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Custom Shop Milano e la qualità
Custom Shop Milano e la qualità
di [user #3] - pubblicato il

Cosa occorre per fare speciale una giornata? L'unione di diverse cose belle: più ce ne sono, più diventano complementari e più la giornata vale. La terza edizione di Custom Shop Milano (meglio però dire la prima edizione di Custom Shop Milano 2.0) di cose belle (e nuove) ne ha riunite parecchie. A completare il cuore - noto, ma sempre sorprendente per qualità e innovazione - degli strumenti artigianali c'è stato un insieme di contenuti collaterali ugualmente preziosi per valorizzare il mondo italiano dello strumento musicale di qualità.
Cito al primo posto il programma di eventi ideato e organizzato dal direttore artistico Gianni Rojatti. E' l'idea nuova e vincente con cui si è (finalmente!) superato il modello "demo" - ormai inflazionata e quindi senza interesse, non se le fila più nessuno - proponendo un nuovo punto di vista con i professionisti. La serie di incontri ha fatto registrare il tutto esaurito, con alcuni momenti di straordinario intrattenimento. Un valore amplificato dalla presenza di un pubblico nuovo, competente e curioso, contagiato dalla vitalità degli eventi, uscendone con un'accresciuta voglia di fare musica.

Ma sono primi a parimerito anche gli espositori: una sessantina di aziende rappresentanti della qualità artigianale italiana che si sono messe in gioco, sfidando la pioggia, il papa, il centro storico di Milano, l'ora legale e le tirsti chimere sempre attive a mettere i bastoni tra le ruote a chi vuole fare sistema (che noia). Sessanta aziende che hanno contribuito al successo della terza edizione di un evento totalmente rinnovato nei contenuti e negli obiettivi.

Custom Shop Milano e la qualità

Altrettanto primo a parimerito anche lo staff di Fondazione Stelline, un gruppo di professionisti cortesi, efficienti, collaborativi sempre. Anche grazie a loro abbiamo costruito un evento capace di attirare la TV nazionale, i maggiori quotidiani, Virgin Radio, Rolling Stone, i grandi siti di informazione. E di interessare Confartigianato lombarda e nazionale, tanto da ricevere il patrocinio in zona Cesarini, ma con il proponimento di aviarre una collaborazione duratura e proficua. E di portare a visitarci l'onorevole Raffaello Vignali - promotore del bonus Stradivari - rimasto per ore con noi (anche grazie a una proposta irresistibile di streed food e birra artigianale) per discutere delle prospettive della musica in Italia, in tutte le sue declinazioni. 

Chiudiamo questo Custom Shop Milano 2017 con la certezza averne evidenziato le grandi potenzialità, riuscendo - come ha detto oggi un soddisfatto Marco Viola - a superare l'autoreferenzialità di mondo chiuso in se stesso, proponendo contenuti innovativi a un pubblico qualificato e in buona parte nuovo, estraneo alle  dinamiche di gregge, quindi più ricettivo e fertile. Su quesa base lavoreremo insieme a tanti operatori in sintonia con noi, per costruire il luogo privilegiato della qualità, un prezioso palcoscenico rivolto al Paese e al mondo, a disposizione di chi ha scelto come professione lo strumento musicale di eccellenza.

