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Perché e come costruirsi (o no) i pedali da soli
Perché e come costruirsi (o no) i pedali da soli
di [user #46126] - pubblicato il

L'idea di costruirsi gli effetti con le proprie mani, adattandoli ai gusti e alle necessità di ognuno, fa gola a molti musicisti, ma molti rinunciano subito o prima ancora di cominciare. Ecco come e perché muovere i primi passi nell'ambiente dell'elettronica DIY.
Nella mia vita da chitarrista, i pochi soldi che ho speso nei negozi sono stati per le chitarre e un paio di amplificatori, per lo più strumenti di fascia medio bassa. Gli unici effetti mai acquistati sono stati il tanto discusso Boss MT2 e un multieffetto.
La scelta è stata dettata da esigenze economiche e contestuali, ma la curiosità di provare i pedali famosi, anche quelli un po' più difficili da trovare o proprio fuori produzione, era tanta, e nel tempo è nata un'idea, una passione che ha preso piede sempre di più: quella di auto costruirsi i pedali in casa.
Mi si è aperto un mondo. Costruisco pedali e altre piccole cose da più di due anni e mezzo e, anche se non ho ancora avuto modo di passare a progetti più grossi e importanti, sono molto soddisfatto.

Prima di iniziare ho meditato a lungo, ma proprio a lungo, e il pensiero di buttarmi era comprensibilmente costellato da tanti dubbi perché c'era la paura di fallire, c'era un investimento economico iniziale da sopportare, la totale assenza di esperienza in questi lavori, il tempo da dedicarci. Leggevo di gente che rinunciava al primo tentativo, o quelli che al sesto tentativo non avevano ancora portato a compimento nulla. Niente di rassicurante, insomma. Quindi per più di tre anni ho solamente frequentato alcuni forum, letto, studiato, raccolto tutte le informazioni che mi servivano, e di tanto in tanto ho fatto delle pause di sconforto, pensando che mi stavo solo illudendo e che questo lavoro non faceva per me.
Poi finalmente ho deciso di provare, ho speso il meno possibile, 100€ circa, e ho cominciato con due progetti semplici.
All'inizio qualche piccolo errore lo si commette, ma poi si impara. Non ho la fortuna di conoscere qualcuno che ne sappia più di me per farmi aiutare, ma ho trovato ad aiutarmi, alcune volte ma non sempre, gente disponibile nei vari forum che ci sono su internet, italiani e in lingua inglese.

Perché e come costruirsi (o no) i pedali da soli

Sono stati molti gli aspetti che mi hanno convinto a cominciare.
Ma iniziamo con i motivi per NON costruirsi i pedali, tanto per essere oggettivi.

Il tempo
Se uno non ha tempo... non ce l'ha, punto.
Questo è il nemico più grande del fai-da-te in generale. Il lavoro, la famiglia e i problemi ti tolgono il tempo per coltivare i passatempi. Ma a volte se uno davvero vuole il tempo lo trova, poi dipende ovviamente. All'inizio forse ci vuole un po' di più, ma una volta ingranato si va avanti più velocemente e, avendo tutto l'occorrente, la costruzione di un pedale non comporta troppo tempo di lavoro per realizzare un progetto, specialmente se ci si organizza bene.

Ne vale la pena?
Si può dire che oggi si possono acquistare pedali belli e pronti, che costano poco e che suonano bene o quasi come quelli dei grandi brand. Lo si compra in negozio o ce lo facciamo spedire da rivenditori on line, lo mettiamo in pedaliera e abbiamo fatto.
Naturalmente il fai-da-te non è solo una questione di convenienza, ma è una passione alla quale uno si dedica se ne ha la voglia. E poi, vuoi mettere la soddisfazione di quando ti dicono: "Bello questo pedale, ma di che marca è? Come? L'hai fatto tu?!"
Se ne vale la pena potrete dirlo solo voi.

Valgono meno
Se compri un pedale originale e un giorno non ti piace più, lo rivendi e rientri in parte della spesa. Se te lo costruisci da solo chi se lo compra?
Io personalmente costruisco i pedali per me, come hobby, e non ho l'idea di venderli. Il pedale fatto in casa, a meno che l'acquirente non trovi una grande convenienza economica, o trovi l'amico o il familiare che si fida del tuo lavoro, non lo rivendi così facilmente, perché magari uno vuole per forza l'originale, tanto per dirne una. Ma c'è chi un piccolo business se lo fa, magari si crea una rete tra i suoi conoscenti, a prezzi onesti, si intende. Si dedica molto all'aspetto del pedale.
Quindi, se volete rivenderveli potete farlo a prezzi bassi, magari rientrando solo delle spese, o regalarlo all'amico, oppure potrete semplicemente recuperarne i pezzi e costruirvene di altri.
Magari li si può costruire su commissione con piccole modifiche rispetto ai pedali originali, e qui passiamo al primo dei vantaggi.

