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Chitarre contraffatte: perché non hanno scusanti
Chitarre contraffatte: perché non hanno scusanti
di [user #20706] - pubblicato il

Portarsi a casa una grande firma è il sogno di molti, e qualcuno cede alla tentazione di acquistare una copia da poco prezzo con sopra il marchio dei desideri. Ci si racconta che non si danneggia nessuno, ma farlo è sempre un crimine, dalla replica al decal fai-da-te. Vediamo perché.
Da qualche tempo sto frequentando vari gruppi Facebook in cui si mettono in vendita chitarre di vario tipo, tra cui un numero non trascurabile di strumenti "non originali". Questi ricadono in due grandi categorie: quelli prodotti in Cina, e che arrivano già con marchio contraffatto (nella maggioranza, Gibson) e quelli fatti in casa, mettendo decal su una paletta qualsiasi (nella maggioranza, Fender).
Ora, mi sono informato sulla normativa vigente che identifica come reato la vendita di oggetti contraffatti. Non sono più di tanto stupefatto, mi pare qualcosa di largo buon senso. Ma evidentemente non è così per tutti. Infatti, quando segnalo alle persone che stanno facendo qualcosa di inopportuno, la reazione è spesso, oltre che diciamo "scomposta" (finisco insultato nel 90% dei casi, io e la mia progenie per una dozzina di generazioni), anche largamente disinformata.
Mi pare quindi opportuno fare un attimo il punto sull'argomento, tanto per provare a informare e trovare un riscontro e un confronto un poco più pacati, dato che qui nessuno vende nulla.
Quando faccio notare che certe cose non si potrebbero fare, vengono portati argomenti che ricadono sotto alcuni grandi gruppi, secondo me tutti infondati. Vediamoli.

Chitarre contraffatte: perché non hanno scusanti

"Se non vi è truffa, ovvero se si dichiara che è un falso, si può fare"
Questo argomento non regge perché la legge non discrimina tra vendere un falso come tale e spacciarlo come vero. La seconda cosa è aggravante, certo, ma già la prima non è legale.
La parte cruciale è che è identificata come contraffatta la merce che è uguale a quella "vera", in toto o in parte. Se uso il logo Fender, sto usando un logo registrato senza autorizzazione. E sto producendo un falso. Quindi per me questo argomento è infondato. Altrimenti dovrei poter entrare in un qualunque negozio, e chiedere una Stratocaster, e il commesso mi chiederebbe: "vera o falsa?". No, direi che non succede.
In realtà, vi sono eccezioni di interpretazione, ma si parla di casi particolari, non di norma.

"Squier fa chitarre uguali alle Fender, allora si può fare"
Questo argomento mi è stato portato niente meno che da un sedicente avvocato. Per me denota una grave ignoranza del concetto stesso di marchio registrato e del suo uso. Squier è di proprietà Fender e lavora su licenza. Se non fosse una succursale di Fender dovrebbe pagare una royalty e, anzi, probabilmente a bilancio ce l'ha come voce. È insomma autorizzata a fare copie, che comunque hanno marchio Squier e non Fender. Quindi si è mancato totalmente il punto rilevante della cosa.

"Se vendono le decal, allora non può essere illegale usarle"
Questo argomento sembrerebbe fondato nel buon senso: altrimenti cosa ci potrei fare con le decal, collezionarle come figurine? Invece no, non penso esistano decal su licenza Fender, e quindi è negata la premessa. Non sono legali, e quindi non ne è l'uso. Siti come StewMac o Warmoth non vendono decal, solo parti su licenza, e mai manici con marchi.

"Se è un privato a vendere, si può fare"
Un argomento molto usato è quello per cui no, un negoziante non potrebbe vendere chitarre contraffatte, ma un privato sì. In qualche modo si suggerisce che se si tratta di una transazione senza scontrino, diciamo, scatta il "liberi tutti". Invece la legge non cita distinzione: vendere e produrre merce contraffatta è reato a prescindere da chi lo faccia.



Vediamo un po' di esempi nel mondo reale. Come paragone porto, per chiarezza, quello non delle chitarre, ma di altri oggetti: una borsa di marca, per esempio. Posso produrre borse Gucci e venderle da privato? Certo che no. Nemmeno se dico che sono false e le vendo a un decimo del prezzo. Perché non è questo il punto, è che sto usando un marchio non mio.
Posso allora produrre un oggetto che Gucci non produce, a marchio Gucci? No, per il medesimo motivo. L'oggetto su cui metto il marchio conta zero (no, non zero, ma lo vediamo poi), è l'uso del marchio che conta. I marchi sono registrati e l'uso è soggetto a copyright. Posso acquisirne il diritto d'uso, ben regolamentato, sotto licenza.
Nello specifico, Fender, Gibson, e altri produttori hanno sia coperto da copyright il marchio, sia coperti da brevetto alcuni dettagli costruttivi. Si va dai vari ponti alla forma delle palette e dei body per Fender. Questo originò il famoso periodo “lawsuit” in cui i produttori giapponesi di copie troppo perfette vennero fermati, anche se gli strumenti avevano marchio non contraffato. Ma basta avere differenze anche minime nei dettagli costruttivi per aggirare molti di questi brevetti.
Cionondimeno, se si vuole produrre parti perfettamente identiche si può, ma su licenza: sono le “licensed parts” che sono prodotte dai vari Warmoth e simili. Fender ha ceduto il diritto di farlo.

Insomma, vendere strumenti "taroccati", che li si sia comprati sui siti esteri o li si sia fatti in cantina, spero sia chiaro: è illegale. Ed è anche immorale, perché se pure li si vende come falsi dichiarari, qualcuno a valle potrebbe essere meno onesto (no, più disonesto) e venderli come veri. E prendere una fregatura non piace a nessuno no?



E poi c'è l'ultimo appiglio del venditore aggrappato con le unghie al difendersi: "ma chi danneggio?". Intanto, non importa. Non è un argomento che fa gran presa sulla Guardia di Finanza, mi risulta. E poi temo che qualcuno danneggerà anche. Se Fender vende meno, a Ensenada o a Corona qualcuno produce meno chitarre, no? O peggio, qualcuno in Cina in condizioni di lavoro sfavorevoli ne produce di più, senza tutele. E ci lucra qualcun altro che non ne ha diritto. Per me basta e avanza.

L'ultimo spasmo, il colpo di coda dello scorpione morente: "ma se suona bene, cosa te ne frega? Fender ladra la fa pagare il triplo". Davvero, ci siamo ridotti a questo? Di norma poi partono gli insulti (verso di me e la mia progenie per dodici generazioni).

Chitarre contraffatte: perché non hanno scusanti

Per completezza, l'articolo del codice penale che regolamenta la materia è il 473. Vi sono sentenze che portano una lettura un po' diversa, ma sono interpretazioni: ovvero, se la contraffazione è grossolana, tale da non lasciare adito a dubbi, non vi è illecito. Però, di norma le chitarre contraffatte sono tutt'altro che grossolane, in una foto possono passare come originali, e spesso le persone sono tratte in inganno. Anche la vendita a prezzo estremamente basso o in contesti che non lasciano dubbi è portata come esempio di elemento che non lascia possibilità nell'identificare un falso. Però nessuno vende Fender sul marciapiede. E in ogni caso siamo in una zona grigia in cui non vale la pena di rifugiarsi. E se per assurdo Fender volesse farvi causa, non avrebbe problemi credo a ottenere soddisfazione, non tanto per la contraffazione, quanto per l'uso illecito del marchio. Nella fattispecie, si parla nella sentenza in questione, di una persona che commercializzava copricerchioni (!) a marchio, per dire, Fiat, ma non prodotti da Fiat. Lì si è deciso che in quel caso Fiat era non identificativo del produttore, ma una sorta di decorazione. Se però trovo "Fender" su una paletta, non ho dubbi che debba essere fatta da Fender. Per fare il parallelo, è come se "Fiat" fosse sul telaio, non sui copricerchioni da venti euro. Questo per chi fosse in vena di cavilli, chiaramente.

Se vogliamo discuterne, con pacatezza e intelligenza, sono qui. Non sono un moralizzatore come mi additano spesso, solo mi danno fastidio I furbi, specie quelli nascosti dietro un dito.
Vorrei riuscire a dare un piccolo contributo per fare chiarezza sulla cosa, dato che vige un far west incontrollato, e pare che la legge conti solo quando si è danneggiati, altrimenti è solo un fastidio.
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Commenti
di rockit [user #11557] - commento del 08/03/2017 ore 11:34:50
A me è capitato di vedere un tarocco in un negozio (non in vendita, anzi il negoziante mi ha pregato di far finta che non fosse lì). L'aveva portato un cliente che, non conoscendo i dettagli del modello, l'aveva preso per buono, pagandolo certamente molto meno del modello imitato (una Les Paul ultima) ma non tanto di meno di una delle varie serie economiche Gibson che ultimamente affollano il catalogo (e con le millemila variazioni rendono anche più difficile per il cliente finale identificare il tarocco, perché se fai una serie all'anno con una scritta commemorativa diversa sul copri truss rod o sulla paletta poi identificare un tarocco come tale richiede una conoscenza molto precisa). Un caso palese di uno fregato da uno spacciatore di tarocchi, che è pure perseguibile, ma tra mille difficoltà. Di fatto aumentare la diffusione dei falsi aiuta i disonesti a tirare delle fregature solenni e casi come quello sopra ne sono la prova, e il recupero dei soldi spesi diventa sempre un'impresa.

Poi nel caso delle decal fender mi chiedo che gusto ci sia...trovo molto più bello un logo disegnato dall'assemblatore di turno che non l'originale.

Ottimo articolo, è un bel riassunto e una posizione totalmente condivisibile. Un falso è un falso e la buona fede vale solo se te lo tieni a casa.
Rispondi
di gl68nav [user #9185] - commento del 08/03/2017 ore 11:55:29
Al di là di qualche irrilevante imprecisione (il marchio non è coperto da copyright, sono due cose ben distinte), il tuo contributo è chiarissimo, ben argomentato e porta alla luce una serie di problemi su cui troppo spesso si sorvola con inammissibile leggerezza.

In passato mi sono occupato professionalmente di proprietà intellettuale e industriale (materia che, negli anni, è mutata, mantenendo fermi, però, i principi informatori di base) e ho avuto modo anch'io di verificare che, in materia, l'ignoranza degli stessi operatori (ma forse sarebbe meglio dire la disonestà intellettuale) è notevole. Molti sono ignoranti, ma altrettanti fingono di esserlo per convenienza. Salvo poi scoprire che l'ignoranza non li scusa!

Quanto ai marchi rinomati (tipo Gucci, Fiat o ...Fender) mi preme fare una piccola precisazione (visto che tu ti riserva, a un certo punto, di parlare dell'apposizione di un marchio Gucci su qualcosa di diverso da una borsa e poi te ne dimentichi). La legge prevede per i marchi che godano di rinomanza una tutela rinforzata, visto che è considerato illecito anche apporli su prodotti che nulla hanno a che fare con il settore merceologico di elezione del titolare del marchio. In altre parole, non si può utilizzare il marchio Gucci per contrassegnare una chitarra elettrica, né il marchio Fender per commercializzare una borsa! La rinomanza del marchio, la sua celebrità, è considerata un valore aggiunto da tutelare anche contro utilizzazioni apparentemente fuori contesto.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 08/03/2017 ore 13:01:02
riguardo l'ultima nota: si, e l'ho anche scritto. E' la classica cosa che fa esplodere cervelli (o far finta di)
Rispondi
di palmiuga [user #4028] - commento del 08/03/2017 ore 12:07:47
20 anni fa la Fender scriveva che solo il 2% degli strumenti vintage FENDER era originale. Il resto copie contraffatte. Troppi liutai fanno cloni, troppa gente senza idee. Troppe cover. Troppo "io faccio come me pare". Troppi falsi.
Rispondi
di ADayDrive [user #12502] - commento del 08/03/2017 ore 12:55:47
Se metti assieme tutte le parti vintage della Fender che trovi in giro (manici, body, pick-up...) assembli almeno mezzo milione di chitarre degli anni '60-'70. Per non parlare delle centinaia di migliaia di lawsuit giapponesi degli anni '80 che sono state rimarchiate Fender... Il problema è che ci cascano solo i poveracci che magari pensano di fare un affare, mentre le vintage vere e certificate sono appannaggio di pochi collezionisti facoltosi.
Forse è proprio nella natura dell'uomo cercare di fregare i proprio simili...
Rispondi
di prada [user #19807] - commento del 08/03/2017 ore 12:21:47
Grazie per l'articolo, molto ben fatto. Concordo con te e con quanti mi hanno preceduto circa la disonestà di fondo sia di chi il falso lo produce che di chi lo commercializza e anche di chi - inconsapevolmente - lo acquista (ma siamo poi sicuri che chi acquista una simil Fender o Gibson o Rickenbacker o chessò io a 150 € sia inconsapevole di non acquistare un falso?).
Appoggio la proposta di rockit circa il decal dell'assemblatore piuttosto che uno che riprenda l'originale: io faccio esattamente così, utilizzando nomi di fantasia e font che non possano essere riconducibili alla marca di riferimento.
Vedo pure io molta ipocrisia in giro.
Rispondi
di Skadex [user #27312] - commento del 10/03/2017 ore 02:32:21
Scusami ma con quel nick non puoi commentare...!
Ok, perdonami la battuta ma non ho resistito.
Il problema è che ormai si è perso la bussola e quindi tutto è divenuto lecito anche se a livello legale (e di buonsenso) non lo è.
Perchè questo discorso è piuttosto diffuso anche in molti altri aspetti della nostra "buona" società. Ed io inizio a rassegnarmi orami, onestamente.
Rispondi
di prada [user #19807] - commento del 10/03/2017 ore 18:44:25
Accetto volentieri la battuta, ma il mio nick è il "vero" cognome di mia moglie (nessuna parentela con quelli famosi: che sia un clone anche lei?).
Rispondi
di Baden [user #39846] - commento del 08/03/2017 ore 13:00:20
Leggendo il tuo articolo che reputo molto ben fatto mi è venuta in mente una curiosità. Se uno ha un manico originale Fender lo può montare sul corpo di un'altra chitatra o è costretto a cancellare la decal?
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 08/03/2017 ore 13:02:46
beh sei il pezzo è fatto così, puoi. Se la vendi come fender, no. O almeno così interpreto.
Rispondi
di Baden [user #39846] - commento del 08/03/2017 ore 13:23:29
Grazie
Rispondi
di alcor72 [user #16133] - commento del 08/03/2017 ore 13:34:20
Al di la de discorso prettamente legale sono sempre stato dell'idea che se non ha i i soldi per comprarti una cosa originale, puoi trovare delle ottime repliche non marchiate originali.
Che gusto c'è a fare il figo perchè hai la Fender custom shop quando sai palesemente che è una copia?

