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Il ritorno dei frigoriferi: Castellano, Di Dio & Varini
Il ritorno dei frigoriferi: Castellano, Di Dio & Varini
di [user #116] - pubblicato il

E’ indubbio che il digitale stia vivendo una nuova età dell'oro. Sono sempre di più i chitarristi che lasciano testate e casse in garage per affrontare il palco armati solo di pedaliera. Se poi ci aggiungiamo che tante case stanno affiancano sempre più versioni rack alle edizioni pedalboard classiche, ci siamo chiesti se presto torneremo a vedere i palcoscenici sovrastati da rack giganteschi, i mitologici frigoriferi degli anni ’80 e ’90.
Così, con l’idea di confezionare un contenuto estivo e leggero che non ambisca a entrare in dettagli troppo tecnici o specialistici,  abbiamo girato la domanda ad alcuni amici e  colleghi di Accordo, giganti della chitarra italiana,  tutti professionisti con un’esperienza enorme in fatto di strumentazione e relativo utilizzo dal vivo.
Ci siamo fatti dire la loro, raccontare i loro trascorsi e, in alcuni casi,  descrivere il set up attuale.

Il ritorno dei frigoriferi: Castellano, Di Dio & Varini

Ne sono usciti dei contenuti vivaci e divertenti che siamo certi avranno anche un prezioso valore formativo e didattico per i chitarristi più giovani e inesperti che stanno ancora lavorando sodo nell’affannosa ricerca del proprio suono e della strumentazione adeguata. Oggi pubblichiamo i primi tre contributi, quelli di Giacomo Castellano, Osvaldo Di Dio e Massimo Varini. 

Massimo Varini
Il ritorno dei rack? Credo si tratti di mode… ricordo quando negli anni ’90 si girava con i frigorifer. Se non avevi l’attrezzatura a rack ma un testa/cassa con i pedalini sembravi un poveraccio, un antico. Poi la cosa si è ribaltata: negli anni 2000 se avevi un rack invece di testata e pedalini accadeva la stessa cosa ma al contrario! Personalmente, ho sempre abbastanza guardato in avanti fregandomene delle mode o, addirittura, cercando di anticipare gli eventi.
Credo che, come tutte le mode dettate anche da strategie di marketing, si seguano dei cicli. I rack secondo me torneranno, perché avremo bisogno di diverse cose che non sempre sono integrate in modo efficace in queste macchine tuttofare. Chi usa Kemper o Bias o altre strumentazioni, ha poi bisogno di altre macchine da portarsi al seguito: quindi ecco i finali rack, gli stabilizzatori, gli switching system, i cassetti porta pedali…

Il ritorno dei frigoriferi: Castellano, Di Dio & Varini
Massimo Varini nel 1988
 
Osvaldo Di Dio
Non credo che torneranno i frigoriferi proprio perché le macchine di adesso riescono a fornire potenze di calcolo nettamente superiori in spazi incredibilmente ridotti.
Tra quelli che hai citato sto utilizzando da diversi mesi la Helix in versione Floor perché ho riscontrato un'ottima robustezza dal punto di vista costruttivo senza dover rinunciare alla comodità di una macchina all in one. La versione rack è essenzialmente identica ma risulta sicuramente più adatta per un inserimento in studio o come ampliamento di un rack già esistente. Nel recente tour di Battiato le chitarre passavano esclusivamente in Helix sia in diretta che in 4CM. Nelle produzioni pop di oggi, che sono estremamente prodotte, viene richiesto di avere tutto a tempo song per song (modulazioni, delay, ecc.), e il digitale aiuta molto. Poi, capita sempre più spesso di effettuare più tour contemporaneamente e all'interno di queste macchine è possibile salvare setlist per ogni repertorio. Inoltre, l'enorme vantaggio che sto riscontrando è quello di avere centinaia di effetti sempre a portata di mano: di solito assemblavo pedaliere apposta per il tour che andavo a fare, ma questo, per forza di cose, blinda la tua sonorità. Nell'ultima versione di "Shock in my Town" ho pensato, pochi minuti prima del debutto allo Street Music Art di Assago, di inserire un Whammy Pedal all'interno dell' assolo: è stata un'idea vincente che a Franco è piaciuta molto. In questo caso, si è trattato di un Whammy, ma sarebbe potuto essere qualsiasi cosa perché è tutto lì alla tua portata.
 
Il ritorno dei frigoriferi: Castellano, Di Dio & Varini
La pedaliera di Osvaldo Di Dio sul palco di Franco Battiato
 
Giacomo Castellano
Ritengo che i sistemi a rack siano sicuramente più solidi e sicuri di quelli interamente a pedaliera ma credo siano adatti solo a grossi tour con tecnici che li montano. Spesso però, togliendo il rack di torno, la pedaliera si riempie e diventa pesantissima; di conseguenza si torna a dover gestire un setup che spesso ha senso solamente in grossi e medi tour.
Personalmente la mia soluzione è composta da due pedaliere: una leggera con l' Helix, che fa un po' di tutto, un'altra più complessa e pesante ma che in qualche modo conferisce più personalità, poiché ogni singolo elemento è stato selezionato nel tempo per una sua caratteristica specifica. La seconda deve essere assemblata a regola d'arte (Come molti sanno le mie pedaliere sono assemblate da Pierangelo Mezzabarba.)
Ho puoi un terzo setup che uso per le jam che prevede solo tre pedali.
Ritengo che in qualunque produzione si sia coinvolti conti la ricerca del suono adatto alla musica da eseguire: è il repertorio a determinare cosa va usato e cosa no. In studio preferisco avere tutte unità a rack; dal vivo, invece, se posso evitare i rack è meglio, specialmente se nessuno ti monta la strumentazione. 
Credo che in realtà si vada verso un'era che consentirà di avere molta potenza in poco ingombro, sia su pedaliera che su rack, poi ognuno sceglierà in base alle proprie esigenze. Una volta c’erano i frigoriferi perché si usavano più unità, visto che ognuna era  specifica per una cosa sola (ambienti, modulazioni…)  e poi si usavano anche i preamplificatori a rack.

