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di tres_hombres [user #37968] - pubblicato il 24 ottobre 2016 ore 13:20
Buongiorno a tutti!

Dato che ultimamente il mio interesse è rivolto agli amplificatori, ho cominciato a farmi numerose domande. Questo non vuole assolutamente essere un cosiglio per gli acquisti, ma una discussione aperta su questioni secondo me sempre interessanti e alle volte molto nebulose. Chiedo il vostro aiuto e la vostra esperienza per provare a mettere in ordine alcune questioni, e provare a dipanare alcuni dubbi che (penso) siano ancora diffusi.

1. Valvole o transistor o digitale?
Qualcuno starà già sogghignando, perchè sempre (SEMPRE) quando si comincia a parlare di amplificatori, si apre la diatriba infinita su che supporto elettronico utilizzare, ossia se puntare su valvola, transistor o digitale.
Dei digitali non conosco assolutamente nulla, quindi chiedo a voi possessori di tali apparati un feedback per poter chiarire quali siano vantaggi e svantaggi.
Riguardo i valvolari, parlo un po' della mia esperienza. Il vero vantaggio di un valvolare si nasconde nella straordinaria dinamica che questi amplificatori raggiungono, ma per quel che ho visto finisce tutto qui. L'usura è un dato secondo me evidente di quanto la valvola sia “poco efficiente” rispetto alle controparti (almeno da un punto di vista tecnico ed economico); la valvola ha bisogno di una componentistica pesante, che trasforma facilmente questi amplificatori in veri macigni (soprattutto a causa dei trasformatori); come tutti sanno, la valvola deve lavorare a potenza piena per poter rendere davvero al meglio, altro aspetto che ne limita fortemente l'uso, anche su palchi grandi (nel mio caso, a prescindere dal palco vengo sempre microfonato, rendendo INUTILE la pressione sonora in uscita dall'amplificatore); infine, non dimentichiamo come siano “settoriali” gli amplificatori valvolari: sono davvero pochi quelli che riescono ad esprimersi al meglio con suoni diversi, per esempio sarà difficile usare a volumi accettabili un Twin con le finali in saturazione, si risolve con un pedale, oppure viceversa difficilmente si otterrà un pulito a volumi da sala prove con un combo 18w della Marshall (ATTENZIONE: non intendo assolutamente dire che un amplificatore “limitato sia una male, ma resta a mio avviso un dato utile da considerare).
Sempre per mia esperienza, gli amplificatori a transistor risolvono la maggior parte dei difetti degli amplificatori valvolari: sono decisamente più leggeri a parità di specifiche, riescono a mantenere la stessa pasta sonora a diversi volumi, da quelli casalinghi fino alla sala prove, alcuni sono estremamente versatili, ottenendo suoni davvero validi anche in generi diversi. L'unico vero problema sta non tanto nella dinamica, piuttosto pare sia un problema dei limiti fisiologici del nostro orecchio: mentre l'amplificatore valvolare amplifica le armoniche pari, il transistor amplifica invece le dispari, e risultano essere meno gradevoli all'ascolto. Detto questo, esistono però validi amplificatori a transistor con circuiti in grado di emulare la risposta e le sonorità delle valvole, e negli ultimi anni i porgressi fatti sono davvero impressionanti.

2. Quanti watt?
L'altra domanda che spesso ci si pone prima di scegliere un amplificatore è la sua potenza. Anche qui già si è detto molto, proverò a sintetizzare quanto credo di aver appreso.
La potenza in watt di un amplificatore si lega immediatamente a due diversi aspetti: il volume complessivo dell'amplificatore e la soglia di saturazione (questo vale esclusivamente per gli amplificatori a valvole). Per scegliere la potenza ottimale occorre quindi porsi due domande:
1. Dove intendo utilizzare questo amplificatore? Se la risposta è a casa, allora sono sufficienti potenze minori, mentre se l'uso che se ne fa è prettamente live conviene optare per avere a disposizione qualche watt in più. Questo solo in prima approssimazione, infatti anche in concerto non è detto serva una potenza molto elevata (per esempio in locali piccoli o nel caso di microfonazione e amplificazione poi tramite impianto una potenza in watt troppo alta può essere di difficile gestione).
2. Cosa voglio suonare con questo amplificatore? Anche questa domanda non è da sottovalutare, in particolare dipende dai suoni che si vogliono ottenere a dati volumi. Se per esempio mi interessa un suono distorto anche a basso volume, opterò per un amplificatore con pochi watt, e magari con un controllo per la sezione preamp e un altro per la sezione finale; se invece mi interessa ottenere suoni molto puliti anche ad alti volumi, sceglierò un amplificatore con una grande potenza, che utilizzerò poi impostando il volume a bassi valori, evitando quindi problemi di saturazione di qualsivoglia natura.
Esistono però differenze in potenza tra le diverse tipologie di amplificatore: difficilmente si troverà un amplificatore valvolare con una potenza superiore a 100 W (esistono, ma sono piuttosto rari), mentre è molto più semplice trovare amplificatori a transistor e digitali che superano questo livello di potenza. Ad oggi non ho ancora trovato una spiegazione a questa differenza.

