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Igor Nembrini - Il cuore dei virtual amp batte in Italia
Igor Nembrini - Il cuore dei virtual amp batte in Italia
di [user #45705] - pubblicato il

Forse non tutti sanno che uno dei maggiori sviluppatori di Virtual Amp per chitarra e basso viene proprio dal nostro paese. È Igor Nembrini e da diversi anni collabora con la tedesca Brainworx per lo sviluppo dei suoi prodotti dedicati alla chitarra e al basso. È proprio di questi giorni l’uscita della sua ultima realizzazione: il Fuchs Overdrive Supreme 50 Amplifier per piattaforma Universal Audio UAD-2.

Igor Nembrini è chitarrista, compositore e ingegnere elettronico esperto in programmazione C++ e da diversi anni sviluppa plugin audio per la tedesca Brainworx, distribuiti da Plugin-Alliance e Universal Audio. Si occupa prevalentemente della modellazione di amplificatori per chitarra e basso ed è a tutti gli effetti considerato un Digital Amp Designer. Tra gli altri ha creato amplificatori virtuali per note marche come ENGL, Ampeg, Chandler, Friedman e l’ultimissimo virtual amp per Fuchs, oltre a progetti originali. Come musicista ha all’attivo diversi album di musica strumentale guitar oriented e colonne sonore per film e documentari.
Lo abbiamo incontrato e abbiamo approfittato per fargli qualche domanda sulle sue creazioni e non solo!

Ciao Igor, come è nata la tua collaborazione con la tedesca Brainworx?
Ciao, ho sempre suonato la chitarra come semi professionista e sono sempre stato appassionato di home recording. Una volta laureatomi come ingegnere elettronico ho diminuito l’attività musicale per dedicarmi al lavoro di sviluppatore software nell’automazione industriale, fino alla crisi di qualche anno fa, dove ho perso il lavoro.
In quel periodo avevo molto tempo libero e ho messo insieme le mie conoscenze per creare un plugin VST che simulasse un amplificatore per chitarra, che poi ho pubblicato sul mio sito come download gratuito e pubblicizzato nei principali forum di settore.
A questo punto la sfortuna della perdita del posto di lavoro si è tramutata in fortuna!
Dopo qualche settimana mi contattò Dirk Ulrich, boss di Brainworx e Plugin-Alliance, il quale mi invitò nella loro sede in Germania. Da li è nata la nostra collaborazione!

Qual’è stato il primo amplificatore che hai modellato?
Il primo lavoro completo di modellazione è stato su due amplificatori ENGL: il Retro Tube e il Victor Smolsky Signature. Vennero inizialmente distribuiti da Universal Audio per piattaforma UAD-2 e successivamente da Plugin-Alliance in versione nativa.

Come funziona il processo di modellazione del plugin? È tutto creato nel tuo studio in Italia o ti avvali della collaborazione di altri sviluppatori Brainworx?
La gran parte di sviluppo software dei prodotti per chitarra e basso di Brainworx viene realizzata da me. La modellazione viene fatta nel mio studio in Italia: parto sempre dallo schema elettrico fornitomi direttamente dalla casa, che converto in “digitale” con dei metodi matematici. Per alcuni componenti standard o aggiuntivi mi avvalgo di librerie software di Brainworx, utilizzate da tutti i suoi sviluppatori.
Nella fase successiva il plugin viene comparato all’originale, amplificandolo con un amplificatore lineare, dentro la stessa cassa usata per l’amplificatore di riferimento e modificando il modello digitale fino a quando il plugin e l’amplificatore non suonano identici.
Anche questo processo di fine tuning viene fatto da me nel mio studio, poi successivamente viene eseguito un check finale in Germania, prima di effettuare il campionamento delle casse al Brainworx Studio.
La grafica del plugin e il servizio fotografico per il marketing vengono realizzati interamente da Brainworx.

Lo so che sei di parte, ma detto tra noi, secondo te cosa cambia tra un amplificatore reale microfonato e il suo modello virtuale? 
Eh eh eh! Si è vero, il mio giudizio non vale!
A parte gli scherzi, come chitarrista ho sempre suonato amplificatori valvolari sia dal vivo che in studio di registrazione, generalmente testata e cassa 4x12 di svariate marche, ma onestamente oggi in studio non ci penso più di due volte ad utilizzare i plugin da me realizzati. Dopo tutti i test fatti so che suonano praticamente identici agli originali e le casse modellate al Brainworx Studio sono il frutto dell’esperienza da produttore di Dirk, con l’impiego di un banco Neve vintage e di microfoni alla portata di pochi. Alla fine vedo solo vantaggi nell’usare i plugin in studio, sia per quanto riguarda il suono che per la praticità.

Pensi che i modelli virtuali sostituiranno completamente gli amplificatori reali nel futuro o ci sarà sempre un posto per l’analogico? 
Credo che tra qualche anno il digitale sarà predominante nel mercato, anche perchè la potenza dell’hardware continua ad aumentare, i prezzi a scendere e la tecnologia software è sempre migliore di anno in anno. In ogni caso l’analogico avrà sempre un suo spazio, nel settore boutique ad esempio, anche se rimarrà un mercato più ridotto.
 
Igor Nembrini - Il cuore dei virtual amp batte in Italia

Qual’è la difficoltà maggiore nell’emulare il suono della valvola?
L’attacco e la dinamica della valvola sono difficili da emulare, ma ancora più complessa è l’organicità che c’è in questo tipo di circuiti, cioè come si comportano i componenti nel loro insieme. Si basti pensare all’aumento di compressione con il finale ad alto volume, detto effetto SAG, dovuto alla leggera caduta di tensione dell’alimentatore. Per questo motivo non mi sono avvalso dei classici modelli di valvola, ma ne ho sviluppato uno tutto mio, che tenesse in considerazione questi comportamenti che ritengo molto importanti per una simulazione realistica.

