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Quale legno scegliere per i fusti della batteria?
Quale legno scegliere per i fusti della batteria?
di [user #46205] - pubblicato il

I parametri che decidono la voce del fusto di un rullante, un tom, un timpano o una grancassa sono molti, ma conoscere le essenze più diffuse aiuta a orientarsi con maggior sicurezza nella scelta del prossimo kit. Ce lo spiegano due professionisti del suono.
Acero o non acero? Questo è il dilemma!
Se queste sono le incognite che vi perseguitano durante la scelta di un rullante (o di un set), potrebbe tornarvi utile questa mini guida che vi illustrerà i parametri che vanno a comporre lo spettro sonoro di un fusto. Scoprirete che il legno non è il solo elemento a generare il suono che cerchiamo!

Siamo andati a trovare due professionisti del settore: stiamo parlando di Giorgio Di Tullio, batterista di fama internazionale, e Alessandro Respighi, liutaio ampiamente riconosciuto per la qualità dei suoi strumenti. A loro abbiamo posto domande che aiuteranno tutti i lettori a farsi un’idea più chiara di ciò che dobbiamo tenere in considerazione per capire il suono dei fusti.
Prima di avventurarci oltre, facciamo ordine riguardo i parametri da tenere in considerazione.

Diametro del fusto: la regola da tenere a mente è la seguente. Più il fusto si allarga, più la nota scende e diventa grave, viceversa, più il fusto si restringe e più la nota sale diventando acuta.
Profondità del fusto: la profondità non varia la nota ma il corpo del suono. Visto che funge da cassa armonica, maggiore profondità equivale a più corpo, minor profondità a meno corpo.
Spessore del legno: lo spessore del legno che compone un fusto lavora in un modo specifico. Aumentando lo spessore si sale di frequenza facendo quindi salire la nota, mentre diminuendo lo spessore il legno è libero di vibrare generando quindi note gravi.
Densità del legno: il legno, in base alla sua densità, risponde in maniera differente. Più un legno è duro, più risponde ad alte frequenze, viceversa un legno morbido risponde a frequenze più basse.

Dalla chiacchierata con Alessandro Respighi e Giorgio Di Tullio è emerso che alcuni legni ben precisi, per le loro caratteristiche, trovano largo impiego in campo musicale. "Senz'altro" ci spiega Alessandro "sono acero, betulla, noce, mogano, ciliegio, pioppo, quercia e faggio".
Abbiamo voluto confrontarci con entrambi, dal punto di vista del liutaio e da quello del musicista, per conoscere le peculiarità di ogni essenza.

Quale legno scegliere per i fusti della batteria?

Acero (maple)

Alessandro Respighi: L'acero è uno dei legni più utilizzati in generale per costruire i fusti. Una volta c’era quello e quindi si utilizzava quello, il suono che abbiamo nella testa ascoltando i dischi è proprio quello dell’acero! Si tratta di un legno di media densità tendente alle alte frequenze.
Giorgio Di Tullio: L’acero è un legno nobile riconosciuto per i rullanti più belli, va fatta però distinzione tra acero e acero nobile. Tra i più utilizzati, quello del Nord America.

Quale legno scegliere per i fusti della batteria?

Betulla (birch)

AR: Legno di media densità, molto utilizzato, personalmente non l’ho ancora usato ma lo testeremo a breve con la costruzione a doghe orizzontali.
GDT: La betulla è un legno che ha delle frequenze molto basse come il mogano, ed è un legno poco costoso. La betulla è un legno che va suonato con accordature di media tensione altrimenti si fatica a tirare fuori un bel suono.

Quale legno scegliere per i fusti della batteria?

Noce (walnut)

AR: Il noce è un legno duro tendente alle alte frequenze. Lo abbino spesso ad altri legni più leggeri per avere un contrasto sia cromatico sia di suono. 

Quale legno scegliere per i fusti della batteria?

Mogano (mahogany)

GDT: Il Mogano ha una nota molto precisa che decade in fretta anche con pelli molto risonanti (come quelle monostrato). Tende sempre sulle basse frequenze con un suono corposo.
AR: Il Mogano produce una nota medio/bassa, generalmente mi piace tenerlo con uno spessore sottile sulle batterie che costruisco per enfatizzare le frequenze basse andando dai 5mm fino ai 9 o 10. È un legno di densità media, con pori molto evidenti.

Quale legno scegliere per i fusti della batteria?

Pioppo (poplar)

GDT: Il Pioppo è un legno simile all’ acero come caratteristiche, però ha più corpo rispetto all’acero. Le vecchie Hollywood per esempio erano fatte di pioppo e suonavano da paura! È un legno che risuona molto e costa poco.
AR: è un legno leggero che enfatizza molto le frequenza basse, lo uso molto e non lo ritengo affatto un legno povero se non nel prezzo della materia prima. Come suono, col tipo di costruzione che utilizzo, non ha assolutamente nulla da invidiare ai legni più pregiati.

Quale legno scegliere per i fusti della batteria?

Ciliegio (cherry)

AR: Il ciliegio ha un suono molto caldo, lo uso spesso con una profondità media di 6 o 7 pollici. Si riesce facilmente a ottenere un suono davvero "legnoso". Ha caratteristiche simili all’acero sia come suono sia come lavorabilità.

Giorgio, per dimostrare il ciliegio, tira fuori il suo Mapex Cherry Bomb confermando la descrizione di Respighi, una pacca veramente bella legnosa, una bomba!

Quale legno scegliere per i fusti della batteria?

 Quercia (oak)
 
AR: La quercia è un legno duro che tende alle alte frequenze. Non mi pronuncio sulle qualità sonore perché non ho ancora potuto testarla per le batterie.

Quale legno scegliere per i fusti della batteria?

Faggio (beech)

AR: Il faggio è un legno abbastanza duretto, non l’ho mai usato per ora.
GDT: Neanche io l’ho mai usato...

ndr: Benny Greb utilizza la batteria Sonor in faggio, un’idea del suono quindi potete farvela guardando dei suoi video.

Quale legno scegliere per i fusti della batteria?

Bubinga

GDT: Il bubinga è un legno africano tendente alle basse frequenze, ha un suono molto profondo e va molto di moda al giorno d’oggi.
AR: Lo vedo come un legno tendente a frequenze alte e non basse come tutti dicono vista la sua durezza. Spesso uso il Bubinga misto all’acero per ammorbidire il suono.

Quale legno scegliere per i fusti della batteria?

Come vedete abbiamo due pareri totalmente discordanti sul bubinga, ciò è dovuto al fatto che non è solo il legno a conferire una determinata timbrica sonora, come dicevamo a inizio articolo.
Per esempio se abbiamo un fusto composto da bubinga, come possiamo fare per renderlo profondo come dice Giorgio pensando ai parametri presi in esame precedentemente? Aumentando il diametro o diminuendo lo spessore del fusto!
In conclusione, sia Giorgio sia Alessandro hanno fatto questa importante affermazione: "A prescindere dal legno usato, diametro, spessore ecc, se un rullante (o un set) è costruito bene in tutte le sue parti, suonerà bene.

Un grazie a Giorgio e Alessandro per il tempo e professionalità che ci hanno dedicato!
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