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Ibanez SIX6FDFM: Iron Label col vestito della festa
Ibanez SIX6FDFM: Iron Label col vestito della festa
di [user #116] - pubblicato il

Le Iron Label sono chitarre senza compromessi, studiate per il metal, con un look estremo e dotazioni tecniche da battaglia. La S in prova oggi, però, abbandona il nero satinato in favore di un Blue Space Burst e gli EMG per i DiMarzio.
La SIx fa parte della serie Iron Label e come le altre sei, sette e otto corde, ha caratteristiche tecniche che la rendono perfetta per tutto ciò che va dall’hard rock in su. In origine è una S, con il suo body super sottile, realizzato in mogano. Il top in acero fiammato è lasciato in bella mostra dal Blue Space Burst, in ottimo contrasto con il colore naturale del legno sul fondo. Il manico è il Nitro Wizard 6, realizzato in tre pezzi, due di acero e uno di bubinga. Questa composizione garantisce un’ottima stabilità, unita alle meccaniche autobloccanti Gotoh e al ponte fisso Gibraltar II. Quest’ultimo è l’ultima evoluzione del ponte fisso Ibanez con una forma rinnovata e un’ancora maggiore superficie in contatto con il body per trasmettere al massimo le vibrazioni al body. 

Immancabile la tastiera a 24 tasti per una chitarra votata al metal. Questa è realizzata in ebano e non ha nessun tipo di segnatasti. Una scelta stilisticamente molto gradevole, ma che può creare qualche problema a chi è abituato ad avere i dot anche sui tasti oltre che sul profilo del manico. 

Anche l’elettronica della Six è spinta al limite. Per questo strumento Ibanez ha deciso di non adottare gli EMG che costellano molte delle altre Iron Label, ma una coppia di DiMarzio Fusion Edge. Questi sono magneti studiati appositamente in collaborazione con la casa americana per ottenere un sound potente e aggressivo, mantenendo la dinamica e il timbro dei pick up passivi. 

I controlli sono ridotti all’osso. Abbiamo a disposizione una sola manopola per il controllo del volume. È molto grossa e con un ottimo grip, difficile mancarla quando si deve intervenire sul volume. Il selettore è a tre posizioni, con l’aggiunta del coil tap che interviene sia sul humbucker al ponte che su quello al manico e, ovviamente, in posizione centrale con i due microfoni attivi e splittati contemporaneamente. 

Ibanez SIX6FDFM: Iron Label col vestito della festa

L’accoppiata mogano DiMarzio dà subito il meglio già a partire dal pulito. Nonostante l’output bello potente, non fatichiamo a tenere clean il Mark V utilizzato per la prova. Il pick up al manico è abbastanza cupo, ma con il giusto graffio sulle alte in grado di far emergere il sound senza diventare metallico. 

Al ponte troviamo una voce più brillante e chiara, come ci aspettavamo e, ovviamente, un volume maggiore. Anche se siamo ancora sui puliti cominciamo a sentire un leggero crunch farsi largo. In questo frangente lo split dà una marcia in più. Dimezzando i PU ci si ritrova tra le mani un sound completamente diverso, leggero, brillante e ancora più pungente. 

Sui crunch la S si dimostra comunque a suo agio. I PU fanno la loro parte con la voce chiara e con le note sempre belle sgranate tra loro. Quando però si schiaccia l’acceleratore e si passa al lead l’Ibanez diventa una vera tigre. L’alto livello di uscita dei DiMarzio spinge al massimo il Mesa Boogie. Il sustain si unisce al corpo e alla ciccia garantita da legni e magneti restituisce una voce grossa e incazzata al punto giusto. 

Anche dal punto di vista della suonabilità la SIX è una vera arma. Il manico sottile al punto giusto è comodo e con la tastiera in ebano piattissima permette performance da velocisti puri. Avremmo preferito che selettore dei pick up e switch per lo split fossero a posizioni invertite, perché il primo risulta un po’ nascosto dalla manopola del volume. 



La SIX6FDFM è una versa bestia da heavy metal. Ha tutte le carte in regola per diventare un rullo compressore. È realizzata con cura e ha un’estetica ricercata. Ha un prezzo che si aggira intorno ai 950 euro, non propriamente basso, ma è una chitarra di ottima fattura che non farà rimpiangere la spesa. 


