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7 novembre 1966
7 novembre 1966

di [user #33493] - pubblicato il
Stamani, buttando un’occhiata distratta al calendario come d’abitudine, ho avvertito qualcosa di insolitamente familiare, come se una slot a tre rulli mi avesse regalato una sequenza in parte significativa. Il tempo di sciacquarmi la faccia e ho messo a fuoco la ricorrenza, per i più sicuramente irrilevante ma per qualcuno dolorosamente importante e carica di conseguenze.
Esattamente 50 anni fa, presso l’Indica Gallery di Londra, galleria d’arte situata nello scantinato della libreria che portava lo stesso nome, nella zona di Mason Yard’s a Mayfair, tutto era quasi pronto per l’apertura della mostra “Unfinished Paintings and Objects”. La galleria era di proprietà di tre figure piuttosto note nella scena underground londinese: John Dunbar (all’epoca sposato con Marianne Faithfull), Peter Asher e Barry Miles.  Nei primi tempi la galleria aveva trovato il supporto di Paul McCartney, e l’astuto Dunbar, a caccia di finanziatori e di un pubblico illustre, invitò John Lennon – all’epoca ventiseienne e molto abbiente - a visitare in anteprima la mostra di un’incredibile artista giapponese. Apprendendo che si sarebbe trattato di un vero e proprio happening, con l’intervento di persone che si sarebbero presentate al pubblico all’interno di borse nere, Lennon accettò l’invito, pensando che avrebbe assistito a scene di sesso esplicito. Al suo arrivo, trovò, invece, degli studenti che davano una mano a sistemare gli ultimi dettagli e un'esposizione di oggetti alquanto bizzari: una mela in vendita a 200 sterline, una scala che conduceva a un dipinto appeso al soffitto con su scritto “Yes” in lettere minuscole, un’opera interattiva dal titolo “Hammer a nail in” (la gente era invitata a fissare chiodi su un pannello con l’ausilio di un martello) e altri bizzarri lavori.

Lennon non era pratico di avanguardia ma rimase impressionato dall’ironia e dalla positività che le opere di questa artista trentatreenne dal nome di Yoko Ono, che, nel presentarsi, gli porse un biglietto che riportava una sola parola: “breathe” (respira).

7 novembre 1966

Nessuno dei due aveva la benché minima idea di chi fosse l’altro. La Ono aveva sentito parlare solo di Ringo, ma aveva frequentato ambienti ben diversi da quelli ai quali erano avvezzi i Beatles: figlia di un ricchissimo banchiere e di una pianista classica, in Giappone aveva frequentato rinomate scuole di musica e, trasferitasi negli Stati Uniti con la famiglia dopo la guerra, aveva poi sposato il compositore Toshi Ichiyanagi e, in seconde nozze, il musicista jazz, produttore cinematografico e promotore artistico americano Anthony Cox, da cui ebbe una figlia nel ’63. John Lennon, invece, era JOHN LENNON.

L’impatto di quell’incontro fu immediato: “Quella mia vecchia compagnia... Era tutto finito. Quando ho incontrato Yoko è stato come quando incontri la tua prima donna, abbandoni i ragazzi al bar e non vai più a giocare a calcio e non giochi più a biliardo. […] Una volta che ho trovato "la" donna, i ragazzi non  suscitarono più alcun interesse in me, se non per il fatto che erano vecchi amici. […] La mia vecchia banda è finita nel momento in cui l’ho incontrata”.

Lennon all’epoca era sposato con l’adorabile Cynthia Powell e aveva un figlio (Julian). Gli ci vollero due anni perché abbandonasse la famiglia e quattro perché i Beatles si sciogliessero. Ma è davvero tutto imputabile a Yoko e di quel fatidico incontro di mezzo secolo fa?

7 novembre 1966

Se è vero che la presenza ingombrante e quasi ossessiva di Yoko al fianco di John funse da catalizzatore nel processo disgregante che portò alla fine dei Beatles, è lo stesso McCartney, durante un’intervista del 2013 con David Frost, ad ammettere che la donna non ne fu la causa: “Sicuramente non ha fatto sciogliere il gruppo, il gruppo si stava sciogliendo. Quando è arrivata Yoko, parte della sua attrattiva stava nel suo lato avanguardistico, nella sua visione delle cose, dunque mostrò a John un altro modo di essere, che lo attraeva molto. Quindi per John era arrivata l’ora di andarsene. Se ne sarebbe andato comunque, in un modo o nell’altro”.