3. Quanti coni?
Nello scegliere un amplificatore non si può non soffermarsi sulla scelta dei coni. Alcune volte vengono ingiustamente trascurati, ma sono un anello fondamentale della strumentazione, spesso molto più delle valvole utilizzate nell'amplificatore. Esistono un gran numero di modelli e marche a disposizione, ma possiamo anche qui provare a raggrupparli in sotto-categorie.
La prima distinzione che deve essere fatta è l'impedenza. L'impedenza dei nostri coni non è un semplice valore scritto sull'etichetta del cono che deve essere abbinato all'impedenza riportata sul nostro amplificatore. In parole semplici, rappresenta invece qual'è la potenza che il nostro cono riesce a sopportare. Esistono due valori di impedenza che possono essere riportati: l'impedenza RMS, ossia quella potenza a carico costante che il cono riesce a sopportare, e l'impedenza di picco, ossia quel valore che il cono può sostenere per poche frazioni di secondo prima di subire danni. Da notare come nei grafici di risposta di un cono forniti dalle case produttrici sono riportate due diverse scale nell'asse delle ordinate, ossia una potenza in decibel e l'impedenza: il cono non ha impedenza costante, ma variabile al variare delle frequenze considerate. Pare infine che al crescere dell'impedenza dei coni cresca anche la dinamica fornita dal cono, in particolare sulle alte frequenze.
La seconda distinzione che deve essere fatta è invece il diametro dei coni. Perchè diventa importante in termini sonori? Il motivo è strettamente fisico, e si nasconde dietro il principio di funzionamento del cono. Questo è costituito da una membrana di forma conica, dove sul vertice viene posizionato un magnete; viene poi posizionato un trasduttore, ossia un avvolgimento attorno a un nucleo ferromagnetico, davanti al magnete del cono. I capi dell'avvolgimento vengono quindi connessi all'amplificatore, che manderà un segnale costituito in prima approssimazione da una corrente alternata (impulsi elettrici). Quando l'avvolgimento viene persorso da una corrente, questo genera un campo magnetico, e il nucleo del trasduttore “amplifica” questo campo concentrando le linee di campo; nel nostro caso, la corrente alternata genererà un campo magnetico in cui varia con costanza la polarità, attirando e respingendo alternativamente il magnete legato alla membrana: questo movimento si traduce quindi, tramite la membrana stessa, in un movimento dell'aria, ossia si generano onde alterne di pressione, anche dette onde sonore. Consideriamo ora una membrana piana (non esistono membrane completamente piane, soprattutto per evitare rotture a causa dellla forza impressa dai magneti e per aumentare di poco l'effetto di amplificazione), e in particolare immaginiamo di considerare solo un diametro di questa. Il risultato non si allontana molto da una corda di chitarra, con gli estremi fissati e una forza applicata al centro. L'esperienza diretta ci dice come, al diminuire della lunghezza della corda (ovviamente a parità di materiali e tensione), aumenta la frequenza della vibrazione della corda stessa. Il caso del cono è leggermente diverso, ma l'analogia aiuta a capire il perché coni più piccoli amplificheranno molto bene le frequenze elevate mentre perderanno di efficienza su frequenze più gravi, e viceversa si dirà per i coni maggiori. Ovviamente questa è solo un'approssimazione, so bene che andrebbero considerati molti fattori distinti (la tipologia di magnete, il numero di spire dell'avvolgimento, la rigidità del materiale della membrana, lo spessore della membrana stessa, la forma del cono, se le pareti sono coniche oppure la forma è curva, concava o convessa), ma concedetemi questa semplificazione.


A queste domande se ne dovrebbero aggiungere molte altre, come il numeri di canali utili per il proprio scopo, la presenza del loop effetti, la possibilità di pilotare l'amplificatore tramite pedaliere più o meno complesse, la sensibilità dell'amplificatore agli effetti, ma si scende troppo sui gusti personali, e sinceramente non è quello che avevo pensato per questo diario.
Ci tengo a precisare che non sono un musicista esperto o professionista, tutto ciò che ho detto qui sopra non è assolutamente una verità assoluta e anzi ci saranno errori che mi aspetto vengano corretti da qualcuno con competenze migliori delle mie in materia, quindi perdonate se potete errori o negligenze, anch'io ho ancora molto da imparare.

A presto!
Tres Hombres
 

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di Pietro utente non più registrato
commento del 24/10/2016 ore 14:28:53
Sono già "oltre" ho un Tech 21 Flyrig 5 che va dentro un SR Jam 150 Plus....non serve altro ;-)
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 24/10/2016 ore 14:34:13
e io un tech 21 trademark 60, grande marca la tech 21, non abbastanza conosciuta in Italia purtroppo.
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 24/10/2016 ore 14:41:0
Hai ragione da vendere,se non avessi avuto il Jam 150,avrei preso un power Engine 60 per amplificare il Flyrig,la Tech 21 fa roba "impressionante"!
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 15:18:06
Sinceramente non ho idea di cosa siano i prodotti che hai citato, immagino (magari sbaglio) siano digitali.
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 24/10/2016 ore 15:27:09
Nulla di digitale,solo roba buona analogica,stiamo parlando di Tech 21,New York ;-)
Fanno queste cose da anni,solo che qua da noi è davvero poco conosciuta.
Dai un'occhiata qui a questo breve video così capisci di cosa parlo.
vai al link
In pratica hai il canale Clean di un Fender (il pedale/pre serie Character Blonde di Tech 21) una sezione reverb e Delay (che diventa anche un chorus) in parallelo al signal path,un overdrive stile Plexi ed un boost,è un pre quindi lo devi amplificare,suona benissimo dentro il return di un qualsiasi combo/testata,dentro un PA,o dentro un Cabinet FRFR amplificato,o direttamente nella scheda audio,e suona BENE,dinamica da vendere,mangia i pedali (prima e dopo) senza problemi.
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 16:22:27
Ah, avevo già visto quella scatoletta! Scusate non avevo idea di come si chiamasse :D Se non sbaglio esiste anche una versione della stessa fatta per ritchie kotzen
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 24/10/2016 ore 18:44:5
La versione "Kotzen" ha naturalmente più gain (la sezione Plexi è sostituita da un altro tipo di distorsione più pesuccia),ma a me non serve,volendo se ne tira fuori già troppo anche da questo :-)
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 24/10/2016 ore 15:41:33
è si, tanta roba anche la power engine, prima o poi me la farò per accoppiarla al tm 60, sai che razza di muro di suono che viene fuori........
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 24/10/2016 ore 18:45:2
Direi proprio di si :-)
Rispondi
di xstrings utente non più registrato
commento del 24/10/2016 ore 15:11:10
Sono domande che non hanno una sola risposta, in realtà tutto si basa su 1) gusto personale 2) esigenze in base a cosa e dove si suona e 3) quanto sono disposto a scarificare in termini di praticità per ottenere il suono che desidero.
Io ho cominciato a suonare nel 1998, ho avuto transistor, digitale, valvole e basta, valvole e pedali; credo di sapere cosa fa per me e cosa no però questo non significa che ci sia un'unica vera soluzione da consigliare a chiunque!

Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 15:19:08
Assolutamente sì, non vuole essere una guida a cosa comprare, vuole solo essere un modo per mettere chiarezza, spero di aver raggiunto l'intento.
Rispondi
di xstrings utente non più registrato
commento del 24/10/2016 ore 15:33:28
Guarda, quando iniziai a suonare non c'era internet e gli unici tre elementi da cui attingere consigli erano il negoziante, le riviste specializzate e gli amici.
Io penso nel mio piccolo che sia molto più formativo scoprire con le proprie orecchie ciò di cui si ha bisogno, per carità i temi che hai sollevato possono essere utilissimi ai lettori di Accordo ma l'esperienza non si fa leggendo blog sul web ... non solo almeno!
Se tu mi chiedi un consiglio io cerco di aiutarti e lo faccio anche volentieri perché è un argomento che ci appassiona però in fin dei conti solo tu sai di cosa hai bisogno per soddisfare il più possibile le tue esigenze e ripeto, non c'è miglior modo di scoprirlo anche sbagliando acquisto o utilizzo di uno strumento.
Lo so che sembra un discorso un po' retorico ma il detto "sbagliando si impara" per me è sacrosanto ;D
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 16:16:24
Ammetto di essermi avvicinato alla chitarra nel periodo in cui internet iniziava veramente a diffondersi (prima ero un pianista, ma poi mi è saltato il grillo ed eccomi qua ora), e ammetto che guardo molte recensioni e video online per farmi un'idea. Ciò non toglie che i miei pomeriggi al negozio a provare amplificatori e chitarre me li sono fatto, e anch'io ho sbagliato miseramente acquisti per poi capire meglio cosa cercare la volta successiva.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 24/10/2016 ore 15:20:42
"Il vero vantaggio di un valvolare si nasconde nella straordinaria dinamica che questi amplificatori raggiungono, ma per quel che ho visto finisce tutto qui. L'usura è un dato secondo me evidente di quanto la valvola sia “poco efficiente” rispetto alle controparti"

Parlo in base agli ampli che ho e che ho avuto. Innanzitutto, le valvole durano una vita. Cambiare valvole dopo un paio d'anni (a dire il vero io ho un ampli che ho comprato 8 anni fa e va ancora benissimo) non è la fine del mondo.
Inoltre i veri vantaggi di un valvolare (fatto bene) sono la profondità del suono, la sua tridimensionalità, la risposta al tocco.
Ho preso un ampli a transitor per le prove e come "muletto" e mi ci trovo a mio agio, ma non regge assolutamente il confronto con l'altro mio ampli, specie dal vivo. Che si tratti di un clean o di un suono saturo, il valvolare restituisce un suono più "vero" ed organico.

"non dimentichiamo come siano “settoriali” gli amplificatori valvolari: sono davvero pochi quelli che riescono ad esprimersi al meglio con suoni diversi"

Non sono d'accordo. Premesso che non conosco ampli a transitor che riescano ad esprimersi al meglio con suoni diversi, oggi c'è la tendenza a usare i pedali per i suoni drive. Quindi avere un buon ampli con un ottimo pulito costituisce l'ideale base di partenza per costruire anche il tuo suono drive, che potrai cambiare con la facilità con cui cambi un distorsore o un overdrive.
Io ho un Fender Blues Deluxe Reissue, che è abbastanza leggero ed ha un suono molto "solido", cui puoi aggiungere l'overdrive che preferisci. Ci ho suonato di tutto, dal jazz con la semiacustica al rock con la strato o con la tele e non ho mai avuto problemi, ha anche un volume allucinante. Non posso dire lo stesso dell'ampli a transitor che uso per le prove, benché abbia il doppio dei watt dal vivo fa fatica, non c'è la stessa "pressione pulita".

Non stare a ragionare in termini di "pro e contro", quello che conta è quello che senti quando suoni. Ovviamente ci sta che si preferisca un ampli a transistor, dipende dai gusti e da cosa si suona.
Generalmente, però, praticamente tutti i chitarristi di un certo livello suonano con ampli valvolari, o con strumentazioni (tipo il kemper) che nel 90% dei casi riproducono ampli valvolari.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 24/10/2016 ore 15:37:49
la tridimensionalità insomma, non dipende tanto se è un valvolare o no, magari se è un due coni ma vale anche sui transistor, l' hot rod deluxe che avevo non era molto tridimensionale, il jazz chorus a transistor con due coni da 10 che avevo nello stesso periodo lo era assai di più.

------Generalmente, però, praticamente tutti i chitarristi di un certo livello suonano con ampli valvolari----
Nel jazz non è cosi, al limite un 50-50
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 24/10/2016 ore 18:13:43
La tridimensionalità dipende dalla costruzione, dalla progettazione. Siccome generalmente si tende probabilmente a risparmiare su vari fattori degli ampli a transistor, questi sono (generalmente, non vuol dire che non ci siano eccezioni) meno tridimensionali dei cugini con le lampadine, almeno per la mia esperienza.

So benissimo che nel jazz si usano tanto anche gli ampli a transistor, ma i chitarristi jazz sono una piccola percentuale (e lo dico da chitarrista jazz).
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 24/10/2016 ore 18:31:17
Dipende anche dal cabinet sicuramente, comunque un ampli con un cono tanta tridimensionalità secondo me non ce l'ha, anche sui valvolari ci saranno tanti modelli con la quale i produttori tenderanno a risparmiare, io più che altro dico ampli a valvole buono e ampli a transistor altrettanto buono, non discuto sul timbro che è diverso e può piacere uno o l'altro ma sulla tridimensionalità che secondo me non dipende dal fatto che sia costruito con l'una o l'altra tecnologia ma piuttosto dal numero di coni e dal cabinet.
Magari mi sbaglio.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 24/10/2016 ore 18:42:07
Certo, dipende dal cabinet e dalla "filosofia" di costruzione.
Io ho suonato per anni su ampli a transistor e su ampli valvolari, guarda questo video (forse l'avevamo già commentato) vai al link

Questo è un transistor (un Randall) da 80 watt, mi piace sul clean a volumi di sala prove, ma quando l'ho portato con me per dei concerti all'estero (non volevo rischiare di arrivare sul palco con una valvola rotta) mi sono reso conto (con un filo di strizza) che non aveva la "botta" e il calore dei valvolari che uso.

Non parliamo poi di altri contesti musicali.
Il fatto è che ultimamente ho provato un Vox a valvole e mi sono detto "perché ci ho messo tanto?".
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 24/10/2016 ore 19:09:22
Capisco quello che intendi, diciamo però che i Randall non sono il massimo.

Dove faccio le prove io il mio bassista ha un marshall valvolare, non ricordo che modello, 2x10 credo, mi fa ca..re,quando attacco il fuzz e lo wah non c'è modo di starci davanti da che alti che ha, e tolgo quasi tutti i treble, anche quando suono senza effetti non mi piace, (mai piaciuti i marshall in generale) una volta ho portato il mio tech 21 a transistor ed era una altro mondo, bello rotondo e bilanciato, è questione della qualità dell'ampli.

