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J MOD: l'ampli PRS di John Mayer
J MOD: l'ampli PRS di John Mayer
di [user #116] - pubblicato il

Dopo mesi di indiscrezioni, Paul Reed Smith alza il sipario sul primo amplificatore signature di John Mayer. Il J MOD ha un solo canale per un suono più diretto, ma uno stadio di gain azionabile a pedale e promette una flessibilità capace di strizzare l'occhio ai valvolari più amati di sempre.
I fan hanno supposto da tempo l'eventualità di una collaborazione continuativa tra la star del blues John Mayer e il "terzo polo" della chitarra elettrica, Paul Reed Smith. Già nel 2015 comparivano le prime immagini di quella che sarebbe poi diventata la Super Eagle, chitarra Private Stock dedicata da Paul proprio a Mayer, e poco dopo sono partite le indiscrezioni che volevano John al lavoro su altri gioiellini firmati PRS. Ora i tempi sono maturi, e il nuovo progetto a quattro mani prende la forma di un amplificatore valvolare, testata e cassa, pensato per regalare al musicista la massima semplicità nei controlli unita a una flessibilità impressionante per la categoria.


Disegnato da PRS nella persona del progettista boutique Doug Sewell e a stretto contatto con John Mayer, il J MOD è un amplificatore monocanale con uno stadio di gain attivabile a pedale e un loop effetti integrato. Studiato per essere particolarmente trasparente, può essere escluso anche via footswitch.
L'amplificatore punta su un circuito non troppo elaborato, al fine di offrire un suono ricco e diretto, con dispersioni ridotte al minimo grazie a un pannello completo ma semplice. Le manopole si limitano a un'equalizzazione a tre bande con gestione del volume prodotto dal preamplificatore a base di quattro 12AX7, potenziometri per volume e gain dello stadio di saturazione aggiuntivo e controlli di Master e Presence per dosare il lavoro delle finali, quattro 6L6.
Il tutto viene modellato attraverso trasformatori Cinemag Texas 100.

J MOD: l'ampli PRS di John Mayer

Parlando del J MOD, John Mayer spiega come l'amplificatore risulti versatile e capace di modulare la sua voce anche in maniera evidente al solo tocco di una manopola o con un'intenzione diversa nel suonato, parlando di timbriche che vanno dai clean in stile blackface fino ai crunch tendenti al plexi.
La promessa è quella già sentita con innumerevoli amplificatori presentati come "universali" o "definitivi", ma già a un primo ascolto col video ufficiale, bisogna ammettere che la testata dimostra di poter tirare fuori una discreta gamma timbrica per tutto ciò che va dal blues al rock tradizionale.



Per un giudizio definitivo sul J MOD, visibile nel dettaglio sul sito PRS a questo link, non resta che attenderne l'arrivo in Italia grazie alla distribuzione a cura di Eko Music Group, magari concedendosi un test sul campo in abbinamento alla cassa JM 2x12 disegnata per l'occasione, con una struttura in pino e altoparlanti G12-65 Heritage Series per otto ohm totali.
amplificatori j mod john mayer signature john mayer namm show 2017 prs
Link utili
La PRS Super Eagle di John Mayer
J MOD John Mayer signature sul sito PRS
Sito del distributore Eko Music Group
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Commenti
di coldshot [user #15902] - commento del 30/01/2017 ore 13:04:17
Ma non usava un Dumble ? che vuole di piu ? dicesse che un endorsement affair farebbe prima
Rispondi
di dodomoon [user #2184] - commento del 30/01/2017 ore 15:02:55
so che usa two rock, che sono grandissimi ampli

per 6000 talleri c'è una scelta vastissima di ottimi ampli... e anche di opere d'arte :-)
Rispondi
di coldshot [user #15902] - commento del 30/01/2017 ore 15:21:51
si infatti, in alternativa al dumble
Rispondi
di JFP73 [user #29480] - commento del 30/01/2017 ore 14:32:15
Ampli definitivi? Mene scampi dio
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 30/01/2017 ore 14:52:55
Non so come suona, bisogna provarlo. Ma so quanto costa (6 mila dollari), tanto....
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 30/01/2017 ore 18:22:23
Al solito il price tag è da infarto,vabè passiamo oltre.
Rispondi
di JFP73 [user #29480] - commento del 30/01/2017 ore 19:04:31
Con seimila Pearly mette su una fabbrica di Helix
Rispondi
di alcor72 [user #16133] - commento del 31/01/2017 ore 08:33:39
Non è uno scherzo ...costa 6000 dollari...