Per fortuna amo le PRS che sono chitarre ancor contraffate in maniera non abbastanza decente da convincere uno che è disposto a spendere molti soldi per averla.
Rispondi
di JFP73 [user #29480] - commento del 08/03/2017 ore 13:42:46
Salvo qualche piccola imprecisione la sostanza è quella.
Dubito che chi sostenga il contrario possa essere veramente un collega.
Non capisco la voglia di una patacca sulla paletta, io provo la chitarra, se mi piace la prendo e me ne frego della scritta sulla paletta
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 08/03/2017 ore 16:13:44
Quello che compra il tarocco probabilmente dirà: io provo la chitarra, se mi piace la prendo e me ne frego se è originale, spendo un terzo e ho il suono che voglio.
Ho solo cercato di mettermi nei panni di chi compra, non approvo assolutamente, sia chiaro..
Rispondi
di JFP73 [user #29480] - commento del 08/03/2017 ore 16:17:41
Avevo capito, la mia non era né una critica né un'accusa verso di te.
Il punto è che la chitarra tarocco è rintracciabile anche senza il nome falso e personalmente la prenderei con un nome qualsiasi che con il nome falso.
Da ragazzo ho sbavato davanti ai nomi poi ho imparato a fregarmene, anzi ritengo di essere più ganzo se trovo una cosa che suona bene e nessuno la conosce
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 08/03/2017 ore 16:18:53
Ho letto questo bellissimo articolo con interesse.
Mi son sempre chiesto come fanno ad essere venduti tranquillamente sul web ma anche nei negozi, i falsi di Rolex (solo un esempio). Mi chiedevo se c'è in qualche modo un appiglio legale che mette al riparo il venditore. Leggendo questo articolo sembra di no ma mi rimane il dubbio, sul web esistono da anni siti specializzati nella vendita di orologi contraffatti. Siti anche molto importanti e conosciuti. Mi chiedo, come possono agire indisturbati? Di riflesso la mia questione interessa anche le chitarre.
Rispondi
di rockit [user #11557] - commento del 08/03/2017 ore 17:49:30
Non sono espertissimo ma in genere si tratta di siti che sono basati (sede legale) in paesi in cui la contraffazione non è illegale. La vendita in Italia, seppur vietata, in questi casi è difficilmente perseguibile visto che il sito opera all'estero. L'acquisto credo rientri comunque tra gli illeciti.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 08/03/2017 ore 20:06:14
Si, probabilmente la tua analisi e' corretta. La vendita potrebbe essere legale se fatta in alcuni Paesi ma rimarrebbe illegale l'acquisto. Credo comunque che non ci sia interesse a bloccare queste transazioni da parte della finanza, perche' altrimenti sarebbe piuttosto facile a mio avviso.
Rispondi
di felix9 [user #33282] - commento del 12/03/2017 ore 13:15:22
Non c'è nessun appiglio legale, CHIUNQUE vende marchi contraffatti (tipo rolex) è perseguibile penalmente. Anche chi compra merce falsa può avere sanzioni amministrative. Lo dico per esperienza diretta. Io un anno fa ho acquistato su un sito web un falso Rolex, sapevo di acquistare un falso, ma non volevo certo farlo passare per originale, ne rivenderlo per guadagnare. L'orologio è stato posto sotto sequestro dalla dogana e mi è stata recapitata una sanzione che con sconti vari era di 208.27€. Nel mio caso l'oggetto falso è stato fermato alla dogana poiché proveniente da un paese non UE, ma comunque il rischio c'è sempre, anche nella compra/vendita tra privati.
Rispondi
di adriphoenix [user #11414] - commento del 08/03/2017 ore 16:29:42
Articolo ben fatto e interessante per chi non se ne intende. Da parte mia, quando girovagando sui mercatiniusati on-line m'imbatto in situazioni come queste...la segnalo a chi gestisce il sito. Su MM sono molto attenti e spesso ho visto poi cancellare l'annuncio ed immagino abbiano anche contattato l'inserzionista per informarlo sulle conseguenze dell'illecito penale che poteva perpetrare. Questo quando il sito che gestisce l'usato è serio: mi è capitato purtroppo su un sito di compravendita gestito addirittura da un ente pubblico, che a fronte di una mia segnalazione di un anomalo inserzionista che offriva denaro in cambio di modici interessi (=usura!), mi rispondessero di non essere tenuti a rispondere del contenuto delle inserzioni....disarmante!. Su FB tuttalpiù puoi segnalare il commento e aspettare di vedere se Mr. Zuckenberg lo ritiene consono agli standard di FB. Tornando a bomba cmq, non spenderei mai un centesimo per una chitarra contraffatta (che spesso poi si rivela una ciofeca), piuttosto per risparmiare cerco una buona chitarra di fascia media e faccio i dovuti upgrade.
Rispondi
di jotler [user #32545] - commento del 16/03/2017 ore 16:31:13
Sono talmente seri che MM è pieno di annunci per la vendita di decal Fender di tutti i tipi ...
Ho segnalato la cosa e mi hanno risposto che lo permettono perchè si tratta di prodotti indirizzati a chi fa restauro. Giusto per dire il livello di competenza giuridica dei gestori.
Rispondi
di nawa [user #13470] - commento del 08/03/2017 ore 17:18:26
La pirateria fa bene a chi è piratato. A lungo termine. Essere contraffatti fa parte del gioco e accresce il valore del marchio. Sono tutti ben contenti. Quindi se metto la decal per fare una truffa è illegale. Ma per gli appassionati che auto costruiscono non mi starei preoccupare troppo.
Rispondi
di Robyz [user #66] - commento del 08/03/2017 ore 18:18:48
Credo che il tuo discorso nasca da un vecchio dibattito sulla pirateria software negli anni 90/primi 2000, non credo affatto che sia applicabile ai prodotti "hardware", il discorso vale perché la copia pirata è a tutti gli effetti identica all'originale, ma si è molto ingenui a credere che i cloni di chitarre o ampli siano uguali agli originali, specie le chitarre, è una questione di costi e know how, copiare un software non significa saperlo fare, clonare una chitarra richiede materiali (su cui le grosse aziende già partono avvantaggiate per le economie di scala e la capacità di approvvigionamento) e abilità produttive, macchinari che non sono da dare per scontato, ergo una chitarra clonata non costa un decimo dell'originale e non può costare un decimo, più probabilmente il clone è tale solo nell'aspetto ma adotta soluzioni economicamente più convenienti, legni scadenti, finiture grossolane, hardware di fascia infima (né più, né meno di quello che trovavi negli economicissimi strumenti koreani degli anni 80/90).
C'è stato un periodo che andava di moda comprare una epiphone, cambiargli i pickup, far fare un setup dal liutaio e andare poi in giro credendo di essersi fatti una les paul che suonava come una vera Gibson, un mio amico liutaio una volta mi raccontò che alcune Epi che gli passarono sotto mano non avevano nemmeno il diapason corretto e praticamente non si riusciva nemmeno ad intonarle, oltre al fatto che nemmeno erano fatte di mogano ma di tiglio (almeno alcune).
Rispondi
di jotler [user #32545] - commento del 16/03/2017 ore 16:35:5
Discorso con molti punti deboli secondo me. Se il clone lo fa un artigiano è molto probabile che sia anche superiore all'ìoriginale. Non è che parliamo di tecnologia aerospaziale e buoni legni li compero io come li prende la Fender o la Gibson. Anzi, visto l'andazzo degli standard qualitativi forse ci sta più attento un liutaio. Se il clone lo fa la fabbrica cinese sono propenso a credere che possa essere la stessa fabbrica che produce gli originali oppure, in subordine, una fabbrica che dispone degli stessi macchinari e degli stessi operai. I cloni Chibson più venduti sono, per quel che vedo, queli delle Les Paul e spesso e sempre più sono allo stesso livello o quasi degli originali economici.
Rispondi
di Robyz [user #66] - commento del 20/03/2017 ore 22:28:10
Sul primo punto sei fuori tema, si parla di cloni cinesi non di versioni artigianali, oltretutto non è nemmeno detto che l'artigiano te lo faccia per forza meglio, dipende da cosa vuole clonare e che mezzi ha per farlo.
Tornando in tema, la fabbrica cinese che produce per il grande marchio e parallelamente per conto proprio a prezzo ridotto è una delle possibilità, personalmente la trovo abbastanza improbabile rispetto al semplice far girare la voce (tanto chi compra imitazioni spesso e volentieri non discerne molto con la qualità e magari è il primo a volerci credere alla storia della produzione parallela), più probabile è che prendano i modelli famosi, li rifacciano i modo più o meno preciso (e infatti le repliche strato le fanno piuttosto bene, chissà come mai quelle PRS sono evidentemente differenti) ma con parti più economiche o magari gli stessi che hanno più linee produttive da cui escono strumenti di caratura differente. Non è molto diverso da quello che fanno i produttori alimentari coi sottomarchi, linee di produzioni differenti, selezioni delle materie prime di diversa qualità, quelle buone finiscono a marchio ufficiale, le altre alimentano i prodotti discount (tanto poi i gonzi che vedono scritto lo stesso stabilimento del marchio ufficiale si convincono da soli che sono gli stessi prodotti).
Rispondi
di Robyz [user #66] - commento del 08/03/2017 ore 18:07:00
Recentemente qualcuno ha portato alla mia attenzione l'esplosione del fenomeno Aliexpress e l'invasione dei cloni nel settore degli strumenti musicali (sicuramente è così anche su altri settori), le argomentazioni mi hanno fatto sorridere perché grossomodo sono sempre le stesse che si facevano in passato con sottomarche, imitazioni, versioni più o meno economiche provenienti dal Giappone prima e dal resto dell'oriente poi, sono strumenti uguali agli originali, fatti nello stesso modo, i pezzi sono gli stessi ma risparmiano sulla mano d'opera, i legni sono buoni, basta cambiare i pickups e farla settare dal liutaio, sono senza marca quindi non paghi il blasone e via discorrendo. La cosa l'ho trovata sempre simpatica, anche perché, a parte forse un allocco o chi era in malafede, l'indistinguibilità degli strumenti era veramente inconsistente, a partire dal fatto che ovviamente non si permettevano di avere una firma contraffatta e quindi leggevi Sakura o Fernandez o Hondo invece che Fender o Gibson, ma poi le forme erano spesso una variante delle originali o presentavano soluzioni costruttive differenti (mi ricordo pure di Les Paul col manico avvitato, tanto per dire).
Ad ogni modo, oggi ho fatto un giro su Ali tanto per capire un po' se le cose erano differenti o meno e ho notato che gli strumenti sono apparentemente dei cloni degli originali, molto curati almeno da quel che vedo nelle foto, spesso anche molto dettagliate, ma ad un occhio un pelino più attento saltano fuori le differenze, e immagino che mettendoci mano queste differenze sarebbero anche più evidenti, a partire dai materiali e dalle finiture, però mi viene anche da pensare che non tutti sono esperti, non tutti hanno mai toccato con mano una strato custom shop o una R9 ela paura è che da qui a qualche anno ci si possa trovare un mercato, specie dell'usato, pesantemente inquinato da strumenti contraffatti (se contiamo che spesso gli acquisti on line sono fatti alla cieca o quasi) e questo sarebbe tremendamente negativo per tutti, venditori e acquirenti.
C'è poco da stare allegri, per me
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902] - commento del 08/03/2017 ore 18:11:56
Il tarocco è figlio del "vorrei ma non posso". Se voglio una Fender e non me la posso comprare me la "faccio" su internet o in un mercatino. Anche la smania del vintage ce ne mette del suo. Vorrei sapere quante chitarre d'epoca lo sono veramente e chi lo dice che lo sono. Detto questo, secondo me, se non si hanno soldi a sufficienza ci si potrebbe tranquillamente accontentare di una copia dichiarata e vivere felici senza problemi legali. Molti invece vogliono anche il marchio sulla paletta. E' solo un complesso di inferiorità e null'altro. Ovvio che una chitarra di marca costosa suona meglio di una copia da 200/300 euro. Io stesso se avessi avuto più soldi in tasca avrei preso la PRS c24 S2 invece della SE.
La soluzione comunque è semplice: basta non illudersi e comprare strumenti con marchi noti oppure stare lontani dalle fregature se non si conosce il prodotto a fondo. Anche l'assemblaggio è una buona soluzione, basta non mettere il francobollo Fender o Gibson a pezzi che non lo sono pur essendo regolarmente in vendita.
Comprando strumenti contraffatti si alimenta il mercato irregolare. Ci sono strumenti "regolari" per tutte le tasche, basta accontentarsi.
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 08/03/2017 ore 18:17:1
Personalmente non giustifico (e non comprendo) l'acquisto di un falso strumento: in primo luogo non avrà mai il livello qualitativo dell'imitato, in secondo luogo del marchio mi interessa poco, a me cale come suona la chitarra. Devo, però, dire che anche mettere sul mercato strumenti a prezzi fuori dal mondo è pur esso deprecabile: una chitarra fatta con cnc (e forse rifinita a mano) che può avere il costo di 1.000 euro, ma venduta a 6.000 (o costo 500 e prezzo 3.000) mi pare comunque scorretto quando il prezzo lievita in forza del marchio e non della qualità. Non vorrei dire che questo induce a produrre o comprare falsi, ma di certo non avvicina il pubblico.
Più che altro, però, mi viene da mettere in parallelo questo (giusto) articolo con quello (altrettanto giusto) in cui Gambale puntava l'indice contro la pirateria musicale. Ebbene, vorrei capire perchè, a quanto leggo, nessuno giustifica la chitarra tarocca ma il download gratuito per alcuni è addirittura doveroso.
Ciao, Francesco
Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 08/03/2017 ore 18:39:30
-------> nessuno giustifica la chitarra tarocca

io invece si.
E' una dinamica di mercato legata al marchio. Dove hai uno hai l'altro.
E' merce di consumo e come tale va trattata....tanto mi cale delle imitazioni di gucci\prada\hermes quanto di quelle fender\gibson.
Non provo disagio nel vedere falsi e tarocchi circolare in giro..che la gente si diverta come vuole :-)
p.s.: e pure i ricambi d'auto ci metto in mezzo ....

Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 08/03/2017 ore 18:56:52
Beh, a questa stregua anche uno che ti da' una botta in testa e ti ruba il portafogli perchè sei ricco diventa una dinamica di mercato. In realtà non è vero che "E' merce di consumo..." perchè per essere tale andrebbe messa sul mercato secondo le regole del consumo le quali stabiliscono che un marchio è una tutela tanto per il produttore quanto per il consumatore: se compri una lattina di Coca Cola devi aver la tranquillità che berrai Coca Cola. Ovviamente nulla questio se compri una lattina di Coca Lola. Derogando a questo principio torniamo al far west.
Ciao
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 08/03/2017 ore 20:38:23
Hai fatto un bell'esempio: i ricambi d'auto. O Di Moto. Sai che girano i freni Brembo tarocchi, con il blocco pinza che si spacca in due però? In questo campo c'è poco da scherzare davvero. Invece per le chitarre a me da molto fastidio questa leggerezza italianazza, per cui pazienza se non è legale o finirà magari per danneggiare qualcuno, ma se a me garba o conviene si fa. Eh no. Poi ovviamente tutti a strepitare se vi mettono le mani in tasca per altro.
Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 08/03/2017 ore 21:19:01
----->ma se a me garba o conviene si fa

in effetti mi garba, però non mi conviene, e questo fa un mucchio di differenza.

Mi garba perché :
-sono totalmente allergico ai pruriti legalisti...la parola "legale" non mi smuove alcun sentimento se non di carattere politico.
-il tarocco muove l'economia (legale ed illegale) e questo fa bene a tutti
-l'industria del tarocco non vende ne a te ne a me, ma vende a chi il tarocco lo vuole anche magari per farsi figo alla faccia mia e tua...quindi non inganna nessuno.
-se tizio compra la fender da 3k euro per esser figo è bellissimo che caio (con le stesse attitudini mentali ma portafoglio diverso) lo possa fare con 100 euro..la vedo come una sorta di bilanciamento cosmico di figaggine indotta dal brand..molto bella come cosa.... io che ho speso 3k euro devo essere tutelato da un intero sistema legale perché caio non possa esser figo con 100 euro ?..bella anche questa come cosa..

Il tarocco è lo scemo senza soldi, il tarocco ci fa schifo, il tarocco è vomitosamente poopolare (ma popolare di quello ignorante duro..non popolare di cuore e sentimento)
e per tutte queste cose ho sta benevolenza qua verso il tarocco che ti devo dire...
Tra una industria con miliardi di fatturato e quindici scalzacani in un garage io farò sempre il tifo per i quindici scalzacani nel garage...ovviamente comprandomi le custom shop della fender, di seconda mano però :-)
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 08/03/2017 ore 21:26:53
Per quanto mi riguarda manchi il punto in varie maniere:

1)"Legale" per me significa tutela di quel che è giusto, e stai tranquillo che se fosse più diffusa come mentalità, converrebbe a tutti.
2) chi prende una chitarra costosa spesso non è per fare il figo, ma per cercare qualità.
3) il tarocco danneggia. la pirateria danneggia. dire che fa bene al commercio è una sonora stupidaggine. ci sono sviluppatori di videogames che falliscono perchè i loro giochi sono piratati al 90%. parte del fatto che non si campa di musica è che sembra che sia un bene che solo i cretini pagano. vado avanti?
4)questa mentalità alla robin hood passa sopra il fatto che di norma chi fa copie sfrutta anche peggio chi li produce, o ti vende roba di qualità ancora più infima delle imitazioni, e ci rimetti pure tu.

poi, è una cosa tutta italiana che se le cose "fan simpatico" allora via dentro tutti.
Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 08/03/2017 ore 22:02:5
-----> Per quanto mi riguarda manchi il punto in varie maniere:

1)"Legale" per me significa tutela di quel che è giusto
Ah...quindi il sistema legale di qualsiasi stato totalitario è giusto...buon inizio
Correggiamo il punto uno o ci basiamo su questo ?
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 08/03/2017 ore 22:04:3
ma perchè devi fare caciara, scusa? viviamo in uno stato totalitario? no. Dato che non parliamo delle chitarre di Kim Jong Un, rimaniamo in argomento per favore.
Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 08/03/2017 ore 22:09:18
se basi i tuoi argomenti su una concezione del termine "legale" che non sta ne in cielo ne in terra e si appoggia su argomentazioni circolari per giustificarla sei tu che la butti in caciara non io.
Prova a rileggere...
inoltre ----> dire che fa bene al commercio è una sonora stupidaggine
non è un affermazione argomentata...io discuto in termini quasi matematici e buttarla in caciara ti assicuro che è l'ultima cosa che si possa fare con me.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 08/03/2017 ore 22:26:31
per favore spiegami dove sta il sistema "totalitario". te ne prego.
Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 08/03/2017 ore 22:36:57
e così ci bannano tutti e due...abbiamo già esagerato oltre ogni limite :-)
non c'è sistema totalitario in italia ovviamente,ma non si può sostenere che "un sistema legale significa tutela di quello che è giusto". A volte ed in certi casi ed in maniera parziale lo potrebbe anche fare , ma rimane sempre un compromesso di potere e di forza tra le parti sociali. Adesso puoi fare legalmente cose che dieci anni fa non potevi fare e tra venti ne farai altre che ora non puoi legalmente fare. Quindi puoi ben capire dove io possa appiccicarmi la legalità e tutto il furore legalista che ne segue :-)
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 08/03/2017 ore 22:48:03
Dai però sono le basi: si segue la legge vigente. Se non ti piace, impegnati per cambiarla non per infrangerla. O per lo meno sii conscio delle conseguenze e non pretendere di essere dalla parte giusta. Non siamo nel ventennio, o in corea del nord.
Rispondi
di Guycho [user #2802] - commento del 11/03/2017 ore 00:34:02
Sono molto d'accordo con eugenio01: nell'articolo parli di leggi e copyright, e va bene, cose che sappiamo tutti. Ma quando parli di etica e morale non sei convincente.

Mai comprato un tarocco, quando non potevo permettermi un vera Fender (ed è stato per parecchio tempo) mi accontentavo di una japan usata, almeno era una buona chitarra. Ma non vedo quale remora etica dovrei avere a farlo, quando poi i marchi si taroccano da soli producendo a basso costo nei paesi asiatici.

"2) chi prende una chitarra costosa spesso non è per fare il figo, ma per cercare qualità."
Mi sembra assai improbabile.

"si segue la legge vigente. Se non ti piace, impegnati per cambiarla non per infrangerla. "
Molte leggi sono cambiate proprio perchè sono state infrante.

L'argomento sollevato da eugenio01 ci sta tutto, e sottintende una visione della società ancora resistente (al consumismo ormai, a quanto pare, prossimo a essere scritto nel dna).
Il bello è che il tarocco è perfettamente a suo agio in questo meccanismo di mercato...è un paradosso del capitalismo :-)




Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 08/03/2017 ore 22:21:47
Per semplificare il ragionamento, l'unica cosa su cui sono d'accordo con te è che la contraffazione sia illegale.
Per quel che riguarda le conseguenze e se sia giusta o no ,i come ed i perché invece non siamo d'accordo...tutto qua :-)
anni..
Rispondi
di gian37 [user #29984] - commento del 10/03/2017 ore 08:42:04
bravo! perfettamente d'accordo con te! ho una replica 335 cinese di liuteria fatta da Dio .. ci ho messo 2 p.u originali gibson classic e ti assicuro non c'e' differenza con una originale solo che io l'ho pagata 400 euro!! se la dovessi vendere la venderei sempre a 400 più il costo dei p.u gibson.. e farei felice un altro chitarrista. Qui bisogna pensare al far musica e non ingrassare potenti marchi americani..
Rispondi
di simonec78 [user #13803] - commento del 08/03/2017 ore 18:54:59
Premesso che molte volte sopratutto nell'effettistica quello che paghiamo è il marchio, detto questo la cosa non è neppure da discutere. Anzitutto perchè non è onesto, io sono simonec78 e non mi spaccio per Tommy Emmanuel. Se vedo sul palco una Telecaster made in Usa mi aspetto un minimo di qualità sonora. In seconda battuta perchè non è legale. E sbagliato, nei confronti non solo delle aziende, ma anche di tutti i lavoratori. Chi poi si bea perchè "c'ha la Gibson", anche se suona come l'ultima delle casse d'arance da 150 euro, o magari gliel'ha fatta il vicino di casa più che suscitarmi compassione mi fa un po' sorridere.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 08/03/2017 ore 20:40:27
Ma non solo! hanno anche la boria di dire che la loro assemblata è meglio, le masterbuilt gli fanno un baffo, o c'è gente che prende una bullet squier, la relicca (!) con una pialla orbitale, ci mette il logo fendere, e c'è chi è disposto a pagare per questa accozzaglia. E' un problema di cultura prima di tutto, penso.
Rispondi
di simonec78 [user #13803] - commento del 08/03/2017 ore 21:11:39
Esatto. Di cultura.
Rispondi
di ndrecchia [user #43094] - commento del 08/03/2017 ore 21:11:46
Un articolo sulla contraffazione dove mancano i riferimenti di legge e dove si fa confusione tra marchio e copyright onestamente non ha tanto senso.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 08/03/2017 ore 21:30:08
Temo tu non abbia letto l'articolo che ho scritto. Molte delle "riflessioni" le ho fatte, ma purtroppo sono più che altro "comportamenti penalmente perseguibili" per sfortuna.. Che devo dire, sono cose che più che farina del tuo sacco, paiono galleggiare in giro da tanto, tra il "se si può si fa" e "alla fine mi devono pure ringraziare". Che ti piaccia o no, la legalità è altra cosa, e non si può invocare solo quando ci fa comodo.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 08/03/2017 ore 21:34:05
mm ho risposto ad un altro accordiano, ma nel mentre il suo commento è sparito ed il mio è finito qui!
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 08/03/2017 ore 21:32:19
l'articolo l'ho citato. Se ho messo imprecisioni, sii costruttivo, invece di sparare sentenze.
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 08/03/2017 ore 21:23:13
Questo fortissimo articolo di Red tratta di "copyright violation". I suoi dettagli sono esaurienti. Ho un commento per tornare sull'argomento:
Le grandi case hanno un plotone di business lawyer corporate legal managing directors con secretarie da supermodelle. Mettere in moto una azione legale costa $$$$$$$$$$$$ e ci possono essere elementi da Sherlock Holmes. Non c'è tempo, ci sono contratti da negoziare di continuo, ben più remunerativi. Lo stesso vale per case discografiche vs pirati. Esagero, ma questo potrebbe essere il messaggio del boss: "chissenefrega - è PROMOZIONE". Il numero effettivo di copie Made in Pirateland sul mercato è microminimo in confronto alle vendite di Fender, Gibson, ecc.
Non ci si può aspettare che le grandi marche siano poliziotti da CIA / KGB / 007 e la vostra Questura non può essere d'aiuto... Un chitarrista in vena di GAS in rete non ha difesa legale che sia efficiente per compensare danno e mettere il colpevole in catene.
L'ironico per me è che la migliore LP mai vista è una Ibanez lawsuit di brutto. C'era da fare causa - era meglio di una Gibson veritiera!
Rispondi
di ndrecchia [user #43094] - commento del 08/03/2017 ore 21:35:39
Io trovo molto più truffaldino vendere delle brutte chitarre vintage originali che delle copie ben fatte che suonano come le originali. alla fine costruire una chitarra non è un segreto e un buon liutaio ispirato e con leghi di buona qualità dovrebbe essere in grado di creare una chitarra equivalente a quella proveniente da un custom shop americano. Potranno mai fare la differenza un paio di decalcomanie del valore di qualche centesimo?
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 08/03/2017 ore 21:37:03
Beh, si, altrimenti... non metterle. Come la fa il marchio Nike sulle scarpe, Armani su una giacca, rolex su un orologio.. vado avanti?
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 08/03/2017 ore 21:38:23
ma poi che c'è di truffaldino in una chitarra vintage? se è decente e originale, e il prezzo ti va, la prendi, se no.. no. Dove sta la truffa?
Rispondi
di Mariano C [user #45976] - commento del 08/03/2017 ore 21:49:30
"Nello specifico, Fender, Gibson, e altri produttori hanno sia coperto da copyright il marchio, sia coperti da brevetto alcuni dettagli costruttivi. Si va dai vari ponti alla forma delle palette e dei body per Fender. " questo passaggio mi ha incuriosito: quindi se mi faccio fare una telecaster da un liutaio in cui gli faccio copiare la forma del body della tele sto facendo una cosa non lecita?
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 08/03/2017 ore 21:58:21
Si dovrebbe approfondire se il brevetto è internazionale e se applicabile da noi e come, ma Fender ha brevettato quelle forme. Tanto è vero che molti le fanno diverse. Anche Gibson ha registrato la sua forma,PRS i segnatasti a uccello, etc.
Rispondi
di Mariano C [user #45976] - commento del 08/03/2017 ore 22:01:07
c'è da dire che il web è pieno di telecaster da liuteria, anche in italia. io avevo intenzione di informarmi per farmene fare una con alcune specifiche che mi interessano a me, ma mi è venuto il dubbio che non sia lecito. anche se credo basti cambiare un po' la forma per essere a posto probabilmente
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 08/03/2017 ore 22:03:15
Grossomodo esatto. Tra l'altro han provato a registrare la forma del body, ma non gli è stato permesso perchè avevano ignorato la cosa troppo tempo, un pò come se cercassi di brevettare domani il "rubinetto" o "la porta"
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 08/03/2017 ore 22:01:27
vai al link ecco qui con tanto di date e dettagli
Rispondi
di gl68nav [user #9185] - commento del 08/03/2017 ore 22:31:42
No è tutto lecito.