Custom Shop Milano e la qualità

E a segnare la differenza c'è ovviamente la marcia in più dello staff di ACCORDO, un gruppo rinnovato eppure già affiatatissimo, giovane, professionale, entusiasta, brillante. Dunque, grazie a tutti e arrivederci a novembre per un SHG Musicshow che si prepara a stupire.
custom shop milano 2017 eventi
Link utili
Sito Custom Shop Milano
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di Aktarus [user #5855]
commento del 27/03/2017 ore 05:56:14
Non ho assistito a molti eventi ma mi sono piaciuti. una gradevole e interessante atmosfera. L'unica considerazione che mi ha un pochino spiazzato è aver sentito durante una dimostrazione di acustiche, di "apertura del mercato cinese"....ancora sono della vecchia scuola di pensiero che associa il made in china dalla parte opposta dell'artigianato di qualità;).
Gli eventi per me sono stati il punto forte della manifestazione. Non posso dirmi entusiasmato dell'esposizione in quanto tale. Mi è mancato quel colpo al cuore nel vedere tante chitarre e ampli messe insieme
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 27/03/2017 ore 07:40:55
"ancora sono della vecchia scuola di pensiero che associa il made in china dalla parte opposta dell'artigianato di qualità;)."
Beh 2000 anni fa i Cinesi facevano strumenti musicale,e molto altro,quando qui si stava assai peggio...comprati una Eastman poi ne riparliamo,inoltre vedo spesso incensate le Eko ( e altre amenità Italiche) degli anni '60/'70 che con tutto il rispetto in confronto alla media di Cineserie attali erano delle vere ciofeche,ecco perchè nel mondo del "chitarrismo" non si innoverà mai nulla,con queste chiusure mentali c'è poco da fare :-)
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di Aktarus [user #5855]
commento del 27/03/2017 ore 08:09:11
E? vero, sarà chiusura mentale -dura da superare- ma che ci vuoi fare ? forse i tempi non sono ancora per me così maturi da farmi associare subito il "made i china" all'artigianato boutique..(si dice ancora così? ) ;)
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di Pietro utente non più registrato
commento del 27/03/2017 ore 08:28:42
Non lo so se si dice così o meno,a me in genere non piacciono troppo le etichette,ma quello che volevo dire è che ci sono "artigiani" ovunque,è sbagliato associare questo termine solo al mondo Occidentale :-)
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di Aktarus [user #5855]
commento del 27/03/2017 ore 08:47:19
Ci saranno anche da quelle parti, ma qui non si fanno vedere :)
E? vero che ormai oggi il 90% della produzione è cinese, non c'è più quella netta distinzione tra effetto meraviglioso e costosissimo e cineseria da 20 euro. Quello che tempo è che non si sia alzato il livello della produzione cinese o industriale a costo accessibile per tutti, ma si sia abbassato e standardizzato L'orecchio e il gusto musicale dei chitarristi e musicisti in genere.... lo standard sta diventando suonare con le applicazioni sull'ipad..;)
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di Pietro utente non più registrato
commento del 27/03/2017 ore 08:53:22
Beh nemmeno i nostri artigiani vanno all'estero se è per questo (salvo casi sporadici).
La produzione oggi è Orientale in tutti i campi,costi etc..etc... non solo nella musica.
Il livello della produzione anche in fasce medio basse si è alzato eccome,per quanto riguarda l'ultima parte dipende da molti fattori,io non ascolto Mp3 ma ho un Hi-Fi high end anche adesso,l'iPad lo uso per molte cose ma non per la musica,insomma la materia è "complessa" a dir poco :-)
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di Aktarus [user #5855]
commento del 27/03/2017 ore 09:01:48
Forse sto sviando il discorso un poco OT e forse sono un sentimentalista nostalgico ma io vivo quello che sta succedendo nel mondo delle sei corde come quello che è successo al mondo dell' hI-fi. Non parlo di audiofili incalliti e talebani, ma fino a pochi anni fa se entravi in un qualsiasi negozio anche i soliti megastore e andavi al reparto audio, potevi trovatre un sacco di amplificatori, stereo per tutti i gusti e tutti i prezzi, c'erano salette dedicate. Oggi non si trova più niente di tutto questo, vedo solo "radioline". Ho paura di vedere la stessa cosa nel mondo della chitarra.
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 27/03/2017 ore 09:06:42
Su questo sono daccordo con te al 100%,infatti io non sono talebano,ma ho un impianto degno di questo nome senza esagerare (inutile andare oltre certi limiti se non hai un ambiente d'ascolto "perfetto") ma quello che vedo nel mondo della chitarra non mi pare sia assimilabile a cià che è accaduto all'ascolto musicale.Il fatto è che è cambiato il modo sia di fare musica,sia di fruirla,e il mercato hardware e software si è adeguato..nel bene o nel male,ma non credo si possa tornare indietro.