Perché e come costruirsi (o no) i pedali da soli

La personalizzazione
I pedali di marca non sono da considerare perfetti solo perché hanno il grande marchio famoso stampato su. Possono piacere o no, oppure possono piacere alcuni aspetti e disprezzarne degli altri allo stesso tempo.
Suona bene, ma da spento mangia segnale. Bella distorsione, ma non col gain basso. Bel fuzz, ma zero dinamica. Bell'overdrive, ma taglia i bassi. Bel chorus, ma enfatizza gli alti. Bel compressore, ma troppo scuro. Riverbero versatile, ma rumoroso. Delay lunghi, ma è freddo. Vi suona familiare?
Io sono partito sempre dal progetti base e mi sono studiato tutte le modifiche possibili.
Che si costruisca un pedale per intero o si abbia un pedale originale, si può modificare il circuito standard in maniera più o meno invasiva ed entro certi limiti per correggere quelli che noi consideriamo difetti. Aggiungiamo bassi, diamo più dinamica ai nostri distorsori, li rendiamo true bypass, aggiungiamo una o due modalità di suoni, eccetera.

Perché e come costruirsi (o no) i pedali da soli

Progetti rari
Se vi piace un pedale e prima di acquistarlo volete fare una prova, anche perché costa un sacco di soldi ma negozi vicini non ce l'hanno, cosa fate? Se preferite la vecchia versione di un pedale o comunque il modello che vorreste è ormai fuori produzione, cosa fate?
Io me lo sono costruito. Ci sono tanti pedali che non trovavo nei negozi vicini e che avevo voglia di provare, e me li sono costruiti, e in questi casi secondo me, specialmente se ormai siete addentri, ne vale la pena perché qualora non vi piacesse i componenti sono recuperabili per altri progetti, specialmente se usate delle board dove non si salda e che sono fatte a posta per testare i circuiti. In caso contrario si possono dissaldare, un lavoro un più, ma che mi è capitato di fare.

Costi e qualità
Un mito parzialmente da sfatare è quello sulla qualità dei componenti usati dalle grandi marche nei loro prodotti e il loro valore in termini di costi e prezzi di mercato delle grandi marche. Non è assolutamente detto che i componenti usati siano sempre di alta qualità, per alcune marche probabilmente lo sono, ma ce ne accorgiamo subito dai prezzi spesso esagerati. E in qualche altro caso i prezzi sono abbastanza ingiustificati.
Quando i pedali li costruite voi, decidete voi cosa metterci dentro, se comprare componentistica di qualità e più economica e quanto questo possa fare la differenza, e dunque quanto spendere.
Quando si compra un pedale, chiaramente paghi la manodopera, i costi dei componenti, le tasse e chiaramente gli intermediari ci devono guadagnare. Se il pedale lo costruisci da solo paghi solo i componenti, ma non è assolutamente detto che spendi poco: ci sono alcuni pedali più complessi o con componenti specifici, rari o particolari che qualche volta fanno salire i costi più del solito. Devo ammettere comunque che, personalmente, non credo di aver speso costruendo pedali e altro quanto avrei speso se avessi comprato invece i pedali originali. Probabilmente nemmeno andando sull'usato. Certo però io ho mi sono accontentato di rinunciare un po' all'estetica risparmiando nella colorazione e nella grafica. Non necessariamente spese esorbitanti.

L'acquisto dei componenti non è difficile
Potete rifornirvi presso i negozi di elettronica della vostra città, e probabilmente alcune parti sarete costretti a ordinarle da internet, ma ci sono un po' di siti italiani e stranieri ben forniti e ben conosciuti dove poter comprare tutto quello che vi occorre.
I progetti con schemi, layout, tutorial, guide e tutto quello che serve a cominciare e a proseguire li trovate in rete, e vorrei segnalare i forum italiani che frequento: Fennec Electronics e DIY Italia.
Ci si aiuta a vicenda, quando si può, e si condividono idee e progetti vari.
Da quando ho cominciato, ho modificato l'MT2 migliorandolo un bel po' a parer mio. Ho reso true bypass un CryBaby, che ora è in attesa di molte modifiche per renderlo più versatile. Ho cambiato il pickup al ponte della mia Stratocaster Mexico. Ho riparato un cavo rotto anni fa, poi ho costruito un cabinet 1x8, tre mini amplificatori portatili, un simulatore di cassa, un looper ABY e più di venti pedali tra fuzz, overdrive, distorsori, effetti d'ambiente, modulazioni e altro.

