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Maton S60: solidità australiana
Maton S60: solidità australiana
di [user #16167] - pubblicato il

Una chitarra acustica tutta in legni massello e proposta a un prezzo inferiore ai mille euro non è una cosa sorprendente, lo diventa quando sulla paletta c’è la scritta Maton. Abbiamo provato il modello per così dire entry level della serie Solid Road, made in Australia made by Australian!
La Solid Road Series è composta da modelli realizzati per offrire ottime prestazioni a un prezzo tutto sommato accessibile e che spesso e volentieri resta sotto le cifre a tre zeri. La S60 è la più economica di tutta la serie, ma come tutti gli altri strumenti è realizzata in soli legni massello. Il top è costruito con un bellissimo pezzo di abete Sitka “A” Grade, sorretto da un x-bracing scalloped, resistente e leggero, in grado di fare vibrare al meglio la tavola senza farla diventare troppo flessibile. Incollate alla tavola troviamo delle fasce e un fondo in acero del Queensland, stesso legno con cui è costruito il manico a 21 tasti con tastiera in palissandro indiano, unico legno non proveniente dall’Australia, ma dall’altra parte dell’Oceano. 

Sono pochi gli ornamenti presenti sull’acustica in prova oggi e si limitano alla rosetta e all’impiallacciatura della paletta in Sapele, unite al battipenna (che non è solo un orpello, ovviamente). 

Tutte le SRS sono dotate, come la S60 del sistema di amplificazione AP5 Pro, che combina un microfono a condensatore al piezo. Entrambi hanno il volume controllabile tramite potenziometro sul cockpit. Qui troviamo anche i tre fader per volume, alti e bassi, uniti al controllo di medi (con selettore di frequenza) ma in forma di potenziometro.

La finitura è satinata, ovunque. Questo regala un ottimo feeling fin da subito. La mano scorre sul manico senza problemi, aiutata poi dal radius da 12’’ che è un toccasana e rende le 0.012 montate sulla Maton più morbide di quanto ci si aspetterebbe. La S60 non ha una cassa esagerata nelle dimensioni, che anzi non infastidisce per nulla sotto al braccio destro. Allo stesso tempo, però, il volume che scaturisce è notevole. Si comporta come una dreadnought anche se le manca qualche centimetro di giro vita. 

Maton S60: solidità australiana

Le basse sono le frequenze che più investano chi ascolta, ma nello stesso tempo fanno vibrare l’acero del Queensland e di conseguenza la pancia del player. A queste, però, seguono i cantini, belli chiari (merito anche delle corde nuove e del buon setup), che brillano e si fanno sentire, appoggiati comodamente sul tappeto solide delle tre corde più gravi. Ci si accorge subito, non appena ci si lascia lo strumming alle spalle per passare a qualche arpteggio, quanto i legni siano di qualità, così come la costruzione. A ogni nota rispondono gli armonici rigorosamente in serie che mettono ulteriormente in vibrazione le corde arricchendo il suono in maniera davvero importante. 

Il modello in prova non era dotato del sistema AP5, ma come avevamo già avuto modo di provare su altri modelli è sicuramente una certezza. Il sound, soprattutto del microfono, sarà naturale e dinamico. Quando per esigenze tecniche (monitor he fischiano, feedback indesiderati) bisognerà utilizzare il piezo, però, non sarà certo un’agonia. Certo, il sound viene un po’ velato dal quel timbro nasale tipico di questi trasduttori, ma il risultato resterà comunque gradevole e credibile. 



Per una cifra che si aggira intorno agli 800 euro la Maton S60 si è dimostrata un’ottimo strumento. Realizzato con cura e con materiali di prima qualità. Offre anche un sistema di amplificazione completo e in grado di rendere al meglio sul palco, soprattutto con il microfono a condensatore nella buca. 