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 27/03/2017 ore 15:39:05
Tutto cambia a ogni innovazione tecnica - la chitarra resta quella che è, corde e pick-up e al massimo efftetti nuovi. Se capita qualcosa di totalmente rivoluzionario avrà un nome diverso. Al SHG vi è l'opportunità di essere "first in line" per le novità. Ancor di più fare conoscenza di liutai che possono farvi una chitarra "su misura". Dall'altra parte ci sono quelli che hanno la gara a chi ha ormai il maggior numero di catene di montaggio. Per fortuna, l'attenzione già dapprima era di esporre produttori italiani.
Poi c'è la Cina che già avete identificato come nuovo Giappone. La Cina sta facendo contatti da tutte le parti e in un paese così vasto avranno legni eccezzionali. Liutai italiani devono farsi contatti in Cina per accappararsi legni! IMHO, i prezzi di artigianati saranno in aumento. Rolls-Royce e Bentley, Ferrari e Lamborghini ma prezzi da catena di montaggio non cambieranno di molto.
Potessi, sarei stato al SHG - per incontrare Accordiani che vedo in pagina! E girondolozare tra liutai e quelli dei pedali custom made Made in Italy. Avete visto visitatori esteri? Vendere all'estero non è facile... Ho provato con le corde Dogal. Me ne hanno mandato una scorta, le ho passate al negozio numero uno a Copenaghen che poi mi hanno detto: buone, le abbiamo provate, tentare di vendere e testare se c'è un mercato... tutti hanno però detto "la Dogal non la conosciamo, non ce la sentiamo di comprare" :(
Spero che gli espositori hanno fatto un buon business! Devono investire parecchio per essere presenti...
Rispondi
di lbaccarini [user #14303]
commento del 27/03/2017 ore 17:47:29
Io ho avuto un Vox AC15 TV HW (hand-wired, anche se qualche esperto mi disse che non era del tuttto cablato a mano) Anniversary (mi pare 50esimo) Made in China che suonava al livello di ampli boutique (ne ho avuti vari per cui lo dico con cognizione di causa).
A meno di sbagliarmi, ma non penso, questa serie l'ho vista su palchi di livello (Afterhours, Black Crowes, Pearl Jam, Luca Colombo mi pare pure) quindi direi che ciò un buon bollino di qualità.
Poi de gustibus
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 27/03/2017 ore 18:26:10
PS: scusate... non è SHG! Meglio avere l'appellativo Custom Shop!
Ibaccarini: se i cinesi sono disposti a fare chitarre con l'aura della loro cultura (decorazioni + qualità) saranno da invitare. Bella la storia del AC15!
Baden giusto qui sotto: è vero, siamo invecchiati. La regola fissa per superstars era 27 anni di vita - ora, si muore di morte naturale o malattia incurabile. Noi vecchi siamo dunque sopravvissuti o non abbiamo lasciato perdere la chitarra dato che siamo qui su Accordo.
Rispondi
di Baden [user #39846]
commento del 27/03/2017 ore 08:46:18
Mi è proprio dispiaciuto non poter venire ma vedendo le foto mi è sorta una piccola riflessione: perchè siamo così invecchiati?
Rispondi
di jakeelee [user #34260]
commento del 27/03/2017 ore 12:29:5
Bellissima manifestazione, Paolo Pilo top assoluto!!
Gavino Loche di un altro pianeta.
Diego Geraci, come al solito, meraviglioso.
Sono tornato a casa felice, arricchito e migliorato.
Chi non c'era questa volta si è davvero perso molto.
Rispondi
di Don Diego [user #4093]
commento del 27/03/2017 ore 18:23:35
Grazie!!!! ;)
Rispondi
di Lespo [user #18097]
commento del 27/03/2017 ore 14:25:40
Si ma io sono in attesa di foto e video da bava alla bocca, demo di strumenti ecc.ecc.
Rispondi
di lbaccarini [user #14303]
commento del 27/03/2017 ore 15:13:20
Bell'evento, bel modo di passare la domenica, posto davvero figo, birra buona e arancino anche! La giornata di sole ha aiutato per fortuna.
Belle le interviste/workshop di Rojatti, magari un suggerimento potrebbe essere di lasciare 5-10 minuti per domande dal pubblico (molto stile USA, ma carino), anche se ne ho viste solo 2 per cui magari nelle altre interviste le domande ci sono state.
Come highlights indicherei i seguenti:
- chitarre Blackbeard, consolidate ormai nella loro bellezza, originalità ed abbordabilità (prezzi assolutamente umani)
- pedali Formula B: look intrigante (ma non li ho provati)
- Vinteck: sempre belle robette
- un bimbo, secondo me di 8 anni massimo, che suonava quasi come SRV, mai visto (live) una cosa così, ha un futuro di certo!
Rispondi
di mehari [user #25169]
commento del 27/03/2017 ore 17:40:11
Grazie per la citazione...
posso dirti con orgoglio che il ragazzino, Enea, ha una mia chitarra che gli ho costruito MOLTO volentieri :)