Il ritorno dei frigoriferi: Castellano, Di Dio & Varini
Giacomo Castellano sul palco di Raf nel 1991
giacomo castellano lezioni massimo varini osvaldo di dio
Link utili
Il sito di Giacomo Castellano
Il sito di Osvaldo Di Dio
Il sito di Massimo Varini
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Commenti
di mz2250 [user #40980] - commento del 08/08/2016 ore 13:32:40
Oggettivamente i rack hanno sempre quel fascino da "stadio" anni 80/90" , però è anche vero che le soluzioni migliori per il tipo di musica dal vivo che si fa ora spesso con spazi fisicamente ristretti sono i prodotti come l'helix ,giustamente visto nell'ottica di "piccolo portatile e potente" , la qualità però ne risente rispetto a singole unità dedicate ad un solo compito come nel caso dei frigor .
Rispondi
di 7cordista [user #41040] - commento del 08/08/2016 ore 14:19:26
Analisi eccellente. Hai centrato perfettamente il punto. Non è ancora possibile inserire un rack dentro un pedale, ne é la prova che i pedali non hanno la stessa qualità dei rack. Tra un Lexicon PCM 70 ed un Bluesky, centomila volte meglio il primo.
Rispondi
di mz2250 [user #40980] - commento del 08/08/2016 ore 15:13:02
si beh i pedali a meno che non si parli di sporcatori che non sono vera materia da rack ( li si va di preamp diversi) erano diretti fuori dall'equazione , per riuscire a far girare bene una pedaliera con tanti effetti ci vuole uno sforzo immane tra alimentatori buffer e accorgimenti vari senza mai raggiungere appieno il risultato desiderato, in termini di compromesso il bluesky è molto più che accettabile, ma penso che il futuro sia sui modellatori (kemper ecc ecc) , qualità rack ma tutto in 2 unità con un mezzo compromesso sulla resa finale , ma potenza nel compatto da vendere.
Rispondi
di 7cordista [user #41040] - commento del 08/08/2016 ore 14:20:06
Io da amante dei rack spero che non tornino di moda, così da poter fare affari con l'usato. I rack oramai te li tirano dietro...
Rispondi
di rockit [user #11557] - commento del 08/08/2016 ore 14:55:08
Lascia stare che per me invece è un dramma avere un paio di unità da vendere, lascerei pure prezzi bassi, quello pazienza, ma è proprio la mancanza di richiesta che è sconfortante.
Rispondi
di 7cordista [user #41040] - commento del 11/08/2016 ore 08:02:58
Cosa cerchi di vendere?
Rispondi
di rockit [user #11557] - commento del 11/08/2016 ore 09:31:14
Ho un intellipitch, un alimentatore Brunetti RPS300, volendo un line mixer della VodooLab (ma quello tendenzialmente me lo terrei) e una GT5 che più che per i suoni è ottima come controller MIDI...tutta roba non eccessivamente di alta fascia ma che fa il suo lavoro. Pre e finale se ne sono già andati. Il Korg A2 e il replifex invece restano con me anche se cambio tipo di strumentazione. Il replifex penso sia il miglior compromesso esistente tra funzionalità, ingombro e suono. L'A2 probabilmente è il miglior esempio del perché certi discorsi sulla potenza di calcolo lasciano il tempo che trovano: sarà una macchina meno potente ma ha una sonorità ben precisa e personale, in più funzionalità che si iniziano a rivedere solo oggi nei digitali top di gamma in quanto a routing degli effetti, e soprattutto convertitori e connettività sono ai massimi livelli, puoi inserirlo in qualunque catena e non perderà segnale mai. In più essendo progettato per trattare l'intera banda audio ha una estensione in frequenza che sulla chitarra basta e avanza, a differenza di certe unità "per chitarristi" che sugli acuti iniziano a perdere trasparenza. Tutto sommato questi aspetti qualitativi si ritrovano forse in Fractal o Helix, ma già coi multifx della generazione precedente, che in quanto a capacità di calcolo si mangiano l'A2 tranquillamente, non c'è verso di avere quelle prestazioni.
Rispondi
di Lupin77 [user #41354] - commento del 08/08/2016 ore 14:41:40
Il vantaggio del digitale "moderno" è che ti consente di avere tutto o quasi tutto in poco spazio. Chiaramente le valvole sono le valvole però non si può negare che i processori di oggi non facciano rimpiangere più di tanto i nostri amati set up filo analogici a patto però di investire un po' di tempo (talvolta molto) per la programmazione. I chitarristi oggetto di questo articolo sono molto preparati e hanno alle spalle miliardi di concerti e ore di studio. Probabilmente e sottolineo probabilmente per far suonare alla grande le stesse pedaliere multieffetto che utilizzano i comuni mortali si confronteranno pure con fior fior di fonici e tecnici del suono. Per cui è più facile (sulla carta) rendere "reali" i suoni di cui hanno bisogno. Ad ogni modo aspettiamoci continue evoluzioni dal digitale...oh...però nel dubbio aspettiamo a buttare i nostri amati e tecnologicamente antichi ampli valvolari... Ah!
Rispondi
di bend_it [user #29446] - commento del 08/08/2016 ore 15:08:4
I "frigoriferi" non hanno più ragion d'essere. Basti pensare a come all'epoca molte macchine fossero dedicate ad un unico effetto (o famiglia di effetti) ed avevi un'unità per il chorus, due per il delay (per averlo stereo), una per il reverbero, una o due per il pre, due o tre per il finale, ecc... e spesso erano macchine comunque digitali ma con una potenza molto inferiore alle potenze attualmente disponibili.
In fondo però quando era passato di moda il digitale uno come Petrucci girava comunque con i frigoriferi pieni di testate Mesa, uno come Beck girava con quattro cinque ampli diversi sul palco, ecc... Emblematico per me è il recente tour dei Dream Theatre con Petrucci che ha ricominciato ad usare un Triaxis (più uno di back-up) al posto delle tre testate Mesa ed un paio di Axe-fx. Quindi Rack, ma più compatto.
Valvole controllate midi e moderni processori secondo me sono un'accoppiata vincente e comunque con un ingombro tipo microonde e non Frigo. Oppure Kemper, Helix, eccc.....
In un tour recente Castellano mostrava la pedaliera, le testate e le casse sul palco e poi, nascosti dietro le casse ("non si devono vedere"), un paio di rack per gli ambienti.
Io il Rack non l'ho mai "completato" e mai portato live ...ma non l'ho venduto. ...staremo a vedere se ho fatto male (Silver bullett Brunetti come finale, pre Triaxis Mesa, XPR Rockman, Switchblade GL SoundSculpture, TC G-major, e ...pedali)
Rispondi
di giacomocastellano [user #7681] - commento del 08/08/2016 ore 22:50:3
parli del tour di elisa del 2010.. recente non direi... è stato uno degli ultimi con sistemi a rack, i quali furono pensati apposta per quel tour.. Non è detto che ogni tour abbia lo stesso sistema.
Ogni lavoro è diverso, a Madrid x il musical dei Queen andavo in teatro senza nulla, c'era tutto li', anche i plettri.
Oggi sono felice con la pedaliera, lo sarei stato anche all'epoca ma non fu possibile.
Le casse che non si devono vedere non sarà mai un'esigenza mia ma della scenografia.
Rispondi
di bend_it [user #29446] - commento del 11/08/2016 ore 14:56:53
Che ONORE !!! La risposta del diretto interessato non me l'aspettavo proprio!
Il video è "recente" forse solo perchè io l'ho visto di recente su youtube. Quei video (non so se tour Elisa o Nannini, ne ho visti un po') mi hanno ispirato all'acquisto del M5 line6 e su altri aspetti. Nel tour di Elisa le casse erano a vista dietro di te. Erano i Rack nescosti dietro le casse. Comunque la vita da musicista di secondo piano è un po' diversa: ci portiamo sempre tutto. Adesso sto suonando con la tribute di Jovanotti ("Pensieri Positivi", 20 date solo ad agosto, e poi tutto l'anno circa sei al mese) in tutta Italia, da Livigno a Brindisi, Reggio Emilia, Pescara, ecc....partendo da Roma, in cinque, con tutti gli strumenti al seguito, dentro un Fiat Doblò ben stipato. E' già un miracolo che io riesca a portarmi ancora un ampli (il bassista ci ha rinunciato da tempo) per quanto sia un piccolo Peavy Classic 30.
Un altro aspetto molto interessante emerso da quei tuoi video (oltre l'esistenza di una vera e propria regia che decide movimenti e posizioni di ciascuno in ogni momento dello show) era l'approccio al nuovo repertorio da preparare: "la produzione mi ha mandato le parti scritte e gli audio della chitarra da sola per poter sentire bene i suoni". A me quando arriva qualcosa da studiare non arrivano parti scritte, arrivano audio pessimi ( e comunque mai audio e parti insieme), provini mal realizzati e mal mixati dove a volte la chitarra non si sente neanche, a volte non c'è proprio e a volte ce n'è due e tu non sai quale parte privilegiare. Se fossimo calciatori io sarei un buon mediano sempre titolare ma in serie C (no dai, forse serie B) ...la serie A è tanto diversa. Comunque probabilmente il prossimo acquisto sarà proprio un Helix.
Un saluto e tanta tanta stima!!! (con un pizzico di sana invidia) :-)
Rispondi
di bend_it [user #29446] - commento del 08/08/2016 ore 15:15:11
vai al link
Rispondi
di bluesDany [user #12803] - commento del 08/08/2016 ore 15:53:51
Potenzialmente possibile per i turnisti, specie in ambito pop: a gli altri servirebbero?
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 08/08/2016 ore 17:16:32
essendo cresciuto con gruppi spogli ed essenziali (a partire dagli zeppelin fino ai nirvana, passando per pearl jam, alice in chains, soundgarden ecc), non ho mai compreso fino in fondo la necessità di avere tutta quella roba. e mi sono sempre chiesto: ma un petrucci, senza i suoi frigoriferi, avrebbe senso? è petrucci ad usare i frigoriferi, o sono i frigoriferi ad usare petrucci?
nel dubbio, mi tengo stretto jimmy page e le sue testate tirate a mille.
Rispondi
di Tom Anderson [user #2700] - commento del 08/08/2016 ore 18:34:55
Sono approcci diversi per suoni diversi.
Sicuramente per i Led zeppelin un percorso sonoro cosi intricato, con conversioni varie ecc, leverebbe immediatezza e ruspantezza al suono, senza apportare particolari giovamenti.
Credo comunque fermamente che sia Petrucci (o the Edge, ecc..o altri) a usare i frigo e non viceversa, perchè se li usassi io uscirebbe di certo una fagiolata.
Assemblarli con criterio, e saperli sfruttare e programmare a dovere è tanto difficile quanto il suonare bene ed è a tutti gli effetti (gioco di parole) parte del patrimonio di un chitarrista, per quanto poi i migliori tecnici siano determinanti nella parte "pratica" di cablaggio e setup.
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 08/08/2016 ore 18:41:25
attenzione: la mia non era volontà di polemica, non vorrei esser frainteso!
è come dici tu, e proprio per questo (forse) non amo tanto i chitarristi da te citati. sarà un caso che molto spesso siano stati esponenti (soprattutto) di un certo metal ad aver fatto uso dei frigoriferi? non lo so...ma so per certo che a stone gossard per creare il riff di alive è bastato un ts9 per spingere a manetta una marshall, con l'aiuto di una les paul custom. per non parlare del divino suono che usciva dalle mani di muddy waters....
Rispondi
di Tom Anderson [user #2700] - commento del 08/08/2016 ore 19:52:27
Non vedo alcuna polemica, hai espresso il tuo pensiero con educazione come ci auspica che tutti facciano in un luogo pubblico.
Anche io prediligo sonorita' piu' grezze in generale, tra i quali ovviamente i nomi che citi, ma ovviamente de gustibus. Rispondevo semplicemente alla domanda che hai posto. Quando ho provato io a usare questi mostri, non ho cavato un ragno dal buco, mentre altri ci hanno tratto musica che comunque è rimasta abbastanza salda negli anni, quindi credo che il problema non sia dei frigo, ma che ognuno di noi è portato chitarristicamente per alcune cose e meno per altre. Gilmour non era metal eppure di frigo, freezer, e decongelatori vari ne ha avuti tanti anche lui.... :)

