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Cosa cercate in un album?

di E! [user #6395] - pubblicato il 03 novembre 2016 ore 10:53
Ciao a tutti! Oggi ho inviato il mio ultimo disco a chi si occuperà del mastering e mi sono fatto un paio di domande: piacerà? Lo ascolteranno tutto, magari un paio di volte? Faranno attenzione agli arrangiamenti o ai testi?

A me è capitato diverse volte di snobbare album che successivamente, dopo un paio di ascolti in più, si sono rivelati capolavori.

Voi a cosa fate attenzione, quando ascoltate un disco? Cercate qualcosa di specifico nella musica, nei testi? 
E più in generale, cosa vorreste trovare in un disco del 2016? Ve lo chiedo in vista del prossimo album :-)

Scherzi a parte, ultimamente mi è capitato di sentire alcuni cd prodotti quest'anno e ho trovato sostanzialmente le solite cose: una caratterizzazione di genere molto forte (che sia pop, jazz o rock) senza troppa sperimentazione. Raramente si esce dai soliti canoni, insomma.

Preferite ascoltare un buon cd "classico" o cercate qualcosa di più particolare?

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di superloco [user #24204]
commento del 03/11/2016 ore 11:18:54
Io sicuramente non faccio testo, ho gusti un po' strani. Però te lo dico lo stesso....
i testi li ascolto poco o niente, meno cantato c'è meglio è, se cantano in inglese o italiano li ascolto poco, preferisco spagnolo o francese. Gli arrangiamenti invece mi interessano molto e preferisco il predominare di strumenti acustici.
Ciao
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 12:55:09
Beh, da un appassionato di manouche come te me lo aspettavo :-)

Quindi preferiresti ascoltare un cd "classico" rispetto ad uno più particolare?



Rispondi
di superloco [user #24204]
commento del 03/11/2016 ore 13:59:00
non so, ascolto di tutto con le preferenze di sopra, ultimamente nella musica leggera mi piace Soha
mil pasos ad esempio Niente di trascendentale ma il ritmo e la voce sono coinvolgenti.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 14:16:55
Vado subito ad ascoltare
Rispondi
di superloco [user #24204]
commento del 03/11/2016 ore 14:17:54
di chitarra c'è poco o niente.... ti avviso
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 15:18:06
Meglio! :-D
Bellissima... Cioè bravissima. Ti catapulta in un altro posto
Rispondi
di superloco [user #24204]
commento del 03/11/2016 ore 15:26:05
in effetti,,,, franco algerina ha una pronuncia spagnola ottima
ci sono dei bei video di lei che balla a Cuba in centro Havana
se ti piace vuol dire che poi manouche o no se piace piace
ad esempio a me piace molto Zaz altra francese. Beh non vorrei influenzarti troppo..... ;-)
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 15:46:35
Non c'è problema, questa droga mi dicono non abbia controindicazioni. ;-)
Rispondi
di Deadwing utente non più registrato
commento del 03/11/2016 ore 11:43:12
è molto difficile rispondere a una domanda come questa. per me è molto importante il contenuto tecnico del prodotto.
delle ottime idee musicali e testi originali arrangiati da musicisti che non sono il massimo + lavoro di mix e mastering non da 10 e lode, non mi invogliano a proseguire l'ascolto.
ammetto l'esistenza di eccezioni ovviamente.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 13:00:52
Le eccezioni immagino comprendano parecchi artisti anni '60 e '70.
In effetti un buon mix e un buon mastering rendono l'ascolto più fluido.