Perché e come costruirsi (o no) i pedali da soli

Conclusione
Non credo che esistano quelli che sono completamente negati da non riuscire nemmeno a completare un progetto. Io ho iniziato veramente da zero con tutti gli svantaggi possibili, ho imparato da solo, informandomi su internet, leggendo guide e studiando un po'.
Ho dovuto comprare saldatore, stagno, tester, tutto l'occorrente che serve per cominciare. Avevo solo del nastro isolante, un giravite e una tronchesina. Non ho uno spazio mio dove lavorare ed è un po' scomodo per me lavorare in casa, ma con un po' di pazienza l'ho fatto lo stesso, con i miei tempi, e i risultati sono arrivati.
E, so che è una frase un po' abusata, ma se ci sono riuscito io non vedo perché non debba riuscirci qualcun altro.
Basta organizzarsi bene e cominciare, ormai i forum sono on line da anni e hanno già tutte le informazioni necessarie per chi si avvicina per la prima volta a questo hobby, se proprio si hanno dei dubbi si può chiedere. Per chi comincia ci sono i kit o tecniche più economiche e semplici per costruirsi i circuiti da soli.
Io sono partito con progetti semplicissimi, comuni, con pochi componenti da saldare, ultra testati, verificati e già costruiti da tante persone. In questo modo è anche più semplice trovare gli eventuali errori una volta segnalati, perché i circuiti sono molto ben conosciuti.
Io fortunatamente non ho mai avuto grossi problemi, ho imparato a organizzarmi bene e a lavorare con metodo e in maniera precisa, e fare diversi controlli dopo ogni passo, così l'errore salta subito fuori, me ne accorgo il prima possibile e non complico le cose cercando di capire perché a pedale finito non suona o non lo fa come dovrebbe.

Leggo con piacere alcuni articoli qui che parlano della costruzione di semplicissimi quanto utili buffer spendendo una sciocchezza, o un overdrive, un fuzz o altro. Significa che qualcuno che si appassiona all'argomento c'è ancora. Chi legge questi articoli spesso apprezza il lavoro di chi ha scritto l'articolo, aggiungendo che anche a lui piacerebbe essere in grado di fare questi lavori. È solo questione di decidersi a farlo.
Come quando si dice: “mi piacerebbe suonare uno strumento”. Se siete musicisti magari ci siete già passati da una situazione del genere. Spesso basta cominciare.
Il problema non è farsi piacere qualcosa, certe cose hanno del fascino e piacciono a molta gente, il problema, ripeto ancora, è avere il coraggio di cominciare e di prendere la decisione. Non voglio dire che colui che esita è perduto: ci si deve prendere il tempo per pensarci, io ci ho messo un sacco di tempo prima mettermi a costruire pedali, ma ora sono molto contento e non tornerei più indietro.
Io non dedico giornate intere di seguito a costruire i pedali, ho la media di un progetto ogni quaranta giorni circa. Ora sono fermo da un po', generalmente faccio ordini di un centinaio di euro, quando mi è possibile, ogni 3-4 mesi. E quando ho tutto quello che mi serve mi prendo 4-5 giorni per lavorare a uno o più lavori, poi faccio una pausa e poi riprendo il resto.

Questa è la mia esperienza nel mondo del DIY che continua tutt'ora, sicuramente è una delle cose più belle a cui abbia mai deciso di dedicarmi, insieme alla chitarra, ovviamente.
Spero di aver reso l'idea di quella che è questa passione e di quanto possa dare. Spero anche che qualcuno di voi possa prendere parte a questa passione.
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Link utili
Fennec Electronics
DIY Italia
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Commenti
di TonySanfilippo [user #45296] - commento del 23/01/2017 ore 07:48:18
Bravo... il tema è interessante io un anno fa mi venne in mente d'imparare l'autocostruzione di ampli valvolari quelli da pochi watt per intenderci. Mi sono fermato perché qualche collega più sapiente di me mi disse che mi sarei imbattuto in parecchie problematiche. Anche costose. :(
Rispondi
di ScissorHands [user #46126] - commento del 23/01/2017 ore 10:20:31
Chiaramente cominciare a costruire fin da subito un amplificatore valvolare, anche da soli 5w, è un grosso investimento sia dal punto di vista economico che da quello tecnico. Io ancora questo passo non l'ho fatto perché non posso nè me la sento di investire quella quantità di soldi per questo tipo di progetto e per le nuove attrezzature.
Cominciare dai piccoli progetti rende senz'altro più facile il percorso formativo.
Rispondi
di TonySanfilippo [user #45296] - commento del 23/01/2017 ore 17:33:40
Comunque imbocca al lupo... magari un giorno vedremo un tuo catalogo. ;)
Rispondi
di Sykk [user #21196] - commento del 23/01/2017 ore 07:59:47
In accordo a quanto hai scritto e anche per esperienza personale, ad esempio vale la pena di costruirsi un fuzz: pochi componenti, quindi semplicità e poco tempo richiesto.
E soprattutto i fuzz in commercio hanno prezzi altissimi.
Rispondi
di ScissorHands [user #46126] - commento del 23/01/2017 ore 10:32:56
La domanda che pongo se vale la pena o no è studiata.
I fuzz sono una tipologia di circuiti spesso molto semplici e minimali, che (anche se non sempre) rendono il processo di costruzione poco complesso o con poca possibilità di errori. Perché, più cose ci sono da fare e/o più componenti sono presenti e/o più è grande il circuito e più è alta la possibilità di commettere un errore da qualche parte, perché ovviamente c'è più lavoro.

