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I fondatori celebrano 30 anni di Custom Shop Fender
I fondatori celebrano 30 anni di Custom Shop Fender
di [user #3] - pubblicato il

Gli otto membri della squadra originale che ha dato vita al Custom Shop di casa Fender ormai trent'anni fa festeggiano l'anniversario scatenando tutto il loro estro creativo in una collezione di chitarre in serie limitata come non se ne sono viste finora. Un documentario carico di emozioni le racconta e porta lo spettatore lì dove tutto ha avuto inizio.
Michael Stevens. John Page. George Blanda. Fred Stuart. JW Black. Mark Kendrick. Alan Hamel. Gene Baker. Otto nomi che mettono la pelle d'oca a chi ama la chitarra, in particolare agli irriducibili fenderisti. Sono i primi otto masterbuilder del Fender Custom Shop, creato nel 1987 come segnale forte del ritorno ai massimi vertici del glorioso marchio californiano.

I due decenni Fender CBS - tanto grigi da far nascere a inizio anni '70 il mito delle "Fender pre-CBS" per segnare la differenza con la mediocre produzione contemporanea - si chiudono nel 1984 con la cessione dell'azienda alla cordata capitanata da Bill Schultz. La produzione si sposta a Corona e basta poco per far capire al mondo che Fender è tornata, grande almeno quanto quella inventata dal genio del vecchio Leo. Le prime chitarre che escono da Corona hanno non solo la qualità, ma anche il profumo e il feel giusti, richiamando all'ovile tanti artisti che avevano scelto strumenti alternativi o si erano dedicati alla caccia delle chitarre vintage.

Primo tra i primi il grande Eric Clapton, passato alla Stratocaster a inizio anni '70, ma che non aveva mai rinunciato alla sua mongrel Blackie per una Fender contemporanea. La fila alla porta di Corona si allunga, nomi tanto importanti a cui Schultz & Co sanno di dover dare retta per poter ricostruire la reputazione del brand, guarendo "le ferite create dalla gestione CBS", come dice John Page nel video. L'incompatibilità pratica tra le esigenze della produzione di serie e quelle di chi vuole (e merita) uno strumento speciale sono la causa prima della nascita del Fender Custom Shop, il dipartimento dedicato a soddisfare le bizze dei più importanti artisti del mondo, costruendo strumenti unici ed eccezionali.

I fondatori celebrano 30 anni di Custom Shop Fender

Il primo Fender Custom Shop è gestito da due personaggi che oggi sono vere icone per gli appassionati, John Page e Michael Stevens, che hanno il compito di costruire 2-3 chitarre al mese (la primissima #0001 è una doppiomanico blonde realizzata da Michael). Per i primi tempi non c'è neppure una sede e i due lavorano nel garage in cui Michael ha il suo laboratorio, ma nel giro di due mesi gli ordini di strumenti supera quota 600. Il dipartimento viene ingrandito e potenziato arruolando alcuni tra i migliori liutai moderni americani, gli otto nomi che partecipano al progetto (alla lista manca solo John English, genio della liuteria purtroppo scomparso dieci anni fa, artefice di alcuni tra gli strumenti più significativi del primo Fender Custom Shop, lo si vede a inizio del video).

Per celebrare i trent'anni del suo fiore all'occhiello, Fender ha chiesto ai suoi primi masterbuilder di disegnare uno strumento destinato a cementare ciascun nome nella storia del marchio californiano. Ne nascono otto strumenti inseriti nel "2017 Fender Custom Shop Founders Design Project" destinati a essere prodotti uno ogni mese, in trenta esemplari non ripetibili. Il tutto è lanciato da un video ad altissimo contenuto di pelle d'oca, guardalo con cautela.



Quella del Custom Shop Fender è una storia rara di passione, capacità imprenditoriale e grandissimo talento. Una storia riconoscibile in questi otto strumenti destinati a finire nelle mani di pochi appassionati collezionisti, ma anche in ogni chitarra Fender che suona su un palco nel mondo. Perché bisogna sempre ricordare che senza il genio di Leo e di chi lo ha seguito raccogliendone l'eredità, la nostra musica oggi non sarebbe la stessa.

A questo punto resta solo il dubbio: potendone avere una da un Babbo Natale in anticipo quale gli chiederesti?
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Il progetto Founders Design
John Page
Michael Stevens
John English
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