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Godin premia Music Gallery: è italiana la miglior distribuzione diretta
Godin premia Music Gallery: è italiana la miglior distribuzione diretta
di [user #17844] - pubblicato il

È italiano il riconoscimento Godin per la miglior distribuzione nel 2016 del programma internazionale Direct. Music Gallery ci racconta l'evoluzione del progetto e ci anticipa cosa potremo aspettarci dall'azienda canadese con l'Italia in prima linea tra i distributori mondiali.
Vedere un'azienda italiana premiata per il suo lavoro sul territorio da un marchio che opera a livello mondiale è un segno rilevante per l'intero mercato. All'ultimo Namm Show di Los Angeles, Music Gallery ha ricevuto da Godin Guitars un riconoscimento in qualità di miglior distributore del 2016.
La distribuzione Godin, con il programma Direct, cura la presenza dei suoi marchi sul territorio con un approccio inedito per il sistema musica, dove meno intermediari e costi di gestione assicurano benefici per tutti gli anelli, dal produttore all'utente finale.
Daniela Terragni di Music Gallery, che conduce il progetto Godin Direct per il mercato italiano, ci spiega cosa differenzia il nuovo metodo distributivo dai sistemi tradizionali e in che modo il suo lavoro ha reso Godin sempre più forte anche in Italia, garantendo al contempo una concorrenzialità dei prezzi e un'apertura reale al mercato internazionale.

Godin premia Music Gallery: è italiana la miglior distribuzione diretta

Pietro Paolo Falco: La formula "direct" è sicuramente vincente, ma siamo certi che da sola non basta a far crescere l'apprezzamento internazionale di un marchio, cosa che a Godin è accaduta senza dubbio negli ultimi anni. Quale credi sia stata la chiave di questo successo?
Daniela Terragni: Il programma Direct ha sicuramente dei vantaggi per il dettagliante e per il pubblico in termini di servizio, di disponibilità di gamma, di tempi di consegna eccetera, ma questa formula offre anche un grosso vantaggio per la distribuzione.
Non avendo una posizione di distributore tradizionale ma lavorando un po’ come se fossimo un agenzia sul territorio, non abbiamo il carico, spesso estremamente oneroso, di gestire il magazzino che sarebbe necessario per offrire una gamma così ampia di modelli. Questo ci consente di offrire un servizio eccellente per un costo decisamente meno gravoso della distribuzione tradizionale.
Ovviamente abbiamo anche margini decisamente ridotti rispetto a strutture tradizionali. Ma è proprio grazie a questo e a una struttura  piuttosto snella che possiamo concentrarci su come fare funzionare il programma offrendo dei plus a dettaglianti e pubblico che non sono altrimenti possibili.


PPF: Un riconoscimento al distributore italiano è un segno positivo anche per l'intero Paese, che in qualche modo è riuscito a distinguersi. Insomma, come ha risposto il pubblico al vostro lavoro sul territorio?
DT: Il sistema è di fatto partito un po’ in sordina nel 2013, per poi allargarsi in maniera importante negli ultimi 12-18 mesi.
Negli anni il negozio medio Italiano ha dovuto un po' adeguarsi a condizioni dettate da marchi leader del settore, spesso un po’ difficili da sostenere con la nostra economia e soprattutto con la concorrenza di offerte che arrivano anche online da diversi Paesi europei ed extra europei.
Grazie al programma Godin siamo stati in grado di trovare un giusto equilibrio, una corretta collaborazione con i dettaglianti che possono ora offrire una gamma di strumenti con un rapporto qualità prezzo strabiliante e un programma che permette loro di concentrarsi su come offrirli e promuoverli sul nostro territorio, a un prezzo equivalente in tutti i Paesi europei.
Questo si traduce chiaramente in un migliore servizio per il pubblico, che ha dimostrato di apprezzare e che ci ha permesso di raggiungere questo traguardo.