Secondo me ci sono altri tipi di pedali che varrebbe la pena di costruirsi seguendo il ragionamento sui fuzz.
Spesso i booster sono crcuiti con pochi componenti e con una funzione molto semplice, ma in una pedaliera, o come unico pedale, possono rivelarsi molto utili.
Oppure i buffer, anche più semplici, spesso costosi a livello commerciale.
Qualche overdrive o distorsore poco complesso lo si trova, volendo.

Una volta fatto un po' di pratica si può passare agli effetti più complessi, come un chorus o un autowah, fra quegli che ho costruito io.
Rispondi
di superloco [user #24204] - commento del 23/01/2017 ore 09:00:43
Bellissimo post, completo e ben scritto. Complimenti
Rispondi
di ScissorHands [user #46126] - commento del 23/01/2017 ore 10:36:09
Grazie! Complimenti e critiche costruttive sono ben accetti. Spero di poter avvicinare più appassionati possibile a quest'argomento.

Fateci sapere se state frequentando qualche forum sul DIY dei pedali e se avete l'intenzione di cominciare a costruirvi qualcosa.
Rispondi
di superloco [user #24204] - commento del 23/01/2017 ore 10:43:17
si l'argomento è interessante e poi costruire qualcosa con le proprie mani è un'esperienza piacevole Io ho iniziato a costruirmi oggettini elettronici circa 45 anni fa e ancora oggi ogni tanto qualcosa mi modifico o costruisco con piacere.
Rispondi
di sobas66 [user #41645] - commento del 27/01/2017 ore 15:36:4
Ti ringrazio dell'argomento, mi hai fatto fare un tuffo nel passato, quando a vent'anni mi giostravo fra basette, componenti stagno e saldatore.
Una passione che non ho mai smesso e che ha portato i suoi frutti.
Insindacabile la capacità di capire quando un effetto te lo puoi costruire e quando ti conviene acquistarlo.
Ma mi sono divertito a costruire amplificatori e effetti di ogni genere dai distorsori al delay.
Ma vi assicuro che la soddisfazione maggiore è sentirsi dire:"...Ma questo clone suona meglio degli originali!"
Studiando un po' si riesce a capire che alcuni operazionali che troviamo adesso hanno molto meno rumore rispetto a transistor d'epoca, e quindi la cosa non può che migliorare...anche le stesse valvole ( ho fatto qualche pedale con le valvole alimentate a 18 volt!) inutile ricercare le NOS(new old stock) ci sono valvole nuove fatte con tecniche migliori dell'e poca e più ben suonanti.
Comunque concordo con il fatto che bisogna saper "perder tempo" e sperimentare e non solo sulla carta!
Rispondi
di uzik [user #25323] - commento del 23/01/2017 ore 09:57:50
Dipende da quali tipologie di effetti. Se parliamo di overdrive il DIY è assolutamente una cosa molto interessante ma da soddisfazioni per una certa gamma di effetti. Per altre tipologie più complesse (delay o altri tipi di modulazioni) le cose si complicano un po'. Io per DIY intendo dire che il "costruttore" realizzi tutto, compreso circuito stampato o point-to-point. Non intendo certo comprare i kit già confezionati. la qualità dell'overdrive può essere ricercata attraverso le diverse combinazioni di elementi a giunzione PN. Il classico Zen drive utilizza quelle di un JFET.
Rispondi
di ScissorHands [user #46126] - commento del 23/01/2017 ore 10:46:46
Credo che ci sono in giro molti pedali digitali o con dei componenti detti SMD (quelli piccolissimi) che rendono il lavoro più difficile per chi vorrebbe costruirseli da solo. Se vuoi il Delay digitale e multifunzionale stile Boss allora compri direttamente quello, se vuoi provare qualcosa di diverso nel mondo del DIY qualcosa si trova.