Rispondi
di lbaccarini [user #14303]
commento del 27/03/2017 ore 17:42:40
Oh wow! Un endorser (o cliente mi sa) d'eccezione. Mi è davvero caduta la mandibola, e non solo a me, mentre suonava...
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 27/03/2017 ore 17:51:59
Il futuro è assicurato :)
Rispondi
di mehari [user #25169]
commento del 27/03/2017 ore 17:55:45
Cliente... cliente.. però nel fargli la chitarra ci ho messo un po' più di "mojo" del normale

in ogni caso è questa qui :

vai al link
Rispondi
di lbaccarini [user #14303]
commento del 27/03/2017 ore 18:01:09
Bella (as usual), se la merita tutta!
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 27/03/2017 ore 18:41:39
Enea se la terrà tutta la vita - non è una mini. È veramente ben riuscita la decorazione sul battipenna + legno e chocolate vanno davvero bene! Quando possibile, c'è da fare audio.
Rispondi
di tormaks [user #26740]
commento del 27/03/2017 ore 19:45:32
Caspita!!!!! se fossi Siculo direi Miiiiiii!!! Non è bella, di più!
'Sti pargoli hanno l'enorme fortuna di avere dei padri rockettari che sperano che il figlio suoni qualcosa, anche il controfagotto!
Io cominciai a 7 anni, dopo aver pianto per un giorno intero "voglio una chitarraaaaaa gne gne nghe" e mi comprò una sisme con corde di ferro battuto...(costo 11.500 lire anno 1973). In realtà voleva prendermi una classica da 30.000 lire, ma io mi sentivo in colpa e poi volevo emulare Dylan e Bennato.
Mio padre pensava che avrei mollato dopo due giorni: sono passati? Non lo so, contali tu! Sono ancora una sega e non è il mio mestiere, ma godo come 40 anni fa quando ho una chitarra in braccio e nel frattempo ho imparato a metter le mani su basso, tastiere software, plugin e avanti così finchè l'angelo con la falce mi verrà a trovare.
Mi è partito il pippone, scusa.
W Enea che è già mito d'altronde con quel nome.
Sei uno scultore, senza offendere i liutai.
maks


Rispondi
di mehari [user #25169]
commento del 27/03/2017 ore 21:38:47
Enea è bravo e devo dire che il merito va ovviamente ai genitori che lo stanno "tenendo nei ranghi" senza strafare.... e non è poco.
grazie per lo "scultore"
Rispondi
di magheggio [user #10968]
commento del 28/03/2017 ore 11:39:58
Bell'evento...
mi è piaciuto...
Sono rimasto colpito dagli ampli Dophin Sound e BRBS... non era la prima volta che li sentivo. Ma sono veramente notevoli.

Devo far notare l'assenza di alcuni produttori importanti in passato: GNG, Bruno Traverso e STK Guitars... che per quanto riguarda le chitarre moderne sono tra i migliori in Italia.
Sapevo che non erano presenti, avendo visto la lista degli espositori... ma ci sono comunque rimasto...
Ho notato anche l'assenza di Mezzabarba e RedOne che l'anno scorso mi avevano fatto una buona impressione per le loro idee chiare.
Rispondi
di alberto biraghi [user #3]
commento del 28/03/2017 ore 13:14:2
Purtroppo non possiamo imporre la presenza ai nostri eventi, anche se a volte sarebbe bello poterlo fare. Visto l'impegno ci sfuggono sempre - dopo tanti anni - le ragioni delle cicliche mancanze di disponibilità.
L'investimento è minimo, l'impegno pure, riesce difficile comprendere, alla fine chi ci rimette è il consumatore, a cui mancano alcuni pezzi dell'insieme artigianale.
Visto il risultato oggettivamente molto brillante di quest'anno speriamo che l'anno venturo l'affluenza sia più completa.
Rispondi
di magheggio [user #10968]
commento del 28/03/2017 ore 13:51:36
No, guarda, va bene così.
Ci ero rimasto male (è un sentimento irrazionale) perchè credo che i vostri eventi gli abbiano dato grande visibilità in passato, pur non potendo permettermi le loro creazioni io avrei voluto vedere le loro nuove idee e magari farci due chiacchiere... come ho fatto altre volte (e sono sempre stati assolutamente disponibili)... non posso andare al loro laboratorio per questo...
Inoltre l'ho visto un comportamento da ingrati... però mi posso sbagliare, la loro assenza potrebbe avere una motivazione molto valida.
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 28/03/2017 ore 15:37:01
Idea per la prossima volta, ma forse difficile: scovare esperti e conoscitori del vintage italiano di ampli. Come Marshall italiano cito Lombardi! A basso prezzo c'era la FBT e per impianti giganti Montarbo in zona transistor. Per chitarre le Davoli. C'è pure da raccontare la history di Recanati...Basterebbe un pannello di "storici" a raccontarne la storia per un event di interesse senza doversi portare appresso hardware.
Rispondi
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