Anni fa, inoltre, fu la stessa Cynthia Powell a rivelare che non fu Yoko a porre fine al suo matrimonio con Lennon, ma l'amore viscerale dell'artista per la cantante Alma Cogan, di otto anni più grande di lui, con la quale strinse una relazione appassionata e che morì di tumore proprio nel ’66.

Figura controversa e odiata quasi per tradizione, la Ono ha rappresentato il cardine nella vita di uno degli artisti più rilevanti del secolo scorso ed è lecito (benché totalmente inutile) fantasticare su quel che sarebbe successo se quel fatidico 7 novembre Lennon non avesse accettato l’invito di Dunbar.
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di zabu [user #2321]
commento del 07/11/2016 ore 16:11:53
Ho sempre pensato che uno dei grandi meriti dei Beatles e' di avere capito quando era il momento giusto di smettere. Hanno segnato indelebilmente la musica degli anni '60 e si sono sciolti alle porte del nuovo decennio. Probabilmente un progetto come quello dei Beatles non avrebbe avuto molto senso nei '70, considerando l'evoluzione della musica verso l'hard rock da una parte e il progressive dall'altra. Credo inoltre che, più che Yoko Ono, a determinare lo scioglimento del gruppo abbiano contribuito le forti tensioni tra Harrison e McCartney.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 07/11/2016 ore 17:51:52
Non sono d'accordo sul fatto che gli anni 70 li avrebbero visti in declino. La carriera solista di John Lennon d'altra parte è lì a dimostrarlo, e anche gli altri qualche hit l'hanno piazzata.
Tra l'altro, Abbey Road segnava un ulteriore passo avanti nello stile, e sinceramente avrei di gran lunga preferito che i Beatles fossero andati avanti ancora una decina d'anni... dubito avrebbero sfornato qualcosa meno che i "soliti" capolavori... :o)
Poi la storia è diversa... le tensioni tra Paul, John e George erano insormontabili... e quindi è andata così... ma non credo sia stata una scelta "a tavolino".
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 07/11/2016 ore 18:31:32
Non e' stata certamente una scelta a tavolino, ma credo avessero una grande consapevolezza del mito che avevano creato e rispetto per il pubblico per continuare insieme. Probabilmente avrebbero continuato a produrre ottima musica, ma dubito che sarebbero stati incisivi nei '70 come lo erano stati nei '60. Su Abbey Road hai ragione, in nuce sono contenuti molti elementi della musica a venire. Come al solito avevano captato i tempi. La carriera solista e' stata qualitativamente un po' discontinua per tutti loro, incluso Lennon, anche se hanno sfornato pure cose notevolissime. "All Things Must Pass" di George Harrison, per esempio, e' un capolavoro.
Rispondi
di LaPudva [user #33493]
commento del 08/11/2016 ore 14:43:35
Sollevate delle questioni molto, molto interessanti.
Anche io ritengo che la produzione solistica dei vari membri dei Beatles sia discontinua ma che abbia regalato anche numerosi capolavori. Non penso che, dopo il '70, si trattasse di un problema di capacità di scrivere ancora grande musica, ma di un problema di farlo serenamente insieme. La tensione era ormai ingestibile ed evidentemente il gruppo (in quanto gruppo) avevano dato tutto. Non so se avete mai visto il video della firma dei documenti con cui officialmente si sciolgono i Beatles in termini di partnership (1974)... Harrison sembra addirittura euforico. vai al link
Rispondi
di Rodolfo_68 [user #17737]
commento del 07/11/2016 ore 16:47:07
Che Yoko Ono non sprizzi simpatia da tutti i pori è piuttosto evidente, anche oggi; il suo contributo all'attività musicale di John Lennon è stato sempre argomento di dibattito, ma non credo che un personaggio come John potesse credibilmente essere così manipolabile.
I Beatles come gruppo avevano probabilmente smesso di esistere prima ancora che gli affari finanziari compromettessero i rapporti tra i quattro amici di Liverpool.
Yoko Ono era lì, testimone di quanto stesse accadendo, ma sicuramente non parte attiva nello scrivere la triste parola fine al capitolo Beatles nella vita di John Lennon.
Come ha detto McCartney, "John se ne sarebbe andato comunque, in un modo o nell'altro"
È verosimile che il primo a sferrare un colpo ben assestato per la fine dei Beatles fu George Harrison, appena dopo la pubblicazione di Revolver (1966), forse il più interessato a seguire una sua strada.
Il resto è storia raccontata e scritta.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 07/11/2016 ore 17:56:15
Se qualcuno non odiasse Yoko Ono a sufficienza, è sufficiente ascoltarla "cantare" in qualche live dell'epoca...
vai al link
vai al link