A riguardo della semplicita' del setup non la vedo ne' come un pregio ne' come un difetto in senso assoluto, solo una caratteristica come tante: rispetto a un violino, anche una chitarra elettrica infilata in diretta in ampli a cannone è comunque una "artificiosita'". Il purismo è per sua stessa definizione difficile da inquadrare in senso assoluto, tutto è relativo a qualcos'altro, che è la nostra esperienza. Il suono di una chitarra, come la musica stessa che essa produce, puo' piacere o meno ad alcuni o altri proprio perchè una grossa parte è soggettiva come tu stesso affermi.
Rispondi
di Baconevio [user #41610] - commento del 08/08/2016 ore 19:57:59
assolutamente d'accordo.
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 08/08/2016 ore 19:38:32
L'utente "normale" non ha bisogno di rack,in un sitema digitale dell'ultima generazione (Kemper,Fractal,Line6,DV Mark) c'è già tutto dentro.
Rispondi
di mz2250 [user #40980] - commento del 08/08/2016 ore 20:53:06
ma a tanti anche molto meno, già li siamo su un utenza medio alta, l'utenza normale è valvolare 5w e 3 pedali alimentati con un 1spot.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 08/08/2016 ore 21:47:50
Hai dimenticato uno zero dopo il 5.
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 08/08/2016 ore 21:56:47
5 Watts? Sono un pò pochini direi....se suoni in casa va bene,se devi suonare fuori ne serve qualcuno in più.Utenza medio alta non direi,un buon ampli dai 50 in su e alcuni pedali decenti,e spendi anche di più della roba che ho citato io ;-)
Rispondi
di mz2250 [user #40980] - commento del 08/08/2016 ore 23:22:35
Appunto ti sei risposto da soll, utenza normale = suona in casa , era quello che volevo sottolineare , su 100 chitarristi almeno 70 sono da divano, per questo dico che almeno stiamo parlando di una medio alta su kemper fractal e via dicendo, il punto era il 70% dei chitarristi non ha bisogno del rack , a un 20% basta il kemper e un 10% può scegliere ciò che meglio crede tanto non monta lui, comunque il primo commento era volutamente sarcastico
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 09/08/2016 ore 09:12:5
Beh ma non ti credere,conosco tanta gente che appunto suona in casa o raramente fuori e ha comunque una paccata di roba credimi :-) Spesso si comprano le cose che ci piacciono (quando si può) indipendentemente dal fatto che sono "ridondanti" per l'uso che poi se ne fa,ma è la gioia di avrele no? Alla fine il piacere è quello di poter avere le cose che ci piacciono,e quindi anche i 1500€ ( o più) non sono poi una cosa da fantascienza anche per il chitarrista da divano.
Rispondi
di mz2250 [user #40980] - commento del 09/08/2016 ore 14:34:50
Si bhe in effetti hai ragione, contando che spesso chi compra l'attrezzatura per lavorare ha entrate economiche più basse di tanti appassionati che fanno un utilizzo casalingo degli strumenti.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 08/08/2016 ore 21:52:03
A me i frigoriferi (a parte quello di casa mia) fanno venire il mal di mare. Penso che nei nuovi, e costosi, sistemi digitali ce ne sia da vendere e appendere. E' solo questione di approccio, invece dell'ampli si suona in un paio di casse...punto.
Piuttosto la questione è che i sistemi top sono costosi come pure le casse per amplificarli, la comodità si paga, è sempre stato così. Buon frigorifero (pieno) a tutti
Rispondi
di dale [user #2255] - commento del 08/08/2016 ore 22:23:21
Me lo ricordo Varini con il rack Triaxis+2:90 mi pare, un suono favoloso.
Poi con la testata, un suono favoloso, idem sarà col digitale.
Per gli "altri" molto lo decide la moda del momento, passerà anche questa e si tornerà al vecchio amplificatore, come è sempre stato.
Non è un caso che nessuno dei miei artisti di riferimento usi questi sistemi digitali, intendo dire quelli che si nominano sempre qui su accordo, il digitale sotto forma di pedalino lo uso anch'io.
:-) :-) :-)!
Rispondi
di coprofilo [user #593] - commento del 08/08/2016 ore 23:17:09
Un ritorno al frigorifero vero e proprio lo vedo assai improbabile, come hanno già detto in tanti con la potenza di calcolo dei nuovi processori non c'è più bisogno di avere una unità rack per ogni singolo effetto. A livello concettuale però il ritorno a quell'epoca mi sembra più e che evidente. Estrema versatilità, centinaia di sfumature diverse per ogni pezzo, patch con decine e decine di effetti in serie/parallelo, con in più anche il microfonaggio ed eventuali interventi post mic. Penso che non si arriverà più agli eccessi di vernon reid (che comunque da quei mega rack tirava fuori suoni molto interessanti ed ora ha un setup a pedali assolutamente folle, vedi il suo rig rundown) però non escludo che a breve qualcuno inizi ad usare, ad esempio, un axe fx per gli effetti a pedale, un kemper per emulazione di ampli ed un helix per effetti in loop e microfonazione, siamo già a diverse UR. Mettiamoci un finale per ogni evenienza, il classico stabilizzatore furman, un radio jack ed un frigo non gigante ma, diciamo, da albergo l'abbiamo assemblato. Come ho già detto in un altro post per me il percorso è lo stesso di alcuni decenni fa, cambiano i processori digitali perché la tecnologia fa passi da gigante ma il concetto è quello. L'analogico invece non cambia, sono sicuro che tra qualche tempo ci si stancherà degli emulatori e torneremo a parlare di 2203 e 808.
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346] - commento del 08/08/2016 ore 23:17:3
Per capire cosa usano le grandi star basta guardare i video rig rundown di premier guitar di Youtube.
Ci sono almeno due rack identici, uno di riserva a volte tre.
Ci sono anche pedalini, testate.
Di solito il tecnico delle chitarre manovra tutto.
Tutto già previsto la star deve solo suonare.
La cosa che ho notato che molti usano isocab microfonate e le casse sul palco a volte sono solo coreografiche.
Diciamo che i chitarristi che piacciono a me non usano effetti chorus o lexicon o eventide.
Ma rack ci sono eccome.
Di sicuro c'èi il sistema wireless poi alimentazione equalizzatore 32 bande
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346] - commento del 08/08/2016 ore 23:36:36
Sotto un certo livello andare in giro con il rack è una follia ormai.
Chi fa le tournée di un certo livello avere tutto dentro a un rack è comodo e anche avere un altro di riserva e un tizio che ti controlla tutto nel backstage.
Rispondi
di JFP73 [user #29480] - commento del 08/08/2016 ore 23:42:08