Visto che hai detto del vox ti dico questa.

Sempre questo bassista mi ha portato un ac 30 del 1967 o giù di li, tutto revisionato, maremma se suonava.

Praticamente l'ha comprato per rivendere, fa cosi con tanta roba, infatti me lo voleva vendere, la voglia passa quando uno prova ad alzarlo.

Grande ampli però.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 24/10/2016 ore 21:22:15

Anche un amico mio ha un Marshall testa e cassa e ho gli stessi problemi che lamenti tu! Un suono stridulo, poco corpo.

Comunque troppo dipende dai gusti e, come dici, anche dalla qualità dello specifico modello, per me a quanto pare ci vuole un Vox.
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 15:59:24
L'efficienza a cui mi riferisco non è tanto quella sonora, quanto quella elettronica: il fatto che la valvola vada in saturazione è "un errore elettrotecnico", non so come spiegarlo. Poi non è del tutto vero che le valvole durano una vita. Anch'io non ho fatto un cambio valvole per anni al mio, e per carità suonava e faceva bene il suo lavoro, ma appena si cambiano è tutta un'altra storia! Per la questione poi della settorialità, mi riferisco a un amplificatore utilizzato SENZA effetti: se cominciamo a mettere troppe variabili in gioco, tutto il discorso cade. Detto questo, senza considerare effetti di varia natura ma immaginando di collegare direttamente la chitarra all'ampli, quanti sono i fender con cui riesci a tirare fuori un suono davvero saturo senza perdere l'udito? in generale questo è un limite dei valvolari.
Capisco che un ragionamento come quello che ho fatto può sembrare fuori luogo, e sono d'accordo che alla fine bisogna sempre provare un amplificatore prima di comprarlo (ripeto di nuovo che non vuol essere una guida agli acquisti ne per me ne per nessuno); però a tal proposito permettimi di fare un rapido ragionamento.
Hai detto di aver comprato un ampli a transistor da usare come muletto; non so te, ma io per un ampli così non spenderei grandi cifre, tanto lo userò qualche volta e amen. Però un nome tra tutti che ha usato i transistor? BB King (scontato, lo so). Il suo suono mi sembra sempre molto, esageratamente ricco ed organico, io sinceramente non sento differenze con tanti ampli boutique a valvole. Amplificatori a transistor davvero seri se ne trovano pochi, ma sono delle perle con le stesse capacità di un valvolare. Infine, so che il suono emulato anche dai modelling sono i suoni valvolari, eppure di valvole non si tratta: a questo punto sarai d'accordo almeno nel dire che la cosa più conveniente sia un kemper: fai una spesa bella grossa all'inizio, però avresti una dinamica ottima, la scelta smisurata di amplificatori differenti e una gestibilità che (ahimè) un valvolare non potrà mai vantare. Alla luce di questo, non è inefficiente?
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 24/10/2016 ore 18:26:04
L'inefficienza "sulla carta" non mi aiuta sul palco. Una Squire Classic Vibe può avere, sulla carta, meno difetti di una tele del 58, è più lucida, non ci sono parti arrugginite, costa un tantino meno. Ma tutti questi "pro" spariscono quando si imbraccia uno strumento o si suona un amplificatore.

A me non interessa "difendere" gli ampli valvolari, ho avuto una dozzina di ampli equamente divisi tra le due categorie e ho avuto anche valvolari che non mi sono piaciuti.
Ma un confronto fatto pensando, come dici, ad un ampli utilizzato "senza effetti" per me è falsato.

Sul clean (ottimo) di alcuni ampli valvolari io posso ottenere esattamente i suoni che ho in testa con un pedale overdrive. Essendo molto esigente e avendo maturato un tipo di suono ben preciso in più di vent'anni, so quello che voglio e lo posso ottenere (ahimé) solo con certi valvolari. Sono più costosi, più pesanti e ogni tanto va fatta una manutenzione? Chissenefrega.
Sugli ampli a transistor mi manca qualcosa, quindi il fatto che siano più poliedrici, più leggeri e senza valvole da cambiare non mi interessa, quello che mi interessa è che restituiscano la risposta al tocco e il suono che cerco e che non trovo fino in fondo nei transistor.
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 18:59:4
Ah ok, allora stai parlando di ciò che tu preferisci, e come tale lo rispetto.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 24/10/2016 ore 19:02:4
Beh certo, è chiaro che parlo per me e in base alla mia esperienza, non pretendo mica di avere in tasca una verità che vada bene per tutti.
:-)
Rispondi
di Alex95SG [user #30733]
commento del 24/10/2016 ore 16:04:53
a dire il vero gli amplificatori valvolari per definizione di dinamica ne hanno di meno di quelli a transistor, poiché tendono a comprimere il suono, soprattuto quando si alza il volume. di solito noto che si confonde la dinamica (suonare forte e piano) con la quantità di saturazione, ovvero con la capacità di alcuni ampli di suonare più "puliti" quando si accarezzano le corde e più "sporchi" quando si pesta, ed è quest'ultimo il campo in cui a mio a avviso i valvolari sono ottimi
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 16:11:52
Non fa una grinza...
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 24/10/2016 ore 18:57:00
Ma come "non fa una grinza"? Ha scritto esattamente il contrario di quello che hai scritto tu.

Lui ha scritto "gli amplificatori valvolari per definizione di dinamica ne hanno di meno di quelli a transistor"

Tu hai scritto "Il vero vantaggio di un valvolare si nasconde nella straordinaria dinamica che questi amplificatori raggiungono"