Non sono un estremista contrario ai kit in generale. Non c'è nulla di male, per esempio, a sentirsi più sicuro a cominciare con una PCB già pronta e verificata. Io costruisco point-to-point su delle board chiamate stripboard, perch* non ho i mezzi per potermele stampare da solo. Ma una volta ho comprato una PCB, di un acoustic simulator, perché i progetti in rete non mi soddisfacevano, e da solo non mi sentivo in grado di realizzarmi un layout mio.
Ovviamente, se il pedale è quanto più possibile "homemade" dà più soddisfazioni.
Rispondi
di ontheroad [user #44323] - commento del 24/01/2017 ore 14:35:0
anche io come ScissorHands non sono contrario in assoluto ai kit, una persona completamente a digiuno di stagno e saldatore da qualche parte dovrà pure iniziare a scottarsi le dita. monti il kit, impari a capire come e perché funziona (o almeno dovrebbe), fai esperienza nell'assemblaggio, man mano capisci perché certe cose vanno fatte in un modo invece che nell'altro.
io sono radioamatore, la mia prima radio autocostruita è stata un kit cinese da pochi euro, ti assicuro che la soddisfazione nel trasmetterci è tanta nonostante l'abbia solo assemblata (e quando ti rispondono raddoppia anche...).
piccoli passi per volta, studio, pratica e magari si arriva ai valvolari da un paio di kw di potenza o ai circuiti ultraminiaturizzati infestati da decine di smd
Rispondi
di Bitis [user #40450] - commento del 23/01/2017 ore 10:44:18
A parte gli obbligatori complimenti per l'articolo, devo darti ragione.
Io sono a un livello infinitamente più basso del tuo. Ho iniziato a fare circuiti con Arduino, poi avendo comprato un wah-wah e avendo letto della modifica per renderlo true bypass, mi sono detto: "ma perché non provarci ?".
E così, con tanta paura e dopo aver scaricato una quintalata di tutorial, schemi e quant'altro, alla fine l'ho fatto e ha funzionato al primo colpo (inserendo anche un bel led). Inutile che ti dica la soddisfazione.
Ho quindi cominciato a farmi da solo i cavi, a collegare un pickup, a farmi il footswitch per la testata. Niente di che, ma a me piace e mi occupa il poco tempo libero che ho.
Mi piacerebbe salire un pochino di livello e cominciare a costruirmi magari un progetto in kit di quelli semplici. Proprio a questo proposito mi piacerebbe sapere se esistono in giro tutorial o siti che spiegano la funzione dei vari componenti nell'ottenere determinati effetti sul suono, in modo da capire su cosa lavorare per personalizzare gli effetti, al di là della pura costruzione del circuito.

Rispondi
di ScissorHands [user #46126] - commento del 23/01/2017 ore 11:07:13
L'Arduino è uno strumento che sicuramente è un innovazione nel campo degli effetti DIY. Un argomento che purtroppo ancora non ho toccato perché sono un po' lento con i miei progetti, e ancora non ci sono arrivato. Ma penso di non sbagliare se ti consiglio di approfondire.
La tua esperienza è un esempio di come uno potrebbe avvicinarsi al DIY. Grazie per la condivisione.

Un tutorial così dettagliato, completo e specifico come piacerebbe a te non so se c'è in rete, so che molti lo richiedono. Forse cercando bene qualcosa si trova. Nozioni a livello elettronico sicuramente ne troverai, cose del tipo sui filtri, quindi le frequenze che lasciano passare, le varie forme dell'onda sulle distorsioni. Non sono bravo ad usare le parole troppo tecniche, ma qualcosa la troverai.
Sicuramente nei forum che ho segnalato troverei tante informazioni.

La personalizzazione degli effetti è una cosa sulla quale io ci lavoro tanto.
Questo è il mio metodo. Una volta che decido quale effetto realizzare faccio una ricerca per vedere quali pedali o progetti esistono in rete, perché spesso ci sono dei progetti condivisi in rete che non sono nati direttamente dai pedali in commercio. Trovato i due, tre o più pedali che mi possono interessare faccio una ricerca nei vari forum a cui sono iscritto e in generale in rete, e raccolgo tutte le informazioni su di loro: la reperibilità dei componenti, la complessità del circuiti, pregi e difetti, guardo video, e soprattutto ricerco le modifiche più adoperate e anche quelle più personali dei vari costruttori. Mi segno tutto: le aggiunte da fare, interruttori, piccole parti di circuito, modifica dei valori dei componenti, e ordino tutte le parti standard e da sperimentare.
Quando comincio a costruire provo tutte le combinazioni possibili per poter decidere quale modifica o intervento mi piace o vale la pena fare.