E per quanto riguarda il contenuto cosa ti aspetti da un disco che esce nel 2016?
Ti aspetti qualcosa di nuovo?
Rispondi
di Deadwing utente non più registrato
commento del 03/11/2016 ore 13:32:27
Il discorso sui classici nemmeno si pone. Il mio messaggio era esclusivamente riferito alla musica nel contesto odierno.
Per quanto riguarda la seconda e terza domanda: vado molto a pelle,sarebbe impossibile metterlo in parole. peraltro ho ascolti abbastanza vasti che mi rendono ancora piu difficile parlarne in modo chiaro.
posso dirti che mi aspetto che almeno l'autore del prodotto sia convinto di aver fatto qualcosa di bello.perche si vede subito quando un album esce ed è pieno di brani che non sanno di nulla messi li per fare quantitá.
Che voglio credere sia lo stesso motivo per cui i tool non vogliono far uscire stobbenedetto album (ce la butto li)
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 13:43:56
Ahahahah
Può darsi. Secondo me il tuo esempio rientra in pieno nell'oggetto del post.
Potrebbe anche darsi che si siano sentiti ingabbiati negli stilemi che li hanno caratterizzati.
Rispondi
di bluesfever [user #461]
commento del 03/11/2016 ore 11:52:3
Vista la mia facilità nel distrarmi, semplicemente se ascolto il brano fino alla fine senza pensare ad altro vuol dire che mi interessa, ma non so mai capire cosa ha tenuto alta la mia attenzione, quindi non saprei rispondere alla tua domanda, dovrei prima ascoltare per dire se mi piace o meno.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 13:02:20
Quindi non poni "paletti" particolari sul genere, sul sound..
Rispondi
di bluesfever [user #461]
commento del 04/11/2016 ore 11:18:3
Non credo, spero, anche se generalmente sono attirato nel sentire ad esempio una chitarra o un basso particolarmente presente e/o con un bel timbro e/o insoliti, quello sì, ma sto cercando di smettere :D
Un'altra cosa che mi viene in mente adesso è il tecnicismo: è una cosa che sicuramente mi attira subito, ma se è solo fine a se stesso mi stufo altrettanto velocemente.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 04/11/2016 ore 13:42:07
Il tecnicismo fine a se stesso è... Odioso! :-)
Io sto cercando di smettere proprio con i tecnicismi in generale, più note suono e meno mi posso sentire.

P.S.
Ma come l'hai beccato il mio video su youtube? :-D
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 04/11/2016 ore 13:42:22
Il tecnicismo fine a se stesso è... Odioso! :-)
Io sto cercando di smettere proprio con i tecnicismi in generale, più note suono e meno mi posso sentire.

P.S.
Ma come l'hai beccato il mio video su youtube? :-D
Grazie per il tuo commento!
Rispondi
di bluesfever [user #461]
commento del 05/11/2016 ore 11:56:24
Sono curioso ;)
La tecnica comunque mi non dà fastidio, anzi, ma può annoiare alla lunga.
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 04/11/2016 ore 09:14:53
E' esattamente il mio "test", non voluto, da auto. Se mi accompagna bene lì allora vale! E' una cosa puramente istintiva e casuale!
Rispondi
di Repentless [user #45400]
commento del 03/11/2016 ore 12:18:18
La cosa più importante in un brano secondo me è la melodia.
Il pezzo può essere anche armonicamente e ritmicamente semplice, ma se ha una melodia o un ritornello che ti cattura sicuramente avrai voglia di riascoltarlo.
Le parole per me vanno in secondo piano, anche se comunque lanciare messaggi adeguati è molto importante per un artista.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 13:05:51
Sono d'accordo, la melodia è certamente fondamentale, per quanto mi riguarda insieme al groove.

Se manca qualità in uno di questi due aspetti, io perdo interesse.
Ma per quanto riguarda un disco in generale, se dovessi comprarlo, cosa ci vorresti trovare?
Ti basterebbero delle belle melodie o vorresti anche ascoltare qualcosa di innovativo, di ricercato, di "contaminato"?
Rispondi
di Repentless [user #45400]
commento del 03/11/2016 ore 15:26:49
Io nei miei pezzi ho sempre cercato di contaminare e di non affidarmi a stilemi troppo fissi: alla fine le innovazioni nascono così!
Un album deve essere vario, avere delle solamente buone melodie non è più sufficiente.
Su 8-10 pezzi acquista poi una importanza ancora maggiore il messaggio che si vuole comunicare.
Rispondi
di superloco [user #24204]
commento del 03/11/2016 ore 14:00:42
si su questo condivido
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 03/11/2016 ore 13:22:02
Io ho sempre privilegiato la musica, melodia, arrangiamento, parte armonica ecc.... le parole sono molto importanti ma se non mi prende la musicalità del brano non c'è niente da fare.