Inghilterra poco meno di 6000 sterline...edizione abbastanza limitata come la chitarra che costa quasi il doppio...
Rispondi
di alcor72 [user #16133] - commento del 31/01/2017 ore 08:43:0
Una cosa da collezionisti...insomma.
Rispondi
di MrGi [user #33656] - commento del 31/01/2017 ore 09:31:55
una cosa da deficienti, senza offesa per nessuno, però onestamente in tempi di crisi economica come si fa a mettere sul mercato una roba di questo prezzo??
ma chi la compra? un professionista razionale (che non sia endorser PRS) secondo voi si porta in tour un oggetto del genere con tutti i rischi di furti e danneggiamenti?
Un dilettante che non abbia davvero soldi da buttare via si prende un bambino del genere quando può ottenere suoni fantastici spendendo un quinto e con ingombro assolutamente ridotto?
Scusate lo sfogo, ma onestamente sto trovando disgustoso che i produttori mettano sul mercato cose di questo genere con non giustificano in alcun modo il prezzo..si vede che PRS non ha bisogno di vendere.
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 31/01/2017 ore 10:57:41
Hai tutta la mia stima!
Rispondi
di alcor72 [user #16133] - commento del 31/01/2017 ore 12:25:44
Un collezionista? Certo io, tu ....quasi tutti qua non lo compriamo neanche se in banca abbiamo soldi a sufficienza per fare la pazzia.

Potresti fare lo stesso discorso per Ferrari- Rolex e tutte le altre cose che vendono perchè costano molto....
Onestamente mi sembra una critica fuori luogo.
C'è la serie SE
C'è la serie S2
C'è la serie core.
Non devi comprarti per forza l'ampli più costoso (progettato a quattro mani dal PRS e JM) e la chitarra più costosa a listino (con la firma di JM nella buca ad F) per possedere una PRS.
Mi sembra per altro una strategia altamente utilizzata da Fender e Gibson con il custom shop e le vaie replice degli artisti illustri.
PRS non vende graffi e ruggine e finto invecchiamento...ma è una scelta puramente individuale della società...se ci fosse chi la richiede probabilmente lo farebbero.

Probabilmente Paul Smith non si poteva accaparrare John Mayer come artista esclusivo, ha cercato di fare una serie limitata legata all'artista...sapendo che continuerà a suonare con la sua Fender del paleolitico e le sue Martin del rinascimento....a piacimento.

Il fatto che poi questo ad un guadagno effettivo per l'azienda è tutto da dimostrare...si chiama marketing e vale per tutti i prodotti e per tutti i costi.

Rispondi
di MrGi [user #33656] - commento del 31/01/2017 ore 14:01:43
Infatti una Ferrari o un Rolex non me li prenderei neanche avendone la possibilità..preferirei cose più "usabili", che so una Mustang o un Omega, ma capisco il tuo punto
Rispondi
di alcor72 [user #16133] - commento del 31/01/2017 ore 15:09:27
Neanch'io...però c'è chi con i Rolex...col passare del tempo ha fatto dei buoni guadagni....a patto di lasciarli in cassaforte..e non metterli al polso (quelli che l'hanno messo al polso hanno preso anche delle discrete legnate dai ladri...)

In alcuni casi vale anche per le chitarre....che dopo 50 anni si trasformano da strumenti "criticati" in chitarre da collezione...da 4000 euro....in su
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 31/01/2017 ore 16:14:21
Considera che il mercato di riferimento di PRS non è l'italia, dove c'è crisi...
Se fai una semplice ricerca sul sito di riferimento americano per le vendite, ti accorgerai che alcune inserzioni a 6000$ hanno già avuto offerte.
Questi prodotti sono destinati a mercati diversi, nei quali ci si stupisce meno a vedere certe cifre.
Rispondi
di alcor72 [user #16133] - commento del 31/01/2017 ore 16:23:0
Anche in UK c'è già la chitarra (2) e ampli nello stesso negozio.

Fanno 17.000 e passa pounds assieme.

Non credo che le acquistino a cuor leggero se ti rimangono poi in magazzino.
Rispondi
di coprofilo [user #593] - commento del 31/01/2017 ore 17:41:58
Ad essere sicuro che si rivaluterà come un dumble ne comprerei almeno due

vai al link

Mi mangio ancora le mani per non avere ordinato due klon centaur quando ancora il costruttore era in attività...
Rispondi
di kelino [user #5] - commento del 31/01/2017 ore 14:57:42
Come disse Govan quando gli chiedevano come mai avesse abbandonato suhr..."it's only business".
Con 6000 euro prenderei una bella telecaster, un ampli di tutto rispetto e una pedalboard ben farcita. E coi soldi che avanzano, lezioni di chitarra.
Rispondi
di dale [user #2255] - commento del 31/01/2017 ore 20:53:34
Ti ha "preso bene" con questa Telecaster eh??