Il mio Proco Rat nella foto ne è un esempio. Comprende le tre modalità che contraddistinguono la principale differenza di suono tra le varie versioni, e ha un interruttore che da spento lascia il circuito standard, da acceso attiva un quarto controllo che regola la distorsione sui bassi per avere delle sfumature di suono ulteriori.
Rispondi
di Bitis [user #40450] - commento del 23/01/2017 ore 11:14:43
Grazie ;-)
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 23/01/2017 ore 11:33:22
Bello questo articolo, complimenti!
Anch'io mi sono buttato nel DIY da un paio d'anni... piccole cose... partendo da zero.
Ho iniziato con un kit di Musik Ding: vai al link
Un clone di un Distortion+... un paio di pomeriggi di lavoro. Uno per assemblarlo e uno per risolvere un paio di stupidi errori... ma che soddisfazione alla fine!
Poi mi sono lanciato nel restauro di un Marshall 4203 dell'87... sostituiti i condensatori, aggiunto il bias per le valvole e altri piccoli mod... un lavoraccio.
Anche perchè ho scoperto di essere molto bravo a saldare... ed un cane a dissaldare... :(

Nonostante tutto, dopo ho moddato anche il mio Tiny Terror con il kit "British Glory". Altro lavoro impegnativo (dissaldare argh!), ma che ha dato grandi gioie.

La prossima "vittima" sarà il mio wha-wha Dunlop.... vorrei renderlo true by-pass e aggiungere il led. Devo solo comprare i componenti e poi parto (lo dico da 6 mesi).

Purtroppo le mie competenze elettroniche sono quasi nulle, quindi non mi lancio in progettazioni... seguo quello che trovo sui forum. Ma è divertente anche così.
Se qualcune volesse iniziare... i kit di Musik Ding sono veramente una figata. Ti mandano tutto, hanno ottime istruzioni e poi ci sono i forum...
Rispondi
di Mimmo66 [user #26026] - commento del 23/01/2017 ore 16:55:46
vai al link
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 23/01/2017 ore 17:09:41
Interessante... io mi ero arrangiato con la classica pompetta succhia-stagno... ma con risultati pessimi. con una mano tieni la pompetta, con una il saldatore, con l'altra la scheda e con l'altra il componente... non mi tornavano i conti... -_-
La metto nella wish list... thanks!
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 23/01/2017 ore 17:18:43
Esiste l'aiutante per quello ;)
vai al link
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646] - commento del 23/01/2017 ore 17:27:3
L'ho comprato... a ampli ormai fatti... ma l'ho preso dai cinesi... è una m@à£a...
La "treccia dissaldante" l'avete mai provata?
Rispondi
di Mimmo66 [user #26026] - commento del 23/01/2017 ore 23:03:4
Infatti, anche io sono una schiappa a dissaldare ;-)
Rispondi
di Bitis [user #40450] - commento del 24/01/2017 ore 10:24:46
Per dissaldare, mi dicono che sia ottimo questo aggeggio (io me lo sono ordinato):