Non è che mi state trollando? ;-)
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 19:02:03
Nono, ti spiego, il problema è che io (da bravo caprone) chiamavo dinamica la risposta al tocco, e siccome il suo ragionamento fila che è una meraviglia, non potevo dire altro se non "non fa una grinza" :D come avevo detto, il post sarà pieno di errori, scusate :D
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 24/10/2016 ore 18:09:35
Infatti io non ho parlato di dinamica, ma di risposta al tocco.
E per la mia esperienza la risposta al tocco di cui parli funziona decisamente meglio sui valvolari.
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 24/10/2016 ore 18:48:06
Ma quando mai,sulle ultime robe digitali hai la stessa risposta al tocco,non scherziamo :-)
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 24/10/2016 ore 18:54:5
:-)
Beh, scherzi a parte, in molti lodano la risposta del Kemper.
Io però non l'ho mai provato e dunque non posso esprimermi. :-(
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 24/10/2016 ore 19:10:18
Beh mi pare che invece ti eri espresso,adesso dici che non li conosci quindi mi pare un pò un controsenso :-) Io il Kemper l'ho provato troppo poco e male per dare un giudizio,ma ho avuto un Dv Mark Multiamp,e quello lo conosco bene, e la risposta al tocco ti posso garantire che era "perfetta",e di valvolari ne ho avuti abbastanza per poter giudicare.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 24/10/2016 ore 21:25:46
Scusa, in che senso mi ero espresso sul Kemper? Ce l'ha un amico, ma non l'ho potuto testare veramente.
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 24/10/2016 ore 21:31:2
No non mi fraintendere,non mi riferisco al kemper in se,ma hai detto
"E per la mia esperienza la risposta al tocco di cui parli funziona decisamente meglio sui valvolari." quindi è come se dicessi "ho provato sia i valvolari che i digitali,ed i primi rispondono bene al tocco meglio dei secondi" altrimenti come fai a dire questo? :-)
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 24/10/2016 ore 21:35:28
No, parlavo di valvole e transistor (in riferimento all'oggetto del post), non di digitali.
Ho provato e avuto qualche dispositivo digitale (Vox Valvetronix, Boss Gt qualcosa, Pod 2.0 e Hd500), ma il Kemper no. I dispositivi digitali che ho avuto o provato non mi sono mai piaciuti granché, però un amico ha il Kemper e mi dice che è fantastico (conoscendolo, non stento a crederci).



Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 24/10/2016 ore 21:41:10
Guarda non cambia niente neppure con i solid state "normali",naturalmente quelli buoni non quelli da 100€....prova un DV Mark Jazz 12"(costa 400€ non 4000) e vedrai che risposta al tocco,da paura ;-)
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 24/10/2016 ore 21:45:50
Interessante, appena mi capiterà lo proverò!
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 24/10/2016 ore 21:49:52
Provalo provalo,poi mi dici :-)
Rispondi
di Alex95SG [user #30733]
commento del 24/10/2016 ore 20:19:28
si si certo, la mia era una precisazione al post originale, non al tuo commento. concordo sul fatto che i valvolari abbiano una risposta al tocco più "reale" e appagante
Rispondi
di Alex95SG [user #30733]
commento del 24/10/2016 ore 15:21:05
un unico appunto: non è vero che i valvolari sono per forza grossi e pesanti! ci sono testate da 50 watt che pesano anche meno di 15kg, e pensa che il mesa mini rectifier pesa meno di 10 kg! Io personalmente ho una HT50 della blackstar che pesa meno di 20 kg (17 mi pare) e non è enorme, si sposta tutto sommato abbastanza facilmente. se si prende una testata tipo la Glam di jad e freer e un paio di 1x12 ad esempio dragoon in meno di 30 kg si ha tutto il proprio setup, con tanta potenza e poco ingombro.
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 16:01:46
Si lo so, la brunetti singleman H mi pare ne pesi appena 11 (non vorrei sbagliarmi). Però anche qui non si può non dire che testate a transistor e digitali pesino meno: ne ho trovate senza fatica dal peso estremamente contenuto, appena sotto i 3 kg.
Rispondi
di Alex95SG [user #30733]
commento del 24/10/2016 ore 16:06:55
si si certo! però non so quante testate totalmente analogiche a transistor suonino come una singleman!
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 16:08:33
Come tutto, dipende sempre da cosa ci devi fare!
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 24/10/2016 ore 15:49:28
Non è un flame, senza polemica solo con spirito costruttivo... ma se avessi speso lo stesso tempo che hai impiegato a scrivere, a provare ampli, tante domande non te le saresti poste.
Per me sei un bel pò fuori strada.... troppi input indiretti purtroppo la rete alle volte non aiuta.
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 16:07:23
Non capisco. Di ampli ne provo quanti posso e quando posso, di tutti i tipi e senza alcun preconcetto. Queste sono mie riflessioni, opinabili forse, o forse ho usato uno schema troppo "matematico", però non ho voluto prendere espressamente posizione. Per quanto riguarda la ricerca dell'ampli perfetto (se vabbè, sogna), purtroppo non posso dedicarle giorno e notte.
PS. La scrittura di questo diario è durata un'oretta circa, fatta in piena notte (ossia quando non posso ne suonare ne provare), quindi boh, ho risparmiato tempo! ;)
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 24/10/2016 ore 16:43:51
Le premesse che ho fatto eran doverose per evitare fraintendimenti, ma forse sono stato un pò troppo stringato, quello che hai scritto meriterebbe un commento ben più circostanziato.
Dalla lettura però ho avuto l'impressione che hai messo assieme tanti concetti e pareri che non derivano tutti da esperienze personali dirette.
A mio avviso ci sono preconcetti o idee di base che sono sbagliate in partenza, nel caso degli ampli a valvole e del loro rendimento in base alla potenza, parli di usura, di Twin in saturazione e di 1974 clean...
Boh non so da una prima lettura mi è sembrato che hai letto molto ma provato poco (per provato non intendo mezz'ora in negozio) e in più c'è una bella confusione, poi posso sbagliarmi eh ci mancherebbe, ti riporto una frase delle tante che non mi tornano:
"se invece mi interessa ottenere suoni molto puliti anche ad alti volumi, sceglierò un amplificatore con una grande potenza, che utilizzerò poi impostando il volume a bassi valori, evitando quindi problemi di saturazione di qualsivoglia natura".
Cioè per un clean mi devo prendere un 100Watt e tenerlo a 1.5 di volume?? (scusa ho esagerato....) va che basta un Classic 30 o un Hot Rod da 40W per avere puliti che ti spaccano le orecchie (la qualità poi è altro), mandare in saturazione un master volume è una delle cose che qui dentro han fatto in pochi credimi.
Non c'è un ampli perfetto come non c'è la chitarra o l'OD definitivo, questo nel bene e nel male (del portafogli)
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 16:54:27
Si capisco. Gli esempi che ho fatto sono sempre frutto di una prova personale, anche perchè su quel che non ho provato evito di esprimermi. Ammetto però che solitamente non posso provare un ampli per più di un'ora o un'ora e mezza, e questo sicuramente è un limite, ne sono consapevole.
Per il discorso sul pulito ad alti volumi era in realtà esattamente ciò che volevo dire, anche perchè (e questa è una mia opinione) ho trovato raramente puliti davvero belli a bassi wattaggi, però hai ragione quando dici che esistono amplificatori con puliti anche ad alto volume e con molti meno watt.
PS comunque per me 30/40 W cominciano ad essere una potenza discretamente alta, dai 40 in su da quel che ho provato si comincia ad avere puliti seri anche a buoni volumi, con bassa potenza intendo gli ampli al di sotto dei 20-25 W. Categorie che nella mia mente hanno senso, magari non ne hanno nemmeno un po'!
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 24/10/2016 ore 17:24:45
Ah ok, è il problema di parlare in termini assoluti di un qualcosa che evidentemente non lo è.
Occhio solo a categorizzare le cose in base ai data sheet, prendi ad esempio un Classic 30 ed un'AC30 tutti e due 30Watt... lo diresti mai? questo è un esempio stupido però rende l'idea, ho provato 15Watt che urlavano e 100Watt spompi, purtroppo l'unica risposta che posso darti è il solito "dipende" e quasi sempre la risposta è nella parola "qualità".
In base alla mia esperienza non ci sono dubbi, se vuoi il suono cerchi un valvolare, per il transistor a parte qualche rara eccezzione sono solo scelte di comodo, anche se un bel JC120 e pochi altri.
Il digitale... boh per adesso spendi più di un valvolare per avere roba decente
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 18:15:21
Sono d'accordo, diciamo pure che è un vago tentativo ;)
Sul digitale non so esprimermi, non ne ho mai provato, eppure un prodotto come il DV Mark Multiamp sembra essere davvero ottimo a un prezzo tutto sommato contenuto.
Rispondi
di mamuele [user #4349]
commento del 24/10/2016 ore 16:00:48
Ma alla fine hai comprato un amplificatore?
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 16:02:39
Ancora non ho trovato quello che cerco. E soprattutto, ancora non ho venduto il mio attuale, per poter racimolare tutti i soldi necessari.
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 16:20:38
Mi sto rendendo conto dai commenti che leggo che è stato completamente travisato lo scopo del diario. NON è UNA GUIDA A COSA SCEGLIERE, NON VUOLE ESSERLO E MAI LO SARA'. I miei sono ragionamenti semplici fatti a partire da osservazioni altrettanto semplici. Non è una gara all'amplificatore migliore, a quello che tutti dovrebbero preferire e idolatrare, sono solo ragionamenti.
Rispondi
di _marco_ [user #16324]
commento del 24/10/2016 ore 16:54:24
Come scrisse qualcuno tempo fa il problema degli ampli a transistor non è che suonano peggio (diversamente si) ma il fatto che mediamente vengono progettati come ampli entry level...ed è vero,basta guardare i coni (per esempio) che montano . Se si va a provare transistor fatti come si deve le cose cambiano eccome. In ogni caso sono e rimangono 2 ampli diversi che vanno utilizzati diversamente. IMHO
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 24/10/2016 ore 16:56:34
Il discorso per me è semplice: si compra ciò che serve se si suona in un gruppo, ciò che più piace per tutte le altre occasioni; se le due cose coincidono tanto di guadagnato. Per il resto tutte pippe mentali (detto bonariamente, me le faccio pure io) e lo dimostra il fatto che a volte dal vivo mi sono complimentato per il bel suono con un chitarrista che usava un ampli che in rete era bollato come scadente o che io stesso avevo provato senza soddisfazione. Di due cose però sono assolutamente certo: tra pochi watt e tanti watt sempre meglio la seconda e se possibile sempre meglio essere microfonati. Se si suona solo a casa allora meglio accontentarsi di un bel digitalino da 100-200€ e investire i propri soldi sulla chitarra che ci garba di più o meglio ancora su una bella acustica. Solo opinioni personali.
Rispondi
di Lelinho [user #44984]
commento del 24/10/2016 ore 17:09:5
azzo una tesi di lauera ai scritto.. dico solo questo, i suoni belli sono quelli che sentiamo da
80 anni nei dischi, e nei dischi nessuno a usato i trasnistor o il digitale.
i coni o il wattaggio sono sfumature dettate dall'esigenza.
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 17:33:54
Azzardata come affermazione! :D Gilmour usava spesso la chitarra collegata direttamente al banco di registrazione, e gerry garcia dei grateful dead non usava nemmeno lui amplificatori, diretto in impianto dopo i suoi effetti ;)
Rispondi
di Lelinho [user #44984]
commento del 24/10/2016 ore 17:46:17
2 esempi in un secolo di musica ? un po pochini, azzardata anche la tua come affermazione ;)
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 17:48:26
Beh, prendere l'intero secolo è sleale comunque, le valvole esistono da moooooooolto prima del digitale e del transistor! :D
Rispondi
di Lelinho [user #44984]
commento del 24/10/2016 ore 17:56:55
Facciamo un referendum? beh allora dimmi qualche colosso del rock che negli ultimi 5 album
non a usato gli ampli a valvole ora non son piu 100 anni sono 5
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 18:03:2
scusa la domanda...perchè del rock? nel jazz sono estremamente usati gli ampli a transistor, pat metheny e molti altri "colossi" ne usano quotidianamente, anche in sala di incisione. Senza contare che, a quel che so, negli ultimi anni anche in sala di registrazione si preferisce usare software digitali (questo mi è stato detto da un tecnico che lavora in una sala di registrazione, ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona e lavorarci insieme). Mi è difficile sapere però chi ha usato cosa in sala di incisione...per cui bandiera bianca, non so dirti nomi di qualcuno che abbia usato transistor.
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 18:07:44
dimenticavo, anche frank gambale sono sicuro utilizzi amplificatori a transistor.
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 18:13:37
Aggiungo però un appunto: il fatto che una cosa non venga usata non vuol dire sia peggiore delle altre. Un esempio? Non si vedono molte automobili Pagani o Bugatti in giro, eppure rispetto a una punto sono favolose (non ho nulla contro le punto, sia chiaro ;) ): non sempre si diffonde il meglio, a volte, per i più svariati motivi, un prodotto resta poco diffuso anche se è migliore anni luce rispetto alla media. L'esempio mi è venuto un po' a caso, ma spero si capisca il messaggio.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 24/10/2016 ore 17:57:02
----- i suoni belli sono quelli che sentiamo da 80 anni nei dischi, e nei dischi nessuno a usato i trasnistor o il digitale---------