Per fare un esempio concreto su due artisti italiani icone possiamo prendere Battisti e De Andre, i testi di Faber sono molto più impegnati e magari anche più interessanti rispetto a quelli delle canzoni di Battisti però di Lucio mi è sempre piaciuta la parte musicale (non tutto) mentre De Andre non è mai riuscito a prendermi a livello di musica.

Per concludere, anche se è il testo più bello mondo ma non mi piace la musica c'è poco da fare, ci sono i libri per quello, se la musica mi prende ma il testo è più leggero mi va bene comunque.

Il bilanciamento perfetto sono Tom Waits e David Bowie della quale adoro ogni cosa, musica e testo.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 13:38:38
Ah, due qualunque :-D

Eppure in Waits e in Bowie la musica è spesso scarna, cruda. Evidentemente sei in sintonia proprio con la loro particolare concezione musicale.

Ma cosa ti aspetteresti da un disco "nuovo", ad esempio di Waits (purtroppo David non ne può fare più)? Ti aspetti melodie e groove innovativi, suoni più moderni?
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 03/11/2016 ore 13:58:05
Il discorso della musica scarna e cruda è più applicabile a Waits che a Bowie che in diverse fasi della sua carriera ha usato moltissimi suoni, comunque non è questo l'argomento.

Da Waits devo dirti la verità che è quella di non aspettarmi molto visto i capolavori che ha fatto, difficilmente secondo me riuscirà ad avvicinarsi anche se continua a fare album belli.

Per quanto riguarda i suoni innovativi è davvero difficile ascoltarli nelle produzioni pop-rock-jazz-funk, ecc..., più o meno sono sempre quelli, bisogna andare sulla musica elettronica contemporanea, quella sperimentale estrema per sentire qualcosa di diverso, dove ci sono solamente rumori e suoni manipolati in tempo reale, praticamente melodia e ritmo sono esclusi, mi capita di vedere dei concerti di questa roba ma non sono un grande esperto però ho visto cose molto ganze.

Quello che mi aspetto sono belle canzoni sia cantate che strumentali con arrangiamenti belli e possibilmente non scontati, ho ascoltato cosi tanta roba che non è facile farmi dire wow ecco qualcosa di diverso.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 14:15:24
"Quello che mi aspetto sono belle canzoni sia cantate che strumentali con arrangiamenti belli e possibilmente non scontati"

Sono molto in sintonia con questa visione. A me sorprendono sempre i Radiohead, da Hail to the thief in poi ogni album è stato sempre un "ah, stavolta hanno fatto la cacchiata" e dopo qualche ascolto "questo è un capolavoro". :-|
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 03/11/2016 ore 14:28:47
Per i Radiohead ho un gran rispetto, li vidi nel 1994 o giù di li in una discoteca a Firenze e ancora non erano super famosi, (ero fianco a fianco con Tom York a bere una birra dopo lo spettacolo ahah) fu un gran bel concerto però li lasciai perchè in quel periodo ero parecchio intrippato con jazz e fusion, ascoltavo poco altro quindi non ho mai approfondito la sua musica anche se negli anni ho ascoltato qualche album.

Ora è già qualche hanno che la fusion non l'ascolto più anche con il jazz ho rallentato parecchio e sono ritornato un pò alle origini, chissà magari potrei incominciare ad ascoltarli per bene ora............
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 15:45:26
Allora: io non ti conosco personalmente, ma mi stavi pure simpatico.
Ora che mi hai raccontato di aver preso una birra vicino a Thom Yorke no. Comincio ad odiarti.

Scherzi a parte, il mio percorso è molto simile (dieci anni di rock, dieci e qualcosa di jazz e ora.... Musica elettronica e altro).

Ti esorto vivamente ad ascoltare Hail to the thief e In Rainbows. E ti esorto pure ad ascoltarli diverse volte, fin quando non ci entri davvero. Credimi, ne vale proprio la pena.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 03/11/2016 ore 15:54:34
Ahah, in effetti a ripensarci ora fa un pò effetto considerando cosa sono diventati.

Comunque ascoltare tanta roba di diversi generi non fa altro che bene.

