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Mi sono fatto la Strat!
Mi sono fatto la Strat!
di [user #31999] - pubblicato il

Dietro ogni marchio c'è un appassionato di musica e strumenti sempre alla ricerca del proprio suono, o della chitarra che possa fare da benchmark ideale per i pedali che costruisce. English FX racconta la sua personale storia di Stratocaster, assemblaggi ed elettroniche personalizzate.
Mi sono fatto la Stratocaster! O, più prosaicamente, ho pagato per averla.

Quest'anno ho partecipato al Custom Shop Milano, esperienza positiva che vorrei replicare, esponendo i miei progetti. Ho messo a disposizione i miei due strumenti: una Epiphone DOT del '97 che non cambierei con nulla e una modestissima simil-Telecaster Harley Benton: 49 persone su 50 hanno preferito usare la Telecaster. Per questo mi sono convinto dell'opportunità di dotarmi di una chitarra decente e che fosse uno standard, un riferimento.
 
Mi sono fatto la Strat!

Ammetto che non sono mai stato un fan della Strat. Non so perché, mancanza di feeling, qualcosa di irrazionale, però a ragion veduta è l'icona della chitarra elettrica e la principale candidata al ruolo di strumento di riferimento democratico.
Mi metto quindi alla ricerca, budget limitato, poche idee e ben confuse. Potrei puntare a una Squier tipo Classic Vibe o una messicana e poi cambiare pickup o hardware, oppure qualche simil-Strat vintage. Difficile.
Decido: deve essere Fender, almeno posso pensare di rivenderla senza troppa fatica. Sarà messicana per il budget ridotto.

Perlustro vari siti di usato, qualche occasione mi sfugge, fino a quando vedo una Standard MIM 2008, due pickup USA e un DiMarzio, nella mia regione e per un prezzo interessante. Contatto il venditore, ci sono altre richieste, il caso fortuito che il giorno successivo si trovasse dalle mie parti per lavoro e la sua cortesia nel portarmi lo strumento in modo che lo potessi provare a casa.
La chitarra è in buone condizioni, da spenta la sento leggera e risonante, da accesa noto un certo sbilanciamento tra i pickup, un tono che non mi convince del tutto ma decido di rischiare... affare fatto.
 
Mi sono fatto la Strat!

Amanti della Stratocaster perdonatemi, ma il mio primo pensiero è stato "certo che queste Fender sono proprio due tavole avvitate!".
Provo a suonarla per un po', ma l'hum a cui non sono abbituato, la resa dei pickup sbilanciata, l'aver notato che il manico non è montato bene (fuori asse e non ben poggiato al corpo), che i poli del pickup al manico sono larghissimi rispetto alle corde, che l'action... le sellette... le viti del battipenna...
Insomma come al solito mi trovo a smontare le cose invece di suonarle.

Decido di arrangiarmi per quel che posso e poi portarla da un liutaio per la messa a punto finale.
Ecco gli interventi:
- smonto il manico, il truciolo estratto dalla sede delle viti nel manico e qualche accumulo di vernice nella tasca del corpo non permettono un buon accoppiamento. Lima, lama del cutter e carta vetrata mi permettono di far combaciare i pezzi
- tolgo battipenna e elettronica, qualche filo si stacca alla minima sollecitazione, noto che la cavità è verniciata con vernice alla grafite
- smonto pickup e cablaggi, pulisco i potenziometri, rivesto l'interno del battipenna con foglio di alluminio e rimonto il tutto con qualche variazione.