Mogar è un marchio distribuito da Mogar Music
 
Il 2017 comincia alla grande qui su ACCORDO, con una serie di new entry di altissimo livello: diamo il benvenuto ad Alessandro Crippa. Appassionato di metal, Alessandro compone brani che suona con la sua band "Dea".  Frequenta l'ultimo anno della MMI - dove ha studiato tra gli altri con il super-Marco Sfogli - insegna e gestisce una magnifica sala prove a Monza. Lo vedrete comparire su queste pagine ogni volta che dovremo provare strumenti... a loro agio nel metallo che si avvicina al punto di fusione.  
 
 
 
chitarre elettriche ibanez six6fdfm
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Commenti
di tylerdurden385 [user #30720] - commento del 10/01/2017 ore 13:39:15
Figa un bel po' e benvenuto ad Alessandro!
Rispondi
di dantrooper [user #24557] - commento del 10/01/2017 ore 14:22:50
bella, anche se la posizione dello switch non è l'ideale almeno per me che cambio spesso pick up durante i brani
Rispondi
di JFP73 [user #29480] - commento del 10/01/2017 ore 14:34:40
Non mi piace la posizione del selettore.
Buona chitarra ma a quel prezzo mi pare che abbia molti competitors agguerriti
Rispondi
di Deadwing utente non più registrato - commento del 10/01/2017 ore 14:51:4
Che demo! Sono rimasto colpito piu dalle doti del chitarrista piu che dalla chitarra. Sound 10/10
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 10/01/2017 ore 14:53:1
Sono un amante delle S Ibanez e questa mi sembra una degna protagonista del settore. Tutto sta a avedere se i 950 diventeranno 800 (prezzo adeguato, a mio parere) o rimarranno 950 (prezzo un po' alto).
Ciao
Rispondi
di LuigiFalconio85 [user #42411] - commento del 10/01/2017 ore 18:39:07
Grande chitarra provata da un grande chitarrista :D
Rispondi
di Sykk [user #21196] - commento del 10/01/2017 ore 19:53:39
Spettacolare, solo non capisco perché tra Ibanez, PRS e altri facciano a gara a mettere il controllo più usato ovvero il selettore pickup più lontano possibile.
Prima mod da fare assolutamente inversione di posizione con la manopola.
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 11/01/2017 ore 09:03:0
Beh, dipende da come si suona: io ad esempio uso molto di più il volume che il selettore p.u..
Ciao
Rispondi
di Zado utente non più registrato - commento del 11/01/2017 ore 11:01:3
Hanno tolto il selettore in plasticona nera osceno! Grandi!
Rispondi
di BodomNik [user #17942] - commento del 11/01/2017 ore 19:46:06
Complimenti al dimostratore per la scelta di suonare la mitica Killing Hand dei Dream Theater. Tralaltro se non ho sentito male mi sembra la fantastica esecuzione del Live at the Marqee. Canzone meravigliosa e spesso sottovalutata.
Rispondi
di xstrings utente non più registrato - commento del 11/01/2017 ore 23:41:20
ok, la faccio io la voce fuori dal coro ;D

Questo modello suona in maniera quasi identica a decine di altri modelli della stessa casa usciti da anni e anni.
E poi dite che Fender e Gibson non si evolvono ... ma perchè Ibanez si!?!? maaahh

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di rockit [user #11557] - commento del 12/01/2017 ore 11:00:30
Che il modello sia simile a quanto già proposto è abbastanza evidente, e pure piuttosto ovvio visto che di fatto si tratta semplicemente di un aggiornamento (anche se fino a un paio di anni fa le S con 24 tasti non c'erano).
Che Ibanez innovi molto di più di Fender e Gibson è altrettanto ovvio, basta considerare che ha una certa selezione sia di modelli fanned che di 8 corde. Trascurando follie tipo la ultima chitarra fatta per Tosin Abasi ;-)
Rispondi
di xstrings utente non più registrato - commento del 12/01/2017 ore 17:28:3
Lo so rockit, volevo provocare un po' di proposito ;D
Rispondi
di rockit [user #11557] - commento del 13/01/2017 ore 09:28:47
Ah ok, scusa :)
Comunque ormai anche Gibson, con la nuova serie fucsia, rende omaggio alle Ibanez degli anni d'oro, è palese :D
Rispondi
di xstrings utente non più registrato - commento del 13/01/2017 ore 10:05:29
Hahah si può darsi però scherzi a parte c'è troppa tendenza a puntare sull'aspetto estetico più che sul suono.
Ho visto l'articolo sulle Gibson ma non l'ho nemmeno letto ... fai te ;D

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