Per approfondimenti, la scheda tecnica completa della Maton S60 è sul sito ufficiale a questo link.
chitarre acustiche maton s60
Link utili
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di Deadwing utente non più registrato
commento del 17/06/2016 ore 09:41:11
cioè:1)made in australia 2)all solid 3)hardshell case 4)elettrificata 5) 799 euro 6) non suona neanche male.
dov'è il trucco???D:
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di aleck [user #22654]
commento del 17/06/2016 ore 10:35:45
Si può fare... Vedi anche l'impero di Godin in Canada con le sue fantastiche Seagull! :)
Rispondi
di Deadwing utente non più registrato
commento del 17/06/2016 ore 18:17:49
ma sai, le seagull per quanto carine mi trasmettono la sensazione di qualcosa di piu essenziale. forse sono straniato dal fatto che produrre in italia a quei prezzi è veramente impossibile..negli altri paesi occidentali il mondo dell'impresa non è così ingessato come qua
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 17/06/2016 ore 18:24:19
Dipende da cosa provi come Seagull :) Se vai sulla serie Maritime SWS ritrovi davvero tanta qualità, legni masselli di prim'ordine, finiture leggere e curate... vai al link vai al link vai al link vai al link vai al link

Comunque sicuramente incide il sistema in cui queste realtà riescono a fiorire ma, ne son più che certo, è importante anche l'idea di fondo e il modo di fare impresa. Robert Godin è riuscito ad emergere per tutta una serie di fattori, inclusi progetti intelligenti, una scelta di materiali mirati e delle tecniche di costruzione innovative, o meglio, che ottimizzassero l'unione tra lavorazione "industriale" e intervento umano.
Rispondi
di Deadwing utente non più registrato
commento del 17/06/2016 ore 18:32:42
nel paese che ha inventato l'irap, cose come le idee imprenditoriali vannò anche un po' a perdersi per strada;)
Rispondi
di warburg [user #43590]
commento del 27/08/2016 ore 19:20:21
Confermo tutto sulla stupenda Seagull Maritime SWS :)
Presa da Centrochitarre ad un prezzo... assurdo!
Rispondi
di fender66 [user #1640]
commento del 18/06/2016 ore 13:10:36
Il trucco sta nel fatto che non è elettrificata... con l'amplificazione si sale di parecchio, intorno ai 1300.
Rispondi
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di Deadwing utente non più registrato
commento del 18/06/2016 ore 13:22:01
hai ragione, avevo letto male. ora mi suona molto piu normale:)
Rispondi
di schecter [user #12337]
commento del 17/06/2016 ore 10:42:18
Nessun trucco. Tanto dovrebbero costare tutte grossomodo.
Vorrei solo dire che e' chi compra che fa il prezzo, cosa avra' mai di diverso una chitarra da 3.000, 5.000 Euro e oltre ? I legni non fanno una cosi tanta differenza di costi, la lavorazione e' praticamente la stessa. Noi compriamo a prezzi esagerati e loro li aumentano senza alcuno scrupolo . Martin D45 oltre 6.000; SJ200 Gibson standard oltre 3.500 .....solo per citarne alcune. Legno pagato piu' dell'oro. MA ...
Senza polemica voglio solo dire che oggettivamente i costi sono esagerati, poi e' chiaro ognuno spende i propri soldi come crede . Ciao
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 17/06/2016 ore 11:05:41
Non sono d'accordo, in tutta onestà. Su una Martin D45 e una Gibson J200 c'è 4 volte il lavoro che c'è su uno strumento come questo o le già citate Seagull: non sono la stessa cosa.

La lavorazione manuale di intarsi e finiture è ciò che fa letteralmente lievitare il prezzo: dietro ogni intarsio, ogni binding, ci sono ore e ore di lavoro di un artigiano specializzato. Non generalizziamo. Una Seagull o una Maton viene prodotta in maniera semi industriale, la sua costruzione richiede davvero poche lavorazioni di fino e la gran parte del processo costruttivo non richiede nessuna particolare specializzazione degli operai. Non si può certo dire lo stesso per una Gibson J200 o una D45 dove è richiesta la perizia di artigiani specializzati e si sfiora un lavoro di liuteria vera e propria. Mi pare chiaro che un artigiano specializzato o un liutaio, per altro impegnato per ore e ore su ogni singolo strumento, costi più che un operaio comune.