Un conto è il marchio (che può anche essere un marchio di forma: ad es. la paletta della strato o la storica bottiglietta di vetro della Coca Cola), un altro conto è il brevetto e un altro ancora è il diritto d'autore.

Il marchio protegge il segno distintivo che identifica un prodotto proveniente da un certo produttore (Fender, Gibson, Armani, Gucci, ecc.). Il marchio deve essere registrato (similmente al brevetto), la registrazione dura dieci anni, è rinnovabile all'infinito e dà il diritto di uso esclusivo del segno a chi l'ha registrato. Per essere valido un marchio deve avere i caratteri della distintività, della novità e della liceità.

Il brevetto riguarda - in linea di massima - le invenzioni industriali, cioè un prodotto o un procedimento di produzione industriale. Il brevetto ha ad oggetto innovazioni tecnologiche, visto che deve avere i caratteri della novità e della industrialità. Non tutto è brevettabile (ad es. non il software, non i procedimenti logico-matematici, non i giochi). E' brevettabile un nuovo pick up o un nuovo ponte tremolo. Non è brevettabile una forma di body, a meno che non contenga una qualche novità tecnologica (ad es. consente di cambiare i pick up o di smontare il manico con un qualche ritrovato tecnologico inedito). Le forme non sono brevettabili a meno che non siano intrinsecamente finalizzate a svolgere una funzione pratica utile (ad es. la scultura del battistrada di un pneumatico, che consenta di migliorare le prestazioni di aderenza del veicolo all'asfalto).

Il diritto di brevetto (e il relativo monopolio d'uso dell'invenzione) sorge con la registrazione dello stesso, la cui durata, non rinnovabile, è di venti anni.

Il diritto d'autore (o, per gli anglosassoni, copyright) è il diritto ad essere riconosciuto autore (diritto morale d'autore) e a poter sfruttare economicamente (diritto patrimoniale d'autore) un'opera creativa della musica, del teatro, della letteratura e della arti in genere. Eccezionalmente, è tutelato nelle forme del diritto d'autore il software. Il diritto d'autore sorge - senza bisogno di alcuna formalità (registrazione, pubblicazione, divulgazione o rappresentazione dell'opera) - nel momento stesso in cui l'opera viene creata nella sua forma definitiva.

Alcune creazioni potrebbero essere tutelate sia per la loro forma artistica, sia per la loro capacità di identificare un prodotto, sia per la loro innovativa funzionalità. In questi casi, marchio e diritto d'autore possono coesistere. Meno probabile (anzi, di regola è da escludere) che possano coesistere il diritto al brevetto e il diritto di autore, giacché il diritto d'autore protegge una creazione artistica che, per definizione, non ha altra utilità se non quella di dare piacere a chi ne gode; il brevetto, al contrario, mira a proteggere una creazione industriale (cioè funzionale e non meramente estetica o contemplativa).

Scusa la lunghezza, ma ho provato a sintetizzare al massimo (e spero che la sintesi non sia andata a discapito di chiarezza e correttezza dei concetti).
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 08/03/2017 ore 22:46:18
Scusa ma hai elencato le definizioni, ma non l'applicazione. Mi dici che il marchio è tutelato, ok quindi la decal Fender non è legale.
Sul brevetto di forma, potrà non piacerti l'idea ma.. si trova il numero di brevetto e la data, quindi è registrato, mi pare no? La forma della paletta, quella del body non è registrata.
Poi la cosa davvero grave è appiccicarci la decal o comprare una placca con seriale fender e farci la chitarra attorno, siamo d'accordo.
Rispondi
di Mariano C [user #45976] - commento del 08/03/2017 ore 23:13:5
si certo, il grave è quello, e condivido il tuo pensiero. specifico che non ho mai avuto intenzione di farmi realizzare un falso e spacciarlo per fender, ne giustificare tale pratica falsario che oltreché illegale trovo anche contrario all'etica, solo di farmi fare una chitarra su misura in stile telecaster da un liutaio, e ho chiesto delucidazioni proprio per capire cosa era lecito e cosa no
Rispondi
di gl68nav [user #9185] - commento del 08/03/2017 ore 23:27:4
Quando, nel mio primo commento, dicevo che nel tuo articolo vi erano delle imprecisioni (perdonabili), mi riferivo proprio alla tua tendenza (che non è solo tua) a sovrapporre marchi, brevetti e copyright. Con il modesto contributo qui sopra ho provato a tracciare la distinzione.

Per l'applicazione, cosa vuoi che ti dica? Il corpo di una Fender non può essere brevettato validamente. O, quantomeno, benché (formalmente) brevettato, in un giudizio la Fender rischia di perdere la causa. E' già accaduto.

La Fender ha agito in giudizio invocando (non il brevetto, ma) il marchio di forma del suo corpo. E la corte ha respinto la domanda adducendo l'intervenuta standardizzazione (cioè la perdita del carattere di novità e distintività) del marchio (che non era stato a suo tempo registrato).

Per la paletta il discorso è diverso, appunto perché registrata come marchio sin dall'origine.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 09/03/2017 ore 08:06:3
Se la paletta è registrata, se ne deduce che un falso è perseguibile penalmente. Perchè allora nel tuo primo intervento dici che è tutto lecito?
Se riesci a farmi chiarezza ti ringrazio
Rispondi
di gl68nav [user #9185] - commento del 09/03/2017 ore 09:14:52
Mariano chiedeva se era lecito "copiare" il body di una Telecaster. Non la paletta. E visto che il marchio di forma è costituito dalla paletta (e non dal body), replicare le forme del corpo è lecito.

Che, poi, se Mariano acquistasse un manico già pronto, confezionato su licenza Fender, potrebbe avere la "sua" personale Telecaster, conforme nelle proporzioni all'originale, in modo pienamente lecito.

Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 09/03/2017 ore 16:05:33
Ah ora ho capito, il tuo intervento si riferiva solo al body, grazie.
Riassumendo, produrre una copia è illegale non tanto per aver copiato il body quanto per averci messo un manico la cui paletta è registrata e un marchio registrato.
Ecco quindi il motivo per cui chi produce seriamente Stratocaster (Suhr, Anderson, Pensa etc...) cambia solo la forma della paletta.
C'è qualcuno che usa le stesse forme, tipo le Nash, ma evidentemente avranno degli accordi con Fender
Rispondi
di zabu [user #2321] - commento del 09/03/2017 ore 16:57:
Nash utilizza manici Licensed by Fender prodotti da ditte esterne (cosi' come anche i corpi sono prodotti esternamente), in pratica sono assemblati. Per un lungo periodo la Fender gli ha fatto guerra e infatti non poteva apporre alcuna decal sugli strumenti, nemmeno la sua originale. Poi devono aver trovato un accordo economico e infatti ora commercializza strumenti con tanto di decal personlaizzata e i prezzi sono saliti di parecchio negli ultimi anni.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 09/03/2017 ore 19:06:54
Tutto chiaro ora, grazie
Rispondi
di gl68nav [user #9185] - commento del 09/03/2017 ore 18:02:50
Esattamente!
Per alcune mie considerazioni (che risalgono a un decennio fa) in merito alle strategie della Fender (e dei grossi marchi), ti rimando qui:
vai al link
Rispondi
di gl68nav [user #9185] - commento del 08/03/2017 ore 22:38:34
vai al link
Un vecchio articolo su Accordo, con un mio (lungo) commento esplicativo.
Rispondi
di gipson [user #32466] - commento del 08/03/2017 ore 23:12:33
vai al link
Rispondi
di gipson [user #32466] - commento del 08/03/2017 ore 23:13:3
vai al link
Secondo me sono false
Rispondi
di BBSlow [user #41324] - commento del 09/03/2017 ore 11:03:26
GL68nav ha espresso e sintetizzato mirabilmente tutto ciò che c'è da dire.
Rispondi
di ndrecchia [user #43094] - commento del 09/03/2017 ore 16:34:06
Non si può scrivere un articolo sulla contraffazione facendo confusione tra marchio, copyright, brevetti e quant'altro.
Rispondi
di ndrecchia [user #43094] - commento del 09/03/2017 ore 16:34:09
Non si può scrivere un articolo sulla contraffazione facendo confusione tra marchio, copyright, brevetti e quant'altro.
Rispondi
di ndrecchia [user #43094] - commento del 09/03/2017 ore 16:34:13
Non si può scrivere un articolo sulla contraffazione facendo confusione tra marchio, copyright, brevetti e quant'altro.
Rispondi
di Davide Canazza [user #11299] - commento del 10/03/2017 ore 00:40:24
Articolo molto esaustivo e utile. La cosa preoccupante e direi quasi incredibile (ma vero!) è che ho visto delle Stratocaster fake in vendita in un negozio, spacciate per vere!
Rispondi
di catma [user #44939] - commento del 10/03/2017 ore 07:43:49
Ma...... alla fine il problema per noi mortali, perché diciamocelo: se ci capitasse di trattare con un falso, poco ci importerebbe di danneggiare Fender o Gibson o altri, non sta nelle copie di chitarre da pochi soldi, ma in quelle costose quanto le originali! Dovresti approfondire questa situazione perché gli strumenti pur avendo numeri di serie, non ne vai a capo con una determinata ricerca utilizzando appunto i numeri di serie.
Rispondi
di biggiorgione [user #43441] - commento del 10/03/2017 ore 08:00:12
Mah...sono perplesso sul senso che possa avere un articolo di questo tipo. Per carità, ognuno ha diritto di manifestare il proprio pensiero come crede,ma ci sono alcune cose che mi lasciano senza parole: 1) il falso d'autore esiste da sempre, quindi non vedo cosa ci sia da meravigliarsi. 2) non mi verrete a raccontare che siete stupiti dal fatto che si vendano dei falsi? 3) i falsi fatti male sono per ragazzini che non possono permettersi chitarre di costi elevati, o per alcuni adulti che si accontentano,o, in ultima analisi di un numero esiguo (voglio sperare) di stolti che le scambiano per buone. 4) I falsi d'autore, e con questo intendo pressochè indistinguibili, esistono e spesso si usano per le truffe, la cui pena edittale in Italia, è una pacca sulla spalla con monito paterno di non farlo più. Ciò premesso, sarei particolarmente curioso di vedere ognuno di voi, onesti benpensanti, se messi davanti ad esempio una Les Paul di una qualità superiore ad un custom shop e ad un prezzo di meno della metà ( si badi bene che non si parla mai di un decimo sui falsi d'autore) e che essendo fatta con tutti i crismi e non a risparmio, suona meglio o comunque non peggio di una originale, sareste ancora così rigidi sulle vostre posizioni.4) sulla qualità dei materiali, appare evidente dai vostri commenti che non siete al corrente del costo del legno. Mi sembra opportuno dare qualche parametro. Per non scomodare legni protetti o di difficile reperibilità, dove i costi cambiano, ma non in modo inarrivabile, vi porto l'esempio del pino giallo americano, che il vecchio Leo fender utilizzò nei prototipi di telecaster alla fine degli anni 40. Il costo al metro cubo è di circa 25/6 euro. Avete presente con un metro cubo quanti corpi tele saltano fuori? Tenuto conto degli scarti, a occhio e croce una trentina. E vi parlo di prezzo al dettaglio. Acero, tiglio, ontano, mogano e moganoidi, sono legni di facilissima reperibilità e di costi contenuti. Tutto ciò per dire che la differenza è nella mano d'opera. Vi dirò di più, per i feticisti del "vero vintage".....tra i quali, ahimè ci sono anch'io, non ci si può nemmeno più basare sulle misure di un originale, perchè oggi si può prendere una les paul del 59 scansionarla al computer e avere le esatte misure e gli angoli di incidenza del manico. Non serve che vi dica che trovando qualche buon pezzo di legno con una cinquantina di anni sulla groppa e un know how della materia che non è poi così difficile mettere insieme, potreste trovarvi un Santo Graal fra le mani.5) I costi dei custom shop sono alti per ragioni di marketing e per dare al cliente più facoltoso la possibilità di differenziarsi dal"pueblo". In realtà, e ve lo dico perchè la mia esperienza in materia è diretta, costruire una Fender da custom shop, senza sbattersi troppo e ottenendo un risultato eccelso è un'operazione che non supera i 1500 euro di spesa, un millino in più per una Gibson. Obietterete voi: "ma con queste cifre se ne compra una vera". Sì, ma non così. Vi parlo di chitarre da paragonare a pezzi da 5/6000 euro. Poi potete dirmi che non ne vale la pena....valutazioni personali. Ma non venitemi a parlare di copiright e affini dela qual cosa non è mai fregato niente a nessuno...o quasi.
Rispondi
di gl68nav [user #9185] - commento del 10/03/2017 ore 10:03:16
Mi sembrano osservazioni molto pertinenti e documentate, sulle quali non si può fare a meno di concordare. E, tuttavia, proprio il tuo "quasi" finale è la molla che fa scattare il bisogno di tutela della proprietà intellettuale/industriale. Hai ragione, infatti, se - nel parlare del falso d'autore - ti riferisci al singolo artigiano che assemblea un clone di qualità elevata e lo vende (in modo trasparente o opaco, qui poco importa) ad un utilizzatore finale. Ma hai torto se la riproduzione di copie diventa un business di tipo industriale.