Puoi spiegare in parole semplici, per noi profani, la differenza tra la modellazione utilizzata nei Virtual Amp da te realizzati, e la profilazione tipo Kemper? 
Premettendo che ritengo il Kemper un ottimo prodotto e il riscontro che sta avendo sul mercato ne è la prova, in questa macchina viene fatta una “fotografia” dell’amplificatore profilato con un determinato settaggio. Le modifiche successive sul gain e sull’equalizzazione non risponderanno come i circuiti dell’amplificatore originale quindi, proprio perché la profilazione non contiene informazioni sullo schema elettrico di quel preciso modello e non può sapere come si comportano i suoi circuiti nella realtà.
I plugin da me realizzati invece hanno tutte le sfumature che può avere l’amplificatore reale. Prendiamo ad esempio l’equalizzatore, che ha un tipo di circuitazione passiva inserita in un blocco unico posizionato in un determinato punto del percorso del segnale: modificando un controllo come il Treble, si modificherà la risposta in frequenza di tutto lo spettro audio, non solo l’area delle alte frequenze. Questo comportamento e interazione tra i controlli varia tra amplificatore e amplificatore e si può replicare fedelmente in digitale solo con una modellazione come quella che uso io, che parte proprio dallo schema elettrico originale.

Quando ricrei la versione software di un amplificatore reale, come hai fatto per ENGL, Friedman, Chandler ecc., c’è una reale collaborazione con i progettisti degli amplificatori originali? 
Dipende dai casi, ma comunque c’è sempre una disponibilità dalla casa produttrice a fornire tutta la documentazione e assistenza tecnica necessaria. In ogni caso il plugin non viene pubblicato fino a quando non c’è l’approvazione completa della casa produttrice. Per esempio, Dave Friedman ha voluto delle piccole modifiche all’ultimo minuto prima della pubblicazione del plugin che emula le sue testate. Alla fine è stato molto contento dei risultati e per me è stata una bella soddisfazione incontrarlo al NAMM, dove mi ha fatto visitare il suo stand con in bella mostra i suoi amplificatori e i miei plugin!

Igor Nembrini - Il cuore dei virtual amp batte in Italia

I tuoi plugin per chitarra sono tra i più famosi ed utilizzati anche sulla piattaforma UAD-2. Quanto la tecnologia Unison e i convertitori delle schede Universal Audio Apollo influiscono nell’utilizzo e nella resa dei tuoi Virtual Amp? 
Molto, sono ottime schede audio con ottimi pre e convertitori, che per catturare un segnale come quello della chitarra e del basso sono fondamentali. In più gli sviluppatori Universal Audio hanno introdotto questa nuova tecnologia Unison, che varia l’impedenza di ingresso della scheda a seconda del plugin caricato e dell’amplificatore simulato, portandola al valore del modello originale, con una notevole miglioria sull’accoppiamento scheda audio e pickup.

Le casse modellate nei tuoi plugin usano i modelli fisici o la convoluzione?
In realtà nessuna delle due. Utilizziamo una nostra tecnica che prende spunto da entrambe le tecnologie.

Quali sono i microfoni che usate di solito nelle simulazioni di cassa?
Usiamo sia i classici microfoni che si utilizzano in studio per microfonare un ampli per chitarra, come il dinamico Shure SM57 o il Royer 121 a nastro, più altri modelli più ricercati come il Neumann CMV 563, combinati in modo differente e in posizioni diverse per ottenere varie sonorità, secondo l’esperienza da produttore di Dirk, che se ne occupa in prima persona.

Puoi dare dei consigli pratici per chi, venendo dagli amplificatori reali, comincia ad affacciarsi nel mondo del virtuale? 
La prima cosa da tenere sott’occhio è il livello di ingresso al plugin del segnale di chitarra o basso: nelle modellazioni utilizziamo gli ingressi ad alta impedenza delle schede Universal Audio serie Apollo, con il gain settato a 10db, in modo da non avere dei picchi che potrebbero far distorcere il preamplificatore. A tal proposito abbiamo inserito anche un controllo di Gain lineare in ogni virtual amp di Brainworx, in modo da attenuare ulteriormente il segnale in ingresso nel caso stiate utilizzando una chitarra o un basso equipaggiato con pickup con un alto livello di uscita, che possono portare ad ottenere una saturazione innaturale.
Se non siete sicuri della qualità dell’ingresso ad alta impedenza della vostra scheda audio, vi consiglio di utilizzare delle buone D.I. Box esterne. Fare arrivare al plugin un segnale che rispetta il più possibile il suono dello strumento è fondamentale.

Ringraziamo Igor per la sua cortesia e disponibilità a rispondere alle domande di accordo.it . Siamo orgogliosi che prodotti che rappresentano l’avanguardia nel nuovo mercato digitale siano progettati e realizzati in Italia, che, nonostante tutto, continua a sfornare eccellenze!
Igor Nembrini intervista
Link utili
Plugin-Alliance
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Commenti
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 20/03/2017 ore 11:28:52
Seppure sono ancora per l'analogico, bell'articolo davvero interessante e complimenti ad Igor, un italiano finalmente protagonista in ambito internazionale! ;)
Rispondi
di satch76 [user #19713] - commento del 20/03/2017 ore 16:20:21
Ottima intervista.

In questi ultimi tempi mi sto interessando all'argomento, visto che sono un programmatore, e questa intervista da dei buoni spunti di riflessione.
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