Ok cercherò di ascoltarli il prima possibile anche se probabilmente la cosa più naturale sarebbe stata quella di seguirli in quel periodo visto che avevo l'età giusta per i gruppi anni '90
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 16:03:28
Fai fai.
Adesso non sono più anni '90, quei due album che ti ho elencato sono (per me) senza tempo.
Quello successivo, The King Of Limbs, è del 2020, anche se ci sono un paio di pezzi più classici e un altro paio più ostici. L'ultimo sto ancora cercando di capirlo appieno, gli archi non mi fanno impazzire e il disco ne è pieno, ma un paio di canzoni sono davvero bellissime. Forse le altre le amerò tra qualche settimana ;-)
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 03/11/2016 ore 16:13:21
-------------gli archi non mi fanno impazzire -----------

Altra cosa in comune, ci proverò comunque.
Rispondi
di JFP73 utente non più registrato
commento del 03/11/2016 ore 13:44:32
Dipende dal genere. Nella musica elettronica e nel blues erco cose diverse
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 14:10:36
E cosa cerchi nella musica elettronica?
Rispondi
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 03/11/2016 ore 13:57:15
Se devo dirti la verità io non parto mai da un pregiudizio.Mi pongo in maniera aperta aspettando che l'opera mi trasmetta qualcosa.Che sia strumentale con le improvvisazioni o canzoni poco importa.Se l'artista riesce a comunicarmi emozionalmente,lo stabilisco nei primi minuti.Se mi annoio difficilmente cambio idea.Ma non escludo un secondo ascolto.
P.S.
Scusa ma siccome parliamo dei nostri lavori.Hai ascoltato il mio?Comunque se vuoi sono su spotify.
Davide De Rosa e Cristiano Imbò Immaginary Jorurney.
Ciaooooooo.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 14:11:26
Non ho ancora ascoltato, ora che lo so rimedio subito! :-)
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 16:00:45
Finalmente sono riuscito ad accedere a Spotify!
Molto interessante il vostro album, passa da sonorità berbere (Nomad Dance) a Santana (Lost in the jungle), da musica perfetta per un film di Tarantino (Welcome to Vienna) alle percussioni braZil.

Il mix ha un concetto di stereo abbastanza estremo, mi piace.
Rispondi
di Sparklelight [user #41788]
commento del 03/11/2016 ore 14:12:26
Quesito che ogni discografico vorrebbe conoscere in anticipo :-D

Di brani e idee interessanti pullula il pianeta (non solo musica occidentale "canonica"), la tua domanda è complicata e semplice al contempo ed è indirizzata a capire come meglio proporre la "tua musica" (proposta peraltro ad un pubblico composto prevalentemente da chitarristi della domenica :-P).

Nel tuo ambito specifico posso solo dirti di fare quello per cui ti senti ispirato, le bugie anche in ambito musicale hanno le gambe corte, chi produce a tavolino per vendere potrà pure azzeccare la hit ma dopo poco cadrà nel dimenticatoio e scomparirà alla stessa velocità con cui è emerso.

Chi ha delle buone idee e ci crede potrà magari non avere grande riscontro ma se non molla la presa andrà avanti.

A livello personale potrei soddisfarmi con un brano di Bach, Miles Davis, Coltrane, musica indiana, Rolling Stones, Bjork, Radiohead, Gillespie, Albinoni, ecc. ..... ma questi li conosco già :-DD

Ecco perché cerco altro, senza "limiti" se non il mio gusto, quale? mi interessa la musica da camera, barocca con strumenti originali, i rumoristi, funk, metal, punk, pop, jazz, rap, qualunque cosa riesco a scovare (radio internet una manna).

Non basta una vita intera (e sono già avanti :-P) per ascoltare anche solo una piccola parte di quanto c'è e quanto viene proposto ogni giorno.

Che cosa vorrei? qualcosa che ancora non ho mai sentito ;-)

Mi interessa il testo? se non accompagnato da una grande e stimolante musica mi leggo un libro (con buona pace dei premi Nobel), scrivere è un Arte al pari se non superiore.

Musica? se deve solleticare il mio palato non mi interessa la carbonara (pur ottima) ma voglio qualcosa di fresco, piccante, dolce, amaro, acido, fluido, granuloso, caldo, freddo ... irrispettoso delle regole (anche dell'armonia classica).

Deve per forza essere super-prodotto, patinato, arrangiato, confezionato? No, l'idea, il genio non ha "forma" specifica per forza.

Deve essere impegnativo? Adeguato alla mia cultura musicale (e non solo) e abbastanza "difficile" da spingermi a comprenderlo.