Io i rack non li ho mai neanche sfiorati, i multieffetti erano per me già troppo. Suono molto spesso dritto senza effetti o con un eq e un od quindi per me i rack possono rimanere dove sono.
Altro diacorso quello di helix e company (ho citato per prima la helix perché sennò Pearly mi picchia).
Questi macchinari danno tanto in uno spazio contenuto, li attacchi e suoni, non devi scaldare le valvole.
Quanto ai professionisti siamo in un altro mondo, quel ganzo di via Mariti (al secolo Giacomo Castellano) ai tempi in cui lo conoscevo, suonava bene anche attaccato al frigo di cucina
Rispondi
di Iconoclast76 [user #43596] - commento del 09/08/2016 ore 01:42:55
Io ho visto un calo pauroso per cio che concerne la bellezza dei suoni dagli anni 80-90 a oggi, poi queste macchine che possono mettere tanti effetticoncatenati come vuoi e poi hai uno speaker eumalotr che si riduce a mettere un semplice ir e via tutti con lo stesso suono, dovrebbero dare maggiore attenzione a questo aspettoe permettere tanta sperimentazione in modo tale che ognuno possa trovare il suo suono perche diciamocela tutta il 90% del suono lo da il cabinet e come viene microfonato
Sembra he alla gente basti avere un suono classico di buona qualita ma come tanti altri e lapersonalita dove è finita? io nei dischi di oggi sento sempre gli stessi suoni, negli anni 90 ogni chitarrista ti stupiva con il suo suono
oggi ho provato il Bias che tanti decantano, madonna un suono con la quale nonmi trovo proprio, una pasta sparata sui medio alti che sembra uscita da quei pedalini a transistor, quel suono rotondo armonioso grintoso che fa proprio grrrr quando prendi un powercord non esiste, è un suono tra l'l'altro che non ti permette molto di modellare il suono con plettro devi quindi affidarti al suonoo della testata, forse la gente confonde l'avere il suono di un valvolare che provi in negozio con un tubescreamer attaccato con il suono che senti nel disco che è totalmente diverso, io voglio i suoni da disco quello che senti in negozio a me fa cagare
Rispondi
di ndrecchia [user #43094] - commento del 09/08/2016 ore 08:02:57
In verità il Bias è grande proprio per la qualità della risposta dinamica e per la fedeltà sonora. Se il suono non ti ha soddisfatto potrebbe essre dovuto ai convertitori della scheda audio (qualche scheda usi?) o allo scarso segnale della chitarra in ingresso.
Rispondi
di Iconoclast76 [user #43596] - commento del 09/08/2016 ore 10:33:2
si la mia chitarra funziona male, forse c'era poco segnale in ingresso infatti il suono era tutto sgranato e per una semplice ritmica metal dovevo mettere ampli hi gain a manetta piu un overdrive piu un boost altrimenti sembrava na scatoletta
Pero la pasta secondo me quella è, e non mi fa impazzire, intendiamoci forse per chi ha suonato i marshall con quei medio alti sparati sti suoni sono l'ideale bucano anche meglio il mix, mentre i miei suoni di riferimento sono rotondi come quelli di steve vai, non c'è aciditain quei suoni , grosssi rotondi valvolari non so come altro definirli, e questo tipo di suono ho avuto grosse difficolta a farlo uscire col bias
Rispondi
di ndrecchia [user #43094] - commento del 09/08/2016 ore 10:44:51
prima di parlare male di un sistema, bisogna averlo provato allo stato dell'arte. Il suono su computer dipende dal segnale in ingresso e dai convertitori. CHe scheda audio hai? Se lavori con una frequenza di campionamento a 16 bit o peggio ancora stai lavorando con la scheda audio interna del pc e non con una professionale e se non ascolti il risultato tramite dei monitor audio professionali non hai una qualità credibile, ma la colpa non è del software, ma della chitarra, della scheda audio, dei convertitori e dei monitor.
Rispondi
di Iconoclast76 [user #43596] - commento del 09/08/2016 ore 10:48:43
non è questo il problema, ho una duocapture mk2 della roland, con driver asio che funziona benissimo e monitor yamaha hs50 dal rapporto qualita prezzo eccezionale, semmai è la chitarra che non va questo lo sapevo gia, m acmq la pasta non dovrebbe variare cosi drasticamente quindi credo che il bias non mi piacerebbe nemmeno con una signora chitarra
Rispondi
di ndrecchia [user #43094] - commento del 09/08/2016 ore 10:54:23
La duocapture è un giocattolino, ti dà un segnale in ingresso bassissimo, sporco e con dinamica scadente, in aggiunta hai pure una chitarra con qualche problema, Anche i monitor della yamaha hs50 sono un prodotto per uso amatoriale e non professionale. Tu stai parlando di un setup di scarsa qualità e vuoi giudicare un software che va gestito con hardware di alto livello? Con questo non voglio convincerti a usare il Bias, ma non puoi giudicare un software se stai usando tutto l'hardware di scarsa qualità, chitarra compresa.
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di Iconoclast76 [user #43596] - commento del 09/08/2016 ore 11:00:08
mi sa che non conosi bene questi prodotti, la duocapture ha la possibilita di dosare e incrementare il segnale in ingresso per portarlo al massimo consentito altro che bassissimo , ha ingresso linea e ingresso studiato appositamente per la guitar studiato apposta per collegarlo a vst di emulazione e i monitor yamaha sono cosi scadenti che li usano anche negli studi di registrazione, non sto dicendo siano i migliori li usano assieme ad altri monitor molto piu costosi
Dai diciamo cosi de gustibus che a me il bias non piace:)
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di ndrecchia [user #43094] - commento del 09/08/2016 ore 11:15:54
Ho la duocapture per un utilizzo non chitarristico e conosco benissimo questa scheda. Si tratta di una scheda di qualità bassa (prezzo intorno ai 100 €) per un utilizzo amatoriale, con una brutta dinamica e il suono sporco, stessa cosa per i monitor yamaha. sono degli strumentini per uso non professionale. Se poi vuoi convincerti che con hardware dal costo molto basso puoi ottenere gli stessi risultati che ottieni con hardware professionali che costano molto ma molto di più, fai pure, ma non puoi giudicare la qualità di un software se non stai usando hardware professionale perchè la massima qualità sonora ottenibile dipende dalla qualità del peggiore componente che stai utilizzando e qui tra chitarra, scheda audio e monitor hai voglia a pescare scarsa qualità audio. Se io posseggo una fender stratocaster vintage in condizioni perfette, ottimi effetti, ma ascolto il tutto tramite un amplificatore da 100 €, con chi me la prendo se non ottengo il suono che voglio? Con la chitarra, con gli effetti o con l'amplificatore di scarsa qualità? Il Bias può anche non piacerti, ma non puoi dire "de gustibus", perchè non hai gestito il software con strumentazione hardware professionale.