alla fine la cavolata del giorno è arrivata, ero li che l'aspettavo.........
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 18:04:17
Io rispetto comunque la sua opinione, anche se non sono d'accordo.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 24/10/2016 ore 18:17:10
Bravo, fai pure, a me non piacciono le affermazioni prive di senso e non vere perchè quello che ha detto è una cosa non vera, qualcuno potrebbe anche crederci e non è bello credere alle favole dopo una certa età
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 24/10/2016 ore 18:19:50
Tranquillo, rileggendo il mio messaggio suona come una critica, ma non voleva esserla!
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 24/10/2016 ore 18:24:14
no problem figuriamoci
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 24/10/2016 ore 18:53:09
A parte che in grammatica il verbo "avere" vuole l'"h" davanti,ma hai scritto una boiata cosmica :-)
Rispondi
di trimmer741 [user #41394]
commento del 24/10/2016 ore 17:26:28
La regola è provare di tutto, tanto non c'è mai una soluzione definitiva. Ci sono solo amplificatori che rimangono e altri no.

Valvole o transistor o digitale? In generale valvolare ma… forse è più importante che risponda bene e che i controlli (gain, volume, eq, ecc…) facciano il loro dovere rispetto a quello che vogliamo. In questo senso mi è quasi sempre capitato che sui valvolari ci fosse questa rispondenza, qualche volta con i transistor, mai sui digitali (ma in questa categoria ho poca esperienza).

Quanti Watt? Più che altro quanto tiene il pulito rispetto al volume… dipende dall'ampli e dalle esigenze. 15-25 Watt valvolari credo che si fa un po’ tutto, 60-80 W digitale e transistor.