Ora, nella logica di colossi come Fender, registrare un marchio (possibilmente un marchio di forma) è una semplice pratica burocratica. Non rileva se la forma sia davvero munita dei tratti della novità e della distintività, quel che importa è che vi sia un simulacro di marchio registrato. Infatti, per poter far dichiarare la nullità del marchio privo dei detti caratteri, chi vi abbia interesse dovrà agire in giudizio (spendendo del denaro). E se il marchio ha valenza internazionale, i giudizi dovranno essere moltiplicati per il numero dei paesi in cui il marchio è stato registrato. Esemplificativamente, potremmo ipotizzare una registrazione che copra solo gli USA e l'Europa. In tal caso chiunque volesse far valere la nullità del marchio dovrebbe intentare una trentina di giudizi, con ogni conseguenza in termini di rischio (perché un giudizio è sempre un rischio!) e di costi (perché ogni singolo giudizio costa). Il risultato è che - a meno che la vertenza non coinvolga due (o più) grandi imprese - nessuno si imbarcherà in una simile avventura.

Dall'altra parte, una volta ottenuta la formale registrazione del marchio, il titolare potrà invocare la sua tutela solo dove vi è più convenienza nell'agire in giudizio (vuoi perché si tratta di un mercato particolarmente importante, vuoi perché i costi di procedura sono più bassi, vuoi perché la giurisprudenza di quel paese è maggiormente incline a riconoscere il risarcimento di danni punitivi, ecc.). Il convenuto - produttore di copie - dovrà difendersi in uno o più giudizi in paesi forse diversi da quello in cui lo stesso ha sede, con ogni immaginabile conseguenza (ad es. un produttore Ceco convenuto dinanzi ad un tribunale degli USA subirà costi ben maggiori di quelli che dovrebbe affrontare per un giudizio dinanzi al tribunale di Praga). In questi casi l'impresa convenuta in giudizio non si interrogherà raffinatamente sulle sottili questioni giuridiche sottese al caso giudiziario, ma solo su rapporto tra costi e benefici di una simile vicenda. E, in linea di principio, sarà ben disposta a chiudere ogni contesa pagando al titolare del marchio una somma minima (due o tre euro/dollari, ad es.) per ogni copia che produrrà in futuro. Costo che andrà impercettibilmente a gravare sul prezzo di vendita del manufatto: vendere una copia della Stratocaster a 145 euro o a 147 euro non cambia molto per il potenziale acquirente.

In questo modo, per rimanere al nostro esempio, la Fender finirebbe per incassare centinaia di migliaia (meglio: milioni) di dollari senza far nulla, limitandosi a riscuotere il corrispettivo di una "licenza" d'uso di una forma.

Ecco perché ritengo che (sempre restando fedeli all'esempio), la Fender, con la storia dei marchi registrati, miri non a "bastonare" gli imitatori, ma a "tassarli". La Fender non ha alcun interesse a far cessare la produzione di copie, ma - visti i numeri della produzione globale - ha interesse a che i produttori le versino un contributo per poter continuare a replicare quelle forme.
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di biggiorgione [user #43441] - commento del 10/03/2017 ore 10:20:48
Ohh, adesso ci siamo. Finalmente un discorso condivisibile e privo di inutili ipocrisie. Alla fine tutto si riduce a mera contrattazione commerciale e l'etica va per così dire a farsi benedire. Comunque il mio intervento, volutamente polemico, non me ne vogliate, era soltanto per sottolineare che nel mondo chitarristico.....come poi , alla fine capita anche altrove, il brand è di fatto uno status symbol e in linea di massima, come arrivi a possedere l'oggetto poco importa, ciò che conta è il feticcio. Se è ben fatto sei un "ganzo" se fa schifo sei un "barbone". Del principio etico se ne occupano i filosofi e chi non ha la tasca per comperare l'oggetto dei suoi sogni e invidia chi ce l'ha. E lo dico senza voler giudicare nessuno, ma solo come mera constatazione basata su una discreta conoscenza dell'ambiente musicale.
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di rickyfigoli [user #36535] - commento del 12/03/2017 ore 09:31:15
Concordo sulla possibilità di poter avere tra le mani un santo graal fatto da sapiente ed esperto liutaio ma a mio avviso non è semplice come dici. Per Les Paul ad esempio mogano Honduras e chocolate brasiliano sono di difficile reperibilità oltreche vietati, non meno, molto costosi. Hardware di acciaio armonico di qualità va saputo trovare e ancor di meno il filo per avvolgere I pick up, che se si vuole avere il suono dei pick up di quegli anni , non può essere filo contemporaneo, per una questione di tolleranze di sezione. Comunque si, puoi avere una burst con spesa ridicola rispetto al valore dell'originale e qui on si parla a io avviso di contraffazione dannosa, in quanto si parla di piccolissime produzioni che vanno da un soggetto A a un soggetto B. Se poi vogliono mettere i marchio del liutaio o no sulla paletta poco importa.
La contraffazione dannosa è quella che provoca un'invasione di falsi di scarsa qualità sul mercato, ch e continueranno a girare per anni nel mercato dell'usato inquinandolo irreversibilmente.
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di biggiorgione [user #43441] - commento del 12/03/2017 ore 15:57:01
Se sai dove cercare trovi e se conosci, paghi il giusto. Quello che dico è che dove i margini di speculazione sono ampi il truffatore sguazza. un hardware vero per una 59 si trova con circa 10 mila euro. Mi obietterai che in assoluto è una cifra importante, replico che su un potenziale guadagno di centinaia di migliaia di euro non è nulla. L'etica non riguarda i truffatori ma i truffati. Dei falsi dozzinali....non mi soffermo neanche a parlarne. Nel vintage di alto livello ci bazzico da qualche decennio e i tarocchi sono all'ordine del giorno. La mentalità del truffatore è massimo guadagno con minimo sforzo. Se vuoi una chitarra superiore o pari livello del custom shop le cifre sono quelle che ti ho detto e parlo per diretta esperienza, punto.
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di RedRaven [user #20706] - commento del 12/03/2017 ore 15:18:42
Vado punto per punto:
1) ..sempre falso resta. E qui non è "d'autore" ma "di massa", quindi se anche avesse un senso, l'ha perso.
2) no, ma sempre pratica non legale resta, ed ho trovato disinformazione e confusione.
3) ci sono infiniti livelli di tarocchi, dal drammatico al più che buono, quindi a chi vanno e a cosa servono è una discussione infinita, ma poi, a che pro? cioè che pertinenza ha a chi vanno?
4) perchè chi si attiene alla legge è "benpensante"? che atteggiamento è questo? sei bravo a fare chitarre, più bravo di gibson? fatti un marchio tuo, invece di imitare con contraffazioni.
5) ti pare che una CS costi troppo? non comprarla. La vuoi lo stesso? fattela senza marchio. E' tanto difficile da capire?

il fatto che a TE non interessi la tutela dei marchi, e la tutela degli acquirenti dato che poi circolano falsi a profusione, non implica che siano tutti stupidi quelli a cui importa, in ogni caso.
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di gfcampus [user #36852] - commento del 12/03/2017 ore 15:27:04
Grande! Ma il punto qui, tu l'hai centrato in pieno: non c'è il rispetto per il lavoro e le idee degli altri; poi, possiamo discutere sul fatto che alcuni marchi pompino il prezzo che non risponda al reale valore dello strumento (una Taylor è una Taylor ma 7.000 eurelli......),
Poi magari ci lamentiamo se sono operaio e perdo il posto perché la produzione va in oriente a vantaggio di qualche costruttore che impiega materiali dubbi, lavorazioni dannose e sfruttino la manodopera
Rispondi
di biggiorgione [user #43441] - commento del 12/03/2017 ore 16:15:18
Forse non mi sono spiegato, o forse non hai capito fino in fondo quello che cercavo di spiegare: 1) Di certo non ti sarà sfuggito che in Italia il crimine paga e l'onestà latita, a prescindere dal mio o dal tuo pensiero. 2) Se il mercato dei falsi e non mi riferisco soltanto alle chitarre, prolifera è perchè dietro una facciata di finto perbenismo, la richiesta è altissima. 3) La mia perplessità era semplicemente volta a capire, questo lungo pour parler che mischia etica e leggi quale arricchimento può portare alle conoscenze di ognuno di noi, nel senso: scopriamo ora che c'è chi delinque? Scopriamo ora che ci sono polli nati per essere truffati? Scopriamo ora che in Italia le pene edittali per i reati contro il patrimonio sono scarsamente puniti? Quindi? E' un po' come affacciarsi alla finestra alle 9 e stupirsi che è mattino. Ha senso per te? 5) Io di chitarre vintage importanti ne ho svariate e pure di custom shop, ma se uno ha voglia di un falso non me ne può fregare di meno, mentre la tua osservazione è di avviso opposto. Non la condivido nemmeno un po' ma giustamente è la tua e a me non sposta nessun equilibrio. Non mi sembra di aver detto che che qualcuno è stupido. Dico che è un'inutile preoccupazione, giacchè il mondo va per la sua strada a prescindere dal nostro pensiero, quindi se a te come a me i falsi non interessano, non comprarli. Ciò non toglie che sarebbe a mio avviso più interessante recensire uno strumento e condividere la propria esperienza con i lettori del forum piuttosto che rammentare a tutti che ad andare in acqua ci si bagna.
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di RedRaven [user #20706] - commento del 12/03/2017 ore 17:10:39
Scusami se te lo chiedo: ma perchè ti atteggi a "lupo di mare fatalista"? Non è che io scopra che alle 9 è mattino, ma se ogni mattino trovi un cadavere per strada che fai dici "oh, anche stamattina" o "cazzo c'è un morto per strada"? Poi, penso che se il tutto prolifera in allegria, parta da una mancanza culturale di chi compra, ovvero si idolatra il marchio in sè, fino al volere il falso. Se si costruisse un pò di cultura di base, forse queste cose negli anni si mitigherebbero. Il che ci porta alla diversa conclusione: tu sei per un bel chissenefrega, e se guardassi il mio orticello, anche io francamente. Mi pare il classico modo italianazzo di dire beh, va tutto a ramengo, ma io sto bello al caldo. Recensire un falso? uno di Alibaba per scoprire che fa schifo? uno fatto da un liutaio bravo per scoprire che suona come una fender? e dici a me di scoprire che l'acqua è bagnata? suvvia.
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di biggiorgione [user #43441] - commento del 12/03/2017 ore 22:32:58
Perdonami se ho avuto modi poco garbati per esprimere il mio pensiero, ma è esattamente così. Se sei in zona di guerra i morti a terra sono normali e dopo un po' ci fai l'abitudine....sarà che da trent'anni faccio un mestiere dove i morti sono parte del lavoro ma è così. In un mondo capitalista, ipocrita, edonista, l'abito fa il monaco. Non lo condivido ma ne prendo atto. Parlare di costruire cultura in un paese dove le lauree si comprano, i politici si comprano e le leggi non sono uguali per tutti, francamente mi fa sorridere...seppur con amarezza. I falsi da poco sono per i barboni, quelli belli per chi ha la tasca e quelli bellissimi per le truffe. Da noi è così, ma anche nel resto del mondo. Mi sembra strano e inutile anche parlarne. Se poi mi dici che non te ne sei mai accorto...beh...ca va sans dire...
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di RedRaven [user #20706] - commento del 12/03/2017 ore 17:12:4
E poi, solo questo articolo andrà oltre 100 commenti, su facebook l'hanno riportato, e anche li stanno discutendo. Non è vero che parlando non cambi nulla. Altrimenti teniamoci la mafia, la camorra, i negozianti che non emettono scontrino.. tanto parlarne non cambia nulla no?
Rispondi
di biggiorgione [user #43441] - commento del 12/03/2017 ore 22:23:40
Esatto. Ne tu, ne io, ne noi, siamo in grado di cambiare nulla. La natura umana è avida ed egoista e l'uomo in ultima analisi tende sempre a fare ciò che più gli conviene a discapito di altri. Ma lungi da me l'idea di volerti convincere. Tuttavia se ami la filantropia è giusto che tu possa vivere illudendoti. In questo ti sembrerà strano ma ti appoggio.
Rispondi
di BBSlow [user #41324] - commento del 10/03/2017 ore 10:49:10
Scusate, però la questione del marchio farlocco comporta due fattispecie: ovvero, 1) venditore onesto e acquirente consapevole del fake 2) venditore così così, se non disonesto, e acquirente non consapevole.
Ora, nel caso dell'artigiano che realizza una copia e la vende senza dire "questa è una Fender" a un tizio che sa che quella non è una Fender ma una chitarra "fatta come" (ok, magari meglio, ma NON fatta da Fender), il problema resta solo teorico, ed è quello di cui sopra parla molto bene gl68nav, tutela del marchio etc. etc.; resta da capire perché un artigiano capace di costruire una chitarra migliore di una Fender debba appiccicarci sopra una decal Fender anziché la propria firma, ma questo è un mistero insondabile che non pretendo di saper risolvere.
Quando invece si sconfina nella truffa, il discorso dovrebbe essere affrontato diversamente. O no?
Rispondi
di biggiorgione [user #43441] - commento del 12/03/2017 ore 16:22:47
Scusami, non ti rispondo per polemizzare ma solo per dirti la mia esperienza. IO sono di Bologna e qui c'era un mio vecchio e buon amico, il liutaio Stanzani. Faceva ottime chitarre e io ne ho e ne ho avute svariate. Il livello era certamente da custom shop con in più la possibilità di avere strumenti eccezionali full custom. Ahimè costavano parecchio. Una volta comprati, tuttavia erano tristemente invendibili, salvo rimetterci il 70/80 per cento. Perchè chi compra vuole il brand. Ecco la risposta. Un Rolex Daytona è un assegno circolare, uno Zenith El Primero no.Mistero sondato. Il truffatore delinque per soldi.
Rispondi
di Floyd [user #143] - commento del 10/03/2017 ore 11:54:32
sono totalmente d'accordo con l'autore dell'articolo.
Anche io ho assemblato una stratocaster con Body e manico Allparts su licenza Fender, Ponte Callaham vintage a leva corta, pickups EMG DG-20, meccaniche Gotoh vintage autobloccanti. Una chitarra performante e suona alla pari di una Fender di quelle buone, ma non mi sono neanche sognato di mettere una decal, la paletta è semplicemente rimasta pulita, senza alcuna scritta.
Più che altro, volevo ottenere uno strumento valido a un costo inferiore, e ci sono riuscito in pieno. Sicuramente non ho speso pochissimo, più o meno quanto costerebbe una standard americana originale, ma a livello sonoro questa è molto ma molto meglio.
Rivendibilità zero, ma l'ho assemblata per tenerla, quindi non ha importanza.
Quando la vedono dicono: "bellissima" poi storcono il naso quando affermo, con orgoglio, che l'ho assemblata da me, per poi rimanere stupiti per il suono che sprigiona....
Insomma, bisogna essere onesti, sono contrario a qualsiasi contraffazione, anche se dichiarata.
ciao
Rispondi
di geomiezzi [user #6766] - commento del 10/03/2017 ore 15:10:28
Ho fatto anche io lo stesso, con una telecaster ed una stratocaster. Qualcuno ha storto il naso, qualcune le ha apprezzate. Ma ne sono fiero
Rispondi
di geomiezzi [user #6766] - commento del 10/03/2017 ore 15:12:33
Rispondo a Redraven:
Sono dello stesso parere anche io. Da tempo ho maturato l’idea che alcuni strumenti sono inarrivabili per tutta una serie di ragioni per cui che le chitarre me le assemblo io. Ma lungi da me metterci il logo della casa madre…………………..
Come ben dici tu ci sono tanti di quei fake in giro che tra poco sara’ difficile distinguere per un profano come me (e non penso di essere l’unico) l’originale dal falso.
Per quanto riguarda gli insulti che ti prendi quando cerchi di far capire, a chi non vuol capire, che mettendo l’etichetta su una chitarra si crea un falso, lascia perdere. Sprechi tempo e fai consuleze gratis con chi non lo merita. A me e’ capitato con i software. Ero un piccolo professionista ed avevo tutti i software originali. Certo non avevo il top ma per me erano piu’ che sufficenti, sopratutto prodotti fatturati e registrati alla casa madre. Non hai idea di quante volte ho cercato di mettere in guardia i colleghi da non avere sul pc i software pirata; risultato? Sberleffi in faccia, sfotto’, frasi del tipo: “…. tu non hai mai capito come vanno le cose…” e via discorrendo. Poi quando c’e’ stato un controllo della Guardia di Finanza a tappeto, mirato esclusivamente alla ricerca dei software pirata negli uffici, hanno capito a loro spese come andavano le cose. Denuncia per pirateria informatica, sanzione e segnalazione alla casa madre. Comunque questo andazzo rispecchia il malcostume generale che si e venuto a creare e la conseguente presunta impunibilita di alcuni reati che i media sbandierano in continuazione.
Rispondi
di Guycho [user #2802] - commento del 11/03/2017 ore 00:51:26
Capisci che avere una finta Gibson per sentirsi Slash allo specchio è diverso dal lavorare e guadagnare con software piratato?