Così, giusto i miei due centesimi :-) (che ormai valgono davvero poco!!)

Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 15:21:01
Non valgono mai poco.
Non cerco la Hit per il Festivalbar, ma quest'album che ho ultimato è parecchio imbastardito e sono curioso di sapere come verrebbe recepito dalla comunità accordiana.

Mi piace la tua visione, mi pare molto matura.
Rispondi
di Sparklelight [user #41788]
commento del 03/11/2016 ore 15:54:55
Mhmmm, il campione "accordo" non lo valuterei come indicativo dei gusti dell'ascoltatore globale :-D
Io spero che la tua musica sia trasversale e di respiro internazionale, vuoi un parere? mandami l'album che ascolto :-P
Altrimenti parlare di musica è come ballare di architettura (diceva qualcuno :-D).
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 16:11:09
Lo farò, tra tre settimane mi danno l'album con il master fatto.
Mandami in privato una mail e te lo mando!

Per quanto riguarda la mia musica... Per me lo è. Per i ragazzi che suonano con me pure. Ma noi siamo di parte ;-)
Rispondi
di OldBoy utente non più registrato
commento del 03/11/2016 ore 14:29:47
Per me è fondamentale che l'artista sia "sincero" e "reale"; non serve specificare che è una valutazione soggettiva. Detesto con diverse sfumature di cordialità coloro che seguono le mode o si pongono nei confronti della "musica" che fanno in modo artefatto, artificioso, non espressivo della loro personalità, così come chi questa personalità non ha intenzione di coltivarla e trasmetterla nella sua musica.

Non tutti sono in grado di avere una personalità interessante, vero, ma a volte basta veramente poco per essere se stessi, per quanto sembra sia la cosa più trascurata di tutte.

Va aggiunto che può avere moltissima personalità e valore artistico anche chi è tecnicamente curatissimo, commercialmente di successo, che bazzica nei generi più abusati e commerciali, prodotto a regola d'arte con budget altissimi per vendere; il mio modo di approcciarmi alla musica è una sorta di ricerca di chi, per quanto ormai anche l'idea più originale del mondo è (se va bene) in ritardo di 5/10 anni, prende elementi anche stra abusati e li fa propri, in quanto è giunto nella sua ricerca artistica alla conclusione che sono "suoi", anche solo in un determinato momento o fase della sua vita.

Chi non fa così, per quanto di livello altissimo ed ineccepibile, non è un artista nel senso proprio del termine, ma al massimo un onesto musicista, interprete o mestierante; nei peggior caso, una sorta di operaio nella catena di montaggio che sembra produrre ogni giorno musica per consumatori.

Facendo un esempio più concreto, tendo a bocciare completamente chi nel 2016 si ostina a proporre video musicali vestito da "halloween" (o carnevale) mentre suona con la propria band, replicando le varie pose del caso, perché così gli piace e non si rende conto che è un formato che ha rotto le scatole 20 anni fa a chiunque non sia un appassionato di un genere o moda.

Prima che qualcuno si offenda, la mia non è una mancanza di rispetto nei confronti di chi fa musica "già sentita"; ho molti amici e persone che stimo molto, i quali posseggono per esempio una tecnica che io non ho: però sono convinto di dire la verità quando distinguo chi è musicista "artista" dal musicista interprete. Non c'è polemica né offesa nel distinguere e dare a Cesare quel che è di Cesare, e c'è grandissima dignità, bellezza, e soddisfazione anche nell'essere un interprete. L'artista è semplicemente una cosa diversa.

Siamo nell'epoca dello streaming, dove una Band con un budget di briciole può proporre la propria musica in tutto il mondo, dove chiunque può imparare a suonare i rudimenti di qualsiasi strumento dal pc di casa propria, leggere manuali di armonia, informarsi delle novità del mercato musicale, studiare e prendere diplomi, fare ricerca di artisti nuovi da ascoltare e da cui prendere ispirazione quotidianamente. Non ho tempo per chi non lo fa senza impegno e senza proporsi in maniera sincera e personale, il mercato è saturo (in particolare qui in Italia) di Band che sembrano tribute Band senza essere tribute Band, di personaggi anche tecnicamente preparatissimi che fanno variazioni sul tema rock, metal, alternative, country, blues, senza alcuna sostanza a sostenere baracca e burattini.