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di Iconoclast76 [user #43596] - commento del 09/08/2016 ore 11:24:36
ti confido un segreto, oggi come oggi non ce piu nessuna differenza tra una schedina da 50 euro e una molto piu costosa a livello di segnale e pulizia fanno tutte il loro lavoro egregiamente, la scelta ricade solo sulle entrate e uscite che uno abbisogna, quindi stai dicendo un po corbellerie, se vuoi ti faccio sentire brani registrati con la duocapture, poi io il bias l'ho ascoltato in cuffia delle akg 241 che vengono usate anche negli studi di registrazione per quanto sono fedeli
Non ci siamo, forse hai qualcosa da nascondere e devi venderti una copia del bias perche non sei soddisfatto ma sembri molto di parte, disposto a ridurre a scarsa strumentazione che è piu che adatta a giudicare la bonta di un software
Ripeto il mio problema della quale sono conscio è solo la chitarra, ma cmq la pasta non si puo stravolgere e a me non piace, io sul pod mi snfatto suoni che sono una goduria e suonano benissimo sulle mi schifosissime cuffie e sulla mia schifosissima scheda audio:)
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di ndrecchia [user #43094] - commento del 09/08/2016 ore 11:36:40
già dire che non esiste nessuna differenza tra una schedina da 50 € e una professionale a livello di segnale e pulizia, mi fa capire che è inutile continuare la discussione.
Rispondi
di Iconoclast76 [user #43596] - commento del 09/08/2016 ore 11:41:11
sicuramente ci sara, ma son finiti i tempi dove se non spendevi soldoni non potevi fare niente, oggi con la potenza dei convertitori di oggi anche una schedina da 50 euro ci puoi registrare un disco e ci puoi tranquillamente giudicare un software come bias
Ripeto dire che a me non è piaciuto per colpa della cheda che non è costosissima significa non rendersi conto di come si sia evoluto il mercato in questi ultimi 15 anni
Rispondi
di ndrecchia [user #43094] - commento del 09/08/2016 ore 11:36:43
già dire che non esiste nessuna differenza tra una schedina da 50 € e una professionale a livello di segnale e pulizia, mi fa capire che è inutile continuare la discussione.
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 09/08/2016 ore 14:47:49
@Iconoclast
Ti consiglio di rileggere le corbellerie che hai scritto qui sopra...e magari "editare" ;-)
La chitarra c'entra forse per l'1% nel suonaccio che hai percepito con Bias,dammi retta!
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di ndrecchia [user #43094] - commento del 09/08/2016 ore 10:44:53
prima di parlare male di un sistema, bisogna averlo provato allo stato dell'arte. Il suono su computer dipende dal segnale in ingresso e dai convertitori. CHe scheda audio hai? Se lavori con una frequenza di campionamento a 16 bit o peggio ancora stai lavorando con la scheda audio interna del pc e non con una professionale e se non ascolti il risultato tramite dei monitor audio professionali non hai una qualità credibile, ma la colpa non è del software, ma della chitarra, della scheda audio, dei convertitori e dei monitor.
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di coprofilo [user #593] - commento del 09/08/2016 ore 16:54:25
Senza intenti polemici ma in che senso le emulazioni sono peggiorate? Se non ho capito male le IR sono create mandando un segnale in un vero cabinet ripreso con un vero microfono, il software capisce come reagisce l'assieme cassa e microfono alle varie frequenze e fa lo stesso con il segnale del simulatore di ampli in ingresso. Quando non c'erano le IR la simulazione di cabinet era più che altro una equalizzazione, secondo te è meglio in eq di un IR? Io ho sentito una demo del Torpedo Live della francese Two Notes, per la precisione testata diezel vh 4 in cabinet diezel con V 30. Cassa vera e propria microfonata ed IR della stessa cassa con stesso microfono. Sarà che con l'età sto diventando sordo ma le differenze erano veramente al limite dell'udibile, direi della stessa entità che ci può essere tra due casse e due microfoni diversi. È chiaro che se tutti usano la stessa IR il risultato si può uniformare ma si uniformerebbe allo stesso modo con la stessa eq di un pod prima serie... O sbaglio? Io ricordo di aver ascoltato i primi pod ed anche la j station che non ha avuto gran successo ma non mi sembrava male, erano bei suoni soprattutto in relazione alle dimensioni ma mi sembra che helix e kemper siano di un altra categoria, per lo meno per quello che ho sentito dagli accordiani che postano file audio, i preset non li ho mai provati. Io non sono pratico del digitale, devo dire che il torpedo live mi intriga parecchio, più dei vari simulatori/multifx di cui userei ben poco.
Rispondi
di Iconoclast76 [user #43596] - commento del 09/08/2016 ore 17:50:55
ci siamo, gli ir a me non fanno impazzire perche danno il suono di una cassa microfonato alòla meno peggio, mentre lememulazioni del primo pod che non sono semplici eq ma son modelli fisici matematici, danno il suono che esce da uno studio di registrazione bellolavorato pronto da mettere sui tuoi pezzi
C'è una bella differenza, gli ir son troppo sparati sui medioalti, poi in studio ci pensa il fonico a mascherare certe frequenze e addomesticare i suono ed io di quel suono parlo con con le macchine di oggi non puoi avere
Diciamo che i passi avanti si son fatti per avere suoni da live e non per avere macchine per registrare, cento volte meglio il pod
Rispondi
di coprofilo [user #593] - commento del 09/08/2016 ore 18:08:5
Ok, quindi diciamo che i vecchi pod danno un risultato tipo "post mastering" mentre l'IR si ferma a ciò che esce dal microfono e per avere lo stesso tipo di suono andrebbe lavorato nuovamente. Chiaramente se l'IR è fatto da un professionista non è una microfonazione "alla meno peggio" ma manca comunque di una parte di lavoro di eq/compressione. Cosa che però con la dotazione di effetti di helix sarebbe possibile... Kemper invece mi sembra che sugli effetti sia meno forte, simula forse al meglio ampli, cassa e microfono ma li si ferma. Grazie dei chiarimenti!!
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di Iconoclast76 [user #43596] - commento del 09/08/2016 ore 18:18:54