PPF: Il premio mette probabilmente Music Gallery e la scena italiana sotto una luce diversa agli occhi del gruppo Godin. Credi che possa rappresentare una spinta per aspettarci una presenza ancora maggiore dei loro strumenti (e, perché no, di eventi) qui da noi?
DT: L’idea di Godin su come promuovere il marchio e di essere sempre più presente accanto ai negozianti - e il proprio pubblico - è un po’ differente dal resto del settore.
Non abbiamo mai visto con Godin azioni di marketing estremamente aggressive, o audaci azioni di endorsement.
Il lavoro che da tempo portiamo avanti con loro è di miglioramento tangibile sui propri strumenti, una diretta collaborazione con grossi professionisti del settore per cercare di migliorarsi in continuazione, senza crogiolarsi nel successo dei modelli storici.
La stessa serie Multiac per esempio sembra sempre uguale, ma è stata modificata e migliorata drasticamente negli ultimi anni, nei materiali, nella tecnica costruttiva, in alcuni piccoli dettagli che ne hanno migliorato la suonabilità senza modificarne il feeling per musicista affezionato a questo modello.
La rete dei Partner Multiac collabora con training del proprio personale tenuti direttamente anche da Robert Godin, presso le fabbriche, per poter toccare con mano l’altissima qualità e cura nella produzione del modello più esclusivo fino a quello così economico da fare concorrenza ai modelli orientali.
Quindi non so se questo si tradurrà nell’immediato futuro in una maggiore presenza di eventi legati al marchio. Ma sicuramente in una ancora maggiore partecipazione della “Comunità Godin” Italiana nella vita e lo sviluppo del marchio. Già molti dei progetti sono stati realizzati proprio tenendo conto delle consultazioni costanti e dei suggerimenti che vengono dal mercato Italiano.


Godin premia Music Gallery: è italiana la miglior distribuzione diretta

PPF: Una piccola anticipazione su cosa possiamo aspettarci di particolarmente succulento dal catalogo Godin per il 2017?
DT: Il 2017 non vede grandi stravolgimenti della gamma, ma ci sono alcuni progetti presentati al Namm che sono particolarmente interessanti.
Negli ultimi due, forse anche tre anni, le forme Godin sono state decisamente modificate. Alcuni, anche in commenti sulle ultime prove pubblicate su Accordo.it, hanno scritto che si tratta di copie e di imitazioni, ma a occhi più attenti appaiono le differenze importanti tra i modelli più blasonati e i modelli proposti da Godin. 
È opinione di Robert Godin, e non possiamo che condividere, che il musicista ha più confidenza con forme che è abituato a suonare ormai da oltre cinquant'anni.
Pensando strumenti con forme diverse, abbiamo offerto modelli con i quali il musicista non sempre si sente a suo agio. Da qui la scelta di modificare solo leggermente le forme alle quali siamo tutti abituati, migliorando quanto più possibile le performance dello strumento con migliori materiali, dettagli, elettronica e tecniche costruttive.
Il modello Session, per esempio, è estremamente simile nella forma a una Stratocaster. Modificando solo leggermente il profilo, viene offerto uno strumento che non appena imbracciato non si può non apprezzare: un manico incredibilmente confortevole, peso, riferimenti e misure perfetti, una verniciatura accurata e lontana dallo spessissimo strato di verniciatura plasticosa. Inoltre scelta di colori e di materiale per la tastiera, ponte tremolo di alta qualità, meccaniche High Ratio, push-pull sulla manopola del tono per split del pickup humbucker al ponte. Completa di borsa Godin imbottita, è proposta al pubblico a 599,00 Euro. È disponibile anche una versione LTD con Seymour Duncan Custom Custom SH-11 al ponte. Questo per rispondere a chi dice che sono copie...

Godin premia Music Gallery: è italiana la miglior distribuzione diretta

Per tornare alle novità Namm 2017, Il catalogo Godin offrirà una serie limitata di modelli nella serie Summit, 5th Avenue e Montreal che montano i pickup tra i più prestigiosi, parliamo di TV Jones, Lollar, Bare Knuckle.
Nell’area acustica del gruppo sono le maggiori novità del 2017. Il catalogo Seagull si arricchisce di un modello con un incredibile rapporto qualità/prezzo, si tratta della Coastline Momentum: il look e il feeling di un modello high-end ma con un importo inferiore sul cartellino del prezzo, una sottilissima finitura High Gloss, fondo e fasce Wild Cherry e tavola in cedro solido, pickup Fishman Sonitone.
Inoltre, versione elettrificata sia del mitico Merlin M4 sia del Mandolino M8.
Grosse le novità del catalogo Art & Lutherie, che vede la produzione totalmente rinnovata a partire dal logo. Una gamma di chitarre di sole tre forme, con anche versioni con spalla mancante, tutte elettrificate. Anche qui un nuovo look che porta il marchio tra i più desiderabili del momento.
Per finire le novità, La Patrie per il 2017: la serie Arena Thinline, corde in nylon, cutaway, elettrificata e thinline, fondo e fasce in mogano, tavola in abete, pickup QT1. Non solo bella, ma un suono incredibile, soprattutto per una thinline.


