkins: nuove idee per la scala blues...
Commenti
di mdg [user #41663] - commento del 04/05/2016 ore 15:45:36
Ovvio, sono i migliori.
Rispondi
di zabu [user #2321] - commento del 04/05/2016 ore 16:58:24
Assolutamente d'accordo. Non ho mai capito quelli che liquidano i Beatles dicendo "ma non sapevano suonare".
Rispondi
di prada [user #19807] - commento del 04/05/2016 ore 17:14:2
Totalmente d'accordo. Lennon era un eccellente chitarrista ritmico, Harrison inventava decine di assoli senza ricorrere alla pentatonica, e McCartney ... beh, è McCartney!
Rispondi
di coldshot [user #15902] - commento del 05/05/2016 ore 12:57:2
Con l'eccezione del solo di Michelle che secondo me è tra i più belli e che fu scritto dal gigante George Martin perchè pare che Harrison non sapesse da che parte rifarsi in quanto è un pezzo con un armonia un pò più articolata e usare i soliti fraseggi pentatonici sarebbe stato un pò banale.
Rispondi
di voodoochile [user #10728] - commento del 04/05/2016 ore 23:14:5
Mi sa che c'è un errore nella tablatura..l'ultimo accordo sul primo rigo è un SI7, non un MI (E)...se non erro.
Rispondi
di GianniJanaRojatti [user #17404] - commento del 05/05/2016 ore 10:23:16
Grazie per la segnalazione. Sistemato!
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 05/05/2016 ore 08:10:47
vero.
e ripeterò sempre....provate a suonare i pezzi dei nirvana...per lo stesso motivo. avere quella intenzione, quella bravura ritmica...è una scuola.
Rispondi
di GianniJanaRojatti [user #17404] - commento del 05/05/2016 ore 10:23:51
Assolutamente!
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 05/05/2016 ore 08:34:13
Finalmente Gilbert ne azzecca una: dopo aver tentato di rifarsi una verginità col blues ripara su grandi classici (e grandi lo sono veramente).
Sorvolo sull'accostamento tra i quattro di Liverpool ed i Nirvana; ok si suona per divertirsi, ma un minimo di serietà... .
Ciao
Rispondi
di esseneto [user #12492] - commento del 05/05/2016 ore 09:24:47
Ciao io ascolto indistintamente sia i Beatles che i Nirvana e per quanto riguarda il mio lavoro come musicista prendo spunti sia da uno che dall'altro gruppo , non ci trovo niente di male ad accostare i due gruppi e tra l'altro negli ultimi anni Paul Mc Cartney e Dave Grohl si sono visti spesso duettare insieme con estremo divertimento di entrambi.
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 05/05/2016 ore 20:00:55
Non avremo mai la controprova, ma dubito che i Niravana sarebbero diventati i Beatles degli anni '90. Niente di male accostare qualunque coppia di gruppi, per carità, ma a mio modesto parere tra i due passa parecchio in termini di impatto sulla musica in generale. Poi anche i Nirvana hanno i loro meriti, come i Metallica hanno i propri ed i Black Sabbath pure. Ma credo che pochi artisti siano così universalmente conosciuti ed apprezzati come i Beatles.
Ciao
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 05/05/2016 ore 21:40:05
francesco, hai male interpretato le mie parole...quando si scrive e non si parla può capitare. volevo semplicemente dire che, come molto (troppo) spesso si snobbano i 4 di liverpool, così accade (ancora più spesso) nei confronti dei nirvana....soprattutto da chi crede che suonare sia andare a mille all'ora. al contrario, la necessità di andare a tempo, avere una precisa direzione artistica, avere un'intenzione coerente con quest'ultima, avere un proprio suono, esprimere un sound potentissimo con una sola chitarra, ecc....non sono cose che puoi imparare dal maestro, o a scuola. serve estreo, talento, un mazzo tanto in sala prove a sudare.
credo fermamente che i nirvana siano il più grande esempio, in tal senso, degli ultimi 25 anni: ripeto, prova un po' tu a suonare con la stessa intenzione una territorial pissing....e poi fammi sapere
Rispondi
di esseneto [user #12492] - commento del 06/05/2016 ore 09:02:47
Concordo al 100% con quanto hai scritto .
Rispondi
di darkfender [user #16554] - commento del 06/05/2016 ore 10:59:39
i 4 di Liverpool li snobbano in pochi hanno scritto pezzi spesso più complessi di quanto sembrino che vanno appunto in una direzione completamente snobbata dal 99% dei chitarristi.

Non la velocità, ma l'armonia.

Infatti nonostante il solito mantra "la velocità uccide" e cose simili... il problema è proprio che non si considera mai un pezzo nel suo insieme ma solo la chitarra in relazione al resto (quando va bene).

Da questo punto di vista i Beatles hanno molto da dire....anche se all'ascolto continuo a non digerirli.

E si sono cose che PUOI imparare da un maestro.. forse non da uno di chitarra (di nuovo il solito problema).

E no i nirvana sono tutto tranne che un esempio da seguire.
Possono piacere ma a differenza dei Beatles hanno molto meno da insegnare.

Sarebbe bello uscire dai soliti concetti del "feeling", "intenzione" per parlare di cose concrete.

Certo che il concetto del sudore, talento e estro da un giorno all'altro, anziché studio costante e lenti progressi è la più bella favola della musica moderna (e ci ha portato ai talent show).