Innanzitutto metto al manico il DiMarzio HS3 (da specifiche è un po' limato sulle alte, lo metto al manico dove lo vedo più adatto, anche perché ha i poli più vicini del Fender) e lo cablo rinunciando alla bobina di cancellazione rumore per avere più uscita e più apertura nella risposta. Poi metto il Fender (che ho verificato essere davvero un made in USA anni '80) del manico al ponte (a quel tempo ponte e manico erano uguali) per avere un suono più Fender in quella posizione che è secondo me la più distintiva.
Modifico lo switch per avere i due toni per il ponte e per il medio, ciascuno col proprio condensatore rispettivamente 22nF e 10nF.
Schermo anche la cavità del corpo con nastro di alluminio, sostituisco i cavetti dal volume al jack con uno schermato e rimonto il tutto, allineo il manico, truss rod, action, sellette, ponte (appoggiato al corpo), altezza dei pickup.
Vorrei provare configurazioni meno standard, ma mi freno.

Purtroppo è notte e la provo da spenta. Ai sensi amplificati che solo chi lavora di notte nella stanzetta che confina con le camere dove dormono moglie e bimba ha provato, il volume acustico mi sembra incredibile. Appare al livello della semihollow, molto migliorato, molto più risonante e armonicamente completo.
Vado a dormire contento.
 
Mi sono fatto la Strat!

L'indomani mattina addolcisco il risveglio delle donne provandola da accesa: tutta un'altra cosa rispetto alle prime impressioni!
Al manico adesso ho un ottimo livello di segnale, un tono che mi piace, senza filtro sugli alti ma con un progetto "addolcito" ho un suono pieno e ben articolato.
Medio bello, regolato alla giusta altezza lo userò di sicuro nei clean.
Ponte da Stratocaster, controllo di tono giusto per i miei gusti.
Viene proprio voglia di suonare e di sfruttare tutte le posizioni dello switch e non ho ancora cambiato le corde!

Ma.
Ti pareva che non ci fosse un "ma".

Ma in posizione quattro (neck+middle) il suono è sottile e vuoto: parallelo controfase. Eppure ho controllato dieci volte le indicazioni...
Non resta da fare quello che avrei dovuto fare prima e che da oggi ricorderò di fare sempre: controllare polarità magnetica e direzione dell'avvolgimento.
Eh sì, perché per qualche motivo questi due parametri fondamentali nessun produttore te li dice in modo chiaro e soprattutto non c'è uno standard.
Quindi, per riassumere, verifico che la situazione attuale è questa:
- manico con polarità sud, uscita negativa (secondo un mio riferimento arbitrario)
- medio con polarità sud, uscita positiva (ecco l'opposizione di fase)
- ponte con polarità nord, uscita positiva (bene, i due Fender sono d'accordo).

Non ci vuole molto a capire qual'è la soluzione (e non è quella di invertire le connessioni come suggerito nelle istruzioni del DiMarzio, o almeno non solo):
- invertire le connessioni del DiMarzio
- invertire di posizione i pickup medio e ponte.
 
Sì, lo so, il medio è fatto per stare al centro, ma è uguale al pickup del ponte se non fosse per la polarità magnetica e la direzione degli avvolgimenti invertita (e quindi fase concorde).
Facendo come pianificato avrò:
- manico: polarità sud, uscita positiva
- medio: polarità nord, uscita positiva
- ponte: polarità sud, uscita positiva.
Quindi posizioni intermedie con cancellazione di rumore e pickup correttamente in fase.

Viste le premesse, dopo questo aggiustamento, il cambio corde e magari un passaggio dal liutaio, conto di trovarmi tra le mani uno strumento di livello molto più alto del prezzo pagato.
La mia prima Stratocaster che adesso comincio ad amare e apprezzare.
 
Mi sono fatto la Strat!
 
Che senso ha questo articolo?
Volevo solo, nel raccontare la mia esperienza, mettere in evidenza come tante piccole cose possano trasformare uno strumento deludente in un oggetto capace di dare soddisfazione.
Fermo restando che l'intervento di un liutaio di mestiere è la miglior cosa, ci sono dei margini di manovra per il fai-da-te ma bisogna tener presente che è necessario porre attenzione ai dettagli anche per operazioni "semplici" come comprare e installare un nuovo pickup.
 
Nota della Redazione: le foto sono prese da internet e non corrispondono all'esemplare raccontato nell'articolo.
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