Godin premia Music Gallery: è italiana la miglior distribuzione diretta

So di essermi dilungata quindi concludo ringraziando ancora:
- Godin per averci dato fiducia e per il supporto
- I nostri partner dei vari marchi per il supporto e la collaborazione, senza di loro non avremmo potuto raggiungere questo traguardo
- Il pubblico italiano che vuole finalmente aprirsi a strumenti di qualità fuori dai soliti marchi
- Tutti quanti ci supportano in questo progetto.
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Link utili
Sito Godin
Sito Music Gallery
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Commenti
di aleck [user #22654] - commento del 06/02/2017 ore 17:26:26
Spero di vederne di più nei negozi, ma soprattutto nelle mani di bravi chitarristi. Gli strumenti meritano: son esempi genuini di sobrietà ed efficienza. Meritano tutta la fortuna del mondo.
Rispondi
di lupin81 [user #3206] - commento del 07/02/2017 ore 02:08:59
Possessore di una Godin LGXT. Chitarra di qualità professionale, precisa e intonatissima, e con carattere. Per altro molto piú sfruttabile in tanti contesti rispetto a certi famosi marchi americani che ho posseduto. Complimenti a Music Gallery!
Rispondi
di warburg [user #43590] - commento del 07/02/2017 ore 12:35:42
Concordo e ribadisco quando già scritto varie volte nei commenti: strumenti di eccellente fattura, originali, particolari, e anche il sistema Direct è notevole, velocissimo.
La Session a quel prezzo mi pare davvero un affare, pensando a dove è costruita, ai materiali, alle soluzioni più "fini" rispetto a fasce analoghe di prezzo, direi imbattibile :)
Complimenti anche all'importatore italiano; rimane tuttora difficile vedere strumenti Godin nei negozi, aspetto migliorabile,
Rispondi
di Floyd [user #143] - commento del 08/02/2017 ore 17:40:11
Condivido l'apprezzamento per il Marchio e per il Distributore. Ho acquistato la LGXT a fine 2016, chiedendo la custodia rigida invece che la borsa. La chitarra è stata spedita da un noto negozio di Napoli, e la custodia da Milano, sono arrivate lo stesso giorno a casa, perfette.
Per la prima volta non ho dovuto fare regolazioni allo strumento, in quanto già perfetto così.
A distanza di qualche mese sono ancora più contento dell'acquisto fatto, un grande strumento, versatilissimo, e bello!
Godin è un marchio ampiamente sottovalutato, o forse ancora poco conosciuto dai chitarristi elettrici, un pò di più da quelli acustici.
Riguardo le forme classiche, non sono d'accordo, ma caapisco che sia una mossa commerciale, il tempo dirà quanto azzeccata. Personalmente preferisco forme originali, e trovo molto più bella la LGXT rispetto alla simil-les-paul.
complimenti per il riconoscimento a M.G. e saluti a tutti da un ...Vecchio Accordiano
Rispondi
di telecrok [user #37231] - commento del 09/02/2017 ore 10:49:07
Grande marchio Godin, gente serie che bada alla sostanza senza rapinare la gente raccontando le solite balle, materiali di altissima qualità, precisione e sobrietà, finiture e accoppiamenti alla "giapponese".
Provarne una è l'unica soluzione per togliersi il dubbio, purtroppo il marchio sulla paletta non è abbastanza trendy e questo blocca all'acquisto e sulla decisione finale, strumento per professionisti che vogliono avere tra le mani una chitarra che non li tradirà mai senza spendere cifre esorbitanti, prezzi giusti per quello che comprano.
Pochi fronzoli, solo qualità, i canadesi sono gente seria.
Rispondi
di gerlop [user #44005] - commento del 10/02/2017 ore 11:00:4
Vorrei spendere qualche parola su Music Gallery. Da loro ho fatto quattro acquisti, di cui uno tramite un rivenditore di mia conoscenza e gli altri tre privatamente, con diretto contatto con loro. Mi sono trovato molto bene. In altre occasioni acquistai anche da altri importanti siti e nonostante uno di questi è a livello nazionale, si verificò un certo inconveniente dovuto al fatto che mi spedirono un certo apparecchio con cartone già manomesso e malfunzionante, che mi portò a richiedere i soldi pagati, cosa che ottenni, però, a fatica dopo una lunga discussione telefonica...con Music Gallery non ho avuto problemi e si misero completamente a disposizione per un problema che si verificò su un pickup, problema che poi si risolse tranquillamente e che per fortuna non era dovuto a difetto dello stesso. Esprimo parere favorevole e, se proprio ci devo trovare un piccolissimo difetto, me lo consentano, posso soltanto dire che mi dispiace che non accettano pagamenti in contrassegno. Infatti pagai in anticipo tramite conto corrente alle Poste. Ma va beh, non si può avere tutto ;)
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