Il problema del tuo post infatti è confondere il "cosa suonare", con il "come suonare" secondo me.
Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 06/05/2016 ore 12:59:26
vai al link

e invece così ?
Rispondi
di Claudio80 [user #27043] - commento del 05/05/2016 ore 17:25:17
Geniali, inventivi e creativi come pochi gruppi storici hanno saputo essere. Questi sono i geni!
Rispondi
di alcor72 [user #16133] - commento del 06/05/2016 ore 12:09:22
Se si mettono in dubbio i Beatles, si può mettere in dubbio anche che la terra giri intorno al sole.
La superficialità con cui ci si "approcia" all'ascolto dei 4 di Liverpool a volte è disarmante, e non tiene minimamente conto del "quando".
Questi signori hanno rivoluzionato la musica, il concetto di fare musica in maniera commerciale e si sono più volte fatto beffe dell'establishment in maniera "geniale" come nessun altro.

I paragoni lasciano il tempo che trovano, perchè in 10 anni dal 60 al 70 sono cambiati (e molto per merito loro) le cose in maniera "totale".
Ai Nirvana riconosco di avere affermato in particolare una cosa fondamentale, che nel campo artistico, in qualsiasi campo non è necessario seguire certi "dogmi" per produrre comunque una cosa interessante.
Non è necessario insomma avere il talento di Caravaggio per dipingere una cosa interessante su una tela.

Rispondi
di esseneto [user #12492] - commento del 06/05/2016 ore 12:38:43
Penso che Picasso sia un buon esempio di talento un pò diverso da quello del Caravaggio ma altrettanto efficace....
Rispondi
di greenguitar [user #5448] - commento del 06/05/2016 ore 17:27:25
Perche' non provate a suonare i brani del gruppo "The Shadows" che sono solo suonati per chitarra e molti con svisature impegnative

Rispondi
di bluesDany [user #12803] - commento del 08/05/2016 ore 07:56:09
I 4 baronetti rappresentano un riferimento assoluto e per sempre lo saranno. Non sono possibili, in tal senso, accostamenti di alcun tipo.
Grazie a Paul per averci ricordato l'importanza storica di questo gruppo.
Rispondi
di greenguitar [user #5448] - commento del 08/05/2016 ore 11:49:45
Attenzione a fare miti, tutti i gruppi sono validi sia quelli conosciuti sia quelli meno conosciuti. L'arte è la migliore forma espressiva dell'uomo e la bellezza è nella sua variabilità così come lo sono i fiocchi di neve. La variabilità della forma artistica, infatti, tocca la sensibilità di ognuno di noi nei modi e nelle forme più vicine alla nostra anima. Negli anni passati Segovia è stato un mito per i chitarristi classici dell'epoca ma poi è arrivato John Williams; il folk americano ha avuto grandi interpreti come Doc Watson ma poi è arrivata la poesia di Bob Dylan; lo stile di Chet Atkins e Jerry Reed è stato per lungo tempo inimitabile ma poi sono arrivati John Renbourn e Doyle Dikes ecc. In Inghilterra, ad esempio, anche la liricità dei Procol Harum è stata magnifica e troppo spesso dimenticata, come è tuttora valida l'espressione artistica dei Rolling Stones, dei fossili viventi eppure straordinari. Io trovo, ad esempio, la musica di Lonnie Johnson vicino alla mia anima ed è ovviamente il bluesman da me preferito, ma non posso dire che che B.B. King sia meno valido, anche se più commerciale. E per fortuna che le cose vadano così e comunque viva anche i Beach Boys!!!!
Rispondi
di blues65 [user #25832] - commento del 08/05/2016 ore 19:07:01
Chissà i Beach Boys da chi sono stati presi come punto di riferimento?!? :)
Rispondi
di greenguitar [user #5448] - commento del 09/05/2016 ore 00:29:39
Dalla storia della musica. I Beach Boys per quel che mi riguarda non li ho mai ritenuti meglio di altri gruppi ma sono quelli che hanno venduto in assoluto il maggior numero di dischi, che piacciano o meno e questo e' un fatto.
Rispondi
di blues65 [user #25832] - commento del 13/05/2016 ore 18:01:08
Guarda che non era una provocazione... constatavo soltanto che i Beach Boys sono stati di ispirazione per molti gruppi anche famosi!!! PS: E' errato dire che i Beach Boys sono quelli che hanno venduto più dischi in assoluto... prima di loro c'è Elvis e qualche altro...
Rispondi
di kiodath [user #7634] - commento del 08/05/2016 ore 13:25:44
Ma sono io l'unico ad essersi accorto che da un anno e mezzo circa spuntano articoli su Paul Gilbert estrapolati dallo stesso video, che probabilmente non supera i venti minuti di lunghezza in versione integrale?
Per carità molto interessanti, ma non se ne può più di quella t-shirt grigia !
Rispondi
di zaloral [user #31722] - commento del 14/05/2016 ore 07:23:02
Ah ah ah!!!!!!!! Me ne ero accorto anch'io. È ovvio che la redazione sfrutti quell'unico video per estrapolare diverse cose utili visto che Paul Gilbert vive distante e non viene spessissimo nel nostro paese. La cosa è buona perchè vuol dire che Gilbert dice molto di interessante in poco tempo, sopratutto per avvicinare i suoi seguaci shred a mondi musicali diversi.
Se facesse un video al mese senza mai cambiarsi la maglietta ormai starebbe in piedi da sola!
Rispondi
Commenta
Loggati per commentare





I più letti della settimana
Luigi Schiavone a SHG MusicShow: nuovo disco e nuova chitarra
Essere musicista oggi
SHG Music Show: niente preliminari!
Linear Fill: il metodo di batteria
Licenza Creative Commons - Chi siamo - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964