vai al link
Rispondi
di ADayDrive [user #12502] - commento del 23/01/2017 ore 11:59:55
Articolo esauriente ed "onesto". Io però metterei anche il punto sulla valenza didattica dell'autocostruzione: se non si clonano solamente gli schemi elettrici ma si cerca di capire il ruolo ed il funzionamento di circuiti e componenti si può imparare anche il perché le cose suonano in un certo modo ed introdurre modifiche non a caso ma scientemente. Ovviamente per capire bisogna studiare (gli esami non finiscono mai...) ma le gratificazioni sono grandi, tipo quando suggerisci ad un amico chitarrista cose come: "Quel pedale lì con quella chitarra così suona bene e/o male", oppure "quell'ampli si sposa bene e/omale con quella chitarra" e l'altro alla fine ti dice: "Sai che avevi ragione?".
Rispondi
di MM [user #34535] - commento del 23/01/2017 ore 13:56:06
Bell'articolo, sincero, limpido.
Complimenti.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 23/01/2017 ore 16:10:36
Bellissimo articolo. Io son sicuro che non mi costruiró mai un pedale, ne uso solo quattro e mi manca totalmente la passione del fai da te. Ma mi è piaciuto molto leggere l'articolo e capire il tuo punto di vista.
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 23/01/2017 ore 17:14:29
Complimenti innanzitutto per l'articolo e per l'hobby che hai scelto. Io da tempo avevo proposto una vera sezione su accordo dedicata al DIY, magari un giorno...
Premesso che la cosa resti un hobby senza lucro, consiglio a tutti di cimentarsi nell'autocostruzione, che come tanti altri hobby dà infinite soddisfazioni in primo luogo, notevoli risparmi in altri. Magari iniziare con la replica di circuiti semplici va bene, ma se poi si ha voglia e tempo non posso che spronare a capire cosa fa quel circuito o quei componenti sarebbe meglio, proprio per operare modifiche mirate e non casuali.
Un'altra ottima iniziativa è la modifica.
So che molti hanno paura di toccare i propri effetti, ma alcune mod sono davvero semplici.
Mi vengono in mente il bypass dei wah, le mod al phase90, volume ai line6 o modifiche alla circuitazione della propria chitarra (treble bleed ad esempio).
Consiglio di non spendere troppi soldi inizialmente, di munirsi di un buon saldatore a punta fina, un tester e una breadboard per sperimentare, ricordandosi che farà un pó più rumore di quando il circuito sarà in una scatola di metallo. Per quel passo il trapano per bucare la scatola si rimedia, mentre consiglio le board preforate con solder a righe, le più comode!
Non dimentichiamoci che unendo in seriale o parallelo condensatori e resistenze possiamo ottenere valori che magari non abbiamo.
Buona fortuna e divertimento a tutti ;)
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 23/01/2017 ore 17:42:54
Beh ogni tanto aiuta xD
La treccia non vale davvero una mazza!
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 24/01/2017 ore 10:52:13
Se posso dare un consiglio per dissaldare, conviene prima di tutto aggiungere con il saldatore un pó di stagno nuovo nel pad che si intende dissaldare. In questo modo si alleggerisce una saldatura magari vecchia di secoli, nel caso ad esempio di un big muff anni 80. Secondo, non sapendo per ovvi motivi la miscelazione in percentuali stagno-piombo o quel che sia, ho notato nel tempo che miscelare col proprio rocchetto di stagno fa sì che la saldatura si sciolga e non si rifreddi subito, consentendo di utilizzare meglio una pompetta succhia-stagno o anche, nel caso di pochi pin del componente (es. condensatore o resistenza) di toglierlo direttamente con delle pinze senza usare la pompetta. Quest'ultima soluzione é comoda nel caso di piastre con pad da entrambi i lati solder e componenti, visto che spesso le pad lato componenti non sono raggiungibili con il saldatore per la presenza appunto del componente.
Un esempio pratico sono gli switch tattici degli Stompbox Line6. ;)
Rispondi
di fraz666 [user #43257] - commento del 24/01/2017 ore 12:59:15
Articolo molto bello, complimenti
Rispondi
di guitarhero81 [user #7159] - commento del 25/01/2017 ore 13:35:36
Beh complimenti! anch'io tempo fa o meglio 15 anni fa dovrei dire mi ero messo a costruire qualche piccolo pedale qualcosa di riuscito e qualcos'altro no. Poi purtroppo il tempo è diminuito sempre di più e quindi sono sempre arrivato ad momento in cui devo decidere se: suonare o darmi al fai da te chitarristico... spesso e volentieri ripiego nel suonare perchè alla fine mi viene meglio.
Rispondi
di lollofunky [user #15563] - commento del 27/01/2017 ore 20:38:32
ma io penso solo che il Rat in foto mi piace molto e lo voglio!!! :)
Rispondi
di ScissorHands [user #46126] - commento del 28/01/2017 ore 09:35:38
Grazie!
Ma esteticamente si può fare di meglio. Ho lucidato la superficie del box e ho preparato la grafica da stampare su un foglio adesivo trasparente, ma non avendo la stampante in casa sto aspettando di potermela fare stampare da un amico.
Ci ho messo le sagome di quattro ratti, ad indicarne le quattro modalità, la scritta RAT, e ovviamente le indicazioni dei potenziometri.
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 29/01/2017 ore 15:13:44
Eccovi una modifica che vi costerà il sacrificio di un pedale wah... È stato inventato e costruito dal tecnico / produttore col quale ero in società per Suono Recording Studio - Ermano Velludo. In pratica è un EQ parametrico a pedale - il movimento del pedale controlla la frequenza e un potenziometro extra sul lato destro l'incidenza cut o boost. In poche parole, è una specie di Wah però si comporta esattamente come un EQ parametrico da mixer.
Rispondi
di rush [user #6012] - commento del 30/01/2017 ore 10:40:1
Complimenti!
Bell'articolo,anch'io come te ho cominciato a costruire fuzz overdrive ecc.seguendo il sito di Iviark,
vai al link oppure con i kit di Das Musikding,ho fatto uno zendrive che mi fa godere e ne ho regalati due a dei miei amici chitarristi.
devo dire che con progetti con classici op-amp tipo 4558 mi viene abbastanza facile.. al contrario con schemi tipo big muff mi risulta più laborioso per via degli integrati che devono avere gain (HFE) buoni..
non ho mai provato a fare pedali di modulazione mi sono fermato un pò per mancanza di tempo ,poi perchè... preferisco suonare.
Rispondi
di ScissorHands [user #46126] - commento del 30/01/2017 ore 22:00:01
Grazie.
Costruendo un big muff devo dire che i transistor non hanno fatto molta differenza tra alcuni che ho testato. Alcuni dicono che ne fanno, invece. Ho "selezionato" solo quello del primo stadio.