si il Kemper per cio che concerne l'amplificazione è lo stato dell'arte proprio perche non sono emulazioni ma profilazioni, il suono è proprio quello li non si scappa, ma parliamo sempre di un suono microfonato cosi come viene, un tipo di suono grezzo che inuna produzione di alto livello non ci finira mai, prima di finirci sara stato cosi tanto lavorato che sara irriconoscibile , h posseduto il Kemper e per modellare i suonni a livello di feel dell'ampli è 10 volte superiore all'helix, ha dei parametri che ti permettono di regolare l'attacco del suono, il respiro dell'ampli, la compressione generale in risposta alle frequenze e tanti altri parametri che al contrario di come fanno su altre macchine che ci sono ma spippolando non senit differenza, qui i parametri cambiano drasticamente il suono, ma ripeto rimane un suono grezzo cheva bene per il live, io quando avevo il Kemper facevo le prove in registrazione sulle medesime basi comparazione tra il Pod e il Kmeper e non c'era niente da fare col Pod suonava tutto da produzione di alto livello con il Kemper invece sapeva tutto di demo fatto in uno stanzino da un ragazzino non so se ho reso l'idea
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di coprofilo [user #593] - commento del 09/08/2016 ore 18:28:47
Di contro però se dai una registrazione fatta col kemper ad un fonico con gli attributi ci può tirare fuori un suono perfetto per la canzone che stai registrando mentre una registrazione da pod ha meno possibilità di essere modificata in un secondo momento. Sicuramente se in casa vuoi fare un prodotto ben suonante il pod può essere la scelta migliore ma se sei in una produzione più professionale può essere limitante. Per il live invece helix è forse la scelta migliore perché dai al fonico un suono almeno pari a quello che otterrebbe lui col microfono, con un minimo di lavoro anche meglio. Tutto interessante, un mondo sconfinato...
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di Iconoclast76 [user #43596] - commento del 09/08/2016 ore 18:35:21
si hai ragione ma anche no, io credo ci sia una sorta di omerta nel mondo degli impulsi, i suoni che si sentono nei dischi sono sicuramente lavorati, ma alla base c'e stato un microfonaggio inusuale, c'è stata della sperimentazione insomma che ha creato un suono singolare gia di base, con Helix Kemper e compagnia bella avrai invece sempre e solo suoni "classici" un po casarecci che è vero che in mano a un fonico professionista possono essere usati in una buona produzione, ma ripeto, perche non mettono gli ir di Malmsteen? del vecchio Satriani? di steve Vai? e di tanti altri che hanno fatto con la microfonazione ad arte il loro suono? penso che per una pura logica di mercato non si voglia che con gli ir si ottengano gli stessi risultati che in studio di registrazione, allora in questa ottica io mi prendo un bel Pod lo sbatto sulla scheda audio, equalizzo un po un peletto di compressione e il suono è bello che pronto
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di coprofilo [user #593] - commento del 09/08/2016 ore 18:58:50
Qui si va su teorie un po' "complottistiche", a quanto so è possibile creare i propri IR quindi il problema si può tranquillamente bypassare, comunque il concetto è chiaro. Magari prima o poi faranno un helix recording edition che sarà il top, alla fine è lo stesso produttore!! Saluti
Rispondi
di Iconoclast76 [user #43596] - commento del 09/08/2016 ore 19:23:53
ben non tutti anzi credo che qui su accodo nessuno avrebbe le stanze , la strumentazione e l'attestato di ingegnere del suono per poter sperimentare suoni singolari ma convincenti
Cmq hai detto una cosa giusta,ed è il mio pensiero attuale, nonmi lascio tentare per adesso da queste macchine anche se sembra che molti ne vadano matti e aspetto quando mi faranno una macchina esclusivamente votata alla registrazione, con una simulazione di finale e di speaker che deve essere un mini laboratorio per poter sperimentare e trovare il proprio suono. Saluti
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346] - commento del 09/08/2016 ore 21:41:03
Tanto per darvi notizie nuove sugli IRs.
Adesso Glenn Delaune che fa preset a pagamento per Helix Per imitare il suono dei chitarristi famosi fornisce anche un apposito IR per ogni preset creato apposta da lui.
Da quello che trapela dalle due parole nei video gli IRs vengono ricavati dalle tracce di chitarra estrapolate dai dischi.
Come non so e non mi interessa ma i suoi ultimi preset sono perfetti.
Rispondi
di coprofilo [user #593] - commento del 10/08/2016 ore 01:01:45
Avevo letto una prova del two notes torpedo cab su un vecchio numero di axe magazine (ottima rivista, purtroppo defunta su cartaceo ed ora presente solo in digitale, peccato) il procedimento per creare un IR era molto simile alla profilazione del kemper: serve un finale a transistor molto potente e lineare da collegare alla cassa, il software fornisce il necessario sweep di frequenze ed analizza quello che viene ripreso dal microfono per creare l'IR. In effetti come faccia da una registrazione è un mistero ma ormai quando si parla di informatica (perché di questo si tratta, software ed hardware) nulla è impossibile. Forse riesce a creare un suono più simile possibile a quello di riferimento usando una IR adatta allo scopo, dopodiché la toglie e confronta i due segnali (senza IR e sample di riferimento) e modifica l'IR per avere il risultato voluto. Ho letto di una cosa simile in tutt'altro ambito: intervistati su di un nuovo motore bicilindrico i tecnici yamaha hanno detto di aver disegnato una curva di coppia ideale ed in base a questo disegno hanno progettato il motore. Effettivamente guardando i grafici dei rilievi a banco le curve di potenza e coppia sembrano finte, estremamente regolari. Se si può fare con un motore si fa anche con un suono!!
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346] - commento del 10/08/2016 ore 09:31:28
In questo video GD fa vedere anche lo schermo e stranamente mette una cassa di quelle di Helix e in serie mette la sua IR ( visto che le casse di Helix sono anche loro IR è strano) che spiega che è ricavata da tracce di chitarra isolate di un disco di Billy Idol.
Cmq il suono è replicato perfettamente.
vai al link
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di coprofilo [user #593] - commento del 10/08/2016 ore 10:09:1
È molto probabile che sia qualcosa di simile a quanto ho ipotizzato, che sia IR o EQ comunque fa si che il suono A diventi B, un po' come il morphing tra gli effetti di alcuni vecchi lexicon
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di fraz666 [user #43257] - commento del 09/08/2016 ore 09:56:46
ma quali frigo, la vera comodità è portarsi 4/5 ampli sul palco come Bonamassa!