A meno che con la finta Gibson ti ci guadagni da vivere, ma la vedo dura...
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 12/03/2017 ore 15:10:2
e perchè sarebbe diverso? la legge mica fa differenza se con un software illegale guadagni o meno. Mi sa che ci si sta un pò inventando il diritto, qua.
Rispondi
di Guycho [user #2802] - commento del 12/03/2017 ore 21:57:26
Il diritto è una cosa, l'etica è altra (ne ho già scritto sopra).

"la legge mica fa differenza se con un software illegale guadagni o meno": certo che si.

Rispondi
di almostblue [user #17688] - commento del 11/03/2017 ore 08:30:48
Faccio i complimenti per l'articolo ben argomentato ed animato dalla migliore intenzione è che condivido tutta, l'intenzione. La pratica un pó meno e nn perché io sia un amante delle truffe ma perché credo che se nn c'è TRUFFA e quindi nn c'è voglia di fregare chicchessia con artifici e raggiri, la questione si conclude nel mero gusto personale di un gradimento estetico dello strumento, estetica nella quale rientra anche la decal Fender per esempio.
Allora, riaffronto la questione con lo scopo di aiutare tutti gli amici chitarristi. La legge ed il diritto sono quelli che sono e nascono solitamente con lo scopo di abbracciare una generalità di casi, ma spesso rimangono congelati nel tempo. Allora subentrano delle sentenze che invece adeguano il diritto ai tempi vissuti (ovviamente a tale scopo si tengono in considerazione le sentenze corta d'appello e/o Corte Cassazione e nn certo il tribunale di Triggiano ahahah). Fatta questa premessa doverosa per chiarire alcuni concetti a chi nn ha la sfortuna di frequentare le aule di udienza, vi invito a leggere il link qui sotto dal quale emerge che se il falso è grossolano e facilmente individuabile da tutti non può essere reato né illecito amministrativo. La cosa che bisogna valutare è: una chitarra simil Fender, con la decal Fender, ma senza numero di codice da nessuna parte e DICHIARATAMENTE falsa....c'è lo dice proprio il venditore che è falsa... costituisce un falso grossolano? Secondo me SI, e mi convinco ancor di più considerando il prezzo irrisorio del bene e la condotta del venditore lontana dal voler in alcun modo frodare chicchessia...nel caso specifico la chitarra costa 200 euro, prezzo al quale nn si trova neanche una MEXICO rotta. Detto ciò vi auguro una bella giornata e vi invito a cercare di esporre le vostre ragioni in generale senza dire che chi ci precede non capisce un cazzo!!! La musica dovrebbe renderci migliori e non imbarbarirci. Un abbraccio ragá!
vai al link
Rispondi
di geomiezzi [user #6766] - commento del 11/03/2017 ore 10:06:58
Ciao almostblue. la "sfortuna" di frequentare certe aule era capitata anche a me: sono un EX CTU............ E concordo che la musica dovrebbe renderci migliori e non imbarbarirci.
Ciao Avvoca'
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 12/03/2017 ore 15:08:4
Ho letto l'articolo, e parlo della cosa nell'articolo. il problema è cosa consideri "grossolano". ho trovato tarocchi col seriale, o che usavano placche con seriale fender. E il problema non è solo la truffa, che è spacciare per vera una cosa che non lo è, ma la contraffazione, che è un uso illecito di marchio. Altrimenti potrei fare che so, le scarpe fender, dato che la fender non le fa più evidente di così si muore. Però non posso no? Cito esattamente la sentenza, che parlava di copricerchioni d'auto, un contesto abbastanza diverso dalle chitarre, quindi il parallelo è per lo meno discutibile.
Rispondi
di caligola63 [user #15854] - commento del 12/03/2017 ore 06:48:44
...volemose bene! Io a questo punto vorrei capire come sono messo...
Ho comprato corpo e manici Fender, provenienzae usa e mex, negli anni ho raccattato qui e la ponti pickups meccaniche talvolta vecchie quarant'anni, le ho messe su come volevo che diventassero, non vi dico le ore perse ( solo per la colorazione le avrò "strofinate" come minimo 20 ore ogniuna, lo "sparkle" è particolarmente rognoso...), suonano bene e le amo, non le vendo, ma se qualcuno mi facesse ridere e gli dicessi realmente come sono venute fuori, commetterei reato?
La "blakie" di Eric Clapton era il risultato di mi pare 5 chitarre diverse, se la vuoi vendi pure il tuo piccolo castello, cazzo, lui si e io no?
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 12/03/2017 ore 15:04:42
Dopo 86 post dovrebbe essre chiaro: se assembli con pezzi fender è un conto, nessuno ti chiede di grattare via etichette e seriali. se la rivendi, lo devi dire però. Se metti una decal su un pezzo non fender non è la stessa cosa. E spero sia chiara la differenza tra il tuo assemblato e quello di Clapton, non è il valore dello strumento, ma è un cimelio, capito?
Rispondi
di gfcampus [user #36852] - commento del 12/03/2017 ore 15:31:29
Complimenti per lo strjmento, sei messo benissimo! Tu hai assemblato, mica truffato!
Rispondi
di gfcampus [user #36852] - commento del 12/03/2017 ore 15:21:01
Mah! Con il rispetto di tutti voi, a me di avere una Gibson taroccata non me ne frega una cippa. Non posso permettermela e onfatti ho una Epiphone....non son figo, suona meno bene? A parte che su qualche video se ne confuta il maggior valore della blasonata, quando suono SO (io, me stesso) di non aver rubato nulla a nessuno. In sintesi, è come suonare una cover e credere di essere Steve Vai.
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di fraz666 [user #43257] - commento del 13/03/2017 ore 08:47:09
riguardo i tarocchi cinesi la maggior parte sono evidenti, ma qualcuno fatto bene è difficile da 'sgamare' soprattutto per i non appassionati del marchio, di solito i migliori sono Chibson o FendeL. come diceva qualcuno sopra temo proprio che il mercato dell'usato sia pieno di tarocchi (cinesi o assemblati) spacciati per originali, diventa obbligatorio provare lo strumento e controllarne il seriale.
attenzione anche ai pickup falsi! alcuni come gli EMG esteticamente sono quasi impossibili da riconoscere
Rispondi
di zakk_79 [user #31953] - commento del 13/03/2017 ore 09:56:
Che pippone!
Reato è se spaccio per vero qualcosa che non è e ci lucro sopra.
Se mi costruisco a casa una Les Paul, ci metto un intarsio Gibson sulla paletta e me la suono in giro, dove sta il problema??
Dicesi Replica, non falso nè contraffatto.
Posso anche commissionarla e pagare per il lavoro e non per il marchio.
Chi non lo sapesse, la Les Paul usata da Slash per registrare Appetite (e tuttora una delle sue preferite) è una replica, quindi non una Gibson originale...
Scandalo? No, pubblicità gratis forse sì.
Idem dicasi della Jam di Steve Vai.
Chi compra una copia cinese semplicemente rischia una sola, ma non c'è inganno nè frode dato che chi compra sa che é una copia. Triste? Forse.
Ma è solo questione di logo. Posso comprarla neutra e metterci io un adesivo Gibson proprio come posso appicicarlo sull'auto senza creare l'illusione che sia un'auto Gibson.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 14/03/2017 ore 11:49:36
Praticamente non hai letto l'articolo. Sulla chitarra di Slash, si, era una copia, ma il fatto che l'abbia fatto Slash non fa si che sia legale qui (e manco in USA..).
Se a te fa piacere comprare tarocchi pensando che sia legale, per fortuna o purtroppo non ne fa una cosa legale, ovvero la tua opinione (fondata su?) non fa legge.
Iniziare con "che pippone!" poi non aiuta a tenere alto il livello della discussione..
Rispondi
di zakk_79 [user #31953] - commento del 14/03/2017 ore 12:27:33
Vero, non l'ho letto tutto perchè è appunto un pippone.
La mia opinione non fa legge e tu non mi sembra abbia riportato una normativa, un articolo o qualunque cosa o ti sia qualificato come giudice o avvocato.
Dimmi dove è scritto che non posso costruirmi a casa una Les Paul, comprare un intarsio Gibson e suonarla in giro senza lucro.
A me non interessa comprare un falso, per fortuna ne ho una vera.
Reato è se la spacci per autentica, cosa che sui siti cinesi non avviene. Infatti le foto delle chitarre sono sempre tagliate dove dovrebbe esserci il logo. Te lo offrono "vergini" con la possibilità di personalizzarle come ti pare.
Quindi, dal momento che nessuno sta ingannando nessuno, non vedo dove sia il reato.
Reato lo trovi al limite nell'usato dove chi ha comprato una chibson, la rivende come Gibson.
Quindi danno vero ai grandi marchi non ne vedo, chi vuole una Fender comprerá Fender, chi vuole giocare puó comprare una Chibson che qualitativamente e di prezzo si avvicina a una Epiphone. Se vuoi fare le cose pulite, la compri senza logo e lo metti tu a casa, esattamente come posso fare io (e ho fatto) costruendotela da zero (ho messo il mio logo peró). Anche in questo caso, a essere pipponi, avrei dovuto pagare delle royalty per il design. Pensa che dramma tra i liutai se fosse vero!
Chiudo dicendo che non mi sembra che nessuno, a distanza di 30 anni, abbia detto qualcosa a Slash, Gibson in primis (ma non è una chitarra illegale?).
Guardati anche da dove arriva la Jam di mr. Vai. E come loro taaaaanti altri
Rispondi
di rockit [user #11557] - commento del 14/03/2017 ore 12:39:21
Le JEM di Vai arrivano dalla produzione del custom shop Ibanez (oggi LACS, ieri senza nome) se non sono modelli di produzione. Sono originali al 100%.