Come modulazione lo Zombie Chorus mi è piace abbastanza, e non è nemmeno dei più complessi.
Rispondi
di jdessi [user #27382] - commento del 02/02/2017 ore 10:49:16
Gran bell'articolo ScissorHands! Mi piacerebbe tantissimo provare, ma devo iniziare da zero.
Mi puoi dare una dritta? Da dove si inizia?
Rispondi
di ScissorHands [user #46126] - commento del 02/02/2017 ore 14:28:26
Certo.
Dare uno sguardo approfondito su vai al link è un buon punto di partenza secondo me. Troverai le varie tecniche di costruzione, dove comprare i componenti e il materiale, con quali progetti cominciare, ecc.

Molti hanno cominciato da zero, sii paziente e non farti prendere dallo sconforto fin da subito, le cose si imparano poco per volta e se ti ci dedichi i mesi passano senza che tu te ne accorga e ti renderai conto nel frattempo di aver fatto cose all'inizio inpensabili.

Buona fortuna!
Rispondi
di jdessi [user #27382] - commento del 02/02/2017 ore 14:44:
Grazie! Mi sono registrato. Inizio subito a rovistare nei link....
Rispondi
di maraglia [user #24218] - commento del 03/02/2017 ore 12:01:29
Ho avuto qualche anno fa anch'io questa malsana idea di provare, dico malsana perchè è una droga adesso (tempo permettendo)!
Basta un po' di manualità, di informazioni sul web ce ne sono un sacco (consiglio di leggere fennecelectronics e diyitalia, oltre a molti altri siti in inglese).
Dal non sapere saldare ho cominciato con un LPB1 Boost, poi un Big Muff USA, un RAT Vintage con la modalità Turbo RAT, un Delay con modalità ripetizione infinita e un Phaser!
E' un'esperienza che consiglio a tutti, l'emozione di sentire che il pedale funziona dopo ore di lavoro non ha prezzo!

Non so perchè ma i kit non mi hanno mai entusiasmato, dato che lo faccio io preferisco scegliere cosa metterci dentro componente per componente, tanto la spesa del kit o dei pezzi sfusi è la stessa e si aggira tra i 25-30 euro di un boost ai 40-45 euro per gli effetti più elaborati...e poi vogliamo mettere le possibili modifiche da inserire a proprio piacimento una volta capito qualcosa degli schemi?

Ora largo alla sperimentazione e alla fantasia, prossimo progetto un ampli tipo Champ o Tweed Deluxe, anche se lì ci son tensioni a cui bisogna star più che attenti.

Buona fortuna a chi vuole intraprendere l'avventura...una volta cominciato non si smette più!!!
Rispondi
di ScissorHands [user #46126] - commento del 03/02/2017 ore 19:22:03
Anche io ho scelto un percorso a difficoltà crescente, partendo dai booster e arrivando alle modulazioni e cose più strane.
Una via di mezzo tra prendere un kit completo e prendere tutto sfuso può essere quella di comprare solo la PCB. Scelta che conviene nei casi in cui bisogna realizzare una PCB grande e piena di componenti o laddove non si trova un layout su millefori o stripboard già verificato o comunque molto complesso. Oltre che a personalizzare i componenti e i loro valori, ed eventulmente varie aggiunte o altre modifiche.
Rispondi
di FrankieBear [user #29169] - commento del 16/03/2017 ore 14:54:4
ciao! innanzi tutto complimenti! vorrei chiederti un consiglio, vista la tua esperienza: cosa te ne pare di questo? vai al link
sarebbe il primo progetto ;-)
grazie!
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di ScissorHands [user #46126] - commento del 16/03/2017 ore 22:24:18
"It is very simple: one mono jack, one momentary SPST!"
Un jack mono e un interruttore, e ovviamente il contenitore. Due componenti e solo quattro saldature.
Non credo che si possa trovare niente di più semplice.
Se è qualcosa che ti serve buttatici pure.
Ciao.
Rispondi
di FrankieBear [user #29169] - commento del 16/03/2017 ore 22:57:16
hehehe infatti! vedremo come andrà!!
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