Quanti coni? l’approccio è sempre il gusto il resto sono pipe. Personalmente sono per testata e cassa 2x12, magari con coni diversi l’uno dall’altro ...chiaro che si apre un mondo...
Rispondi
di Skywalker8 [user #40706]
commento del 25/10/2016 ore 01:06:28
Diario molto molto interessante!
Le esigenze di noi tutti sono ben diverse e questo fa sì che ci siano differenti pareri.
Personalmente la risposta al tocco, per me, è sempre esagerata: odio quando "pesto" sulle corde anziché aumentare l'attacco il suono comincia a virare sull'overdrive. Tre quarti dei chitarristi lo adorano ma..io no! :)
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 25/10/2016 ore 01:10:2
Ammetto che è la prima volta che sento questa opinione! interessante il commento, mi fa capire quanto effettivamente siamo diversi, ognuno cerca qualcosa di diverso. Ormai devo ammettere che ho tentato di creare un'analisi oggettiva, quando di oggettivo forse c'è ben poco! ;)
Rispondi
di rollo5100 [user #28890]
commento del 25/10/2016 ore 08:48:32
Incredibile quanto possa interessare questo argomento!
Rispondi
di Repentless [user #45400]
commento del 25/10/2016 ore 10:15:45
Bel diario, dico la mia: Preferisco i transistor e il digitale perché ormai suonano benissimo e con la strumentazione giusta si riducono tantissimo i pesi e gli ingombri, specie se suoni molto dal vivo.
Dopo anni di testate (anche valvolari) ultrapesanti ora ho una DV Mark Micro 50 + cassa 2x12 e una Zoom G3X più qualche pedale scelto ma davvero pochissima roba, un Phase 90, un Whammy Ricochet e un accordatore Korg.
Suona tutto alla grande, magari devi accettare qualche compromesso, ma nella mia lunga ricerca sonora ho capito che anche con ampli e chitarre da millemila euro al chitarrista medio mancherà sempre qualcosa. Tanto vale allora accontentarsi un po' (non troppo!)
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 25/10/2016 ore 10:40:13
In questo periodo sto cominciando a pensarla anch'io così (e forse questo mio sbilanciamento verso il mondo a transistor e digitale si legge troppo nel diario). Ho provato il DV Mark Micro50, devo dire che non mi ha entusiasmato molto per lo sbilanciamento dei bassi, ne ha davvero tantissimi! per il resto fantastico amplificatore, piccolo ma molto efficacie.
Rispondi
di Repentless [user #45400]
commento del 25/10/2016 ore 11:41:54
Gli ampli DV hanno sempre parecchi bassi, ne ho avuto diversi ed è una loro caratteristica...è anche vero che però possiedono un equalizzazione parecchio efficace che aiuta a plasmare bene il proprio timbro.
Nel caso specifico della Micro 50 certo non si potrà mai avere un pulito alla Fender, per intenderci, ma la cosa è compensata dal fatto che mangia benissimo pedali e multieffetto e possiede una potenza più che sufficiente anche per live medio-piccoli (oltre ad essere ottima per uso casalingo e prove).
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 25/10/2016 ore 11:45:59
Non conoscevo questa caratteristica dei DV. Devo dire però che mi attirano moltissimo!
Rispondi
di Repentless [user #45400]
commento del 25/10/2016 ore 11:58:21
Sono ampli molto belli e ben costruiti, dal prezzo giusto. Ma soprattutto dietro ogni loro prodotto c'è sempre un'idea e/o un concetto particolarmente originale. Anche il loro servizio clienti è eccezionale.
Una volta, appena presa una Little 40 EL34 con relativa cassa 2x12 rimasi anche io spiazzato dai bassi provenienti dall'ampli....scrissi allora ad info@dvmark.it e mi consigliarono una EQ di massima per chitarre Gibsonoidi (ho una SG): BASSI 3/4, MEDI 5/6, ALTI 8/9.
Utilizzo tuttora questa EQ sulla Micro 50 e la trovo perfetta per le mie esigenze.
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 25/10/2016 ore 12:08:09
Ottima dritta quella dell'eq, la proverò la prossima volta!
Rispondi
di Bitis [user #40450]
commento del 25/10/2016 ore 12:00:2
Per alzare il volume nei soli come fai col Micro 50 ?
Io l'unica soluzione che ho trovato funzionare bene, però io ho una testatina valvolare ENGL, è il booster nel send return, però il DV Mark non ce l'ha...............
Rispondi
di Repentless [user #45400]
commento del 25/10/2016 ore 12:14:30
Essendo privo di loop effetti è un ampli ovviamente concepito per una catena effetti completa da buttare nell'input, per l'utilizzo solistico ti serve un booster apposito a fine catena.
Io personalmente ho quasi sempre suonato così per comodità anche con altri ampli, quindi per me no problem.
Se non usi il delay puoi comunque sfruttare il suo canale lead come booster con gain a zero e level a ore 9/10, personalmente secondo me è più efficace in questa funzione che come overdrive vero e proprio.
Il riverbero della testata poi lo trovo molto bello per gli assoli, purtroppo però non è footswitchabile.
Ora comunque hanno fatto uscire delle versioni da 250 watt munite di loop effetti.
vai al link
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Rispondi
di Bitis [user #40450]
commento del 25/10/2016 ore 12:22:57
Sì, le ho viste, ma purtroppo hanno perso delle caratteristiche che a me piacevano molto come la presa cuffie e i'aux, che in casa sono utilissimi.
A me piace molto il canale lead (io suono Hard Rock), ma non so come reagisce col booster a fine catena. Nell'Engl non funziona, non alza il volume, ma magari in un transistor come il Micro 50 sì.
Tu hai mai provato ?
Rispondi
di Repentless [user #45400]
commento del 25/10/2016 ore 12:27:06
Che booster utilizzi?
Rispondi
di Bitis [user #40450]
commento del 25/10/2016 ore 13:00:20
Electro Harmonix LPB1
Rispondi
di Repentless [user #45400]
commento del 25/10/2016 ore 13:05:57
Se butti tutto sul canale pulito della Micro l'LPB1 svolgerà egregiamente la sua funzione di aumento volume. Ovviamente al posto del canale lead dovrai usare overdrive e distorsori a pedale (posizionati prima del booster).
Rispondi
di Bitis [user #40450]
commento del 25/10/2016 ore 13:23:48
Grazie 1000 per le risposte.
Rispondi
di Repentless [user #45400]
commento del 25/10/2016 ore 13:27:17
Figurati, ciao ;)
Rispondi
di Bitis [user #40450]
commento del 25/10/2016 ore 11:10:22
Assolutamente sì.
Quando c'è di mezzo l'audio, davvero non esistono criteri veramente oggettivi.
Per quanto mi riguarda, un certo numero di ampli l'ho provato ma non abbastanza da poter avere un'idea chiara in proposito. Vorrei però scrivere due righe su una piccola esperienza di questa estate.
Ho avuto modo di assistere a un evento live dove suonavano, uno dopo l'altro, una decina di gruppi tra l'hard rock e il metal. Erano tra l'altro i giorni in cui su accordo c'era l'ennesima diatriba digitale VS valvolare.
In pratica, usando le medesime casse 4x12, i vari chitarristi si alternavano portando solamente la propria testata (con relativa pedalanza).
Ho visto passare da Laney/Engl/Marshall da 100W a Kemper e simili.........
Differenze di suono ? Francamente quasi nulle (o forse proprio nulle).
Addirittura il primo che ha usato un Kemper, siccome non avevano tolto la testata valvolare precedente, ero convinto stesse suonando con le valvole e solo dopo alcuni pezzi mi sono accorto che suonava completamente in digitale.
Certo, stiamo parlando di un genere particolare, magari con altri tipi di musica, le differenze sarebbero più evidenti, però è stato comunque istruttivo.
A essere sinceri, l'unica vera differenza di suono si è notata quando un povero chitarrista, alla terza nota (di numero !) si è ritrovato con la testata valvolare MORTA (nel soundcheck di pochi minuti prima suonava che era una meraviglia) ed è dovuto andare in diretta nel mixer, dopo che il gruppo ha finito il pezzo con una chitarra sola.
Mi ha fatto pensare che in tanti concerti visti, non è la prima volta che vedo il chitarrista rimanere a piedi col valvolare.........e io suono con una testata valvolare.
Quindi un altra variabile da aggiungere alle già svariate citate è l'affidabilità nei live.
Rispondi
di tres_hombres [user #37968]
commento del 25/10/2016 ore 11:24:27
Grazie dell'intervento! Per quanto riguarda l'affidabilità non mi sono espresso perchè so che i valvolari possono dare problemi, ma non ho dati per poter parlare degli altri, quindi ho preferito evitare ;)
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 25/10/2016 ore 14:14:47
Registrando di questi tempi è facile che capiti a un fonico di avere un mix agli ordini del produttore che ti massacra il sound. La maggioranza preferisce un pre in diretta - più manovrabile avendo racks. Seduto in regìa ti dà una visione panoramica, è facile avere dibattiti creativi col produttore e tecnici col fonico. Della chitarra perfetta e dell'ampli perfetto resta poco se si registra in sala (con le cuffie!).
Dal vivo è un altro pianeta - il famoso de gustibus!!! Un ampli perfetto è quello che è dimensionato al volume della vostra band e dal tipo di locali che frequentate. E praticità! Peso, ingombro. È da Teoria della Relatività versione sonora e risolvere l'equazione è da premio Nobel + quello accordiano!!!
Ho avuto AC30, Super Reverb e testata Bassman silverface (pure JC120). MAI, vi dico mai sono arrivato alla soglia del volume valvolare magico permessibile in un club!!! Specialmente con AC30. Sono dunque passato a pre e un impianto 300W e sino a 4 casse. Consente di missare pre + suono synth MIDI della chitarra. Per cose micro, 2 altoparlanti monitor autoamplificati. Per certe cose... ampli e casse non usate in palco tanto per fare scena.
I vostri commenti e consigli sono validissimi. Ci sono caterve di modelli tra cui scegliere un valvolare e pochi a transistor "seri" - da uso pro. Ho avuto il JC e non mi è piaciuto neanche per synth, IMHO of course!

Cito per finire rollo5100 >>> Incredibile quanto possa interessare questo argomento!
Rispondi
di cester [user #5187]
commento del 25/10/2016 ore 14:36:31
Ragazzi, dopo cinquanta anni di valvole (lascio a voi immaginare la mia veneranda) ho comprato il Roland Blues Cube Artist 80 watt, senza ovviamente le capsule, e l'ho messo in bella mostra assieme al mio amato Bassman Amp del '63 e al Delux Reverb '65.
Ebbene, ora enuncio il personalissimo giudizio di uno che non dal Tubo ma dall'uso diretto mi sono fatto.
So bene che valvole e transistor non danno un suono uguale ma vi garantisco che questo ampli può far ricredere molti detrattori del transistor, io in primis !
Buone suonate.
Rispondi
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