;-)))

Bravo bravo, il bello deve ancora venire!
;-))
Rispondi
di kelino [user #5] - commento del 31/01/2017 ore 21:09:25
'Orca miseria!
Sto già pensando al salto di qualità!
Rispondi
di dale [user #2255] - commento del 31/01/2017 ore 21:10:47
Fallo!
Senza indugio!

Ma dicci di più....
Rispondi
di kelino [user #5] - commento del 31/01/2017 ore 21:16:22
Devo provare, provare, provare, provare...are...are...e.....e
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720] - commento del 31/01/2017 ore 17:44:51
Tutti i discorsi sul prezzo lasciano il tempo che trovano. Se io, personalmente, fosse per me, non contano niente. Vi sono chitarre, come auto, che son vendute ancor prima di arrivare in negozio. Individuano uno status sociale per il quale la crisi è inesistente. E non penso in tutta franchezza che chi può spendere 6000€ per un amplificatore stia lì a pensarci troppo su. E' già stato così con le True Historic e le CC della Gibson. Tra l'altro per sapere come ci si comporterebbe con determinate somme a disposizione bisognerebbe trovarsi in quella situazione, che sia perché ci si è arricchiti lavorando o per nascita. Di certo allo stato attuale delle cose, suonando solo a casa ed essendo soddisfatto, se qualcuno mi regalasse 6000€ prenderei la donna e partirei per una vacanza indimenticabile (badate bene, non lussuosa), lunga e avvincente.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 01/02/2017 ore 07:42:40
Non ho capito, solo perchè ci sono persone che possono spendere quella cifra, non ha senso commentare un prezzo?
Quindi i 115.000$ chiesti per il Dumble, visto che c'è chi li puó spendere (vedi offerte) hanno senso?
Forse non ho capito molto il senso del tuo intervento, ma sinceramente dire che 6.000$ per una testata non sono proprio pochi, non mi sembra così insensato.
Certamente ci sarà chi li puó spendere, come per le CC o le True Historic, ma questo per me non significa che il prezzo sia adeguato.
Suonasse anche divinamente, son sempre tanti soldi!!
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720] - commento del 01/02/2017 ore 07:47:06
Non hai capito, parlare di prezzi eccessivi vista la crisi e tutto il resto è insensato, perché si tratta di un bene di lusso a tutti gli effetti. Facendo un paragone con le auto, le associazioni dei consumatori dovrebbero insorgere se la Fiat decidesse di commercializzare la Punto a 50000€, non se il prezzo della nuova Maserati viene fissato a 70000€. È molto meno cervellotico di quanto pensi.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 01/02/2017 ore 20:05:48
Grazie, ora ho capito il discorso....e sono pienamente d'accordo con il tuo ragionamento (vedi risposta che avevo dato a riguardo dei prezzi in Italia a MrGi).
Rispondi
di MM [user #34535] - commento del 02/02/2017 ore 08:44:28
Scusate se mi intrometto nel ragionamento.
Io credo però che anche paragonare automobili (Ferrari e Punto) con amplificatori, lasci un po' il tempo che trova.
Una Ferrari è vero che è un'auto che "ti porta in giro" come un'altra, ma è anche vero che ha caratteristiche uniche, che ha solo lei. Questo ampli no.
Un ampli, può anche servire da tenere in una casa/museo, per godimenti feticisti, ma alla stragrande maggioranza serve per suonare.
Poi il sig. Smith è evidente che si vuole collocare in una fascia di mercato esclusiva, sembra che il marketing non gli sia estraneo, ci avrà fatto i suoi conti.
Questo per dire che, per suonare, ci sono ampli che costano meno della metà (ed è già una cifra notevole) e fanno quello che fa questo, o forse meglio. Penso solo in Italia a Mezzabarba, a Brunetti, e a molti altri. Per non parlare dei grandi costruttori.
Forse MrGi, parlando di disgusto, si riferiva questo.
Mi rendo conto che è un discorso da comune mortale, magari ci sarà la fila per ordinalo... chissà... ma spesso ho il sentore che si stia perdendo il concetto di sostanza.
Rispondi
di alcor72 [user #16133] - commento del 02/02/2017 ore 09:41:18
Per me ripeto, vi sfugge il nucleo del discorso...e il succo si chiama "marketing".

PRS a volte è stato un brand "criticato" perchè si diceva: si va beh queste chitarre costano un pacco di soldi, saranno pure curate ma, in fondo oltre a Santana (che ormai per molti è un ex-artista che ha già dato il suo meglio da tempo) chi dei grandi usa queste chitarre?
Qualche artista bravo a suonare ma non troppo famoso, non certo Clapton, non certo Jeff Beck o David Gilmour.