P.S.: nel 91 io cominciavo a suonare con la mia prima band e Castellano già suonava con Raf... ed ha solo qualche anno in più.... vabbè niente andiamo avanti lo stesso
Rispondi
di MrGi [user #33656] - commento del 09/08/2016 ore 10:23:36
da ragazzo degli anni 80 ho sbavato dietro ai frighi di Steve Vai come tutti i miei coetanei, senza ovviamente potermeli permettere perchè quei cosi costavano cifre improponibili.

Poi per circa 15 anni ho trovato un ottimo compromesso tra ingombro e suono con un sistema rack 3 unita fatto da preamp valvolare, multieffetto digitale e finale valvolare, che comunque i suoi 20kg li pesava..

poi 3 o 4 anni fa hanno cominciato ad uscire sul mercato testate da 50W (più che sufficienti per suonare ovunque) e 10 kg di peso e ho ricominciato a giocare coi pedalini che, parliamoci chiaro, sono un divertimento da matti a scambiarli, girarli, metterli assieme..hihi..praticamente l'equivalente maschile delle scarpe o delle borse per le donne..

Oggi quindi giro con una testata 50w che pesa 10Kg, in alternativa ho sempre la Orange da 20W che di chili ne pesa 1 ed è perfetta per le prove o i piccoli clubs e la pedaliera cambia a seconda di cosa devo fare (jams, concertini da 30 minuti, oppure shows da 2 ore).

Anche io non credo che tornerò ai racks, che hanno senso solo nelle grandi produzioni live..
Oggi come oggi se dovessi dire secondo me il miglior rig che si potrebbe avere è un BUON ampli da 30 o 50w dal peso contenuto (tipo Victory o Orange o i Mesa da 25w) e una pedaliera Fractal Fx8, costo complessivo circa 3-4.000 eurini..chissà forse un giorno..