...vorrei strapparmi i timpani e dargli fuoco...
Rispondi
di LaPudva [user #33493]
commento del 08/11/2016 ore 14:47:10
Uno dei live più belli è quello di lei che, obbligata da John, canta al Rock'n'roll Circus dei Rolling Stones. Se non lo avete mai visto (e soffrite di stipsi), fatelo.
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 07/11/2016 ore 20:40:06
Racconto e scrivo: Yoko Ono è una artista di avanguardia ultra-rispettata con un touch giapponese esotico a un giro USA di installazioni e altre mostre strane... e musica da fracassarvi una volta per tutte i timpani. In più, performance art, uno strano miscuglio di quello che si può fare in palco o locale predisposto. Artisti di tutti i tipi adorano la musica - è un soundtrack mentre lavorano. Certi vogliono una colonna sonora per una loro esposizione come parte essenziale della loro mostra. Potete rimediare andando a visitare gallerie d'arte nel vicinato, fare conoscenze con artisti... Vi può essere chiesto di venire a suonare per una qualche occasione speciale, o meglio, per fare un soundtrack registrato - CD instant replay.
Tanto per rendere l'idea di quello che si può fare vai al link facilmente. Grazie LaPudva per quello che è un dibattito interessante. L'arte.
Rispondi
di Oblio [user #43248]
commento del 08/11/2016 ore 08:18:51
Bentornata Federica!
Certo che tra tutte quelle opere bizzarre,Yoko dev'essergli sembrata la piu' rappresentativa :).
Immagino che senza qull"incontro probabimente i Beatles avrebbero scritto un disco prog o forse hard, perche' inclini alle novita' e sicuramente ci avrebbero consegnato
la migliore opera mai compiuta.
Tuttavia non posso immaginare un mondo semza IMAGINE.......forse era destino!!:)
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 08/11/2016 ore 10:33:0
E' sempre un piacere leggere gli articoli de LaPudva, ben scritti, obiettivi e documentati (il che di questi tempi non è poco), su temi interessanti. In particolare questo articolo descrive quello che da alcuni viene calendarizzato come il "dies infaustus" per la Musica Pop. Certo, personalmente non sopravvaluterei la nipponica capace di cotanta responsabilità quale quella necessaria per far sciogliere i Beatles, che probabilmente si sarebbero sciolti in ogni caso avendo espresso negli otto anni della loro produzione discografica tutto quello che si poteva pensare nella musica moderna e ponendo le basi per praticamente tutti quelli a venire. Forse lei ha solo contribuito, involontariamente credo, ad accelerare un po' il processo. Indubbiamente non con l'avvenenza fisica - de gustibus - ma probabilmente con altre virtù è stata in grado di far perdere la brocca a Lennon.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 08/11/2016 ore 14:21:23
Di sicuro questo perse la brocca, ma non ho mai capito come... forse altre virtù... perché per me (sempre de gustibus) è una delle più brutte donne mai viste sui media.
Rispondi
di LaPudva [user #33493]
commento del 08/11/2016 ore 14:49:47
Grazie, caro Max, sei sempre generosissimo!
Concordo con te: sarebbe accaduto anche senza Yoko. Sicuramente la sua onnipresenza ha fornito un pretesto per inasprire le reciproche accuse, ma nulla di più.
Rispondi
di mattconfusion [user #13306]
commento del 08/11/2016 ore 14:54:35
Dal libro di Cynthia Lennon mi pare di ricordare che rientrata da una vacanza trovò gli slip di Yoko Ono in giro e lei in casa con John. La goccia che ha fatto traboccare il vaso per quella relazione con un uomo così intrigante visto da fuori ma così cattivo e distante nella loro vita privata. Il libro è interessante soprattutto per le parti relative ai primi successi dei Beatles, e alle difficoltà economiche e familiari di Cynthia e John, sposati di fresco.
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 08/11/2016 ore 10:35:54
colgo l'occasione per mostrare a chi non lo conoscesse, un video più recente vai al link nel quale tutte le doti musicali della vedova Lennon emergono con evidenza.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 08/11/2016 ore 14:23:53
mamma mia... questa mi mancava...
Rispondi
di LaPudva [user #33493]
commento del 08/11/2016 ore 14:34:06
vai al link
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 08/11/2016 ore 14:40:0
apperò! ...ecco, ha fatto colpo su Lennon cantando ! ;-)
Rispondi
di LaPudva [user #33493]
commento del 08/11/2016 ore 14:51:26
Sì, deve averlo stordito!
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 08/11/2016 ore 10:36:32
imperdibile la cover della performance, realizzata da Elio e Mangoni.
Rispondi
di mattconfusion [user #13306]
commento del 08/11/2016 ore 14:49:51
Non fu di certo tutto rosa e fiori fra Lennon e Ono. Al di là di un problema di eroina iniziato per entrambi nel 1969, già nel 73-74 il loro matrimonio era in seri guai. Tanto che fu proprio Yoko Ono a spingere Lennon in una relazione extraconiugale da lei approvata (e controllata) durata ben 18 mesi. Si tratta di May Pang, una collaboratrice di produzione per l'album Mind Games. A questo periodo è coinciso a detta dello stesso Lennon, di suo figlio Julian, della stessa Pang e vari altri vecchi amici di John, un periodo di felicità e creatività. Il periodo finì con una riconciliazione con Ono, che richiamò a sè John.
Nello stesso periodo c'è stato un riavvicinamento tra John e Paul McCartney, che suonarono in studio insieme in una jam. vai al link