Anche i legni hanno la loro incidenza: sia Seagull che Maton utilizzano legni "a chilometro 0" coltivati e tagliati sul posto, Gibson e Martin utilizzano spesso legni pregiati, esotici, a forte impatto ambientale (!) e non di rado, ad oggi, anche molto difficili da procurare in quantità. Tutto questo incide nettamente sui costi.

Non dico che una J200 o una D45 siano 10 volte meglio di una Maton o di una Seagull in fatto di "sostanza", dico solo che offrono di più, e molto, in termini di finiture, di lavorazioni e di materiali.

Si paga il nome sulla paletta? Di sicuro. Ma un certo tipo di lavorazione si paga altrettanto. Sono finezze che SERVONO a ogni musicista? NO. Per un musicista comune, a cui interessa suono e suonabilità, una Maton o una Seagull può offrire tanta sostanza in una veste povera e a un prezzo concorrenziale, se si vuole un'opera d'arte in tutto e per tutto ci si può rivolgere alla fascia alta di Gibson e Martin, consapevoli di avere tra le mani lo stato dell'arte della chitarra acustica.
Rispondi
di dale [user #2255]
commento del 17/06/2016 ore 14:00:14
C'è anche parecchio suono e suonabilità di differenza, si avverte anche solo prendendole in mano, fidati, ho Martin, Gibson e Seagull.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 17/06/2016 ore 14:46:26
Suonabilità e suono, sopra certi livelli, sono cose talmente soggettive.

Di martin, ad esempio, ne ho provate tante eppure nessuna mi ha mai trasmesso sensazioni esaltanti. Al contrario varie slope shoulder di Gibson, o una j200 "rimpicciolita" di cui non ho mai saputo il modello ma con cui ho fatto l'amore per anni nel mio vecchio negozio, sono diventate il mio ideale di chitarra acustica.

Al secondo posto ci sarebbero proprio le Seagull, che mancano di quell'esperienza sensoriale e visiva che fa amare una Gibson di fascia alta, ma allo stesso tempo mi stanno addosso, suonano e si lasciano suonare in un modo che a me piace.

Ovviamente non mi presto a confronti insensati come più sotto, per carità. Nè nego la qualità superiore di certe Martin o Gibson, o di altri strumenti di liuteria o quasi (e ce ne sono, ne ho provati di incredibili). Semplicemente ritengo che sopra un certo livello si entri nel campo delle sfumature e delle sensazioni, un mondo esoterico da cui è difficile trarre conclusioni assolute. Il fatto è uno ed è palese: a un prezzo più alto corrisponde una qualità superiore. Superiorità che si esprime oggettivamente sotto gli aspetti che ho citato, soggettivamente sotto gli aspetti di suono e suonabilità. Che poi, almeno secondo me, gli aspetti "soggettivi" sono direttamente figli degli aspetti "oggettivi" di cui parlavo io... Figli di un modo di intendere la chitarra, di un modo di lavorare, di una certa selezione di legni, di una certa perizia nella lavorazione e nella finitura. Queste sono le variabili in campo.

Alla fine della fiera l'unico modo per valutare uno strumento "giusto", sempre sopra un certo livello, è il chitarrista che dovrà suonarlo. A ognuno la scelta tra la poesia di una Gibson, o di una Martin o la bontà schietta di una Seagull, o Maton o chicchessia.
Rispondi
di dale [user #2255]
commento del 17/06/2016 ore 23:19:30
No, non sono soggettive.
Possono piacere o meno determinate chitarre, senza dubbio, ma quando prendi in mano e soprattutto suoni una OM28, o una EC, OOO28 o anche una Hd ma anche una Taylor (ho avuto una 614ce) ,o quello che vuoi senti una suonabilità, una risposta, un suono che chitarre più economiche non hanno.