Vorrei che anziché limitarsi a stare nella comodità del replicare ciò che è già stato fatto più persone osassero trovare tocchi di personalità nella musica che propongono, accostamenti strani, anche spiazzando e facendo musica "difficile", che uno non ascolta sempre, ma che quando la mette su tocca qualcosa nell'anima, nelle sue varie sfaccettature e complessità.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 15:30:0
Ti ringrazio per il tuo commento e sottoscrivo ogni parola, abbiamo esattamente la stessa visione di quello che dovrebbe essere un Artista, specie per quanto riguarda il prendere elementi "comuni" e farli propri in modo personale.



Rispondi
di OldBoy utente non più registrato
commento del 03/11/2016 ore 23:08:31
Grazie a te per la domanda; e in bocca al lupo per questo cd in arrivo
Rispondi
di stefano58 [user #23807]
commento del 03/11/2016 ore 15:07:32
Bella domanda la tua , tanto da spingermi a commentare ( cosa che non faccio più di sovente ).
Ho una certa età ed ho sentito ( e suonato ) tantissime cose , generi diversi , atmosfere diverse. Se però dovessi focalizzare un "perchè" alcune cose mi piacciono e altre meno , sarei in difficoltà. Ascolto tutto , ma chiaramente ho delle predilezioni , come la chitarra acustica , quindi folk/blues/cantautorato avanzato, oppure il buon vecchio prog , ma ho amato anche il grunge e il punk per certi versi. Eppure a volte resto affascinato da brani lontani da questi stilemi , magari qualcosa di jazzy oppure il manouche del buon Lamberto , o un brano di musica classica fino a qualcosa di completamente diverso come i Tool di cui si parlava più su. Cosa colpisce ? Per me ( e solo per me , è chiaro ) non è tanto la qualità della registrazione , il mixing , l'alchimia tecnica dei suoni , non è solo la parte musicale , armonia o melodia che sia , e neppure la voce e le parole che escono dal pezzo , è piuttosto una saggia gestione del tutto. Posso ascoltare musica strumentale per ore ( d'altronde da chitarraio acusticante come non potrei ) ma se c'è anche una voce intrigante che snocciola parole giuste che toccano il cuore o la ragione , forse è anche meglio . A ben guardare forse la melodia si prende buona parte dei meriti nelle mie predilezioni , che sia musicale o cantata , scarna o elegantemente vestita , l'importante è le vibrazioni che scatena. La ricerca del nuovo a tutti i costi la trovo a volte effimera , preferisco allora un buon classico fatto con l'anima . Cercare di ficcare dentro ad un brano richiami a questo o quel genere solo per stupire , non so , mi spiazza e comunque non cattura la mia attenzione. Ma poi ti imbatti in quel pezzo che... e tutto quello che ho detto fino ad ora rovina fragorosamente come un castello di carte :-)))))))))
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 03/11/2016 ore 15:40:17
Felice di averti spinto a commentare di nuovo!
Il tuo commento fa da perfetto contraltare a quello di qualche amico più su; quando scrivi
"La ricerca del nuovo a tutti i costi la trovo a volte effimera" delinei un... Sentimento in cui mi sono ritrovato immerso anch'io.
Eppure mi annoia sentire sempre la stessa minestra.

L'equilibrio è difficile, per questo ho lanciato questo piccolo "sondaggio". Sono curioso di sapere se gli altri musicisti cercano un nuovo sound o gli basta quello che c'è già in circolazione.

Onestamente ascoltare un artista che a distanza di 20 anni ripropone sempre gli stessi elementi mi mette un po' di tristezza e mi fa perdere l'interesse. Sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, ma raramente ascolto progetti che mi fanno gridare alla genialata.
Non sopporto l'uniformità sostanziale di molto pop nostrano, ma in mezzo ci metto anche tanto rock e perfino tanto jazz.