PS: un altro incontro leggendario fra macca e lennon è raccontato nel film tv "two of us" vai al link(2000_film)
Rispondi
di LaPudva [user #33493]
commento del 08/11/2016 ore 15:00:5
In realtà non ci fu una vera "riconciliazione", perché era tutto frutto di un accordo. Il loro matrimonio è entrato in "crisi" proprio a causa - se così si può dire - della Ono, sempre meno incline ad assecondare l'insaziabile Lennon. Ci sono degli aneddoti agghiaccianti sulle "concessioni" di Yoko, che lasciava tranquillamente che il marito smaltisse i suoi bollori con altre donne, anche in sua presenza, salvo poi mandargli (lei) dei fiori per rassicurarlo del fatto che lei lo amasse ancora... Ne parlarono anche esplicitamente e ritennero che avere altri partner non avrebbe nuociuto al loro rapporto, che si reggeva su ben altro. Il fatto che fu proprio Yoko a scegliere la partner per il marito e che stabilisse che dovessero andare a Los Angeles per la loro fuga amorosa (perché se avessero avuto una relazione a New York, dove risiedeva all'epoca, l'avrebbero messa in imbarazzo) la dice lunga sulla sua freddezza...
Rispondi
di mattconfusion [user #13306]
commento del 08/11/2016 ore 15:04:59
Un robot. Anche le pochissime concessioni fatte a Julian - adolescente dimenticato da suo padre - all'indomani della morte di Lennon e la totale chiusura verso Cynthia sempre nello stesso frangente stridono parecchio con l'immagine dei pacifisti impegnati e perseguitati dall'immigrazione americana....
Rispondi
di barandrea [user #33283]
commento del 08/11/2016 ore 18:54:47
Ho avuto la fortuna di sentire Lennon dal vivo nel 1972 al Madison Square Garden. Per me ultrafan dei Beatles fu un'emozione enorme, guastata solo dai momenti in cui cantava Yoko. Terribile, disgustoso, si applaudiva alla fine per rispetto a Lennon ma vi assicuro che l'effetto era veramente disastroso
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 08/11/2016 ore 19:40:35
Dare colpe a Yoko mi pare ingiusto, anche se non brilla per simpatia.

Ma proprio non riesco a definirla "artista" :)
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