Se sei in grado di valutare questi aspetti ovvio.
Io non ci ho fatto 4 accordi in un negozio, ti ripeto che ho tutte e tre le marche, le ho suonate per anni in molte date live, ci ho studiato fingerstyle le ho fatte suonare a persone moto più brave di me (non ci vuole molto! :-) ), sono oggettivamente superiori sotto ogni punto di vista, chiaro che altre chitarre sono superiori alle mie, e non di poco, e non per sfumature.
E così via...
Concordo sul resto.

Comunque stiamo andando OT.
Queste Maton promettono bene, le Seagull sono buone chitarre ad un buon prezzo, io stesso ne ho presa una.
Ciao a tutti
:-)
Rispondi
di schecter [user #12337]
commento del 17/06/2016 ore 11:27:51
Sono d'accordo in linea di massima ma...
un operaio specializzato costa 10 volte piu' di un operaio comune ?
un mq di legno di qualsivoglia sostanza esotica costa oltre 30 volte un legno meno pregiato ?
Va bene, ma come si fa ad arrivare da 600/700 a 6.000 Euro non e' ancora tanto chiaro, solo lavorazione a mano ( sono tutte fatte in serie almeno per la maggior parte del lavoro) e intarsi ? ...
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 17/06/2016 ore 11:44:37
Si, su questo siamo d'accordo. E' chiaro che in quei casi particolari paghi anche il nome della casa, il prestigio dello strumento "storico". Non dimentichiamo però che lo strumento in sè per sè, considerando tutti i costi, arriva tranquillamente a costare sui 3-4000 euro. Probabilmente anche fosse una Maton, con gli intarsi di una D45, con la stessa selezione di legni, costerebbe non meno di 3.500 euro.

Diciamo che si torna al discorso iniziale: non si tratta di strumenti per tutti, a un musicista "normale" non servono. Chi sente il bisogno di portare a casa l'unicità e la qualità di una D45 o una J200 accetta, giustamente, anche di spenderci quei soldi, proprio in funzione di quella unicità e di quella qualità. In soldoni: Vuoi l'opera d'arte? La paghi come tale... E' la stessa differenza che corre tra un ReadyMade e un pezzo di alto design realizzato dall'architetto stesso...

Altrimenti ci si può rivolgere a un buon liutaio e farsela realizzare spendendo di più sulla manodopera ma risparmiando sul nome altisonante :)
Rispondi
di schecter [user #12337]
commento del 17/06/2016 ore 11:57:32
Ok, certo, l'avevo detto nel primo mio commento ognuno di noi spende i propri soldi come crede ! Ciao e grazie di aver scambiato quattro "chiacchiere" .
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 17/06/2016 ore 12:05:43
E' sempre un piacere, anche se son partito in quarta ahahah :)
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 17/06/2016 ore 12:06:07
PS. per rispondere usa il tasto "rispondi" :)
Rispondi
di schecter [user #12337]
commento del 17/06/2016 ore 12:19:07
Si va usato il tasto rispondi e' vero.
No non sei partito in quarta, e' sempre stata una cosa che mi sono domandato come si puo' pagare cosi' tanto per una chitarra di nome ma sempre fatta di legno .
Sara' che io possiedo una umilissima Yamaha FG345 da ormai 32 anni e non la cambierei sia per una fatto affettivo, avevo 18 anni quando la comprai, ne per come suona, ti assicuro che nome o non nome sulla paletta, suona bene quanto e piu' di una D28 . (non esagero) . Ovviamente deve essere ben settata e con le giuste corde altrimenti perde molto . Ciao
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 17/06/2016 ore 17:48:01
Ahh, gli Stone Temple Pilots!!
C'e ancora qualcuno che li suona!!
Il suono mi piace, è "leggero", molto chiaro, la chitarra sembra risuonare bene (ed è nuova) al di là di alcuni "buzz" forse dovuti a un'action non altissima.
Rispondi
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