Comunque ricordatevi che il principale elemento del rig sono e saranno sempre le nostre mani!!
Rispondi
di ndrecchia [user #43094] - commento del 09/08/2016 ore 10:46:41
Ormai con una pedaliera o un ipad si ha tutto quello che c'era dentro un sistema rack. La qualità non è al 100% ma al 90%? Va bene, forse è vero, ma esistono ancora i chitarristi professionisti che guadagnano redditi tali da portersi permettere i megarack, semmai doppi?
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di 7cordista [user #41040] - commento del 10/08/2016 ore 10:10:51
Non diciamo assurdità. Un iPad o una pedaliera arriva se va bene ad un 60% della qualità di un rack. Per il resto sono punti di vista. L'analogico ed il digitale di qualità costano piu' o meno lo stesso. E per quanto riguarda delay, riverberi e chorus un rack rimane nettamente superiore, vedi l'esempio di quell'obrobrio del Korg SDD3000 a pedale.
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di ndrecchia [user #43094] - commento del 10/08/2016 ore 10:32:57
Ma che dici, come potenza i rack degli anni '90 esprimono meno dell'1% della potenza di calcolo degli attuali processori ad un prezzo trenta o quaranta vole superiore (alcuni rack costavano venti o trenta milioni di lire) e inoltre il rack da solo non bastava perchè l'emulazione degli ampli o non c'era o si era agli albori (ricordo la prima tecnologia cosm della roland uscita verso il 1995 o il 1996). Circa gli effetti su rack migliori, nutro forti dubbi su questa affermazione. Vai a provare Emo-Chorus o Tap-Delay di Virsyn e poi nei riparliamo.....
Rispondi
di ndrecchia [user #43094] - commento del 10/08/2016 ore 10:33:03
Ma che dici, come potenza i rack degli anni '90 esprimono meno dell'1% della potenza di calcolo degli attuali processori ad un prezzo trenta o quaranta vole superiore (alcuni rack costavano venti o trenta milioni di lire) e inoltre il rack da solo non bastava perchè l'emulazione degli ampli o non c'era o si era agli albori (ricordo la prima tecnologia cosm della roland uscita verso il 1995 o il 1996). Circa gli effetti su rack migliori, nutro forti dubbi su questa affermazione. Vai a provare Emo-Chorus o Tap-Delay di Virsyn e poi nei riparliamo.....
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di Tom Anderson [user #2700] - commento del 10/08/2016 ore 15:37:2
Non sono aggiornato a pedaliere o ipad di oggi, e concordo sul fatto che oggi girano ben pochi soldi tra i professionisti rispetto al passato.
Non sono neanche un esperto di macchine a rack, ho una limitata esperienza in ambito.
Tuttavia credo fermamente che la potenza di calcolo sia uno dei tanti parametri e forse nemmeno tra quelli più importanti che definiscono la qualita' di un effetto digitale.
Il TC2290 magari ha meno di meta' di potenza di un vecchio cellulare nokia a mattone ma ha convertitori , e pezzi, di una qualita' che oggi ci scordiamo, almeno nel mercato di massa a basso prezzo.
In effetti la qualita' della componentistica è in picchiata da lustri ormai, e questo conta tanto nel suono, non solo negli apparecchi analogici ma anche in quelli digitali. Quello che una volta si faceva con abbondante circuiteria analogica e preamp ora viene fatto interamente in digitale da un chippettino. Ma "la materia fisica" se è ben costruita suona sempre piu' reale e musicale di un quadratino di silicio, non solo negli amplificatori...
Le percentuali poi le lascio agli esperti...per qualcuno vale la pena per altri no, è ovvio.
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di 7cordista [user #41040] - commento del 11/08/2016 ore 07:58:44
Ti posso garantire che la potenza di calcolo è una delle ultime cose che io e molti altri musicisti guardiamo in una macchina. Ci sono macchine splendide che funzionano a 16 bit, eppure Hanno effetti che i marchingegni moderni neanche si sognano. Quello che conta principalmente in una macchina è l'algoritmo di un determinato effetto, e vecchie macchine come il Lexicon PCM70, Eventide H3000 e altre stracciano la concorrenza moderna alla grandissima. Per me anche i convertitori, in un ambito live sono marginali. Io ho sempre visto l'uso di oggetti digitali parallelo, dove la conversione influisce poco o nulla. Per il resto i plugin che hai citato li conosco, ma paragonarli ad un TC 1210, ad un CS5 o ad un TC2290 mi fa sorridere...
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di blues65 [user #25832] - commento del 09/08/2016 ore 11:46:48
I Sistemi rack vanno bene se uno guadagna bene e ha i suoi roadies che li portano e li sistemano!!! io ho smesso di portarmi scatoloni da quando ho venduto "con grande rammarico" il mio Heritage Peavey da 130 watt valvolare... mi stava venendo l'ernia a portarlo in giro. Oggi chitarra + blackstar 20 watt + booster in tasca e vado leggerissimo e quando sento gli altri chitarristi che hanno dei suoni fantastici non ci faccio caso e ripeto a me stesso che ho evitato l'ernia!!! :)
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di ndrecchia [user #43094] - commento del 10/08/2016 ore 10:41:31
avranno suoni fantastici ma se li sentono da soli a casa, ormai la musica live non esiste più, i professionisti sono sempre di meno e guadagnano sempre meno. se negli anni '90 un chitarrista faceva 50-60 date (tra concerti sui grandi palchi con gli artisti di prima fascia e concerti con band minori) e se partecipava come turnista a 3-4 dischi l'anno allora valeva la pena mettere in piedi un rack professionale del valore di molte decine di milioni. Adesso è già tanto se un musicista di prima fascia riesce a strappare una ventina di date live e fare una produzione in studio (chi usa più le chitarre? e soprattutto chi paga ancora adeguatamente per il lavoro di turnista?). Che senso ha? Se sei un musicista amatoriale, se ti va bene suoni in qualche localino a 40-50€ (e se ti va male o suoni gratis o non suoni) localini con acustiche disgustose, pa di basso livello e tecnico che non capisce nulla. e allora questo suono grandioso chi lo sente? il chitarrista a casa sua.
Rispondi
di ndrecchia [user #43094] - commento del 10/08/2016 ore 10:41:35
avranno suoni fantastici ma se li sentono da soli a casa, ormai la musica live non esiste più, i professionisti sono sempre di meno e guadagnano sempre meno. se negli anni '90 un chitarrista faceva 50-60 date (tra concerti sui grandi palchi con gli artisti di prima fascia e concerti con band minori) e se partecipava come turnista a 3-4 dischi l'anno allora valeva la pena mettere in piedi un rack professionale del valore di molte decine di milioni. Adesso è già tanto se un musicista di prima fascia riesce a strappare una ventina di date live e fare una produzione in studio (chi usa più le chitarre? e soprattutto chi paga ancora adeguatamente per il lavoro di turnista?). Che senso ha? Se sei un musicista amatoriale, se ti va bene suoni in qualche localino a 40-50€ (e se ti va male o suoni gratis o non suoni) localini con acustiche disgustose, pa di basso livello e tecnico che non capisce nulla. e allora questo suono grandioso chi lo sente? il chitarrista a casa sua.
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di 7cordista [user #41040] - commento del 11/08/2016 ore 08:01:51
Mi sembra tanto il discorso: "Pesa piu' una tonnellata di piombo o una tonnellata di piume?". Il discorso rack e pedaliera é esattamente lo stesso. Ci sono rack da 50 kg come pedaliere da 50 kg, e alla fine ingombro e peso si equivalgono. Se tu suoni con ampli e Booster e ovvio che il rack non ti serve, ma se cominci a fare una pedaliera da 15 pedali, looper, mixer di linea, buffer, controbuffer, patch che fa avanti ed indietro dall'ampli... per me tutta la vita un rack.
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di stratomane [user #19654] - commento del 09/08/2016 ore 17:13:45
Mmm non mi piacciono
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