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Lo stage plan è indispensabile!
Lo stage plan è indispensabile!
di [user #51340] - pubblicato il

Essere professionisti parte sempre dall’essere professionali e nulla vieta anche per chi è alle prime armi, o ai primi live, di dotarsi di tutto il necessario per presentarsi con una carta d’identità degna di un professionista. Abbiamo già parlato della scheda tecnica che va accompagnata sempre allo stage plan di cui ci occupiamo oggi.
Lo stage plan non è altro che un disegno, che si può realizzare anche a mano, ma meglio se utilizzando un qualsiasi programma di video scrittura (Word, Libreoffice, Pages o quello che preferite) e che mostra graficamente la disposizione sul palco della band e delle attrezzature. 

La cosa fondamentale è - come per la scheda tecnica - la chiarezza. Questa volta partiamo da un esempio grafico, uno stage plan semplice per un trio che useremo per sviscerare quali sono i punti fondamentali da seguire per realizzarne uno correttamente. 

Lo stage plan è indispensabile!

Prima di tutto evitate di utilizzare i nomi dei componenti della band nelle varie postazioni, o almeno, non solo quello. Se per un fonico che non vi conosce “chitarra elettrica” o “tastiera” è un’indicazione sufficiente, “Mario” e “Giovanna” significano davvero poco. Imparerà i vostri nomi (voi imparate subito il suo) o almeno ci proverà, però nella fase di allestimento deve avere a disposizione poche informazioni e ben chiare, i vostri nomi non lo sono. 

Vediamo quindi quali sono le cose fondamentali da mettere per renderlo perfetto. Quando cominciate a disegnare il piano, cominciate con il tirare una bella riga oppure un bel quadrato su cui scriverete pubblico. Questo ha la stessa funzione della bussolina che indica il nord nelle mappe geografiche. 

Il posizionamento dei vari componenti della band può essere indicato sia con una semplice scritta oppure con delle forme geometriche (meglio se delle ellissi così non si confondono con monitor, ampli ecc…). L’orientamento delle scritte o delle forme è importante e aiuta a dare al fonico un’idea precisa di quello che si troverà di fronte. Posizionati i membri della band, passiamo a posizionare i monitor. Prestate attenzione a dove li disegnerete, perché per il fonico lo stage plan è una specie di bibbia e lo seguirà (si spera) per filo e per segno. Se disegnate un monitor a destra della batteria, lì lo troverete.
Pensate sempre che se chiedete uno spostamento lo otterrete, ma il poverino dovrà probabilmente ri-tirare i cavi di alimentazione e di segnale che aveva già ordinatamente disposto per far si che non dessero alcun fastidio. Questo non metterà certo a prova la sua pazienza, ma è sempre una perdita di tempo che farà ritardare il vostro sound-check.

Disegnati i monitor, sistemate (magari con un colore diverso) gli amplificatori. È utile sapere quanti e come saranno disposti sul palco, così troverete già dei bei microfoni piazzati dalla parte giusta del palco pronti a catturare tutto quello che uscirà dai coni del vostro ampli.  

Ultimo, non certo per importanza, ricordatevi di indicare ogni presa di corrente necessaria. Basterà mettere una stellina come quelle nell’esempio, un quadratino, o qualcosa di simile. Se non scegliete un’immagine chiara, mettete una piccola legenda accanto allo stage plan e tutto andrà per il meglio. 

Come potete vedere, realizzare la scheda tecnica e lo stage plan è molto semplice. Realizzarli vi porterà via davvero poco tempo ma vi semplificherà la vita e il rapporto con il fonico. Sono consapevole che spesso nei locali o alle feste non ci si trova a lavorare con veri fonici, ma presunti tali. Questo però non giustifica il non avere le carte in regola per essere considerati professionali.
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di francesco72 [user #31226]
commento del 02/11/2016 ore 09:23:42
Come sempre ottimi consigli, essi però presuppongono che ci sia un rapporto previo col fonico, che invece 9 su 10 ci viene presentato solo quando si arriva per suonare (la decima volta ci si arrangia senza fonico).
Ciao
Rispondi
di talpa [user #1842]
commento del 04/11/2016 ore 08:31:55
Tutto molto bello , fino a quando non suoni prima del gruppo X , che arriva all'ultimo , ti fa smontare tutto , perché lui è il gruppo X , si fa tre ore di check e poi non vuole toccato nulla sul palco ed a te rimangono gli angoli lasciati liberi e un misero line check .
Rispondi
di gianlucacavallini [user #32073]
commento del 04/11/2016 ore 10:28:0
Buon articolo :-) Se qualcuno vuol semplificarsi la vita e usare un modello di partenza può provare con questo...
vai al link
Rispondi
di coprofilo [user #593]
commento del 04/11/2016 ore 17:10:31
Come per la scheda tecnica visto che è una cosa che porta via veramente poco tempo perché non farla? Se non si ha una formazione da 25 elementi si può far stare tutto in un A4, stage plan e scheda tecnica, la si consegna al promoter/gestore/ organizzatore e si è tranquilli. Se non la guardano o la buttano problema loro, se però ci sono problemi o mancanze la colpa è loro, non di chi suona. Magari serve anche da stimolo al promoter/gestore/organizzatore, se si vede arrivare una cosa un minimo "professionale" magari si comporta di conseguenza :-)
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