Allora Paul Smith ha intravisto la possibilità di collaborare con uno degli artisti più in vista del momento (uno di quelli che mette d'accordo la vecchia con la nuova generazione) e ha fatto un accordo commerciale per una serie di chitarre e ampli ad edizione limitata tagliati su richiesta specifica dell'artista.
Non so dire come suonino i due oggetti ma certo non si è lesinato in qualità dei materiali...in cura estetica e in ricerca di soluzioni originali (originali nel senso di tagliate su misura di JM non certo che si sia inventato nulla di nuovo mai visto prima).

Li venderanno? Forse si forse no...
Aumenteranno di valore nel tempo...chi lo sa?

PRS ha raggiunto il suo scopo con la semplice uscita del video dove un suo ampli viene suonato da JM con la sua strat, con il semplice fatto che sul palco oltre ai consueti ampli di JM trovera posto il suo ampli in bella vista magari perennemente in stand-by.

L'aspetto tecnico più rilevante della questione e la collaborazione del produttore con l'artista ...da quello che dice JM ha avuto una tela bianca su cui "dipingere" quello che voleva da PRS sia per la SuperEagle che per l'ampli.
Personalmente di tutto questo non so quanto ne venga ad uso e consumo del chitarrista amatore/collezionista...

Comunque la macchina dei sogni va alimentata...per tenere in vita l'interesse intorno ad un brand, ognuno sceglie la via migliore per farlo.
Rispondi
di MM [user #34535] - commento del 02/02/2017 ore 10:00:39
No no, tranquillo, non mi è sfuggito, anzi mi è chiarissimo.
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720] - commento del 02/02/2017 ore 09:45:53
Allora mettiamola così: il fatto che Gibson abbia innalzato in maniera sostanziosa i prezzi delle reissue non ha incontrato tutta la resistenza che immaginavo, perché in fin dei conti forse chi poteva spendere 5000€ per un R9 ne può investire anche 7000 per una True Historic '59. Si tratta in ogni caso di una utenza elitaria. Diverso è il caso delle Standard, che pur costando intorno a 2000€, cifra di tutto rispetto, sono più abbordabili, soprattutto se finanziate; e infatti, avendo una clientela superiore in termini numerici e di molto rispetto alle Custom Shop, dopo il rincaro del 30% non vi era un solo forum nel quale non ci si lamentasse. Questa serie limitata di prodotti PRS è una semplice operazione di marketing, non finalizzata sicuramente incrementare a dismisura il capitale dell'azienda. D'altro canto anche in Ferrari o Lamborghini producono delle serie limitatissime, di 3 esemplari a volte, che costano 5 volte più dei modelli in produzione standard, e sono tutte vendute ancor prima di essere presentate. Per questo genere di prodotti non si possono applicare le stesse regole che valgono per i prodotti mainstream . Onestamente trovo molto più disgustoso che nel 2010 abbia comprato una Strat Am STD a 900€ e lo scorso anno lo stesso modello con un aggiornamento di PU venisse 1400€, lì sì che ti dico che stanno fuori di melone.
Rispondi
di MM [user #34535] - commento del 02/02/2017 ore 10:06:29
Sì, hai ragione, ci può stare il disgusto... sono passati 6 anni e hanno dato un bel giro di vite ai prezzi. Parliamo comunque anche qui di un prodotto completamente diverso e rivolto al mondo intero dei musicisti.
Ma, secondo me, e sentendo anche il parere dei rivenditori, il problema è più di distribuzione nostra, europea, che di casa madre.
Tornando all'oggetto dell'articolo, resta il fatto che 6000 verdoni hanno la coda lunga, e un ampli che suona così lo si trova a un sacco di meno.
Poi chiamiamolo marketing, o come vogliamo.
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 01/02/2017 ore 16:20:55
Ho cercato di calcolare quant'è 6000$ in corone danesi pensando anche a tasse + percentuali vendita a distributore e rivenditore. È probabile che ne arrivi un esemplare solo (o forse neanche). A quel prezzo la qualità sarà al massimo... è però difficile da valutare l'effetto che fa, se comparato a un Fender / Marshall / Vox.

Tanto per lo sballo una corta classifica di ampli costosi al prezzo di listino qui a Copenaghen:
1 - Fender Vibro King 20th Anniversary a 5960€
2 - Marshall 1962HW Bluesbreaker Handwired a 3000€
Sotto di pochissimo (!):
3 - Boss WAZA AMP Head. 4 - Mesa Boogie Royal Atlantic RA-100 2x2 Combo. 5 - Roland Blues Cube Tour Stack.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 01/02/2017 ore 23:59:06
Certo che siete messi bene anche voi in Danimarca :-)
Un Vibro King 20th qui in usa lo porti a casa attorno ai 3000$...
Rispondi
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