Per il resto dici una sfilza di cavolate, partendo dal presupposto che chi compra la copia sa che è una copia. E' falso e sta diventando un concreto problema nel mercato dell'usato, con copie spacciate per originali e vendute a prezzi simili agli originali, sfruttando la somiglianza.

Visto che ti piace parlare a caso delle JEM, non più di tre giorni fa ho trovato su mercatino musicale un annuncio di una JEM cinese, ovviamente si tratta di una copia, ma a scambiarla per una JEM JR non ci vuole niente. L'acquirente non è detto che si ricordi che la originale è indonesiana e non cinese. Il prezzo era in linea con quello di una originale usata, ma invece di quella ti becchi un ciofecone ancora più economico. Ovviamente chi ha messo l'annuncio, se ci saranno problemi, si trincererà dietro il "avevo detto che era cinese, che problema c'è"? Il problema è che stai giocando con le parole per rifilare un bidone.
Rispondi
di Guycho [user #2802] - commento del 14/03/2017 ore 18:30:12
Qui nessuno dice che è legale vendere una cosa per un'altra. Se si vende una copia spacciandola per originale è ovvio che si tratta di reato: è una truffa.

Si contesta il fatto che uno debba sentirsi colpevole ad acquistare/costruire un falso, sapendo che è falso e pagandolo per falso. Come se io non possa avere a casa una copia di un Van Gogh.
Rispondi
di MM [user #34535] - commento del 16/03/2017 ore 08:55:35
Fermo restando, secondo me, che la proliferazione di falsi di un certo marchio non fa altro che accrescere il valore del marchio stesso (ma è un altro discorso)... concordo con quanto sopra.
Chi vende una copia contraffatta come originale è chiaro che non ha scusanti.
Interessante anche la discussione di Biggiorgione, anche se emana un fatalismo e un adattarsi al marcio della nostra società che non mi appartiene; io credo che il cambiamento passa per ogni singolo, quindi sta a me, noi, cambiare le cose.
Detto questo concordo anche sul fatto che se voglio esporre in casa mia una fedelissima copia (ripeto, copia), fatta da me, o fatta da un altro, di un quadro di Van Gogh, credo di avere il diritto di farlo, senza dovermi scusare con alcuno. Lo stesso vale per una chitarra.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 27/03/2017 ore 13:48:53
Sul Van Gogh: ci sono due differenze vitali. La prima è che Van Gogh non è un marchio registrato. La seconda è che se ti fai una copia di un quadro, firma inclusa, sei in un altro ambito: lo sanno anche i sassi (e se no lo dice la documentazione) che l'originale sta per dire al Rijksmuseum. Le chitarre sono oggetti seriali non pezzi unici, quindi c'è una differenza concettuale importante. Se inizi a fare invece degli schizzi a matita, fatti "bene", li firmi Van Gogh e poi li vendi, beh, arriva la finanza. Gli olii di Van Gogh sono tutti censiti e si sa dove siano quindi fare un falso di un'opera "maggiore" è virtualmente impossibile.
Rispondi
di zakk_79 [user #31953] - commento del 28/03/2017 ore 09:16:45
Mi sa che sei tu ad aver problemi di lettura... ho detto che se vai sui vari siti cinesi non troverai mai un annuncio gibson o fender come chitarre originali. Il bidone in questione lo trovi appunto sui mercatini dove un privato prova a fare il colpaccio spacciandola per originale.
Per quanto riguarda LA JAM (e non le Jam) io mi riferisco alla prima che si fece fare, non alma produzione in serie, ovviamente.
Per il resto vedila come ti pare, intanto non mi hai ancora dimostrato che è illegale stampare gibson su una chitarra se non c'è lucro.
Quindi continua pure a riempirti la bocca di saccenza e considerare cavolate quello che dicono gli altri.
Rispondi
di rockit [user #11557] - commento del 29/03/2017 ore 17:27:43
Per quanto riguarda la prima affermazione direi che ti basta leggere qui: vai al link
E' illegale utilizzare il marchio altrui, non solo farne commercio.
La figura che fai parlando de "LA JAM", ovvero una chitarra che ti stai inventando, parla da sola in quanto a saccenza. Tutte le JEM sono da sempre di produzione Ibanez, i primi prototipi furono prodotti da Mace Bailey e Rich Lasner nella divisione USA di Ibanez. Qua trovi una foto vai al link Prima di quelle Vai usava una lunga serie di chitarre tra cui le Performance, una Anderson, la Charvel verde "green meanie", una jackson rosa e un paio di chitarre JEM costruite dal suo amico Joe Despagni. Usò lo stesso nome per il modello Ibanez come omaggio ai suoi prodotti. Se vuoi fare un buon acquisto prenditi questo vai al link (oppure fatti un po' di ricerche su Vai,com che si trova abbastanza).
Rispondi
di zakk_79 [user #31953] - commento del 29/03/2017 ore 18:10:07
1. Quindi com'è un utilizzo legale di un adesivo gibson? Se lo attacco su una chitarra non va bene, se lo attacco su una padella rischio denunce per contraffazione?
2. Ribadisco che sui siti cinesi non trovi annunci gibson ma al limite annunci Les paul (quindi non c'è spaccio di falsi).
3. La storia della JEM (perdona l'errore di scrittura) la racconta steve vai in persona in un documentario (compare in un bel po' di servizi in effetti). Vedo che ti ricordi i nomi dei liutai, fu fatta infatti a mano e marchiata Ibanez. Ok, era autorizzato, ma resta il fatto che non è uscita dalla fabbrica Ibanez. Ma questo è un altro argomento mi pare. In ogni caso quando musicisti di quel calibro fanno una cosa simile, nessuna casa costruttrice li ostacolerebbe.
Se raccontare la storia è saccenza mi spiace per te..
4. Non capisco perchè è dalla prima risposta che hai un tono da maestrina, stai accusando siti di plagio e contraffazione quando, ad essere precisi, così non è. E su questo argomento, che era la mi osservazione, non hai ancor detto nulla.
Rispondi
di rockit [user #11557] - commento del 30/03/2017 ore 09:39:34
Ho un tono da maestrina perché sei evidentemente un analfabeta, visto che sul punto 4 ti ho già risposto (e pure la risposta è presente nell'articolo originale).
Vediamo se con un riassuntino ce la fai, se no rinuncio:

Apri questo: vai al link
E' il prodotto di uno dei siti cinesi che secondo te non stanno plagiando nulla. Si tratta di una chitarra riconoscibile come forma di una Les Paul in cui vengono usati tutti i marchi (registrati) che identificano una Gibson Les Paul originale. Logo Gibson sulla paletta, scritta identica sul copri truss rod.
Se fai una roba del genere è illegale, anche se la vendi dichiaratamente come falso. Probabilmente è illegale pure andarci a suonare in giro, a voler essere fiscali.
Se usi il marchio di un'azienda nello stesso modo in cui lo usa l'originale è reato, anche se dici a tutti che è un falso. La fonte la trovi sopra nel codice penale.
Se metti un adesivo Gibson sul corpo della chitarra è riconoscibile come adesivo, se lo metti sulla paletta a coprire un marchio giapponese degli anni 70, ad esempio, è illegale. Sempre lo stesso codice penale di cui sopra.
A voler essere precisi se il produttore dell'adesivo non ha la licenza Gibson per produrlo pure quell'adesivo è illegale, su qualunque cosa lo attacchi. Se è licenziato e lo usi in modo analogo a come lo usa Gibson è illegale. Se domani Gibson inizia a produrre padelle rischi la denuncia anche se lo attacchi su una padella.
Se un'azienda decide che per produrre le chitarre degli endorser assume una schiera di liutai invece di farle in fabbrica è legale, perché è titolare del marchio.
Se una chitarra esce dal custom shop Ibanez è una Ibanez, se esce dalla fabbrica Ibanez è un'Ibanez.
Se esce dalla liuteria Pincopallo e ci mette sopra il logo Ibanez è un falso. Poi magari suona meglio dell'Ibanez originale, magari finisce in mano a qualcuno di famoso e Ibanez invece di fare causa la usa come base per una signature, visto che rende di più che fare causa, ma sempre falso resta.
E se non capisci perché è un falso, perché le chitarre che aliexpress vende come "copie Gibson" sono dei falsi e sono illegali anche se aliexpress dichiara che sono copie, trova una maestrina vera, di italiano, e fatti dare una mano a leggere l'articolo del codice penale che ti ho già linkato.
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 13/03/2017 ore 15:12:48
Il delitto è di chi fabbrica, distribuisce e vende prodotti illeciti faccendoli passare per legittimi. Ovviamente a scopo di lucro. Le vostre chitarre DIY non hanno problemi - basta non venderla facendola passare per prodotto autentico. Mettete un vostro logo sulla vostra paletta! In ogni caso, il pubblico bada poco ai logo in palco... eccetto per ampli Marshall.
Rispondi
di magheggio [user #10968] - commento del 16/03/2017 ore 14:26:27
Sono totalmente d'accordo!
E non comprerei mai un tarocco... gli direi tranquillamente che della decal non me ne frega un cavolo... toglila!
Noto che ci sono diversi inqualificabili... "apologia di reato"?
Ma come sempre ormai c'è sempre qualche defecato mentale...
Se scrivi che la terra è rotona e gira intorno al sole, troverai il ... che dirà "No, la terra è piatta ecc...!"
Comincio ad esser stanco di questi ciarlatai da strapazzo che non sanno nemmeno distinguere tra fatti ed opinioni ma siamo condannati! Secondo me, dato che nulla si crea e nulla si distrugge, l'intelligenza del mondo è costante nel tempo e dato che siamo in aumento va da se che nascono sempre più dementi!
Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 19/03/2017 ore 09:00:54
quindi chi non è d'acordo con te sarebbe un defecato mentale od un demente...
è un piacere sentirsi autorizzati a definirtirti un clamoroso imbecille quindi grazie dell'opportunità e a presto.
Rispondi
di magheggio [user #10968] - commento del 21/03/2017 ore 10:45:
Direi che ti sei quasi definito da solo... mostri di aver capito poco meno del 10% di quello che ho scritto... il che getta diversi dubbi sulle tue capacità di lettura e comprensione di un testo... però io non mi sbilancio... come te che saresti passibile di denuncia...
Io ho scritto che alcune cose non sono opinioni, sono fatti e non si può essere in disaccordo con i fatti a meno di esser definiti "defecati mentali" o qualcosa del genere. Dire che la terra è piatta non è un opinione e nessuno ha il diritto di dirlo perchè crea anche confusione negli ignoranti. Altrettanto realizzare copie, utilizzare marchi abusivamente (anche se uno lo dichiara è sempre un utiizzo senza esplicito permesso!) di qualsiasi cosa è illegale ed anche moralmente ingiusto (il taroccatore sto RUBBANDO ed infangando il NOME di un altro [nome costruito con studio, lavoro e sacrificio per anni ed anni])!
Chiaramente il discorso è generico!
Ora non mi venite a dire "Quando mai, la Fender (o altro produttore) è la prima imbrogliona!" et similia...
Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 22/03/2017 ore 09:42:0
attendo gli atti e confermo mia opinione.
Rispondi
di MisterRed [user #43326] - commento del 18/03/2017 ore 22:34:13
commento forse un po' tardivo e...provocatorio.
Fermo restando, inequivocabile, il concetto della completa illegalitá della produzione e del commercio di falsi. Non c'é discussione. È illegale e ingiusto. Punto.
Non cadiamo, dunque, vittime di acquisti facili (e quasi sempre men che dignitosi) bensí continuiamo, invece, a farci allegramente prendere in giro dai Principali Costruttori!!!
Costruttori che - TUTTI - continuano allegramente, con una faccia molto simile al metallo che utilizzano per le loro mute di corde, a delegare e a dislocare la produzione dei loro strumenti in quelle stesse fabbriche in Oriente (che poi sono le stesse che spacciano il surplus di produzione).
Vi siete chiesti perché questa abbondanza, e di tutti i marchi piú noti, provenga da lì? Forse perché queste bellezze effettivamente e realisticamente é LI' che vengone realizzate, venendo poi magari "assemblate" in patria e marchiate "MADE IN..."
Ricordo, anni fa, di un Big americano che venne condannato in tribunale proprio perché spacciava chitarre come prodotte in USA, mentre in realtá provenivano dalla Cina.
Una finta Gibson acquistata in Cina dal produttore costa intorno ai 200€. Anche meno. La qualitá con un po' di attenzione non é molto diversa da quella delle corrispondenti Epiphone acquistate sul mercato normale.
Il costo é comprensivo anche del trasporto dalla Cina. Insomma, vogliamo parlare di quanto Gibson puó corrispondere per la stessa chitarra, marchiata Epiphone diciamo (per non voler pensare troppo male) alla stessa fabbrica Cinese, visto che acquista con volumi enormi...e vogliamo parlare di quanto poi la fanno pagare a noi? 50€? Non ho le prove, ma conoscendo un po' le dinamiche del mostruoso mercato cinese, sarei disposto anche a pensare 30/40 a pezzo.
Naturalmente, mutatis mutandis, lo stesso discorso vale con Fender che inonda il mercato con ogni sorta possibile di incrocio, ibrido, mostro, reliccato, customizzato, torturato, per andare in saturazione su ogni piccolo poro del mercato.
Vogliamo credere veramente alla favoletta della vecchia fabbrica nel Montana ? O a quella ancora infestata dai fantasmi del Blues nel profondo Mississipi?
Non é anche questa una bella stortura del mercato, se non illegale, quantomeno amorale?
Ripeto, é chiaramente illegale acquistare un falso. Ma, altresí, é giusto farmi pagare il valore economico di un marchio per quello che DOVREBBE essere, mentre invece non é piú?
Non dobbiamo cedere alla tentazione, in fondo fanciullesca, dell'acquisto facile, ma - forse - dovremmo fare piú attenzione a chi diamo i nostri soldi e per cosa....
O no?
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 21/03/2017 ore 10:48:37
Purtroppo parli di cose che non conosci abbastanza, temo. Se vedi i documentari sulle varie fabbriche di Corona, Ensenada, Nashville che ho visto io, noterai che producono effettivamente in serie migliaia di strumenti al giorno. Migliaia. Ci sono metri e metri di rastrelliere di pezzi semilavorati. Magazzini dove tenere le materie prime che manco l'ikea. Questa dietrologia del dire che devono essere fatte in cina, e poi rimarcate usa non ha alcun fondamento. Le chitarre made in USA sono fatte in USA, poi non so se hai voglia di cavillare se la vite è fatta in ohio o in cina, ma parliamo della vite. Quelle made in mexico sono made in mexico, e quelle in cina, in cina. E' tutto scritto e francamente non ho elementi per pensare diversamente. D'altronde non mi vendono che le fanno le marmotte, ma sono esplicitamente prodotti industriali, roba da "come è fatto" non da artigianato.
Rispondi
di tormaks [user #26740] - commento del 21/03/2017 ore 23:02:19
E' giusto ciò che dici, ma allora fanno schifo pure quelle made in USA?
Ce ne eravamo accorti infatti che basta il nome americano per farti spendere 2000euro per un prodotto industriale. mentre con meno della metà ne compri un altro di uguale qualità (se non nettamente migliore), ma con marca meno risonante....(es Godin).
Oppure di liuteria artigianale spendendo altrettanto o poco più.
Di fregature eccellenti ne girano eccome e provengono proprio dall'occidente.
Infatti sono dell'idea che Cinese non vuole significare necessariamente scadente.
Ho suonato un'acustica made in Cina (non chiedermi la marca, non ricordo) che faceva impallidire quelle occidentali della stessa fascia: costava poco più di 400 euro.
Pensa che quando ero ragazzino "Giapponese" era l'equivalente del "Cinese" oggi .
Ora uno strumento, ma anche un pedale, di quell'epoca Made in Japan è ricercato e costoso. Domani avremo un fantastico vintage Cinese e ci sarà un Made in India o Congo che ci farà inorridire....(con tutto il rispetto per Indiani e Congolesi).
Comunque posseggo una Godin Velocity che cerco di vendere per 400 euro , ma non riesco: se avesse avuto la scritta Fender andava via di corsa e giuro che vale molto di più delle Stratocaster della stessa età (mia opinione condivisa da molti).
Alla Prossima
maks

Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 22/03/2017 ore 21:33:09
Anche le fender anni 50 erano prodotti industriali. Il prezzo esce da vari calcoli: materie prime, mano d'opera, trasporto.. non ho voglia di fare questo discorso. Se le godin non hanno un nome e fender si e per te questo ha un senso ok, se no pazienza. Godin non farà mai stratocaster.
Rispondi
di MisterRed [user #43326] - commento del 21/03/2017 ore 23:27:08
ecco, sono un po' imbarazzato, perché forse - ma dico forse - sei tu a non conoscere bene ció di cui parli. E cioé le regole del mercato e del commercio globalizzato. Forse ignori anche, appunto, i precedenti che ho citato. E' storia e non un'opinione che questi fatti non solo succedono, ma sono anzi la regola. E il bello (anzi il brutto) é che la storia é la stessa anche negli altri settori merceologici. Ci siamo dimenticati gli scandali di famosissimi stilisti italiani che vendono il made in Italy prodotto in realtá in Asia?
Davvero credi che gli stabilimenti pubblicizzati negli appositi video (a proposito mi occupavo di comunicazione pubblicitaria) siano sufficenti alla copertura mondiale? e crediamo anche, magari, che i preziosi legni utilizzati provengano da foreste ecosostenibili e non piuttosto da paesi molto meno attenti ai problemi ambientali?
Forse è meglio essere meno...ingenui.
Ribadisco che tutto ció non autorizza al commercio dei falsi. Me nemmeno a farsi prendere in giro dai professionisti del genere....
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 22/03/2017 ore 23:08:40
Hai ragione, è tutto un gombloddo. Le fabbriche americane e messicane sono tutte una copertura, in realtà arriva tutto dalla cina. Contento?
Rispondi
di MisterRed [user #43326] - commento del 23/03/2017 ore 17:40:42
ok a questo punto,lascio perdere. Non é importante. Solo un'osservazione...o fai l'ingenuo o sei in cattiva fede. In ogni caso ti consiglio, per non perdere credibilitá in futuro, di scrivere solo di argomenti che conosci bene e magari con un po' piú di maruritá...e, perché no, anche un po' piú di umiltá. Grazie.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 25/03/2017 ore 18:39:10
No caro, intanto l'argomento di cui ho scritto è ben diverso da quello su cui tu hai trascinato la cosa. Secondo, spari cose totalmente fuori dal ragionevole (tipo le fender USA fatte in cina..) senza supporto, fonti, senso. Quindi mi pare abbia bisogno tu di maturità e misura. A scie chimiche come siamo messi se no?
Rispondi
di tormaks [user #26740] - commento del 23/03/2017 ore 08:53:57
se non hai voglia di fare discorsi...mi potevi non rispondere...
se scrivi qualcosa e poi ti criticano (non te, ma ciò che scrivi) e rosichi, fai una cosa: non scrivere piu e ti lasciamo perdere tutti.
sai tutto tu e noi siamo tutti imbecilli. Hai idea di quanto sia cambiata l'industria in 77 anni?
va beh, non ti va di fare discorsi
ciao
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 25/03/2017 ore 18:36:4
Comunque è finita così: ho lasciato tutti i gruppi facebook dove si vendono strumenti. Mi sono totalmente stufato di essere insultato, accusato di ignoranza da persone ignoranti, di convenienza da persone che hanno convenienza, e da moralismo da persone che di morale ne han proprio poca. In questo paese il metro del giusto e dello sbagliato è estremamente flessibile, oserei dire elastico.
Rispondi
di Guycho [user #2802] - commento del 26/03/2017 ore 12:16:00
Guarda che l'elasticità è condizione necessaria al progresso, altrimenti avremmo ancora usi e costumi del paleolitico.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 27/03/2017 ore 13:43:45
io ero rimasto, veramente, che se c'è una legge si rispetta, e se non va bene si cambia. Non che la legge rimane e tutti ci si soffiano il naso. Elasticità negli appalti significa mafia, elasticità nel lavoro significa licenziamento per ingiusta causa, elasticità nei falsi significa che prima o poi qualcuno la sola se la prende. Questa è come la vedo io, se per te è progresso, avanti popolo.
Rispondi
di Guycho [user #2802] - commento del 28/03/2017 ore 07:32:52
Elasticità è capire che "mafia" e "logo su paletta" sono cose un po' distanti.

In molto paesi le droghe (o anche l'alcol) sono state legalizzate perchè nessuno rispettava le regole a riguardo, ed è solo uno dei tanti esempi, non c'è bisogno di elencarli (per non parlare della normative sul lavoro).

La sòla la prendi anche senza chitarra cinese: se uno vuol truffare il modo lo trova.
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 26/03/2017 ore 15:51:46
Per tornare al sodo, é anche una facenda che tratta di patente e marchio di fabbrica. Vi ricordate di certo che PAF significa "patent applied for"! Quando c'è poi una patente, la si può proteggere per poco tempo. In seguito diventa di dominio pubblico. Il marchio è invece protetto dalla diffusione e vendite - per esempio di Fender e Gibson che sono attivissimi. Oltre al marchio, un design di successo dovrebbe pure essere protetto - Strat, Tele, LP, ecc. Come sapete, le imitazioni del design sono abbondanti.
A me è capitato questo in relazione al marchio, ma non riproducente il design grafico del caso:
Disneyland After Dark e Shit and Chanel. Rispettivamente diventati D-A-D e Shit and Chalou (!). È stato possibile pagare una somma una tantum e comporre il tutto a basso costo, evitando causa e tribunale, andando tranquillamente avanti con carriera e hits.
Anni metà 60: a Venezia arriva una... Bigson 335 a un negozio di hi-fi che altrimenti non vendeva chitarre. A un paio di metri di distanza non si vedeva la differenza! Credo sia Made in Recanatiland ma non sono informato di alcun dettaglio riguardo a una Bigson - quella costava ben 300mila Lire. Mica poco!
Copyright: è un termine diventato generico che parte da libri e musica composta. Adesso c'entra anche software. Per identificare le cose su CD vi sono i simboli (c) copyright e (p) pubblicazione. A seconda dei paesi di provenienza, una scritta tipo SIAE.
Acquirenti potenziali di chitarre false; chi? A norma di logica non si intendono dei dettagli di una chitarra elettrica - dubito che ve ne siano su Accordo! Il logo del marchio Fender si trova a quanto sento come decal in libera vendita!!??!! Una Strat o Tele è facilmente riproducibile ma non una Gibson LP (costerebbe troppo a chi fabbrica). In ogni caso non si possono mettere in moto agenti segreti e cortei di avvocati a spese proprie - ci deve badare Fender & Co. Per sommare, chi ci perde è il cliente... se la chitarra va male.
Colpevoli di reato sono chi fabbricca e chi smercia / spaccia al fine di vendere illegalmente.

Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 27/03/2017 ore 13:41:59
Scusami ma dicendo che "le gibson non sono falsificate perchè costano troppo".. significa che non sai che sia alibaba. in cina producono les paul contraffatte in modo che va dal dozzinale al molto credibile, almeno in foto.
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 27/03/2017 ore 15:51:50
Pure una Les Paul? Marchio Gibson contraffatto?? Un prodotto in vendita odierna??? Mi ricorda una Ibanez (senza alcun marchio!) copia "lawsuit" di una LP Custom che suona ben meglio di una LP originale... folle! C'e poi una Stanzani e Tomassone - spero che sia reperibile. Per ambedue siamo nel periodo 1970-73.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 27/03/2017 ore 20:45:33
nel periodo 2017 le fanno in cina, anche marchiate Gibson custom shop, con seriale. Manca solo la chitarra praticamente..
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 29/03/2017 ore 14:51:06
Made in Indonesia: sì, ce ne sono e ne ho una - SG Junior Epiphone. Età, ormai quasi 20 anni.
Eccovi qualche dettaglio: batte 2 LP in quanto a risonanza! Passando il negozio di fiducia per corde, ho visto una cernita di modelli Epi in mostra. Mi hanno detto "appena arrivate - fatti una prova"! Detto fatto e come da sempre, provando risonanza e manico e non su ampli - la logica è che ferraglia è cambiabile a piacere. Eccovi il rapporto SG:
wine red, legno del corpo con vene ben visibili e manico avvitato - sound più simile a Tele che tipico Gibson già da spenta. C'è il logo Epi sulla paletta ma l'interessante è sul retro: logo CE, più sotto un "OK - inspected by" con numero di chi ha fatto il controllo scritto a mano. Più sotto la scritta Made in Indonesia. Il tutto in adesivi facili da togliere. Sulla placchetta dell'avvitamento e intarsiati, di nuovo un logo Epi + un lunghissimo (!) numero di serie. Prezzo 133 euro e subito comprata. Maltratta, bistrattata, reliccata senza pietà regge un open tuning continuamente cambiato.
Una chitarra falsificata deve avere questo tipo di adesivi per almeno avere la parvenza di autenticità e dubito saranno messi in vendita nel vostro solito negozio. Qui c'entra il fattore "fiducia". Una domanda:
Quando andate a visionare chitarre nuove ci sono questi tipi di adesivi? Numero di serie falsificato è un'altra storia... Per le Gibson c'è una pagina con info per trovare l'anno di produzione avendo il numero di serie (grazie Accordo! Mi avete aiutato per un vecchia LP Std). I falsificatori devono essere bravi a trovare i numeri giusti che collimano con l'anno di produzione inteso. Se appunto sono bravi e con destrezza trovano un numero già esistente (facile) siete del tutto fregati. Facendo un test Serial Number in rete, e se è un numero di serie non ancora esistente, almeno c'è la certezza che avete a che fare con un falso. La pista però porta niente... Gibson non si metterà in moto.
È cmq una chitarra da provare de visu, anzi audio. MAI comprare un chitarra solamente basato su qualche foto!
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