E' anche vero che produrre un album vero, profondo e dal sound fresco non è mica facile. Però ci si deve provare, no?
Rispondi
di stefano58 [user #23807]
commento del 03/11/2016 ore 16:09:16
Assolutamente si ;-)
Rispondi
di accademico [user #19611]
commento del 03/11/2016 ore 17:51:57
ciao E. Per me ci deve essere dentro qualcosa di nuovo (sonorità, strumenti acustici, o uso intelligente dell'elettronica ad esempio) e qualcosa di antico o legato alla tradizione (una cover o uno standard) come elemento di collegamento da reintepretare.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 04/11/2016 ore 00:30:51
Uheilà!
Un occhio in avanti e uno indietro, eh? Interessante visione. In effetti collegare il futuro con il passato è una carta vincente ed evita la sensazione di anticonformismo a tutti i costi, che può essere anche pericoloso.
Rispondi
di mdg [user #41663]
commento del 03/11/2016 ore 19:01:45
Ciao. Per quello che vale la mia opinione (ossia meno di zero), io non pongo alcuna attenzione ai testi e alle tastiere, ma alle chitarre sì. E detesto la battera che suona, per riprendere Keef, come qualcuno che caga su un tetto di latta... In bocca al lupo per il tuo disco!
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 04/11/2016 ore 00:28:29
Ciao! Nessuna opinione vale meno di zero.
Per il resto, credo di non aver mai sentito un batterista che... Si esprime in quel modo! :-D
Rispondi
di alexus77 [user #3871]
commento del 03/11/2016 ore 19:48:59
Difficile domanda, impossibile risposta. E' come dire come definisci la bellezza di una persona? Non c'e' un parametro... ok, si, possiamo sparare finche' vuoi sulle parti anatomiche per buttarla in risata, ma la vera Bellezza e' complessa, contestuale, anche ciò'che può sembrare brutto isolato, nel contesto può diventare un elemento caratterizzante che esalta l'estetica complessiva. Idem per la musica.
Più facile e' ascoltare qualcosa e dire cosa non va, perché li si parte dalla valutazione dell'intero contesto.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 04/11/2016 ore 00:33:30
Vero, se ascolti qualcosa che non ti piace lo capisci subito. Vale lo stesso quando ascolti qualcosa che ti piace.. E magari non è un elemento definito.

Oggi stavo ascoltando un po' di musica elettronica e sono rimasto colpito dal "magma" sonoro di un pezzo del collettivo Turmstrasse. Non la batteria, non i synth, proprio il "rumore" di sottofondo che faceva da collante.
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di alexus77 [user #3871]
commento del 04/11/2016 ore 03:23:19
Pero' interessante la tua riflessione iniziale. Casualmente, mi hai fatto realizzare che stavo pensando allo stesso oggi ascoltando due pezzi, diversi tra loro per epoca e stile, ma simili per come riescono ad essere belli per la non conformità con gli standard... e' un esercizio interessante questo di capire cosa stimola il nostro interesse
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di Baccanali [user #21121]
commento del 05/11/2016 ore 17:52:23
Coraggio, rispetto e sincerità. Aggiungerei del duro lavoro ma lo includo nel "rispetto", per la musica ovviamente.
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di Claes [user #29011]
commento del 06/11/2016 ore 17:12:52
CD "classico" da come l'intendiamo noi ha interesse per un pubblico in diminuzione. Ora, 2016, il pubblico consumatore giovane si interessa a Rap e Dance/Pop - tutto il resto ha un pubblico ristretto a generi specializzati e ben specifici in continua evoluzione. Siamo a un livello de gustibus mai visto prima!
È ormai da molto che è partita l'evoluzione synth/sequencer/sampler e poi arriva il multitraccia digitale. Il ruolo della chitarra non è in generale com'era una volta e i tastieristi sono passati da Hammond a synths e i producer a samplers. A me piace un pò di tutto e sono molti i dischi che ho imparato solo ad apprezzare nel corso dei tempi. L'importante per me è che ci sia un "messaggio", un qualcosa da comunicare e assolutamente da far sapere al pubblico.
Di CD autoprodotti con autopromozione ce sono a bizzeffe - è difficile farsi strada a livello di vendite. Il CD serve per trovare un manager, una edizione musicale per pezzi inediti e aspirando a un contratto con una casa discografica... se tutto va nel verso giusto. A parte un buon master, servono pure belle foto e magari un video dove vi si vede in azione e questo già lo sapete. Un fan-club è però un enorme vantaggio spesso sottovalutato - fanno da CIA!
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